Pista nera

Di

Editore: Sellerio (La memoria, 916)

3.7
(1719)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 275 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8838929092 | Isbn-13: 9788838929090 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
«Rocco Schiavone era stato assegnato ad Aosta da settembre, dal commissariato Cristoforo Colombo di Roma. E dopo quattro mesi tutto quello che conosceva del territorio di Aosta e provincia era casa sua, la Questura, la Procura e l’Osteria degli artisti». Un vicequestore nato e cresciuto a Trastevere, che odia lo sci, le montagne, la neve e il freddo. Possiede solo scarpe Clarks, disprezza ogni tipo di abbigliamento invernale. In tutta la vita, il massimo dell’altitudine che ha raggiunto sono i 137 metri di Monte Mario, il punto più alto della sua città natale. Schiavone ha combinato qualcosa di grosso per meritare un esilio come questo, ma non è il problema peggiore. A Champoluc è stato rinvenuto un cadavere, sotto i cingoli di un gatto delle nevi. E Schiavone si deve mettere al lavoro. A febbraio, con la neve, con il gelo. A 1.500 metri sul livello del mare. «Roba da matti!». Nonostante tutto Rocco si mette in azione. Tra piste, rifugi, funivie, maestri di sci, guide alpine, grolle e grappe al ginepro. Per fortuna c’è qualche bella donna su cui fermare lo sguardo. Ma la nostalgia è dietro l’angolo, e Schiavone con la testa è sempre lì. «A Roma di questi tempi fa freddo, ma spesso c’è la tramontana che spazza via le nuvole. E allora c’è il sole. E fa freddo. La città è rossa e arancione, il cielo azzurro ed è bello camminare per le strade sui sampietrini. Escono fuori tutti i colori, quando c’è la tramontana. Come uno straccio che toglie la polvere accumulata su un quadro antico…». Non sarà facile, la vita tra le montagne. Soprattutto quando c’è un morto di mezzo…
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  • 3

    Premetto che non ho visto nulla della fiction trasmessa da poco dove Rocco Schiavone veniva interpretato da Marco Giallini che adoro fin dai tempi non sospetti di quell'allucinante film "L'ultimo cap ...continua

    Premetto che non ho visto nulla della fiction trasmessa da poco dove Rocco Schiavone veniva interpretato da Marco Giallini che adoro fin dai tempi non sospetti di quell'allucinante film "L'ultimo capodanno dell'umanità" (tratto da un racconto di quel pazzo di Ammaniti).
    E' stato quindi assai piacevole la lettura di questa storia visualizzando in ogni momento le fattezze del mio amato attore, di conseguenza non ho avuto occhio critico nei confronti della storia di questo vicequestore di Roma esiliato ad Aosta...ecco, due posti nei confronti dei quali ho le mie belle ragioni per avercela un po' su...
    Mi sono divertita, rilassata, e avuto pensieri piccantini... ecco, l'ho detto, toh!

    ha scritto il 

  • 3

    Giallo in montagna

    E' il primo libro che leggo di Manzini: mi è piaciuta molto l'impostazione e la scorrevolezza del testo e dei dialoghi. Voglio leggere gli altri episodi per vedere come i personaggi maturano e si adat ...continua

    E' il primo libro che leggo di Manzini: mi è piaciuta molto l'impostazione e la scorrevolezza del testo e dei dialoghi. Voglio leggere gli altri episodi per vedere come i personaggi maturano e si adattano a storie diverse. Forse un po' troppa attenzione, per i miei gusti, agli aspetti psicologici delle vicende personali del commissario, pardon vicequestore, Rocco. Spero che non diventino ripetitivi nei prossimi libri, altrimenti rischia di fare la fine di De Giovanni dove le vicende amorose del commissario Ricciardi alla fine stufano perchè non evolvono. Invece, non è ancora non riuscito il tentativo di identificare gli agenti un po' strampalati (non mi ricordo i nomi...) come personaggi alla "Catarella". SPOILER: Un po' eccessivo il vicequestore nei doppi panni di difensore della legge che ha dei valori condivisibili e allo stesso tempo delinquente.

    ha scritto il 

  • 4

    Cambio di ritmo

    Dopo tutta la serie del commissario Ricciardi di De Giovanni passare a Rocco Schiavone è stato un notevole cambio di ritmo.... ma quando la musica è buona ogni ritmo è armonioso!!! Complimenti ad entr ...continua

    Dopo tutta la serie del commissario Ricciardi di De Giovanni passare a Rocco Schiavone è stato un notevole cambio di ritmo.... ma quando la musica è buona ogni ritmo è armonioso!!! Complimenti ad entrambi gli autori!!!!

    ha scritto il 

  • 3

    La figura di Schiavone è controversa (fondamentalmente è un buono, ma anche arrogante e fuori dalle regole) e può piacere o non piacere. Sicuramente non passa inosservato, anzi catalizza l'attenzione, ...continua

    La figura di Schiavone è controversa (fondamentalmente è un buono, ma anche arrogante e fuori dalle regole) e può piacere o non piacere. Sicuramente non passa inosservato, anzi catalizza l'attenzione, tanto che gli altri personaggi in confronto appaiono piuttosto scialbi. Il giallo è costruito bene, ma è piuttosto prevedibile (almeno per me che di gialli ne ho letti millemila). Comunque la lettura scorre e il giudizio è sostanzialmente positivo. In sintesi: carino, ma sa un po' di déjà vu.

    ha scritto il 

  • 3

    Delitto di paese

    Su una pista poco frequentata di Champoluc, in Val d’Ayas, un gatto delle nevi passa di notte sopra un corpo semisepolto. Il cadavere, straziato e quasi irriconoscibile, appartiene a Leone Micciché, p ...continua

    Su una pista poco frequentata di Champoluc, in Val d’Ayas, un gatto delle nevi passa di notte sopra un corpo semisepolto. Il cadavere, straziato e quasi irriconoscibile, appartiene a Leone Micciché, proprietario, con la moglie Luisa Pec, di una vicina baita x turisti. Non si tratta di un incidente: l’uomo ha una bandana ficcata in gola. Il vicequestore Rocco Schiavone, da poco giunto da Roma ad Aosta in trasferimento punitivo, è incaricato delle indagini. Cerca qualcuno che conosce bene i luoghi e le piste, forse nell’ambiente del comprensorio sciistico, e che poteva avere motivi di rancore verso Leone. La storia gialla è semplice e x questo verosimile, ma non molto intrigante. Qui Manzini presenta il suo personaggio: Rocco non è un poliziotto esemplare. E’ violento, e non solo con i criminali, maleducato, corrotto: non disdegna d’intascare mazzette rivendendo la merce sequestrata ai delinquenti. Un fantasma lo tormenta e insieme lo consola: è quello della moglie Marina, morta quattro anni prima in tragiche circostanze, cui si rivolge come fosse ancora viva. Non è un personaggio simpatico, Rocco, né lo sono gli agenti incapaci e i paesani che nascondono meschinità, tradimenti, pettegolezzi. Le espressioni dialettali, non solo nei dialoghi, ma anche nel testo, ricordano l’italo siculo di Camilleri; sono, però, più comprensibili, forse perché capisco meglio il romanesco del siciliano. Come le indagini del commissario Montalbano, anche quelle di Schiavone vivono più sull’ambientazione e la caratterizzazione dei personaggi che sulla storia gialla. I protagonisti rischiano, però, di trasformarsi in macchiette pittoresche: Rocco si ostina, abbastanza stupidamente, a indossare abbigliamento da città in montagna, ignora l’ubicazione di Champoluc e cosa sia un gatto delle nevi, fuma improbabili canne in questura. Non è un giallo indimenticabile, ma un piacevole intrattenimento.

    ha scritto il 

  • 4

    È l'inizio della storia di Rocco Schiavone ad Aosta, di un corpo ritrovato su una pista di sci, di indagini frenetiche, di colloqui intimi e malinconici con l'ombra indelebile di Marina, moglie adorat ...continua

    È l'inizio della storia di Rocco Schiavone ad Aosta, di un corpo ritrovato su una pista di sci, di indagini frenetiche, di colloqui intimi e malinconici con l'ombra indelebile di Marina, moglie adorata. Rocco comincia ad ambientarsi tra gente semplice e concreta, tra colleghi affidabili o meno, tra luoghi ameni e scintillanti e risolve il caso, ennesima rottura, come il migliore degli investigatori

    ha scritto il 

  • 4

    Alcune riflessioni a ruota libera:
    - c'era veramente bisogno dell'ennesimo commissario italiano dalla vita tormentata? Forse ce ne sono già troppi. Rocco Schiavone però ha il suo perché e non è banal ...continua

    Alcune riflessioni a ruota libera:
    - c'era veramente bisogno dell'ennesimo commissario italiano dalla vita tormentata? Forse ce ne sono già troppi. Rocco Schiavone però ha il suo perché e non è banale
    - Aosta come location invece è una novità: non la solita metropoli ma un luogo più tranquillo
    - Ennesima dimostrazione che per avere un buon libro non sono necessari tomi da mille mila pagine. Sempre che non si stia scrivendo Il conte di Montecristo oppure It
    - E' curioso che un personaggio così border line abbia avuto successo anche televisivo su canali istituzionali e nazionalpopolari.

    ha scritto il 

  • 4

    Ma chi conosceva Schiavone fino a sei mesi fa?????...io.....

    questo è uno dei rari casi ,anzi rarissimi,in cui prima ho visto la serie televisiva e poi ho iniziato a leggere i libri da cui è stata tratta la serie stessa.
    Non sono rimasta delusa per niente:mi è ...continua

    questo è uno dei rari casi ,anzi rarissimi,in cui prima ho visto la serie televisiva e poi ho iniziato a leggere i libri da cui è stata tratta la serie stessa.
    Non sono rimasta delusa per niente:mi è piaciuta tantissimo la riduzione televisiva e ha rispettato quanto scritto nei libri.Sono al terzo:uno più bello dell'altro e Schiavone è un "idolo".Da leggere in rigoroso ordine cronologico.

    ha scritto il 

  • 3

    Pista nera

    Mi approccio alla lettura di questo autore dopo aver seguito in tv la mini serie "Rocco Schiavone", che avevo apprezzato in primis per l'interpretazione di Marco Giallini e per la "cupezza" ed ambigui ...continua

    Mi approccio alla lettura di questo autore dopo aver seguito in tv la mini serie "Rocco Schiavone", che avevo apprezzato in primis per l'interpretazione di Marco Giallini e per la "cupezza" ed ambiguità morale che il suo personaggio esprimeva.
    Leggendo il romanzo mi sono quindi figurato il volto di Giallini ed è stato di conseguenza molto facile farmi piacere questo primo capitolo della serie.
    Proseguirò nella lettura dei romanzi successivi, senza alcun dubbio.

    ha scritto il 

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