Pietr il Lettone

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi; 53)

3.6
(1039)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 163 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano , Olandese , Inglese

Isbn-10: 8845910105 | Isbn-13: 9788845910104 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Yasmina Melaouah

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
«La presenza di Maigret al Majestic aveva inevitabilmente qualcosa di ostile. Era come un blocco di granito che l’ambiente rifiutava di assimilare.
«Non che somigliasse ai poliziotti resi popolari dalle caricature. Non aveva né baffi né scarpe a doppia suola. Portava abiti di lana fine e di buon taglio. Inoltre si radeva ogni mattina e aveva mani curate.
«Ma la struttura era plebea. Maigret era enorme e di ossatura robusta. Muscoli duri risaltavano sotto la giacca e deformavano in poco tempo anche i pantaloni più nuovi.
«Aveva in particolare un modo tutto suo di piazzarsi in un posto che era talora risultato sgradevole persino a molti colleghi».
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  • 4

    Leggendo il primo episodio della collana scritta da Simenon con protagonista Maigret ho capito il perché del seguito e della fama dello scrittore e del suo più famoso personaggio. Il ritmo cresce fino ...continua

    Leggendo il primo episodio della collana scritta da Simenon con protagonista Maigret ho capito il perché del seguito e della fama dello scrittore e del suo più famoso personaggio. Il ritmo cresce fino a divenire incalzante e la lettura diventa a tratti spasmodica. Il commissario poi, è un personaggio molto ben caratterizzato e crea di suo una certa empatia, che cresce a livelli elevatissimi nel faccia a faccia finale.

    ha scritto il 

  • 3

    questo libro, a differenza della camera azzurra letto poco fa non mi ha entusiasmato molto, la trama non e' riuscita a coinvolgermi e ho fatto un po' fatica a seguire il filo. Magari una mia impressio ...continua

    questo libro, a differenza della camera azzurra letto poco fa non mi ha entusiasmato molto, la trama non e' riuscita a coinvolgermi e ho fatto un po' fatica a seguire il filo. Magari una mia impressione, ma l'ho trovato frammentario

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle perché è Simenon e per affetto e rispetto non posso dare di meno!
    Però, insomma..non avvincente come gli altri, anzi a tratti l'ho trovato anche noioso..ma poco poco eh! ;)

    ha scritto il 

  • 4

    All’alba degli anni trenta del secolo scorso, esordisce fra queste pagine il commissario Maigret: dotato di pipa, Brasserie Dauphine e moglie amorevole, è però una figura abbastanza diversa da quello ...continua

    All’alba degli anni trenta del secolo scorso, esordisce fra queste pagine il commissario Maigret: dotato di pipa, Brasserie Dauphine e moglie amorevole, è però una figura abbastanza diversa da quello della serialità che verrà. Assai più Jean Gabin che Gino Cervi, il poliziotto è qui discendente dalla scuola dei duri proveniente da oltreoceano già a partire dal massiccio aspetto fisico che lo fa apparire una sorta di elefante parcheggiato nel lussuoso hotel Majestic e dalla scarsa loquacità che lo contraddistingue: senza la bonarietà che comparirà in seguito, Maigret percorre una storia molto più noir che gialla con il suo incrociarsi di destini che segnano uomini perduti. Avvisato del viaggio verso Parigi di un famoso criminale internazionale, all’arrivo del treno il commissario trova un uomo morto nella toilette dopo averne visto un altro, ben vivo e somigliante, andarsene: entrambi potrebbero essere il ricercato e così l’unica soluzione è mettersi alle calcagna del secondo che presto mette in mostra una sempre più evidente personalità bipolare. Rischiando di lasciarci la pelle e avendo pietà solo pe le donne maltrattate dalla vita, Maigret finisce per mettere in chiaro ogni mistero in un finale forse eccessivo – l’episodio troppo lungo sugli scogli di Fécamp – ma di notevole impatto emotivo, oltre che duro in modo insolito per chi l’ha conosciuto dalle indagini successive. E’ inoltre impossibile non notare come tra le fila dei cattivi ci siano siano in pratica solo degli stranieri: lo sguardo che indaga spietato sulle loro vite – fatte di pulsioni mediocri in balia dell’avidità – è però lo stesso che lo scrittore utilizzerà per analizzare senza scampo la società francese (o, più in generale, il consorzio umano se consideriamo anche i romanzi ‘statunitensi’) nei libri che verrranno. Del resto, lo stile è perfettamente maturo, benchè Simenon abbia scritto il libro a venticinque anni, tanto che nel corso del tempo gli è bastato affinare la capacità di descrivere una persona in poche frasi o un paesaggio – meglio se piovoso o, quantomeno, intriso di umidità – grazie a rade pennellate che mettono in risalto particolari che, a loro volta, restituiscono con precisione l’insieme almeno dal punto di vista emotivo. In più c’è, ovviamente, un’abile costruzione che porta l’intreccio a calamitare l’attenzione malgrado la vicenda appaia – specie all’inizio – lontana dalla vita di tutti i giorni: le pagine si girano volentieri e la rassicurante presenza di Maigret nonè l’unico motivo.

    ha scritto il 

  • 0

    L'inizio...

    Il commissario Maigret, della la Squadra mobile, alzò la testa ed ebbe l'impressione che il brontolio della stufa di ghisa posta al centro dell'ufficio e collegata al soffitto da un grosso tubo nero s ...continua

    Il commissario Maigret, della la Squadra mobile, alzò la testa ed ebbe l'impressione che il brontolio della stufa di ghisa posta al centro dell'ufficio e collegata al soffitto da un grosso tubo nero si stesse affievolendo. Spinse da parte il telegramma, si alzò pesantemente, regolò la valvola e gettò tre palate di carbone nel focolare. Poi, in piedi, con le spalle rivolte al fuoco, caricò la pipa e si allentò il colletto che, per quanto molto basso, gli dava fastidio.

    ha scritto il 

  • 3

    La prima indagine del corpulento ed atipico commissario Maigret che darà il via ad una nuova modalità di concepire il romanzo giallo
    ” In ogni malfattore, in ogni delinquente c’è un uomo. Ma c’è anche ...continua

    La prima indagine del corpulento ed atipico commissario Maigret che darà il via ad una nuova modalità di concepire il romanzo giallo
    ” In ogni malfattore, in ogni delinquente c’è un uomo. Ma c’è anche e soprattutto un giocatore, un avversario: ed è questo che la polizia tende a vedere in lui, è questo che, in generale, affronta.
    È stato commesso un delitto o un comune reato? La lotta viene ingaggiata su dati più o meno oggettivi, come ogni problema a una o più incognite che la ragione si sforza di risolvere. “

    ha scritto il 

  • 4

    L'occhio di Parigi

    La foto in copertina di Brassaï, soprannominato da Henry Miller “l’occhio di Parigi”, ci aiuta a calarci nelle atmosfere e nei luoghi che verranno puntigliosamente descritti da Simenon.
    In particolare ...continua

    La foto in copertina di Brassaï, soprannominato da Henry Miller “l’occhio di Parigi”, ci aiuta a calarci nelle atmosfere e nei luoghi che verranno puntigliosamente descritti da Simenon.
    In particolare si tratta del ben noto “Le Monocle” a Montmartre, il primo e certamente più famoso nightclub per lesbiche.

    Ciò che mi ha colpito in questa prima “avventura” di Maigret, oltre alla trama intricata che si risolve correttamente in ogni dettaglio dal punto di vista logico, è soprattutto la capacità di evocare ambientazioni e atmosfere con grande maestria. Esempio : “Fattorie dai contorni incerti nella luce livida dell’alba, mezzo cancellate dal tratteggio della pioggia “. Se pensiamo che lo scrittore aveva appena ventisei anni, possiamo ben comprendere la sua enorme maturità.
    Sorprende anche la perizia del commissario nel valutare ogni dettaglio così come la capacità di scandaglio psicologico dei personaggi. Esempio : “Maigret, avvertendo che anche la sua attenzione rischiava di contrariarla, assunse un’aria indifferente e guardò altrove”.
    Qua e là affiorano tracce di un sottile umorismo. Esempio : “La prima persona che apparve fu una cameriera in bianco e nero che alzò le braccia al cielo e fuggì terrorizzata. «Non si muova!» ordinò Maigret rivolgendosi non alla domestica ma alla donna che teneva prigioniera. Entrambe si immobilizzarono, e la cameriera gridò: “Pietà! ... Non ho fatto niente...”.”

    Una lettura piacevole, ma non banale.

    ha scritto il 

  • 4

    ho una passione per Simenon, come riesce a tratteggiare la psicologia dei propri personaggi è qualcosa di così coinvolgente che nella lettura ti pare quasi di trovarti a fianco di Maigret.
    dovrebbe es ...continua

    ho una passione per Simenon, come riesce a tratteggiare la psicologia dei propri personaggi è qualcosa di così coinvolgente che nella lettura ti pare quasi di trovarti a fianco di Maigret.
    dovrebbe essere il primo libro del commissario parigino, la narrazione è fluida, in alcuni tratti diventa spezzettata, frammentata, quando cambia la situazione.
    Simenon e di conseguenza Maigret è un fine conoscitore dell'animo umano, é un istintivo ma sa anche aspettare sotto la pioggia per ore, al freddo.
    il finale non ti lascia indifferente, alle volte sembra quasi che al commissario interessi più la conoscenza del colpevole che del gesto di per se.
    bevanda: una birra ghiacciata con un panino imbottito, come piacciono al commissario.

    ha scritto il 

  • 4

    prestato da Giacomo; XL; Pietr-le-letton, 1931; Il primo Maigret

    (46) In ogni malfattore, in ogni delinquente c’è un uomo. Ma c’è anche e soprattutto un giocatore, un avversario: ed è questo che la polizia tende a vedere in lui, è questo che, in generale, affronta. ...continua

    (46) In ogni malfattore, in ogni delinquente c’è un uomo. Ma c’è anche e soprattutto un giocatore, un avversario: ed è questo che la polizia tende a vedere in lui, è questo che, in generale, affronta.
    È stato commesso un delitto o un comune reato? La lotta viene ingaggiata su dati più o meno oggettivi, come ogni problema a una o più incognite che la ragione si sforza di risolvere.
    Maigret agiva come gli altri. E come gli altri si serviva degli eccezionali strumenti che i Bertillon, i Reiss, i Locard hanno messo nelle mani della polizia e che costituiscono una vera e propria scienza.
    Ma lui cercava, aspettava, spiava soprattutto la « crepa ». Il momento in cui, in altri termini, dietro il giocatore appare l’uomo.

    (106) « Ma guarda un po’ che roba! » aveva detto quella mattina una cliente del Majestic.
    Sì, perdio! La « roba » era un poliziotto che tentava di impedire a malviventi di grosso calibro di perseverare nelle loro imprese, e che si ostinava a vendicare un collega assassinato proprio in quell’albergo di lusso!
    La « roba » era un uomo che non si vestiva da un sarto inglese, che non aveva tempo di passare ogni mattina dalla manicure e la cui moglie preparava invano da tre giorni pranzi e cene, rassegnata, all’oscuro di tutto.

    (118) Ogni razza ha il proprio odore, che le altre razze detestano. Il commissario Maigret aveva aperto la finestra e fumava senza posa, ma continuava a essere infastidito da un vago fetore.
    Era l’Hotel du Roi-de-Sicile a esserne impregnato? O la strada? Le prime zaffate si avvertivano quando il gestore con lo zucchetto nero socchiudeva il suo sportello. Poi, man mano che si salivano le scale, l’odore si faceva più intenso.

    ha scritto il 

  • 4

    Il primo Maigret

    Ho iniziato a leggere i libri di Simenon su Maigret sin da quando ero poco più di un bambino e ogniqualvolta che me ne trovo tra le mani qualcuno continuo a divorarlo rapidamente come se volessi ritor ...continua

    Ho iniziato a leggere i libri di Simenon su Maigret sin da quando ero poco più di un bambino e ogniqualvolta che me ne trovo tra le mani qualcuno continuo a divorarlo rapidamente come se volessi ritornare alle letture di una volta ed allo spirito di lettura che avevo allora.
    Comunque sia, non ricordo di aver mai letto questo romanzo che dà il via alle avventure di questo interessante commissario. Viene efficacemente descritta la figura fisica di Maigret, che accompagnerà tutta la saga, ma ancora più interessante il modo in cui ne viene ben delineato lo stile professionale, l'entrare dentro le ragioni che hanno spinto il malfattore ad agire in certi modi. Encomiabile!
    Questo primo romanzo della serie non delude affatto, anzi si lascia leggere tutto d'un fiato, nonostante il finale sia in qualche modo prevedibile. Ma il bello sta nel leggere i profili psicologici che il commissario sviluppa nel corso dell'indagine. Ottima lettura!

    ha scritto il 

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