Pochi inutili nascondigli

Voto medio di 2039
| 325 contributi totali di cui 303 recensioni , 21 citazioni , 0 immagini , 1 nota , 0 video
Ha scritto il 20/09/17
Non male
È sicuramente il libro di Faletti che ho preferito. In ogni racconto ci sono tracce, se non addirittura solchi, in cui magia, horror e soprannaturale si mischiano. Sono soluzioni che possono lasciare perplessi, ma a parte in un paio di racconti ...Continua
Ha scritto il 20/08/17
Deludente. Racconti che virano più verso l'horror che verso il thriller, un po' appannati da un linguaggio che talvolta vuol essere ironico o sagacemente umoristico ma non sempre ci riesce, e anzi spesso si rivela ridondante. Mi dispiace che ...Continua
Ha scritto il 12/08/17
Una serie di racconti anziché un romanzo. Devo dire che promettono sempre bene,come Faletti mi aveva abituato,ma che a mio modo di vedere sono spesso "incompiuti".
Ha scritto il 13/04/17
Il mio primo approccio al Faletti scrittore... e anche l'ultimo.
Mi hanno sempre incuriosita i libri di Faletti, così quando è uscito "Pochi inutili nascondigli" l'ho acquistato pensando che una raccolta di racconti fosse l'ideale per cominciare a conoscere uno scrittore tanto particolare quanto apprezzato ...Continua
Ha scritto il 03/05/16
Di Una gomma e una matita mi è piaciuta l'idea della gomma che cancella ciò che non ci piace....Di Graffiti mi è piaciuto l'amaro ritratto del professore; de L'ospite d'onore mi sono piaciuti i dialoghi. Anche se in tutti i racconti in qualche ...Continua

Ha scritto il Jan 02, 2011, 12:42
Nessuno di loro lo avrebbe mai immaginato, perché lui era educato e certa gente scambia l'educazione per debolezza, la disponibilità per mancanza di carattere.
Pag. 195
Ha scritto il Jan 02, 2011, 12:39
Talvolta il tempo non si limitava a essere galantuomo. Il tempo a volte addirittura regalava la vendetta. Questa era forse la consolazione che talvolta concedeva agli uomini per ripagarli di quel suo scorrere senza fine.
Pag. 250
Ha scritto il Jul 26, 2010, 11:07
Le parole scritte sono segni neri che camminano sul bianco, sono formiche messe in fila che procedono pagina dopo pagina verso un posto che nessuno conosce.
Pag. 11
  • 1 commento
Ha scritto il Jul 13, 2009, 11:01
«Io me ne posso andare da qui quando voglio. Tu sei costretto a restarci.»
Pag. 173
Ha scritto il Jul 13, 2009, 10:51
Era una donna con un viso piacevole ma che sembrava recare tracce di eterne lacrime, già piante o ancora da piangere.
Pag. 137

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Ha scritto il Apr 22, 2016, 08:56
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