Pinocchio

Storia di un bambino

Di

Editore: Pavesio

4.1
(87)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 64 | Formato: Altri

Isbn-10: 8887810842 | Isbn-13: 9788887810844 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fumetti & Graphic Novels

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Descrizione del libro
Mentre il paese dei burattini è squassato dalla guerra contro i grilli, unsingolare imputato depone davanti al giudice: è Pinocchio. Il suo peggiorvizio è dire sempre la verità, mentre il naso gli si allunga di conseguenza.Non era che un mucchio informe di carne parlante prima che il macellaioGeppetto decidesse di farne un bel bambino. La vita lo avrebbe corrotto: dallegrinfie di Mangiafuoco ai raggiri della volpe e il gatto; dalla casa ditolleranza di Madame Turchina alla tetra cella di una prigione; unicospiraglio di luce, l'amicizia con il ribelle Lucignolo. L'immortale storiadi Collodi, messa sottosopra dai graffianti testi e disegni di Ausonia,diviene lente deformante per raccontare un mondo crudamente reale. Unanarrazione dal fascino macabro e poetico al tempo stesso, che strazia eavvince nei suoi meandri.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Questa è la storia di un burattino… anzi no, di un bambino. O meglio, di un fantoccio fatto di carne in un mondo di burattini.
    Cosa sarebbe accaduto se Pinocchio, invece di un burattino, fosse stato u ...continua

    Questa è la storia di un burattino… anzi no, di un bambino. O meglio, di un fantoccio fatto di carne in un mondo di burattini.
    Cosa sarebbe accaduto se Pinocchio, invece di un burattino, fosse stato un bambino? Se il burattino che diceva le bugie in un mondo di uomini che dicevano la verità, fosse stato un bambino sincero in un mondo di burattini bugiardi? Se la storia delle bugie di Pinocchio “fosse essa stessa una bugia”?
    Questa graphic novel si apre sul resoconto di Geppetto, un burattino macellaio che un giorno, dopo aver scuoiato un maiale si accorge che la carne è in grado di parlare; decide quindi di costruire un burattino, o meglio un “bambino” ricomponendo la pelle del maiale e riempiendola con la carne parlante, modellandola nella figura di un essere umano, e facendogli i capelli con il crine nero di un cavallo. Geppetto gli dà come nome Pinocchio, nella speranza che diventi un vero burattino. Durante la notte, la carne genera dei vermi che divorano le gambe del bambino e Geppetto è costretto a tagliargliele e rifargliele da capo. Il giorno dopo lo manda a scuola ma…
    Inizia così questa rilettura del celebre romanzo di Carlo Collodi. Tutto lascia pensare ad un semplice capovolgimento dei ruoli dei personaggi ma, in realtà, le differenze sono molte di più e la chiave di lettura è quanto di più drammatico si possa immaginare.
    Già l’inizio dice tutto. Il nodo portante della storia è un processo al quale è stato sottoposto Pinocchio, sfatto e deformato dalla vita e dagli abusi subiti nel corso della sua sfortunata vicenda. L’accusa: dire sempre la verità. Nel mondo dei burattini, dove solo chi è bugiardo e malvagio ha i diritti che spettano ad ogni essere vivente, non c’è spazio per chi si ostina a voler dire la verità. E questo Pinocchio fatto di carne di maiale parlante è incapace di mentire e di essere disonesto.
    Dopo aver sentito l’introduzione di Geppetto, tocca a Pinocchio raccontare la sua versione dei fatti. La sua è la storia vista dal punto di vista degli sconfitti, ma in una società dove la coscienza non esiste, non si può sperare di ricevere giustizia o almeno pietà. Eppure Pinocchio va avanti, continua a ripetere la verità fino alle estreme conseguenze e il suo naso di carne che spunta dal mezzo delle cucitura del suo viso si allunga ad ogni verità detta ad indicare le menzogne di quel mondo di burattini. Ma quando sei solo a dire la verità, è più facile non darti ascolto.
    Opera del fumettista Ausonia (pseudonimo di Francesco Ciampi), “Pinocchio – Storia di un bambino” è una denuncia cruda e diretta all’intera esistenza dove per sopravvivere devi essere un burattino privo di coscienza e dove i buoni sentimenti vengono schiacciati dal dispotismo. Ma questo mondo alternativo non è solo nero. Per spiegare la presenza del bianco, ovvero della coscienza, viene data una precisa “connotazione storica” al racconto: le vicende si svolgono nel corso della guerra che vede i burattini contrapposti ai grilli parlanti, creature che hanno la verità come vessillo e che, per muoversi, hanno bisogno di prendere possesso dei corpi di burattini che diventano manovalanza della Resistenza.
    Per tutto il corso di questo racconto, i veri protagonisti sono la verità e la coscienza, rappresentate da Pinocchio, e la menzogna, rappresentata da tutta la cornice di personaggi che contribuisce alle sventure di Pinocchio, ovvero il suo padre/padrone Geppetto, il giudice che lo sta processando, Madame Turchina, qui non una fata dolce e materna ma una maitrasse dall’anima nera, Mangiafuoco, burattino burattinaio di bambini, e le stesse menzogne che muovono quel mondo come tanti fili manipolati da un burattinaio superiore e indifferente a tutto quello che fanno le sue creature.
    È senza dubbio un lavoro ben fatto e soprattutto di impatto. I disegni sono molto cupi e grotteschi e rendono perfettamente quello che è il succo della storia e il suo fine che vuole essere un pugno nello stomaco viste le tematiche affrontate e l’autore raggiunge il suo scopo già dalla prima nascita, facendo immergere il lettore in un mondo cupo e assordante dove i suoni soffusi sono rimpiazzati dal rombo continuo di bombe lontane e il ticchettio continuo di arti di legno.
    L’unico difetto che ho notato è stata la brevità. L’intera vicenda è racchiusa in meno di settanta pagine e quindi molte cose vengono lasciate all’idea del lettore e l’approfondimento viene riservato a pochi dettagli. Penso che sarebbe stato interessante e utile ai fini della lettura capire meglio la storia della guerra tra burattini e grilli parlanti, come ha avuto origine, le motivazioni, lo sviluppo di entrambe le parti.
    Il finale è amaro e reale… troppo reale. Non vorrei che mi scappasse fuori la mia solita frase “I tempi che corrono…” “La nostra epoca…”. No. Il finale è crudelmente vero e non lascia spazio alla speranza che viene schiacciata nel vero senso della parola. Invece della speranza, il finale di questa rilettura ci lascia una marea di dubbi: cosa succederà adesso in quel mondo? E quanto c’è di vero in questa allegoria? Cos’è più semplice? Resistere alla mancanza di morale o adeguarsi per poter avere quella vita che il mondo ha voluto negarci?
    I dubbi siamo costretti a tenerceli
    Vorrei consigliare questa graphic novel agli amanti delle riletture e dei fumetti, ma lo sconsiglio a quelli che amano le storie a lieto fine e che hanno paura di veder snaturata una componente della loro infanzia. Non è un’opera piacevole da leggere se non si è decisi. Dico solo che per molti basterà guardare la copertina per decidere se leggere o meno.

    ha scritto il 

  • 5

    Pinocchio di Ausonia, una fiaba sociale

    Fumetto duro e spietato che si stacca dall'immaginario per riavvicinarsi all'originale e diventare ancora più concreto. Attraverso un mondo capovolto si può vedere una società così ipocrita e corrotta ...continua

    Fumetto duro e spietato che si stacca dall'immaginario per riavvicinarsi all'originale e diventare ancora più concreto. Attraverso un mondo capovolto si può vedere una società così ipocrita e corrotta da demolire i pochi animi nobili che partorisce. Non c'è niente di banale, a mio parere, come le morali per bambini, ma è tutto portato ad un livello superiore e approfondito.
    E' interessante come sia stato ridimensionato l'elemento magico, fino ad eliminare la fata, trasformata in altro. Alla fine si tratta solo di scelte e prospettive, nessuna scusa e nessun aiuto magico, si è soli e basta.

    Se cercate qualcosa di forte, questo è quello che volete leggere.

    ha scritto il 

  • 2

    forse mi aspettavo troppo, ma non mi è piaciuto e non mi ha colpito per niente. attraente l'idea della reinterpretazione di pinocchio in chiave critica contro la fiaba stessa, ma non ci posso credere ...continua

    forse mi aspettavo troppo, ma non mi è piaciuto e non mi ha colpito per niente. attraente l'idea della reinterpretazione di pinocchio in chiave critica contro la fiaba stessa, ma non ci posso credere che sia lo stesso autore di p-hpc.

    ha scritto il 

  • 4

    Pinocchio – storia di un bambino

    Disegni e sceneggiatura: Ausonia
    Editore: Vittorio Pavesio Productions
    Collana: Classic
    Anno di uscita: 2008
    N° Pagine: 62
    Prezzo: € 17,99

    Le vicissitudini di Pinocchio, burattino dissennato e bugiard ...continua

    Disegni e sceneggiatura: Ausonia
    Editore: Vittorio Pavesio Productions
    Collana: Classic
    Anno di uscita: 2008
    N° Pagine: 62
    Prezzo: € 17,99

    Le vicissitudini di Pinocchio, burattino dissennato e bugiardo, protagonista del romanzo “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”, che dopo numerose vicende si trasforma in un ragazzo in carne e ossa saggio e buono, sono note ad una gran moltitudine di lettori.
    Ma cosa succederebbe se questo classico della letteratura per l'infanzia fosse letto al contrario?
    A questa domanda risponde il bel volume a fumetti, pubblicato dalla casa editrice torinese Vittorio Pavesio Productions, “Pinocchio - storia di un bambino”.
    Scritto e disegnato da Ausonia, pseudonimo dell'illustratore, fumettista e pittore fiorentino Francesco Ciampi, questo libro affronta il racconto di Carlo Collodi, che viene presentato in modo pressoché identico all'originale, analizzandolo a partire da diversi presupposti e con diverse prerogative.
    Ambientata nel mondo menzognero dei burattini, in guerra contro i grilli parlanti depositari della verità, la graphic novel vede Pinocchio comparire davanti ad un giudice.
    Questo personaggio, un ammasso di carne parlante informe prima che il macellaio Geppetto decidesse di renderlo un “bellissimo” bambino, tramite il racconto delle vicende traumatiche che lo hanno portato al processo, pone il lettore difronte a tematiche scottanti per i ragazzi di oggi.
    La sua testimonianza infatti fa in modo che la notissima storia collodiana, complici anche i disegni di Ausonia che si ispirano in modo molto esplicito allo stile dei pittori metafisici su cui spicca Giorgio De Chirico e alle suggestioni dell'artista visuale statunitense Chet Zar e le fanno assumere connotazioni splatter e dark, divenga una lente deformante per descrivere un mondo orribile e reale.
    Le situazioni raccontate quindi, pur essendo le stesse presenti nel romanzo, assumono un significato profondamente diverso da quello originario, molto più cinico e spietato.
    La favola, che tanto successo ha riscosso in tutto il mondo, perde il suo valore didascalico e assume, anche grazie a un finale che lascerà con l'amaro in bocca chi vorrà leggere questo albo, una morale grottesca e contorta ma allo stesso tempo concreta ed estremamente attuale volta a mettere in guardia le giovani generazioni.
    Alla luce di quanto scritto si può affermare, senza paura di smentite, che chi vorrà superare il primo impulso ad abbandonare la lettura di questo romanzo grafico, disgustoso sia per i disegni che per i contenuti avvilenti e violenti, si troverà alle prese con un'opera preziosa, intensa ma sopratutto reale.

    ha scritto il 

  • 4

    preso in biblioteca

    Disturbante al punto giusto, un "ribaltamento" del classico di Collodi che ha l'effetto di un pugno nello stomaco.
    La realtà è più crudele della fantasia e il mondo non ama la verità.
    Un'ottima prova ...continua

    Disturbante al punto giusto, un "ribaltamento" del classico di Collodi che ha l'effetto di un pugno nello stomaco.
    La realtà è più crudele della fantasia e il mondo non ama la verità.
    Un'ottima prova per Ausonia, su tutti i fronti.

    ha scritto il 

  • 5

    "Ho sempre vissuto in un mondo di stupidi. Un mondo cattivo. Dignitosamente... rispettabilmente... cattivo. A cominciare dalle fiabe che inventa... per i bambini."

    ha scritto il 

  • 4

    Pinocchio al contrario

    l'idea è di capovolgere la storia di Pinocchio, quindi avremo un bambino di carne in un mondo di burattini che non lo accetta perché dice sempre la verità. Questo è l'inizio della terribile e angoscia ...continua

    l'idea è di capovolgere la storia di Pinocchio, quindi avremo un bambino di carne in un mondo di burattini che non lo accetta perché dice sempre la verità. Questo è l'inizio della terribile e angosciante storia di Pinocchio, rivista e disegnata da Ausonia ....

    ha scritto il