Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Plexus

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar Narrativa, scrittori del novecento 1243)

3.7
(127)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 494 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 880445511X | Isbn-13: 9788804455110 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Henry Furst

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Fiction & Literature

Ti piace Plexus?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    Plexus è un romanzo di Henry Miller, pubblicato da Longanesi nel 1956 e secondo volume di The Rosy Crucifixion.


    Mentre è appena uscito Sexus, Lawrence Durell, critico e amico da sempre di Miller, gli scrive una lunga lettera in cui esprime il suo orrrore nel leggere quello che, a mio avvis ...continua

    Plexus è un romanzo di Henry Miller, pubblicato da Longanesi nel 1956 e secondo volume di The Rosy Crucifixion.

    Mentre è appena uscito Sexus, Lawrence Durell, critico e amico da sempre di Miller, gli scrive una lunga lettera in cui esprime il suo orrrore nel leggere quello che, a mio avviso, è il capolavoro dello scrittore Statiunitense. Sexus, appunto.

    Devo confessarti d’esserne rimasto amaramente deluso, nonostante il fatto che esso contenga alcune delle pagine più belle che tu abbia scritto fino ad adesso.
    Forse questa dura critica al primo volume della Crocifissione Rosea (che Miller avrebbe voluto raccolti in un unico volume da quasi 2000 pagine), altera la scrittura e lo stile di questo secondo “Plexus”.

    Manca quella passione, quella voglia di vivere, quell’allegria disinteressata grati solo di essere vivi che si trova in Sexus. La narrazione zoppica, le situazioni sono banali e ripetitive, sono solo delle scuse per intermezzare le grandi pagine di analisi che Miller scrive sulla vita e sull’umanità.

    Manca equilibrio, tra la filosofia appassionata di un uomo ai margini per scelta e una vita piatta e monotona, dentro gli schemi, grigia come il calcestruzzo di Brooklyn che fa da sfondo alla storia.

    Manca quella vita straordinaria che giustifica la sua straordinaria visione della vita. Mancano gli amplessi e le situazioni incredibili di Sexus.

    Ma forse non è solo per seguire i consigli di Durell che lo accusava di volgarità morale; forse è solo che la sua vita si era incastrata, fermata, sospesa. Forse non è una revisione della sua forza, ma una descrizione di un periodo nero, che lo porterà ad attraversare l’oceano e a stabilirsi a Parigi, dove finalmente si consacrerà uno dei più grandi e innovativi scrittori del Novecento.

    Non storcete il naso. Senza Miller non ci sarebbe stata la Beat Generation. O Bukowski. E tante vite, senza leggerlo, si sarebbero spente in penombra invece di accendersi ed illuminare a loro volta il loro mondo intorno.

    E’ un pò pesante, d’accordo. Ma se apprezzate Miller, troverete la sua solita lucidità e genialità. I soliti spunti per diventare grandi. Grandi uomini e donne. Grandi anime.

    Necessario da leggere, per continuare questa crocifissione in rosa che continuerà con Nexus, terzo ed ultimo volume.

    ha scritto il 

  • 0

    traduzione henry furst, introduzione vincenzo mantovani, oscar narrativa 1922, prima edizione (su licenza della longanesi) novembre 1986

    copertina:
    david levine, _model reading_, 1973, new york, coll. priv.

    ha scritto il 

  • 4

    Attacca nel punto in cui Sexus s'interrompe; e solo perché la ripartizione in trittico è una trovata commerciale dell'editore e non una scelta dell'Autore. Trionfa ancora l'apologia di sé ma, a differenza del primo capitolo, il contesto passa dal successo con le donne all'autorivelazione della pr ...continua

    Attacca nel punto in cui Sexus s'interrompe; e solo perché la ripartizione in trittico è una trovata commerciale dell'editore e non una scelta dell'Autore. Trionfa ancora l'apologia di sé ma, a differenza del primo capitolo, il contesto passa dal successo con le donne all'autorivelazione della propria genialità letteraria. Da un lato è interessante il processo (materiale, non mentale) da appassionato di scrittura a scrittore; dall'altro spiacevole l'esaltazione della Sua 'crucifixion'. Poiché non mancano parentesi di grandezza sarebbe ingeneroso scendere sotto le tre stelle.

    ha scritto il 

  • 4

    ho letto commenti poco positivi per questo libro..
    io non l'ho trovato affatto noioiso, anzi..ho sottolineato buona parte del testo perchè ogni frase mi sembrava un po' mia..o perlomeno mi ha fatto pensare a qlcosa di vissuto..un "déjà vu"..
    sarà la difficoltà e la precarietà di un rapp ...continua

    ho letto commenti poco positivi per questo libro..
    io non l'ho trovato affatto noioiso, anzi..ho sottolineato buona parte del testo perchè ogni frase mi sembrava un po' mia..o perlomeno mi ha fatto pensare a qlcosa di vissuto..un "déjà vu"..
    sarà la difficoltà e la precarietà di un rapporto a due un po' complicato o semplicemente il modo di descrivere certi momenti..non lo so..però l'ho amato particolarmente..

    ha scritto il