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Pioggia al neon

By James Lee Burke

(83)

| Others | 9788880894278

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Book Description

In una palude nei pressi di New Orleans viene trovato il cadavere di una donnaassassinata. Nel corso delle indagini, Dave Robicheaux, duro e onesto tenentedella squadra omicidi si imbatte in un capomafia che cerca in ogni modo difargli abbandonare il Continue

In una palude nei pressi di New Orleans viene trovato il cadavere di una donnaassassinata. Nel corso delle indagini, Dave Robicheaux, duro e onesto tenentedella squadra omicidi si imbatte in un capomafia che cerca in ogni modo difargli abbandonare il caso. Il detective riesce a sfuggire a una trappolamortale ma non riesce ad evitare una sospensione da parte dei superiori. Sitrova dunque di fronte a un doppio compito: trovare le prove per discolparsi equelle per inchiodare l'assassino.

16 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ma avete notato che il 90% dei gialli americani si svolgono in California (specie a Los Angeles e dintorni) o in Louisiana (New Orleans e paludi viciniori)?
    La saga che vede protagonista Dave Robicheaux, di cui questo è il primo episodio, appartiene ...(continue)

    Ma avete notato che il 90% dei gialli americani si svolgono in California (specie a Los Angeles e dintorni) o in Louisiana (New Orleans e paludi viciniori)?
    La saga che vede protagonista Dave Robicheaux, di cui questo è il primo episodio, appartiene alla seconda categoria. Anzi, direi che New Orleans è la vera protagonista del libro; a volte sembra di respirare l'aria umida della Baia, di assaggiare i piatti di mare, di vedere i lampi al largo sul Golfo del Messico. Insomma l'ambientazione è resa in modo suggestivo.
    La storia vale molto bene, a parte che la sopravvivenza dei fratelli Robicheaux è oltre il miracoloso, anche il lieto fine è incongruente con la trama. Una storia del genere nella realtà avrebbe un finale tragico, non si vanno a mettere le dita in certi ingranaggi!
    Comunque, a questo punto, la conoscenza col protagonista, il fratello e la fidanzata l'abbiamo fatta; magari fra un po' leggeremo "Prigionieri del cielo".

    Qualche citazione:
    "La mia prima moglie mi lasciò dicendo di non poter rimanere sposata a un uomo che si portava a casa ogni giorno una fogna. Era il periodo in cui lavoravo alla Buoncostume. Diceva che puzzavo sempre di puttane e marijuana. In effetti la Buoncostume aveva i suoi vantaggi."
    "Il tuo problema è che vedi il mondo come dovrebbe essere, e non come è veramente. È per questo che ti ritrovi sempre incagliato nelle secche."
    "Mio padre diceva sempre che un vecchio armadillo è vecchio perché è intelligente."

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    Dr.Restless said on Jul 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Brutta sorpresa

    Piacevole fino a 3/4. Dopo si perde in un guazzabuglio di rese dei conti e sparatorie con spiegazioni frettolose prive di una reale logica investigativa. Totale assenza di colpi di scena e di una vera indagine di polizia. Perché?

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    Baldo Giaco said on Mar 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Deludente volume d'esordio per la saga del granitico Robicheaux

    Nonostante le elevate aspettative (avevo letto pareri entusiastici sullo stile di scrittura dell'autore e sulla capacità di rendere reali le ambientazioni, inoltre New Orleans mi affascina da sempre), questo libro di Burke, primo volume della saga ch ...(continue)

    Nonostante le elevate aspettative (avevo letto pareri entusiastici sullo stile di scrittura dell'autore e sulla capacità di rendere reali le ambientazioni, inoltre New Orleans mi affascina da sempre), questo libro di Burke, primo volume della saga che vede protagonista Dave Robicheaux non mi ha convinto affatto. Probabilmente ciò è in parte dovuto anche alla distanza temporale tra la società USA che fa da sfondo alla narrazione e quella contemporanea (il libro è del 1988), ma la lettura non mi ha mai "rapito". Tutto scorre troppo linearmente, senza particolari colpi di scena, fino al deludente finale.

    Quasi che, più che raccontare una storia noir, all'autore interessasse ergere "un monumento" a Robicheaux: tostissimo poliziotto dal passato d'alcolista, ma d'animo puro e di fibra pressoché indistruttibile (esce poco più che acciaccato da un devastante schianto automobilistico costato la vita a un agente FBI). Gli darò una seconda chance, sperando nei libri successivi le avventure di Robicheaux mi destino maggior interesse, ma questo esordio è davvero deludente.

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    Gabriele Massaro said on Sep 22, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questo racconto mi ha dato l'impressione di un'opera di computergrafica in cui il tutto scaturisce dalla sovrapposizione di più layer, ciascuno autonomo ma la cui sintesi genera l'opera completa.
    Qui gli strati sono tre: un plot giallo classico decis ...(continue)

    Questo racconto mi ha dato l'impressione di un'opera di computergrafica in cui il tutto scaturisce dalla sovrapposizione di più layer, ciascuno autonomo ma la cui sintesi genera l'opera completa.
    Qui gli strati sono tre: un plot giallo classico decisamente hard, la vivida descrizione di una città degli States del sud, la mitica e fascinosa New Orleans, e considerazioni sui sentimenti più intensi che agitano l'anima: la violenza, e le sue conseguenze psichiche e fisiche, il desiderio di giustizia e l'amicizia.

    Per quanto la critica sostenga che Burke sia innovatore quanto lo sia stato Chandler a suo tempo, non sono rimasto particolarmente impressionato da questa prima storia del tenete Dave Robicheaux. Indubbiamente è una storia che prende ed il modo di raccontarla è debitamente duro e coinvolgente ma il personaggio è costantemente sopra le righe e si comporta in modo improbabile, le considerazioni sulla vita ed il mondo tutto lasciano il tempo che trovano e sembrano più frasi d'effetto che pensieri maturati da esperienze profonde; dopo essere inciampato nelle prime, ho cominciato a non darvi più molto peso ed anzichè assaporarle e meditarle mi sono sembrate "elementi d'atmosfera".
    Quello che alla fine mi è restato sono le descrizioni d'ambiente: della città, delle rive del lago, delle vicine paludi; descrizioni non tanto della forma dei luoghi ma della loro anima, dei colori, del sapore dell'aria, dei profumi delle rive e del cibo. Come se il personaggio principale, e più incombente nella sua presenza, sia la città e non le persone.

    Non mi risolvo a consigliarlo o meno: se amate i personaggi tormentati, che sotto una patina da perdenti nascondono forza e moralità, probabilmente apprezzerete il personaggio, se inclinate per le storie di lotta tra buoni, ma con parecchie macchie, e cattivi realmente pessimi, questa potrebbe fare per voi, se poi siete di quelli che trovano nell'ambientazione un punto d'interesse, qui tra personaggi secondari e New Orleans sguazzerete alla grande.

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    Fred Gleick said on Jun 30, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    già, un giallo!

    un thrilleronzo classico, o meglio il nuovo modo di scrivere gialli, sempre sull'esempio di chandler & c. Robicheaux è il solito eroe mezzo buono e vagamente cinico, l'indagine è nel solito plot. Insomma, si legge con un certo interesse ma senza entu ...(continue)

    un thrilleronzo classico, o meglio il nuovo modo di scrivere gialli, sempre sull'esempio di chandler & c. Robicheaux è il solito eroe mezzo buono e vagamente cinico, l'indagine è nel solito plot. Insomma, si legge con un certo interesse ma senza entusiasmi

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    Acetico Glaciale said on May 2, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Le tre stelle di anobii forse non sono adeguate (a proposito: ma quanto non ha senso che la didascalia delle 3 stelle sia "così così"? E' una brutta espressione in generale, e in ogni caso è deviante mentre si vota: affossa senza alcun motivo visto ...(continue)

    Le tre stelle di anobii forse non sono adeguate (a proposito: ma quanto non ha senso che la didascalia delle 3 stelle sia "così così"? E' una brutta espressione in generale, e in ogni caso è deviante mentre si vota: affossa senza alcun motivo visto che 3/5 non è un voto malvagio), ma certi aspetti non mi fanno spingere oltre.
    Non mi ha convinto la storia (quella dei fatti-azioni) e nemmeno la sua contestualizzazione storico-politica. E poi non sopportavo il grave difetto (riscontrato in N scrittori, Burke non è certo l'unico a cui parte la mano) che tutti i personaggi, comparse incluse, parlassero con lo stesso senso dell'umorismo cinico cazzone spietato.
    E nemmeno il più che frequente citare Shakespeare o altra letteratura (soprattutto se non lo fa solo un solo personaggio).
    A parte questo, Burke sa tirare fuori delle frasi da vate, sa descrivere il dolore e la violenza in modo insostenibile, sa far uscire allo scoperto i nostri demoni più marci, senza nessuna pietà e vergogna. Io stavo male per quello che mi sbatteva in faccia, che fosse un pensiero assoluto su cosa è la vita e su come si decide o accetta di viverla, sull'essere alcolizzati, falliti, senza limiti.
    E mi sentivo come lui, anche se non ho provato niente del Vietnam e non sono mai stata a New Orleans, ma ogni volta che tornava alla sua houseboat da solo mi esplodevano le orecchie e il petto.

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    allùci said on Apr 30, 2012 | 1 feedback

Book Details

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  • ISBN-10: 8880894277
  • ISBN-13: 9788880894278
  • Publisher: Baldini Castoldi Dalai
  • Publish date: xxxx-xx-xx
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