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Playlove

Dove le strade non hanno nome

Di

Editore: Purple Press

3.7
(44)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 220 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8895903110 | Isbn-13: 9788895903118 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Comics & Graphic Novels

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Descrizione del libro
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  • 4

    L'ho letto in mezz'ora, il che ovviamente non è un record ma è nondimeno insolito per chi come me si sofferma sulle immagini, sulla costruzione delle tavole. Ma tale è ormai la mia aspettativa per ogni nuova opera di Miguel Angel Martín...
    A una prima impressione tuttavia quest'opera non mi ...continua

    L'ho letto in mezz'ora, il che ovviamente non è un record ma è nondimeno insolito per chi come me si sofferma sulle immagini, sulla costruzione delle tavole. Ma tale è ormai la mia aspettativa per ogni nuova opera di Miguel Angel Martín...
    A una prima impressione tuttavia quest'opera non mi sembra all'altezza delle altre, anche quelle recenti (Neuro Habitat che ho adorato, Bitch che continua a stupirmi); ma credo che il problema stia nella scelta del soggetto, prettamente quotidiano. Come giustamente fa notare Morozzi nell'intro.
    Merita una seconda lettura...

    ... in attesa della ristampa di Psycho Pathia Sexualis!

    ***********

    Rilettura

    Confermo con piacere che l'impressione iniziale è migliorata da una seconda e/o più attenta lettura.
    Non penso che si tratti di un'opera poco ispirata o frettolosa; se volessi sminuirla direi che l'autore ha voluto programmaticamente mettere alla prova se stesso & il proprio stile, e che il risultato non è all'altezza dei suoi standard.
    In Playlove Martín mette in scena personaggi del tutto normali, in situazioni quotidiane, senza "freak" come Brian o patologici (?) come il protagonista di Neuro Habitat. Senonché questa premessa gli permette di rappresentare in modo più subdolo la meschinità, l'egoismo, le piccole bugie che chiunque può riconoscere nella propria vita.
    Inoltre, come giustamente fa notare il risvolto di copertina, la narrazione è costruita come un puzzle, grazie ad una regia sapiente di cui io mi sono accorto solo ad una rilettura. Consiglio quindi di fare molta attenzione ai dettagli, anche quelli apparentemente secondari.
    Graficamente Martín rimane a mio avviso uno dei migliori sulla piazza. L'architettura urbana in particolare sembra più anonima di quanto già non fosse nelle sue precedenti opere, talmente stilizzata che a più riprese dà l'impressione di voler rappresentare dei modellini più che veri palazzi (oppure, come diceva qualcun altr*, pare ridursi all'astrazione grafica).

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia scritta con una semplicità spaventosa. Sembra che non ci si debba muovere neanche per girare le pagine. Appena trovo gli altri fumetti di quest'uomo li compro al volo!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    in controtendenza

    una ragazza che nel giro di una giornata viene licenziata e perde il fidanzato e, quella stessa sera, davanti a un cocktail ritrova passione e lavoro, grazie all'incontro con un uomo misterioso. poco a poco, però, lottando contro il piacere conturbante e narcotizzante della ritrovata serenità, sc ...continua

    una ragazza che nel giro di una giornata viene licenziata e perde il fidanzato e, quella stessa sera, davanti a un cocktail ritrova passione e lavoro, grazie all'incontro con un uomo misterioso. poco a poco, però, lottando contro il piacere conturbante e narcotizzante della ritrovata serenità, scoprirà che il suo nuovo amore ha un harem di fidanzate e che ha comportamenti un bel po' più che deviati.

    abbastanza deludente, a mio parere.
    non si avvicina nemmeno lontanamente alla carica disturbante di Psychopathia Sexualis o di Brian the Brain. i disegni, svuotati di potenza da una narrazione anemica, sono piatti e ripetitivi. il plot annoia arrivati a metà, quando si capisce dove vuole andare a parare. il finale è davvero tirato via. conoscendo le potenzialità di martin, questo fumetto sembra stato creato tutto con la retromarcia inserita.

    ha scritto il 

  • 5

    Il lavoro più recente dell'artista spagnolo è una storia minimalista e rarefatta sull'amore e sulle sue declinazioni. Scordatevi ovviamente i facili sentimentalismi, e più che i fazzoletti preparatevi un bello strato di pelo sullo stomaco.

    ha scritto il 

  • 3

    Il quotidiano è più inquietante di qualsiasi fantasia orrorifica, più di Brian the brain, il bimbo con il cervello esposto. Questa storia sembra una vicenda del classico tipo lui-incontra-lei. Solo che è di Miguel Angel Martin, che non delude mai..

    ha scritto il