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Pink lady

Di

Editore: San Paolo

3.7
(41)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 126 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8821574857 | Isbn-13: 9788821574856 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Teens

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Descrizione del libro
Anna ha diciassette anni e, di fronte all'apatia e alla depressione in cui sono sprofondati i suoi genitori alla morte della sorella maggiore, reagisce solo con la rabbia. Verso di sé, verso i suoi, verso la sorella morta: ne sente la mancanza, vorrebbe non dimenticarla mai, nutrire il ricordo di lei con il suo dolore e nello stesso tempo vorrebbe ricominciare a vivere. Riuscirà a farlo tra i palazzi antichi di Belmonte, cittadina della Pianura Padana, dove deve ricominciare tutto da capo. Qui conosce l'amore: quello tra Ete e Paolo, quello gratuito di Silvia, quello di Marco e riscopre quello dei suoi genitori. Qui impara che il passato non si cambia e che non è una colpa lasciare che il dolore si plachi per tentare di essere felici. Età di lettura: da 12 anni.
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  • 4

    La storia mi ha davvero stupita. E' uno YA scritto molto bene, con una trama semplice e ben sviluppata, nonostante sia un racconto non lunghissimo. E' una lettura piacevole, che ti lascia con un sorriso.

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura piacevole ed interessante

    All'apparenza un romanzo più per un pubblico femminile che maschile, ma solo all'apparenza.
    In realtà tutto gira attorno a problemi psicologici di una adolescente ed al cammino che la stessa percorre nel corso della narrazione.
    L'autrice prende per mano il lettore e lo accompagna dett ...continua

    All'apparenza un romanzo più per un pubblico femminile che maschile, ma solo all'apparenza.
    In realtà tutto gira attorno a problemi psicologici di una adolescente ed al cammino che la stessa percorre nel corso della narrazione.
    L'autrice prende per mano il lettore e lo accompagna dettagliando profili ben definiti delle persone che girano attorno alla ragazza e che, in positivo ed in negativo, contribuiscono alla sua crescita.
    Ogni personaggio è diverso da tutti gli altri e diversa è la forma con cui si rapporta.
    La storia fa conoscere addirittura il rapporto intimo con una pressoché coetanea che, però, la protagonista non ha mai incontrato né conosciuto personalmente perché vissuta decenni prima di lei, ancorché abbiano condiviso esperienze del tutto parallele per nella diversità delle stesse.
    Qualche citazione:
    “”Sei davvero una dura Pink lady?”. Gira appena la testa e mi sorride, un sorriso strano, vagamente triste. Non sono una dura. Sono un mucchio di briciole”
    “I suoi occhi sono così limpidi che forse, guardandoci dentro, ci si vedono le montagne”
    “Mi sembra quasi di sentire la canzone che sta cantando tra sé e sé a bocca chiusa, e la tentazione di cantarla”
    “Ma non so le parole per dire queste cose”

    ...le difficoltà che incontra a relazionarsi una persona in difficoltà psicologica, ma al contempo l'indispensabile necessità di rapportarsi, l'amore che mantiene un'unica essenza indipendentemente dai soggetti, dall'epoca, dagli stili.
    Credo che Pink lady possa essere un ottima lettura per chi non ama banalizzare le situazioni, ma ricerchi la profondità di un percorso personale nei fatti, peraltro, estremamente reale.
    Ottimo anche l'editing.

    ha scritto il 

  • 3

    Pink Lady è un romanzo che si legge tutto d'un fiato. Centocinquanta pagine che meritano di essere affrontate senza pause per poter provare sulla propria pelle un minimo delle emozioni raccontate nel libro. Un libro da vivere tutto in una volta, trasformandoci anche noi lettori, per il breve temp ...continua

    Pink Lady è un romanzo che si legge tutto d'un fiato. Centocinquanta pagine che meritano di essere affrontate senza pause per poter provare sulla propria pelle un minimo delle emozioni raccontate nel libro. Un libro da vivere tutto in una volta, trasformandoci anche noi lettori, per il breve tempo di un paio d'ore, in ribelli, arrabbiate, sfacciate, timorose, sole Pink Lady. Raccontato in prima persona, ci immedesimiamo quasi subito in Anna, adolescente dai capelli fuxia e da un numero indefinito di piercing, che si trasferisce con la famiglia da Milano a Belmonte, paesino della pianura padana. Sia i genitori che Anna stanno cercando il modo migliore per poter far fronte alla perdita di Laura, l'amata figlia e sorella maggiore da poco venuta a mancare.
    Come affrontare la morte? Come accettarla?
    Ognuno reagirà in maniera diversa e a farne le conseguenze sarà proprio la nostra Pink Lady, abbandonata, arrabbiata e sola. Le pagine del romanzo ci porteranno attraverso il suo percorso verso l'accettazione e la possibilità di ricominciare a ridere, sognare, vivere.
    Il tema del romanzo non è certamente originale, l'abbiamo già affrontato in altri romanzi per ragazzi (uno per tutti, il poetico e toccante The Sky is Everywhere), ma non per questo motivo meno importante o meno attuale. La Bonfiglioli sa parlare ai ragazzi, conosce le loro reazioni, la rabbia che si portano dentro e pare conoscerne anche i punti deboli. Li trova e li stimola, li solletica, dimostrando loro che si può cambiare. Che se una cosa è nera, forse sarà difficile farla tornare bianca ma si può provare a schiarirla, con impegno, costanza e olio di gomito. La storia che ci racconta ha uno sviluppo particolarmente prevedibile, ma apprezzabile perché rassicurante. Ci assicura che dal buio si può uscire, che non si è mai soli. Lo stile è semplice ma delicato. Non toccante come il romanzo di Jandy Nelson ma a suo modo efficace. Non ho apprezzato l'inserimento della storia parallela - di Ete e Paolo: l'ho trovata stonata col resto del romanzo, una forzatura, aggravata dall'orribile quanto illeggibile font usato per essa. Senza di essa, avrei dato una mezza stellina in più.
    Consigliato come lettura a studenti delle scuole medie, per poter affrontare un tema difficile in maniera adeguata ai loro anni.

    http://cuoredinchiostro.blogspot.it/2012/08/inchiostro-estivo-recensione-pink-lady.html

    ha scritto il 

  • 2

    Non so cosa farei se perdessi mia sorella. In questo libro cerco di seguire la protagonista che si sderena di piercing per cercare di esistere ancora per i genitori distrutti dal dolore. Un cambio di casa, un cambio di scuola e nuovi amici che le vogliono bene sembrano funzionare, o forse no. Imp ...continua

    Non so cosa farei se perdessi mia sorella. In questo libro cerco di seguire la protagonista che si sderena di piercing per cercare di esistere ancora per i genitori distrutti dal dolore. Un cambio di casa, un cambio di scuola e nuovi amici che le vogliono bene sembrano funzionare, o forse no. Imparo che ognuno deve digerire il dolore a modo suo perchè ognuno è unico.

    ha scritto il 

  • 5

    Anna ha 17 anni, vive in una grande città, quale è Milano, ha tanti amici, una bella famiglia…insomma, una vita perfetta!
    Ma ben presto il suo mondo crolla: un secondo, un errore, è un terribile incidente le porta via una delle persone più importanti della sua vita, Laura, sua sorella magg ...continua

    Anna ha 17 anni, vive in una grande città, quale è Milano, ha tanti amici, una bella famiglia…insomma, una vita perfetta!
    Ma ben presto il suo mondo crolla: un secondo, un errore, è un terribile incidente le porta via una delle persone più importanti della sua vita, Laura, sua sorella maggiore! Nulla ha senso, il dolore è troppo forte. Vorrebbe reagire, urlare, arrabbiarsi, e a modo suo lo fa. Ma è sola! I genitori si sono dimenticati di lei, troppo presi dal loro dolore: la madre è diventata apatica, silenziosa, triste, vuota; il padre invece si è rifugiato dal lavoro: con la mente occupata non può pensare che sua figlia non c’è più. Ma Anna ha solo 17 anni, ha ancora bisogno dei suoi genitori, ma loro non ci sono, perciò fa ciò che ogni adolescente fa in questi casi, ovvero cerca di attirare l’attenzione: inizia con un piercing e nel giro di poco tempo sul suo viso i buchi si moltiplicano, si tinge i capelli per dare un cambiamento drastico al suo aspetto: ma non biondi, castani o neri, bensì rosa! Ma nulla serve, e i kg spariscono; sul suo corpo le ferite non sono più solo interiori, ma anche fisiche. La situazione è ormai al limite e i suoi genitori non la vedono. Almeno fino a quando la professoressa d’inglese non da loro modo per risvegliarsi e di vedere finalmente come anche la loro piccola Anna, abbandonata a se stessa, sta male.
    Così decidono di cambiar vita, andare lontano, ricominciare da capo. Per Anna non sarà facile ricominciare in un piccolo paesino di campagna: Belmonte. Si mostra restia nei confronti dei nuovi compagni e neanche il buon umore, che sembra aver fatto rinascere la madre, le danno modo di apprezzare il cambiamento. Il dolore è troppo forte e preferisce odiare la sorella per averla abbandonata piuttosto che accettare questa situazione. Non vuole cambiar vita, conoscere nuove persone, ricominciare a vivere: sembra sia la rabbia a farla ragionare, ma in realtà rispecchia solo la sua immensa fragilità e la terribile paura che cambiar vita la porterà, pian piano, a dimenticare la sua adorata Laura!
    Ma lentamente qualcosa cambia!
    La recensione completa: http://bookland89.blogspot.it/2012/07/recensione-pink-lady-di-benedetta.html

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    "Sto bene,prof"..."Non credo ,Anna".

    "Se potessi fidarmi,il domani sarebbe qualcosa
    di più che un coagulo di ore e minuti"
    pink lady
    Anna ha 17 anni capelli rosa e piercing a ingioiellarle (ma padre e madre direbbero,deturparle) il viso,ma il suo look non è sempre stato questo. La ragazzina ha cominciato a "inchio ...continua

    "Se potessi fidarmi,il domani sarebbe qualcosa
    di più che un coagulo di ore e minuti"
    pink lady
    Anna ha 17 anni capelli rosa e piercing a ingioiellarle (ma padre e madre direbbero,deturparle) il viso,ma il suo look non è sempre stato questo. La ragazzina ha cominciato a "inchiodarsi" il viso quando Laura, la sorella maggiore, è morta in un tragico incidente e i genitori, per quei strani meccanismi ,difensivi?, che mette in atto il nostro inconscio devastato dalla sofferenza, hanno cominciato a chiudersi nel loro dolore "dimenticando" di avere un'altra figlia.Anna ha così cominciato col tingersi i capelli di rosa, ma loro: niente, non la vedevano. Ha cominciato a infilarsi cerchietti nel naso, ma loro niente, allora è passata alle sopracciglia, alla lingua, infine quando credeva che il mondo si fosse dimenticato di lei, ha incontrato "un amico" che gli ha aperto la porta di un mondo migliore, un paradiso a portata di mano, anzi di braccio.Per conquistare la felicità basta un ago in vena e si parte per un mondo migliore. La fortuna però assiste Anna, una prof, di quelle che non si fanno i fatti loro e credono nella Scuola con la S maiuscola, afferra Anna prima che faccia il grande salto nel buio,da una bella svegliata anche ai suoi genitori che, ridestatisi dallo choc decidono che è venuto il momento di cambiare radicalmente vita. Lasciano la caotica Milano e tornano nel paesello d'origine Belmonte. Qui Anna, che nel frattempo è diventata profondamente introversa e diffidente, fa la conoscenza di Silvia e soprattutto Marco un ragazzo che sembra capirla come nessun altro, è lui a soprannominarla "pink lady" non per il colore dei capelli, ma perchè la ragazzina di città si dimostra fin dall'inizio aspra e dolce proprio come la varietà di mela "pink lady" che nasce dall'innesto di una varietà rossa,dal sapore aspro, con una gialla, dal sapore zuccherino. I rapporti fra i ragazzi attraversano i soliti alti e bassi dei gruppi che cominciano a formarsi fino a quando Pink Lady viene a conoscenza di un segreto che rimescola tutte le carte.
    "Pink Lady" è un romanzo delicato e intelligente che racconta il dolore di una perdita con raffinata analisi psicologica, lo consiglio ai lettori di "Rossa come il sangue e Bianca come il latte" o "La solitudine dei numeri primi".
    di Luigi De Rosa

    ha scritto il 

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