Plainsong

(Vintage Contemporaries)

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Publisher: Vintage

4.3
(1002)

Language: English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , German , Italian , French

Isbn-10: 0375705856 | Isbn-13: 9780375705854 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , School & Library Binding , Library Binding , eBook , Softcover and Stapled

Category: Fiction & Literature

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Book Description
"Ambitious, but never seeming so, Kent Haruf reveals a whole community as he interweaves the stories of a pregnant high school girl, a lonely teacher, a pair of boys abandoned by their mother, and a couple of crusty bachelor farmers. From simple elements, Haruf achieves a novel of wisdom and grace--a narrative that builds in strength and feeling until, as in a choral chant, the voices in the book surround, transport, and lift the reader off the ground."-FROM THE CITATION FOR THE NATIONAL BOOK AWARD
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  • 5

    Il cuore grande dei fratelli McPheron

    Come sempre, quando vedo che un autore viene magnificato quasi universalmente, mi sorge il dubbio che sia un'operazione di marketing o che il passaparola sia influenzato. Così, quando tutti leggevano ...continue

    Come sempre, quando vedo che un autore viene magnificato quasi universalmente, mi sorge il dubbio che sia un'operazione di marketing o che il passaparola sia influenzato. Così, quando tutti leggevano Haruf e ne tessevano lodi, io mi tenevo in disparte, dubbiosa.
    Un giorno mi sono trovata davanti allo scaffale libri Esselunga, e c'era "Le nostre anime di notte", scontato. Vabbè, proviamo con questo Haruf.
    Così ho iniziato a leggere la trilogia dal quarto lato, una specie di capitolo a parte, della vita della cittadina immaginaria di Holt.
    Non credevo ai miei occhi, questo Haruf sapeva scrivere, sapeva toccare il cuore del lettore, sapeva far piangere ME, che non riesco a piangere da più di due anni (e chi mi conosce sa anche perché...).
    Così ho comprato in blocco la trilogia della pianura e mi sono distrutta l'anima e gli occhi su "Benedizione", che ha scatenato quel fiume in piena che non riuscivo più ad arginare.
    Ora ho terminato "Canto della pianura", e sono qui a pensare che non voglio leggere il terzo capitolo, perché dopo non avrò più nulla da leggere, di questo fenomeno della letteratura contemporanea americana.
    Rispetto ai due libri precedenti, i personaggi di "Canto della pianura" sono tanti, sono tutti meravigliosamente umani, sono tutti protagonisti e vorresti trasferirti nel libro per conoscerli e per abbracciarli.
    I capitoli si alternano, toccano diversi nuclei familiari della cittadina, li mettono in contatto e li fanno condividere esperienze e pezzi di vita.
    Ho pianto? Sì, tantissimo.
    Ho sorriso? Un po'.
    Mi sono identificata? Molto.
    Chi ho amato più di tutti? I fenomenali fratelli McPheron e Victoria Roubideaux. Ma anche Maggie, e Tom, e Ike e Bobby e...e... e.

    said on 

  • 4

    Fra gli alberi iniziò a soffiare il vento, in alto le cime si muovevano.
    Comparvero le rondini e si misero a cacciare crisope e insetti-foglia nel crepuscolo.
    L'aria si faceva sempre più dolce.
    [...]
    ...continue

    Fra gli alberi iniziò a soffiare il vento, in alto le cime si muovevano.
    Comparvero le rondini e si misero a cacciare crisope e insetti-foglia nel crepuscolo.
    L'aria si faceva sempre più dolce.
    [...]
    Le due donne lasciarono che la brezza soffiasse fresca sui loro volti e sbottonarono un po' le camicette per sentirla sul petto e nelle ascelle.
    E presto, molto presto avrebbero chiamato gli altri per la cena. Ma non subito. Rimasero in veranda ancora un po' nell'aria di quella sera di fine maggio, diciassette miglia a sud di Holt.

    said on 

  • 4

    Scrittura puntuale, precisa quasi cinematografica. A Holt le cose accadono, si muore, si nasce, ci si innamora ... tutto avviene senza clamore accadono, poi passano e la vita continua a scorrere. ...continue

    Scrittura puntuale, precisa quasi cinematografica. A Holt le cose accadono, si muore, si nasce, ci si innamora ... tutto avviene senza clamore accadono, poi passano e la vita continua a scorrere.

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  • 3

    Piace molto questo romanzo, come gli altri di Haruf peraltro, perciò mi aveva incuriosita. Ma non mi unisco del tutto al coro. E’ un romanzo d’atmosfera, che si apre su grandi spazi, orizzonti amp ...continue

    Piace molto questo romanzo, come gli altri di Haruf peraltro, perciò mi aveva incuriosita. Ma non mi unisco del tutto al coro. E’ un romanzo d’atmosfera, che si apre su grandi spazi, orizzonti ampi, tramonti, albe, silenzi, e poche, essenziali parole nei dialoghi: la storia scorre tranquilla, lineare, lenta. I personaggi e la trama sono quelli di un western classico, degli anni d’oro, alla John Ford, con praterie, bestiame, lunghe cavalcate: il buono, quello che era lo sceriffo, il Gregory Peck o il Gary Cooper , qui è uno scrupoloso e onesto insegnante, i vecchietti sdentati con la pipa che balla in bocca e lo sputo facile, immancabili nei film, qui sono vecchi rancheros dal cuore d’oro sotto la dura scorza. Le donne sono coraggiose e indomite fin dalla più tenera età e affrontano il lungo travaglio del parto senza un lamento. Tutto il bene del mondo vive a Holt, e poco del male: qualche studente bullo e nullafacente, con genitori ottusi protettivi e violenti.
    A Holt cresce sugli alberi la forza d’animo, zampillano i buoni sentimenti, con quasi una una sola debolezza: una giovane madre non regge la vita, quella vita, e fugge. Il resto dell’impasto è compattezza, coesione sociale, robustezza granitica. La comunità è forte, lo stato assente, come sempre da quelle parti: i contrasti, le sopraffazioni si dirimono con i pugni, non con le denunce. Il libro comunque ha i suoi pregi, il taglio visivo, per esempio, e il rassicurante clima di solidarietà e di sobrio dignitoso altruismo che si respira. Ma un vago sentore di studio cinematografico guasta un poco, rende increduli. Ma forse sono io che divento un po’ cinica. stelle più di tre ma meno di quattro

    said on 

  • 4

    Sono capitata qui per caso. E come spesso succede le cose belle arrivano senza che te lo aspetti.
    300 pagine sono abbastanza per farti innamorare di alcuni personaggi meravigliosi, quando c'è dietro u ...continue

    Sono capitata qui per caso. E come spesso succede le cose belle arrivano senza che te lo aspetti.
    300 pagine sono abbastanza per farti innamorare di alcuni personaggi meravigliosi, quando c'è dietro una penna come questa.
    Non vedo l'ora di andare avanti.

    (Non comprendo la confusione per l'ordine di lettura. L'editore italiano ha evidentemente ceffato, questo è stato il primo scritto ed ovviamente a mio parere dovrà essere il primo ad essere letto, nonostante pare che i tre libri siano scollegati tra loro)

    said on 

  • 5

    Ho adorato questo libro, semplice e poetico, e ho amato tutti i personaggi, specialmente i dolcissimi fratelli Mcpherson, taciturni e tenerissimi. Tornerò al più presto a Holt!

    said on 

  • 3

    Dopo "le nostre anime di notte" ho deciso di leggere questo primo libro della trilogia (non capisco perchè c'è tutta questa confusione nell'ordine dei libri della trilogia!!!). Per me si merita tre st ...continue

    Dopo "le nostre anime di notte" ho deciso di leggere questo primo libro della trilogia (non capisco perchè c'è tutta questa confusione nell'ordine dei libri della trilogia!!!). Per me si merita tre stellette, lo stile non mi sembra magistrale, la storia non è così memorabile, è uno spaccato di vita un pochino banale di poche persone di un paesino in america (una provincia non povera ma neanche messa benissimo). Alcuni personaggi mi sono piaciuti anche molto ma non ci vedo niente di grandioso o memorabile. E' probabile che prima o poi leggerò anche gli altri due libri ma non mi sembrano comunque libri imperdibili. p.s.: e poi odio le descrizioni insistite di alberi, fiori, piante e questo librone contiene una ogni poche pagine !!

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Sì.No. Nì.

    Preconcetti
    Tutti mi hanno parlato bene di Haruf. Benissimo, anzi.
    La maggior parte delle recensioni dei suoi romanzi che ho letto era di carattere a dir poco entusiastico. Giusto qualche voce fuori d ...continue

    Preconcetti
    Tutti mi hanno parlato bene di Haruf. Benissimo, anzi.
    La maggior parte delle recensioni dei suoi romanzi che ho letto era di carattere a dir poco entusiastico. Giusto qualche voce fuori dal coro, che non manca mai.
    E per un bel po', complice probabilmente l'ottimo (ri)lancio in Italia da parte di NNE, Haruf è stato l'autore più à la page, quello che "ma come, non hai ancora letto...?".
    Indi, ho diffidato. Mi sono procurato tutti i libri pubblicati e li ho diligentemente messi a scaffale, in attesa che il tempo passasse e la lettura non fosse troppo influenzata dai giudizi e dalle lodi altrui. Non posso negare, comunque, che le aspettative sono rimaste alte.

    Prossima fermata, Holt
    NNE parte dalla fine della trilogia, ovvero Benedizione. La loro spiegazione è anche comprensibile ( il colpo di fulmine, sostanzialmente, o come dicono loro "il nostro inizio romantico" ), ma per un lettore non ha senso: dunque, si parte dall'inizio, ovvero da Plainsong/Canto della pianura.

    Il primo capitolo, la scena di apertura con Tom Guthrie che si gusta il pacifico sorgere del sole e provvede poi a introdurci alla famiglia, fa ben sperare. Stile relativamente asciutto, semplice, con dialoghi brevi ( si riesce anche a perdonare il vezzo di non distinguere graficamente dialogo e narrazione ); si presagisce una storia domestica problematica.

    Alla storia dei Guthrie - Tom, l'infelice moglie Ella, i figli Ike e Bobby ( gemelli mancati ) - si affiancano quelle di altri abitanti della piccola cittadina di Holt: la giovane Victoria, alle prese con una precoce gravidanza; i fratelli McPheron, due solitari fratelli, scapoli dal cuore d'oro...

    E' un vero "canto piano"? Ovvero, è monodico, sovrapposto? Non esattamente. E' semplice e sobrio? Certamente, anche troppo per i miei gusti. Troppo per risultare coinvolgente, quanto meno.

    Quello che a prima vista sembrerebbe un romanzo corale risulta essere, a mio parere, la giustapposizione di due macro-vicende solo superficialmente collegate: da un lato i Guthrie, con i vari problemi da affrontare in famiglia ( la partenza della madre, senza grosse spiegazioni o eccessive ripercussioni, salvo un paio di scappatelle di Tom ) e fuori ( Tom col suo lavoro di insegnante, causa eccesso di rigore morale, a farne le spese saranno Ike e Bobby, naturalmente ). Dall'altro c'è la strana convivenza tra i McPheron e Victoria.

    Il collegamento tra le due storie è rappresentato da uno dei pochi personaggi realmente interessanti, Maggie Jones, collega ( poi amante ) di Tom, confidente di Victoria e tramite per il suo approccio presso i McPheron.

    Cosa non va?
    Il romanzo si lascia leggere, non c'è dubbio. L'idea di immergersi nella vita di una piccola cittadina immaginaria, per quanto vecchia, ha sempre il suo fascino. Ma...

    Ma i personaggi sono per la maggior parte degli stereotipi, soprattutto i personaggi negativi: il negligente studente di Tom è un bullo misogino, che approfitta della fidanzata, se la prende con due ragazzini, e si dimostra degno figlio di due genitori fatti della stessa pasta. Il padre della figlia di Victoria è un codardo incapace di assumersi una qualunque responsabilità.

    Le donne, spiace dirlo, sono fondamentalmente limitate al ruolo di madri - future madri, come Victoria, o madri che rinunciano, come Ella o la madre della stessa Victoria - o oggetti sessuali ( la ragazza di Beckman, la segretaria della scuola... ). Fa eccezione Maggie Jones, per il suo sforzo di aiutare gli altri ( il padre, Victoria, i McPheron ). L'altra donna rilevante, dal mio punto di vista la più notevole, è l'anziana Iva Stearns, che baratta un po' di attenzione da parte dei giovani Guthrie con il ruolo di confidente e sostegno morale quando la madre di questi si trasferisce a Denver.

    Dal punto di vista empatico, si salvano alla grande anche i fratelli McPheron, adorabili nel palese disagio con cui affrontano l'inaspettata ospite Victoria. Ma razionalmente è difficile comprendere come due anziani scapoli possano accettare di ospitare una ragazza sconosciuta, in stato interessante, solo perché Maggie Jones glielo chiede.

    Quindi?
    Quindi continuerò a visitare Holt, stavolta con aspettative molto ridimensionate. E continuerò a preferire questo "canto piano" https://www.youtube.com/watch?v=Ei88J4lERbk

    said on 

  • 4

    La difficoltà delle relazioni umane e la solitudine sono le protagoniste indiscusse, ma proprio a questo senso di malinconia e isolamento, si contrappone l’altruismo, la volontà di darsi una mano.
    Que ...continue

    La difficoltà delle relazioni umane e la solitudine sono le protagoniste indiscusse, ma proprio a questo senso di malinconia e isolamento, si contrappone l’altruismo, la volontà di darsi una mano.
    Quello narrato è un intreccio di vite spezzate che inciampano nei dolori dell'esistenza, nella furia del quotidiano e poi rinascono laddove sembravano finite e riscoprono un senso, componendo un mosaico in cui ogni tessera trova posto solo in relazione con le altre.
    La scrittura, snella e senza fronzoli, dilaga in un periodare ampio e articolato. Lo stile talvolta duro e crudo, tratteggia immagini scioccanti, raccontate nella loro violenza con inquietante accuratezza. Tutto scandito dall’assenza di fretta, da una lentezza che sembra priva di aspettative, almeno fino a quando la speranza, la fiducia nell’uomo, si affacciano prepotenti quasi rappresentassero un deliberato atto di ribellione e riscatto.
    Il titolo originale è Plainsong, che letteralmente significa “canto piano”. Suggerisce un riferimento alla partitura musicale, all'andamento della melodia. Con la scelta del traduttore questa suggestione si perde.

    said on 

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