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Pierre e Jean

Di

Editore: Garzanti (I grandi libri Garzanti 51)

3.9
(343)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 881136051X | Isbn-13: 9788811360513 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giacomo Di Belsito ; Prefazione: Mario Picchi

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , eBook , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Molto molto bello . Letto su consiglio di un "vicino anobiano " e molto apprezzato. Sempre attuale il conflitto tra fratelli e la gelosia che ne può derivare. Inutile descrivere la trama, sarebbe ridu ...continua

    Molto molto bello . Letto su consiglio di un "vicino anobiano " e molto apprezzato. Sempre attuale il conflitto tra fratelli e la gelosia che ne può derivare. Inutile descrivere la trama, sarebbe riduttivo rispetto alla bellezza della lettura. Sempre grande Maupassant sia nell'introspezione dei personaggi che nella descrizione dei paesaggi che ti scorrono davanti meglio che in un film. Peccato sia poco letto e poco ristampato. Maupassant è uno dei grandi scrittori classici, e questo, secondo me è uno dei suoi più bei romanzi.

    ha scritto il 

  • 4

    Stavolta il mio amico S* m'ha consigliato bene. Il romanzo m'è parso come l'anello di congiunzione tra Dostoevskij e Kafka: Maupassant opera una dissociazione tra l'autore del delitto (in questo caso ...continua

    Stavolta il mio amico S* m'ha consigliato bene. Il romanzo m'è parso come l'anello di congiunzione tra Dostoevskij e Kafka: Maupassant opera una dissociazione tra l'autore del delitto (in questo caso un adulterio) e chi sconta il castigo (cioè Pierre, il figlio legittimo, anziché la signora Roland, ossia l'adultera, o Jean, ossia il bastardo), chiudendo la vicenda in maniera plausibilmente, logicamente, spontaneamente, paurosamente assurda.

    La scrittura è essenziale, precisa, asciutta; non una virgola di troppo, né una di meno, il tutto reso possibile grazie alla proprietà della parola, un gusto tutto francese per il mot juste (del resto M. era andato a bottega da mastro Flaubert). L'intreccio, che si dipana nel giro d'un bimestre, è costretto in centoquaranta pagine, donde pure un ritmo serrato che mai cede. I protagonisti sono ritratti con un ricco chiaroscuro da un narratore "naturalista", quindi terzo, impersonale e onnisciente, che corregge e ravviva questo distacco che altrimenti risulterebbe arido col presentare i fatti a mezzo d'una focalizzazione interna ai personaggi, intervenendo tuttavia saltuariamente, e di preferenza, per fustigare i malvezzi borghesi dei suoi attori, in specie l'imperdibile e (suo malgrado) gustoso papà Roland. L'ambientazione marinara fa da puntuale, realistico e poetico sfondo. È da notare che secondo Marie Bonaparte, nell'indagine che condusse sul Gordon Pym del Poe, il mare rappresenterebbe edipicamente la madre, il che qui mi pare appropriatissimo. Credo che anche A. Savinio, Maupassant e l'altro, abbia sottolineato la valenza simbolica dell'acqua in M.

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia di rivalità e invidia tra fratelli. Su come chi intuisca dei segreti e ne soffra diventi molto velocemente scomodo, da far fuori e allontanare per salvare le apparenze e il quieto vivere. C ...continua

    Una storia di rivalità e invidia tra fratelli. Su come chi intuisca dei segreti e ne soffra diventi molto velocemente scomodo, da far fuori e allontanare per salvare le apparenze e il quieto vivere. Che questi poi sia tormentato e non riesca a celare la propria rabbia...sono tutti fatti suoi. Un po' anche a ragione, perché nella vita è troppo importante saper perdonare gli altri, che non devono renderci conto proprio di tutto quello che fanno...e un po' invece è triste, tristissimo e ingiusto. Troppo spesso la società è indulgente con chi si atteggia (a volte sapientemente) a poverino sofferente, mentre chi cerca di celare i propri dolori e soffre in silenzio è liquidato in fretta senza comprensione alcuna.
    Con questo, Pierre di giustificazioni non ne ha, perché si lascia conquistare del tutto solo da sentimenti negativi e sprofonda in un gorgo da cui non riesce a uscire, ma a me fa tanta pena, è così umano. Maupassant è stato grande nel raccontare una sofferenza così, a farci sentire Pierre sia insopportabile che insopportabilmente vicino.

    ha scritto il 

  • 4

    Il rumore dei pensieri

    Forse è stato l’unico libro azzeccato nel giro di un anno.

    Storia semplice e fortemente contemporanea, seppur raccontata in un lontano ‘800. Una famiglia borghese, protagonista e vittima allo stesso ...continua

    Forse è stato l’unico libro azzeccato nel giro di un anno.

    Storia semplice e fortemente contemporanea, seppur raccontata in un lontano ‘800. Una famiglia borghese, protagonista e vittima allo stesso tempo dei cambiamenti che il destino porta con sé, una lotta tra due fratelli che, seppur legati dallo stesso sangue, o quasi, conducono vite completamente diverse, a volte, opposte. Jean e Pierre, due figli che combattono l’odio che li lega, una famiglia che si lascia cullare, invece, dal desiderio di vivere una vita appagante ed incline alla ricchezza. Un padre che, interessato solo al denaro e ai suoi hobby, non si rende conto di come la sua famiglia si sia spezzata in una giornata apparentemente fortunata.

    Maupassant racconta i dilemmi e i dolori che sono la base dei rapporti familiari. I sentimenti e le sensazioni sono perfettamente descritte con un velo di naturalezza e di realtà pragmatica. I personaggi vengono raccontati con una grande maestria e sono figli di un autore che esprime il meglio di sé proprio attraverso i dolori della psiche e dell’animo umano.

    Ringrazio Maupassant per aver svegliato in me attimi di pur interesse letterario, ormai dimenticati dopo la “stitichezza” narrativa che mi ha circondato.

    ha scritto il 

  • 4

    Immaginiamo per un momento cosa sarebbe stata la vita passata che è stata raccontata, anche abbastanza di recente, nella letteratura e nei film, guardandola solo con gli occhi rivolti verso il nostro ...continua

    Immaginiamo per un momento cosa sarebbe stata la vita passata che è stata raccontata, anche abbastanza di recente, nella letteratura e nei film, guardandola solo con gli occhi rivolti verso il nostro presente.
    Immaginiamo cosa sarebbero stati i racconti di spionaggio, le indagini di Maigret e di Marlowe, i gialli di Hitchcock (quelli in cui ad es. James Stewart nell’Uomo che sapeva troppo non riesce a comunicare con la moglie Doris Day e con la polizia perché deve usare un normale apparecchio telefonico) e immaginiamo tutti gli sviluppi epistolari presenti ne le Affinità elettive e poi ancora la guerra fredda senza il muro di Berlino e la Germania riunificata? O le dispute territoriali sulla Ruhr fra Francia e Germania raccontate in epoca di unificazione monetaria?
    Tutto avrebbe avuto di certo uno sviluppo diverso solo se i protagonisti di queste storie avessero avuto la disponibilità di un cellulare oppure se ad esempio Zorba se avesse maneggiato euro anziché dracma? Le lettere poi? E chi le scrive più oramai. Roba del giurassico.
    Ma quando la letteratura è arte, come il cinema, cioè quando è fatta bene, ti conduce abilmente nei suoi territori e noi restiamo alla sua mercè diventando di volta in volta Tarzan, Bertley, K, Swann, Gianburrasca o Pierre.
    Guai a pensare allora che la caccia alle balene è un orrore e che la genesi sia solo un falso storico come farebbe un odierno politically correct. L’Ismaele di Melville e l’Abramo della Bibbia sono e restano metafore compiute per la comprensione dell’animo dell’uomo.
    La vicenda di Pierre e Jean sarebbe impensabile, fino a diventare catastrofe del pensiero, se ci ostinassimo a inquadrarlo nella nostra attualità. Le conoscenze genetiche sul dna infatti renderebbero impossibili simili trame e sarebbe facile per i protagonisti del racconto di Maupassant risolvere il dubbio sulla paternità di Jean con la immediata analisi del suo codice genetico. Il racconto sarebbe bello che fritto diventando soltanto una sorta di banalità giornalistica. Se facessimo così noi saremmo oggi privati di una lettura emozionante e coinvolgente come lo è questa di Maupassant. Nel finale, pensate, è pure commovente.

    ha scritto il 

  • 4

    Che scrittura Maupassant! Mi ha ricordato un po' "Thérèse Raquin" di Zola, non per la trama, ma per l'incredibile capacità di sondare l'animo umano, riuscendo poi a trasmettere i tormenti e i pensieri ...continua

    Che scrittura Maupassant! Mi ha ricordato un po' "Thérèse Raquin" di Zola, non per la trama, ma per l'incredibile capacità di sondare l'animo umano, riuscendo poi a trasmettere i tormenti e i pensieri in modo reale, ma allo stesso tempo poetico, avvolgente e penetrante.
    Maupassant mostra una profonda sensibilità e non si può fare a meno di venirne travolti.
    La storia di Pierre e Jean è semplice, ma i personaggi sono delineati perfettamente, direi cesellati, come se Maupassant fosse uno scultore. E nonostante la trama semplice, si resta incollati alle pagine fino all'ultima parola.

    ha scritto il 

  • 5

    Maupassant è un maestro nell'indagare l'animo umano, poche volte ho trovato su carta un ritratto così penetrante, coinvolgente e preciso dei caratteri dei vari personaggi, sembra di essere lì vicino a ...continua

    Maupassant è un maestro nell'indagare l'animo umano, poche volte ho trovato su carta un ritratto così penetrante, coinvolgente e preciso dei caratteri dei vari personaggi, sembra di essere lì vicino a loro e toccare con mano la loro pena, il loro struggimento, la loro solitudine. Ora so, non per averlo provato ma solo per averlo letto (e qui sta la sua grandezza), cosa si possa provare nello scoprire che la propria madre ha avuto tuo fratello da un padre che non è il tuo, a tua e a sua insaputa. Grandissimo Guy.

    ha scritto il 

  • 3

    Guy De Maupassant è senz'altro abilissimo a descrivere la psicologia dei personaggi. La trama è interessante, anche se un po' demodè ai giorni nostri. La sua scrittura è ricercata e scorrevole. Ma...i ...continua

    Guy De Maupassant è senz'altro abilissimo a descrivere la psicologia dei personaggi. La trama è interessante, anche se un po' demodè ai giorni nostri. La sua scrittura è ricercata e scorrevole. Ma...insomma, il libro non mi ha presa, a tratti mi ha annoiata.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo finissimo romanzo psicologico di Maupassant, che ho scoperto per caso, nonostante la brevità si è rivelato bello quasi quanto il più celebre Bel-Ami: la vita di due fratelli, tra cui cova già u ...continua

    Questo finissimo romanzo psicologico di Maupassant, che ho scoperto per caso, nonostante la brevità si è rivelato bello quasi quanto il più celebre Bel-Ami: la vita di due fratelli, tra cui cova già una latente rivalità, è sconvolta dalla morte di un amico di famiglia, che lascia la propria eredità solo a uno dei due, il minore. Un vortice di sospetti e pensieri ossessivi avvelena allora la vita del maggiore...sconsiglio di leggere la trama, sia su anobii che in quarta di copertina, perchè svela tutto togliendo suspense alla storia!

    ha scritto il