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Piombo Rosso

La storia completa della lotta armata in Italia dal 1970 a oggi

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

3.7
(176)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 525 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8860731534 | Isbn-13: 9788860731531 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: History , Political , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 1

    Il capo delle Brigate Rosse è:

    Ugo Tognazzi; questa affermazione farà sorridere ma è l'unica certezza che abbiamo, grazie al Male Frigidaire ed O.P.. L'autore è in malafede quando da un libro dei fatti come questo, quasi perfetto per date, luoghi, nomi(?) a pagina 146 omette i nomi degli assassini, si ricorda del compagno Cost ...continua

    Ugo Tognazzi; questa affermazione farà sorridere ma è l'unica certezza che abbiamo, grazie al Male Frigidaire ed O.P.. L'autore è in malafede quando da un libro dei fatti come questo, quasi perfetto per date, luoghi, nomi(?) a pagina 146 omette i nomi degli assassini, si ricorda del compagno Costantino e poi omette "una oscura morte" di un carabiniere nel napoletano, appena una decina di pagine dopo, per presentare una ipotesi senza uno straccio di prove: sono stati i servizi?

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante riflessione sulla lotta armata come elemento di un contesto sociale di continuità ma anche di cambiamento.Ipotesi ben articolata sul ruolo dei servizi di sicurezza. Utile per gli appassionati del tema. Unica pecca lo stile articolistico e il periodare un pò farraginoso.

    ha scritto il 

  • 5

    Come sempre dalla penna di Galli, esce la Storia con la "S". Nel libro oltre che la storia delle BR degli anni 70, anche la nascita di quelle nuove BR, degli omicidi eccellenti partendo da Marco Biagi. Interessante il capitolo su Totò Riina e Ilaria Alpi. Lo stesso va letto ad uso e consumo dell' ...continua

    Come sempre dalla penna di Galli, esce la Storia con la "S". Nel libro oltre che la storia delle BR degli anni 70, anche la nascita di quelle nuove BR, degli omicidi eccellenti partendo da Marco Biagi. Interessante il capitolo su Totò Riina e Ilaria Alpi. Lo stesso va letto ad uso e consumo dell'inquadratura dei nostri servizi di sicurezza e della politica dell'epoca.

    ha scritto il 

  • 3

    Un lavoro imponente di analisi e di sintesi su trent'anni di lotta armata per riproporre un'ipotesi altrettanto vecchia: che il governo invisibile ha lasciato agire i terroristi per falsare la dialettica democratica ai danni della sinistra riformista

    ha scritto il 

  • 4

    La lettura di questo saggio permette di conoscere meglio la lotta armata durante il periodo buio del terrorismo in Italia. E' la prima trattazione completa sull'argomento con una miriade di protagonisti di quel periodo, uomini politici, giudici, poliziotti, sindacalisti. Andrebbe letto per avere ...continua

    La lettura di questo saggio permette di conoscere meglio la lotta armata durante il periodo buio del terrorismo in Italia. E' la prima trattazione completa sull'argomento con una miriade di protagonisti di quel periodo, uomini politici, giudici, poliziotti, sindacalisti. Andrebbe letto per avere cognizione di causa di un argomento spesso affrontato per sentito dire.

    ha scritto il 

  • 0

    dopo le prima 100 pagine ho deciso di lasciarlo un attimo da parte. credo sia un ottimo spunto, ma la sensazione che al momento mi resta è che sia un libro venuto fuori da registrazioni di lezioni... quante cose date per scontate, se non si ha già un'infarinatura dell'argomento anni di piombo è m ...continua

    dopo le prima 100 pagine ho deciso di lasciarlo un attimo da parte. credo sia un ottimo spunto, ma la sensazione che al momento mi resta è che sia un libro venuto fuori da registrazioni di lezioni... quante cose date per scontate, se non si ha già un'infarinatura dell'argomento anni di piombo è meglio lasciar perdere. per dire, non solo elenca una serie di nomi e cognomi di gente per lo più sconosciuta senza mai dire di chi si tratta, ma ad esempio cita, tra gli altri, curcio e franceschini e mai li identifica con il loro ruolo nelle br. che dire, non tutti sono nati in quegli anni, ci vorrebbe poco a introdurre le persone di cui si parla e rendere la lettura fluida e nettamente più semplice.

    ha scritto il 

  • 0

    Utile. Il coinvolgimento dei servizi segreti (interessantissime le pagine sullo "Stato nello Stato") e di Cosa Nostra sono forse più inquietanti del terrorismo stesso. L'ideologia, di cui Galli "rivendica" l'importanza per la lotta armata, come può conciliarsi con questi "compromessi"?
    Questo è ...continua

    Utile. Il coinvolgimento dei servizi segreti (interessantissime le pagine sullo "Stato nello Stato") e di Cosa Nostra sono forse più inquietanti del terrorismo stesso. L'ideologia, di cui Galli "rivendica" l'importanza per la lotta armata, come può conciliarsi con questi "compromessi"? Questo è da approfondire.

    Resta che quando si pubblica un libro è importante anche saper scrivere. I racconti sono spigolosi, scarseggiano i connettori, scarseggiano visioni d'insieme. Il flusso verbale non è affatto lineare e si perde nei dettagli. Diremmo che tutto si risolva in un bollettino, non fosse appunto per le pagine dedicate alle ipotesi sul coinvolgimento di terzi e quarti corrotti. Comunque, questi difetti sono tali in funzione dell'obiettivo di chi legge: per chi cerca dati e fatti è buono, nonostante i limiti espositivi.

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi ha convinto del tutto. La critica di Paolo Mieli riportata cavallerescamente nell'ultimo capitolo avvalora i miei dubbi.
    Più che la storia della lotta armata in Italia, questo libro vuole corroborare una tesi. La tesi che i servizi segreti abbiano controllato a distanza il terrorismo di si ...continua

    Non mi ha convinto del tutto. La critica di Paolo Mieli riportata cavallerescamente nell'ultimo capitolo avvalora i miei dubbi. Più che la storia della lotta armata in Italia, questo libro vuole corroborare una tesi. La tesi che i servizi segreti abbiano controllato a distanza il terrorismo di sinistra per fini propri, iscritti in una teoria del "doppio stato". I servizi, insomma, avrebbero perseguito una propria linea politica, non necessariamente legata a quella dei governi cui dovevano rispondere, ma imperniata più su divisioni interne e influenze atlantiche. Può anche essere. E può anche essere che le Br, nuove e vecchie, non fossero poi così forti e temibili come le hanno dipinte. Forse in certi frangenti si sarebbero anche potute colpire duramente, certo. Sembra più difficile, però, che i servizi potessero lasciarle prosperare a piacimento e poi far scattare gli arresti, altrettanto a piacimento. Voglio dire: un fenomeno di quel tipo, soprattutto negli anni settanta, quando era più fluido e aveva anche una certa base sociale, difficilmente si sarebbe potuto imbrigliare in un disegno così preciso. Disegno di stabilizzazione in senso moderato della politica italiana con il PCI da relegare perennemente all'opposizione. Anche perché in questo libro sembra che i servizi sia sempre in attesa: lasciano le Br libere di agire per vedere cosa faranno le forze di governo. Insomma, dopo un po'... Credo che questa tesi sia troppo delicata. Penso che si debba scegliere. In certi momenti forse si può anche parlare di controllo delle Br da parte dei servizi. Magari tramite gli infiltrati. Oppure, si è trattato dell'altalenante gioco a guardie e ladri per cui oggi vince il ladro (assassinio Moro) e domani la guardia (Dalla Chiesa e Caselli). Questo libro non fornisce però al lettore quell'ampia gamma di elementi necessari per formarsi una propria idea. Che poi era quello che cercavo.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro racconta con dovizia di particolari la storia del terrorismo rosso in Italia. Il filo rosso è costituito dall'evoluzione subita in particolare dalle Brigate Rosse dalle origini fino all'inizio del duemila e questo perché le BR sono state, in un certo senso, il punto di riferimento de ...continua

    Questo libro racconta con dovizia di particolari la storia del terrorismo rosso in Italia. Il filo rosso è costituito dall'evoluzione subita in particolare dalle Brigate Rosse dalle origini fino all'inizio del duemila e questo perché le BR sono state, in un certo senso, il punto di riferimento della lotta armata di quegli anni. Le voci dei protagonisti - Curcio, Franceschini, Mario Moretti ed altri - sono spesso citate nelle ricostruzioni degli avvenimenti senza costituire, ovviamente, l'unica modalità di lettura dei fatti stessi. Quello che ne deriva è un quadro che pare davvero animarsi sotto i nostri occhi e che, per chi non ha seguito direttamente quelle storie, consente di farsi un'idea di quello che il terrorismo rosso ha significato per la storia italiana degli anni '70-'90.

    ha scritto il