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Piovono morti

By Jean-Patrick Manchette

(414)

| Paperback | 9788806171155

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Book Description

C'è un farmacista sospettoso: forse un dipendente gli ruba soldi dalla cassa. C'è anche una madre in pena: sua figlia è scomparsa e bisogna assolutamente ritrovarla. Eugène Tarpon, perennemente alle prese con finanze disastrate, accetta di occuparsi Continue

C'è un farmacista sospettoso: forse un dipendente gli ruba soldi dalla cassa. C'è anche una madre in pena: sua figlia è scomparsa e bisogna assolutamente ritrovarla. Eugène Tarpon, perennemente alle prese con finanze disastrate, accetta di occuparsi di entrambi i casi. Come a volte succede, i due imbrogli ne nascondono un terzo, ben piú articolato e pericoloso. L'azione si fa subito perdifiato, e coinvolge personaggi imprevedibili: poliziotti corrotti, nazisti bretoni, reduci della guerra di Spagna, moderni santoni piú o meno imbevuti di misticismo. Tarpon però sembra avere capito la lezione della sua precedente avventura: la migliore difesa è l'attacco. E allora, davvero, si salvi chi può. Come in "Un mucchio di cadaveri", alle prese con la figura piú classica del poliziesco americano, Manchette distilla l'irriverenza del suo approccio in un romanzo dal ritmo scatenato dove non mancano inseguimenti, sparatorie e violenze di ogni tipo, e dove i cadaveri si ammucchiano con sorprendente rapidità, come piovuti da un cielo gonfio di nubi.

22 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Continuerò con lo stesso mestiere e tuttavia non mi piace.

    Sono sicura di essere una voce fuori dal coro ma a me Manchette continua a non convincere. E' un giudizio del tutto personale è ovvio, però nelle sue storie manca sempre qualcosa. I dialoghi sono eccellenti, il ritmo non manca, la storia scorre veloc ...(continue)

    Sono sicura di essere una voce fuori dal coro ma a me Manchette continua a non convincere. E' un giudizio del tutto personale è ovvio, però nelle sue storie manca sempre qualcosa. I dialoghi sono eccellenti, il ritmo non manca, la storia scorre velocemente e ogni pagina trasuda ironia e sangue. Però preferisco storie come quelle di Izzo, amare ma piene di poesia, dove anche il contesto in cui le scene si svolgono ha importanza, dove il protagonista non è solo uno che picchia duro e che le prende, dove il sangue scorre si copioso, ma dietro ad ogni personaggio c'è una storia raccontata o intuita. Nelle storie di Manchette c'è solo tanta azione, ma a me non basta.

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    Mari said on Jun 23, 2014 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Uno dei romanzi più divertenti di Manchette. Meno cupo del solito, scrittura brillante, sovversiva.

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    Lorenzo Mazzoni said on May 23, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'irresistibile Tarpon

    "Piovono morti" di Jean Patrick Manchette, pubblicato da Einaudi nel 2004 e per la prima volta da Gallimard nel 1974. Bellissimo, grandi i personaggi, bella la storia e ben costruita. La Dettori tuttavia ha ragione nel dire che il ritmo del romanzo è ...(continue)

    "Piovono morti" di Jean Patrick Manchette, pubblicato da Einaudi nel 2004 e per la prima volta da Gallimard nel 1974. Bellissimo, grandi i personaggi, bella la storia e ben costruita. La Dettori tuttavia ha ragione nel dire che il ritmo del romanzo è affaticante, richiede infatti di concentrarsi allo spasimo. Partiamo per ordine dall'incipit: non facile abbrivio. Manchette si affida solo all'impossibilità e al divieto di indagare per solleticare la curiosità dell'investigatore Tarpon e quella del lettore. Un eccesso di fiducia a mio avviso e infatti il giallo fa presa solo all'esplosione della prima testa alla fine del secondo capitolo, in una stazione ferroviaria parigina, in una sala dei passi perduti. Mentre la donna gli corre incontro,Tarpon le vede esplodere la testa per via di una pallottola dalla punta concava, di quelle che si fanno precedere da una bolla d'aria compressa. Come ricevere una palla da biliardo sul cranio e non ha importanza quanto il tiro sia mirato. La povera Pigot infatti se l'è beccato dietro l'orecchio il proiettile eppure, come si diceva, la testa le è esplosa lo stesso. "Super-X, 45 AUTO" c'è scritto sul bozzolo e Manchette è meravigliosamente preciso. Spero comprenderete l'entusiasmo. E veniamo alla velocità che impedisce di approfondire secondo quanto diceva Dettori. Manchette scrive tutto al passato prossimo - non so se lo faccia sempre di suo non ho letto altro. Dal ricorso al passato prossimo deriva il ritmo parossistico della narrazione e la necessità per il lettore di applicarsi al racconto come a una matrice algebrica. Il passato prossimo indica infatti un'azione conclusa due volte rispetto al solito passato remoto. Se dico «Andai a Parigi», mi si chiederà «E poi?». Se dico «Sono andata a Parigi», mi direte «Ah.» Al passato prossimo l'azione non è puntale, è putualissima!!! Sospetto sia il passato prossimo a costringerci a leggere come presi alla gola. A costringerci a leggere con l'attitudine mentale che si riserva a un'azione che sta concludendosi appunto, azione che tuttavia si rinnova riga dopo riga. Se aggiungiamo il fatto che Manchette ha eliminato di peso ogni possibile microsequenza rifessiva e ricorre al sommario solo in rarissimi casi e soltanto per economizzare dialoghi nel passaggio di informazioni... , arriviamo al punto che credo abbia spiazzato per un istante non solo me: il locus in cui tutti i personaggi hanno chiaro di doversi dirigere verso una grande fattoria e il lettore disperato si chiede «perchè?» :-) Precisiamo che il ricorso al passato prossimo deriva dall'espediente narrativo che si rivela nel finale del romanzo. Ciò detto in termini autoptici, la cosa migliore del libro è il personaggio Tarpon, con il suo parlare bofonchiato a mitraglia stile Jean Gabin e il piombo nelle mani in stile Jean Reno. La storia poi è molto ben congegnata e accattivante. Io mi sono divertita da pazzi.

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    Centaurea said on Mar 15, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    mi aspettavo di più

    Di questo breve romanzo di Manchette sono sicuramente apprezzabili i dialoghi essenziali e le frasi asciutte così come si conviene allo stile noir. Ho provato simpatia per il personaggio Eugène Tarpon, perennemente alle prese con finanze disastrate m ...(continue)

    Di questo breve romanzo di Manchette sono sicuramente apprezzabili i dialoghi essenziali e le frasi asciutte così come si conviene allo stile noir. Ho provato simpatia per il personaggio Eugène Tarpon, perennemente alle prese con finanze disastrate ma anche per la sua ironia. La trama inizia un po’ in sordina con l’anziana signora Pigot che si rivolge a Tarpon affinché trovi la figlia, cieca, scomparsa da alcuni giorni. Si tratta di un rapimento? E da qui la trama si snoda e succede di tutto con una velocità impressionante. L’autore scrive "Le ho fatto un segno con la mano, le sono andato incontro, lei è corsa verso di me, ed è stato in quel momento che la sua testa è scoppiata". Sparatorie, sangue, crudeltà e corruzione di ogni genere, insomma Piovono Morti (forse troppi). Di questo romanzo sostanzialmente non mi è piaciuto il ritmo e quindi il fatto che l’autore si sia fermato poco su alcune situazioni, ma credo che nella mia libreria troveranno posto altri due libri di Manchette, sono molto curiosa di leggere "Piccolo blues" e “Posizione di tiro”.

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    Antonia said on Mar 8, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il ritorno di Tarpon

    Tarpon, l'investigatore marginale ma moralmente intatto, ritorna. Ritorna con tutti i suoi pregi e difetti per un romanzo davvero avvincente e piacevole. Manchette non si smentisce mai.

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    Moltenim said on Nov 25, 2011 | Add your feedback

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