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Pierre e Jean

Di

Editore: Garzanti (I grandi libri Garzanti 51)

3.9
(321)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco

Isbn-10: 881136051X | Isbn-13: 9788811360513 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giacomo Di Belsito ; Prefazione: Mario Picchi

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Il rumore dei pensieri

    Forse è stato l’unico libro azzeccato nel giro di un anno.


    Storia semplice e fortemente contemporanea, seppur raccontata in un lontano ‘800. Una famiglia borghese, protagonista e vittima allo stesso tempo dei cambiamenti che il destino porta con sé, una lotta tra due fratelli che, seppur ...continua

    Forse è stato l’unico libro azzeccato nel giro di un anno.

    Storia semplice e fortemente contemporanea, seppur raccontata in un lontano ‘800. Una famiglia borghese, protagonista e vittima allo stesso tempo dei cambiamenti che il destino porta con sé, una lotta tra due fratelli che, seppur legati dallo stesso sangue, o quasi, conducono vite completamente diverse, a volte, opposte. Jean e Pierre, due figli che combattono l’odio che li lega, una famiglia che si lascia cullare, invece, dal desiderio di vivere una vita appagante ed incline alla ricchezza. Un padre che, interessato solo al denaro e ai suoi hobby, non si rende conto di come la sua famiglia si sia spezzata in una giornata apparentemente fortunata.

    Maupassant racconta i dilemmi e i dolori che sono la base dei rapporti familiari. I sentimenti e le sensazioni sono perfettamente descritte con un velo di naturalezza e di realtà pragmatica. I personaggi vengono raccontati con una grande maestria e sono figli di un autore che esprime il meglio di sé proprio attraverso i dolori della psiche e dell’animo umano.

    Ringrazio Maupassant per aver svegliato in me attimi di pur interesse letterario, ormai dimenticati dopo la “stitichezza” narrativa che mi ha circondato.

    ha scritto il 

  • 4

    Immaginiamo per un momento cosa sarebbe stata la vita passata che è stata raccontata, anche abbastanza di recente, nella letteratura e nei film, guardandola solo con gli occhi rivolti verso il nostro presente.
    Immaginiamo cosa sarebbero stati i racconti di spionaggio, le indagini di Maigret ...continua

    Immaginiamo per un momento cosa sarebbe stata la vita passata che è stata raccontata, anche abbastanza di recente, nella letteratura e nei film, guardandola solo con gli occhi rivolti verso il nostro presente.
    Immaginiamo cosa sarebbero stati i racconti di spionaggio, le indagini di Maigret e di Marlowe, i gialli di Hitchcock (quelli in cui ad es. James Stewart nell’Uomo che sapeva troppo non riesce a comunicare con la moglie Doris Day e con la polizia perché deve usare un normale apparecchio telefonico) e immaginiamo tutti gli sviluppi epistolari presenti ne le Affinità elettive e poi ancora la guerra fredda senza il muro di Berlino e la Germania riunificata? O le dispute territoriali sulla Ruhr fra Francia e Germania raccontate in epoca di unificazione monetaria?
    Tutto avrebbe avuto di certo uno sviluppo diverso solo se i protagonisti di queste storie avessero avuto la disponibilità di un cellulare oppure se ad esempio Zorba se avesse maneggiato euro anziché dracma? Le lettere poi? E chi le scrive più oramai. Roba del giurassico.
    Ma quando la letteratura è arte, come il cinema, cioè quando è fatta bene, ti conduce abilmente nei suoi territori e noi restiamo alla sua mercè diventando di volta in volta Tarzan, Bertley, K, Swann, Gianburrasca o Pierre.
    Guai a pensare allora che la caccia alle balene è un orrore e che la genesi sia solo un falso storico come farebbe un odierno politically correct. L’Ismaele di Melville e l’Abramo della Bibbia sono e restano metafore compiute per la comprensione dell’animo dell’uomo.
    La vicenda di Pierre e Jean sarebbe impensabile, fino a diventare catastrofe del pensiero, se ci ostinassimo a inquadrarlo nella nostra attualità. Le conoscenze genetiche sul dna infatti renderebbero impossibili simili trame e sarebbe facile per i protagonisti del racconto di Maupassant risolvere il dubbio sulla paternità di Jean con la immediata analisi del suo codice genetico. Il racconto sarebbe bello che fritto diventando soltanto una sorta di banalità giornalistica. Se facessimo così noi saremmo oggi privati di una lettura emozionante e coinvolgente come lo è questa di Maupassant. Nel finale, pensate, è pure commovente.

    ha scritto il 

  • 4

    Che scrittura Maupassant! Mi ha ricordato un po' "Thérèse Raquin" di Zola, non per la trama, ma per l'incredibile capacità di sondare l'animo umano, riuscendo poi a trasmettere i tormenti e i pensieri in modo reale, ma allo stesso tempo poetico, avvolgente e penetrante.
    Maupassant mostra un ...continua

    Che scrittura Maupassant! Mi ha ricordato un po' "Thérèse Raquin" di Zola, non per la trama, ma per l'incredibile capacità di sondare l'animo umano, riuscendo poi a trasmettere i tormenti e i pensieri in modo reale, ma allo stesso tempo poetico, avvolgente e penetrante.
    Maupassant mostra una profonda sensibilità e non si può fare a meno di venirne travolti.
    La storia di Pierre e Jean è semplice, ma i personaggi sono delineati perfettamente, direi cesellati, come se Maupassant fosse uno scultore. E nonostante la trama semplice, si resta incollati alle pagine fino all'ultima parola.

    ha scritto il 

  • 5

    Maupassant è un maestro nell'indagare l'animo umano, poche volte ho trovato su carta un ritratto così penetrante, coinvolgente e preciso dei caratteri dei vari personaggi, sembra di essere lì vicino a loro e toccare con mano la loro pena, il loro struggimento, la loro solitudine. Ora so, non per ...continua

    Maupassant è un maestro nell'indagare l'animo umano, poche volte ho trovato su carta un ritratto così penetrante, coinvolgente e preciso dei caratteri dei vari personaggi, sembra di essere lì vicino a loro e toccare con mano la loro pena, il loro struggimento, la loro solitudine. Ora so, non per averlo provato ma solo per averlo letto (e qui sta la sua grandezza), cosa si possa provare nello scoprire che la propria madre ha avuto tuo fratello da un padre che non è il tuo, a tua e a sua insaputa. Grandissimo Guy.

    ha scritto il 

  • 3

    Guy De Maupassant è senz'altro abilissimo a descrivere la psicologia dei personaggi. La trama è interessante, anche se un po' demodè ai giorni nostri. La sua scrittura è ricercata e scorrevole. Ma...insomma, il libro non mi ha presa, a tratti mi ha annoiata.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo finissimo romanzo psicologico di Maupassant, che ho scoperto per caso, nonostante la brevità si è rivelato bello quasi quanto il più celebre Bel-Ami: la vita di due fratelli, tra cui cova già una latente rivalità, è sconvolta dalla morte di un amico di famiglia, che lascia la propria eredi ...continua

    Questo finissimo romanzo psicologico di Maupassant, che ho scoperto per caso, nonostante la brevità si è rivelato bello quasi quanto il più celebre Bel-Ami: la vita di due fratelli, tra cui cova già una latente rivalità, è sconvolta dalla morte di un amico di famiglia, che lascia la propria eredità solo a uno dei due, il minore. Un vortice di sospetti e pensieri ossessivi avvelena allora la vita del maggiore...sconsiglio di leggere la trama, sia su anobii che in quarta di copertina, perchè svela tutto togliendo suspense alla storia!

    ha scritto il 

  • 4

    Maupassant scrive questo romanzo breve dopo il grande successo di "Boule de Suif"."pierre e jean"sono due fratelli molto diversi tra loro,il primo dall'aria cupa e nervosa e il piu giovane,jean,più timido e dall'animo gentile.Quando quest'ultimo eredita un'ingente fortuna,la rivalità tra i due, r ...continua

    Maupassant scrive questo romanzo breve dopo il grande successo di "Boule de Suif"."pierre e jean"sono due fratelli molto diversi tra loro,il primo dall'aria cupa e nervosa e il piu giovane,jean,più timido e dall'animo gentile.Quando quest'ultimo eredita un'ingente fortuna,la rivalità tra i due, rimasta più o meno latente,si acuisce lasciando trasparire delle verità scomode e dolorose non solo per loro.Caratterizzato da una scittura scorrevole,con uno stile sobriamente descrittivo,l'autore dà il meglio di sè nell'analisi psicologica dei personaggi;Sull'onda del suo autentico sdegno per la borghesia francese sottolinea le bassezze umane e la povertà di spirito del suo tempo.Maupassant lo ritengo veramente bravo nel sintetizzare i molteplici aspetti di queste due figure antitetiche nonchè con la sua scrittura attualissima rende al lettore un piacere quasi riposante nel leggere della Francia e dei temi così complessi toccati dalla sua immaginazione.Morì a soli 43 anni dopo molte crisi che sfioravano la follia,lui così appassionato per la psichiatria,fini i suoi giorni rinchiuso in un manicomio.

    ha scritto il 

  • 5

    A me è sembrato bellissimo!!Peccato che non sia più conosciuto! Una storia forse un po' diversa dal solito, che può sembrare buia e triste, ma a me è sembrato più che altro un romanzo introspettivo, scritto divinamente!! Lo consiglio, davvero tanto!!

    ha scritto il