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Poema senza eroe

Di

Editore: Einaudi (Collezione di poesia)

4.2
(94)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 169 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8806022121 | Isbn-13: 9788806022129 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Traduttore: Carlo Riccio

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Ma di colpo ci fu silenzio sul pianeta / che ha un modesto nome... Terra.

    Il libro in questione riunisce il Poema e altre raccolte di poesie dell’autrice, quali Requiem, Sette poesie sparse (1945-1961), Versi di mezzanotte: sette poesie (1943), Dal dramma “Prologo” ...continua

    Il libro in questione riunisce il Poema e altre raccolte di poesie dell’autrice, quali Requiem, Sette poesie sparse (1945-1961), Versi di mezzanotte: sette poesie (1943), Dal dramma “Prologo” (1963) e Due poesie (1964). Senza dubbio trattasi di un volume che interseca fra loro i poemi maggiormente significativi e impregnati d’intensità. In alto fra tutti splende proprio quello che dona il titolo al libro: Poema senza eroe. Anna Achmatova scrisse il Poema senza eroe tra il 1940 e il 1942 e ci lavorò in seguito per altri vent’anni, riuscendo a pubblicarlo unicamente nel 1962, cioè dopo la riammissione (avvenuta nel ’55) in seguito alla sua espulsione, nel 1946, dall’unione degli scrittori sovietici con l’accusa di disimpegno politico. Diviso in tre parti uguali, racconta la storia vera di un giovane ufficiale suicida a causa della donna che lo ha respinto senza corrispondere il suo amore, alla quale l’autrice si ispirò. In bilico fra due cronologie distanti (il 1913, anno precedente la rivoluzione - 1940, anno precedente la grande guerra), l’opera stringe nelle parole la negatività del passato e la realtà del presente. Essa si tinge di drammaticità e dipinge la storia con tutta la disperazione che l’Achmatova era in grado di trasmettere ricordando e vivendo la Russia sovietica. Di enorme valore, la poesia di Anna Achmatova continua a vivere soprattutto fuori dal suo paese d’origine (dove il Poema senza eroe non è mai stato edito) e ad affascinare il mondo con la sua forza, la sua dirompenza e il dolore della sua scrittura.

    ha scritto il 

  • 3

    La prima parte del libro, Requiem, è strepitosa. Come anticipato nella dedica e nella breve spiegazione al testo, si tratta di una lunga lirica dedicata alla memoria di tutti i familiari degli ...continua

    La prima parte del libro, Requiem, è strepitosa. Come anticipato nella dedica e nella breve spiegazione al testo, si tratta di una lunga lirica dedicata alla memoria di tutti i familiari degli arrestati dalla polizia segreta staliniana. Da leggere.

    La seconda parte è molto più ostica (che da proprio il titolo all'opera). Una sorta di pezzo teatrale in forma di poesia. Consigliato solo agli appassionati della Achmatova.

    Chiudono il libro delle poesie sparse, di cui sono interessanti solo un paio.

    ha scritto il 

  • 4

    In luogo di dedica

    Vago per le onde e mi nascondo nel bosco, Appaio sopra un limpido smalto, Non sopporterò, certo, male il distacco, Ma un incontro con te- non credo.

    ha scritto il 

  • 5

    La mia ombra è sui tuoi muri, il mio riflesso nei canali...

    Il Poeta e l'orrore della guerra. Il Poeta e l'abbrutimento della dittatura. Il Poeta e la potenza delle parole, appena sussurrate, imparate a memoria per farle uscire dalla Russia. Per le vie di ...continua

    Il Poeta e l'orrore della guerra. Il Poeta e l'abbrutimento della dittatura. Il Poeta e la potenza delle parole, appena sussurrate, imparate a memoria per farle uscire dalla Russia. Per le vie di SanPietroburgo rileggo le parole del Poeta, ne cerco l'ombra sui muri, il riflesso nei canali e la sua voce risuona ancora nelle stanze della casa delle Fontane.

    ha scritto il 

  • 4

    con testo a fronte purtroppo nella traduzione si perde molto, gli accenti, le rime, e quindi il ritmo, che è fondamentale la poesia è davvero difficile da tradurre, si conserva una cosa e se ne ...continua

    con testo a fronte purtroppo nella traduzione si perde molto, gli accenti, le rime, e quindi il ritmo, che è fondamentale la poesia è davvero difficile da tradurre, si conserva una cosa e se ne perde un'altra, è quasi inevitabile. mi piacciono i poeti come l'Axmatova, le parole come lame, precise e nitide.

    ha scritto il 

  • 5

    Le poesie della Achmatova riescono a squarciare il velo del buio, del pregiudizio che spesso, per motivi politici e storici, si è coltivato in questo paese avverso l'area russa e dell'Est in ...continua

    Le poesie della Achmatova riescono a squarciare il velo del buio, del pregiudizio che spesso, per motivi politici e storici, si è coltivato in questo paese avverso l'area russa e dell'Est in generale. Eppure queste parole che sembrano centellinate con un contagocce da laboratorio penetrano, lentamente e con chiarezza, all'interno del nostro animo, riaprendo gli occhi sull'assedio di Leningrado, sulla sofferenza del popolo russo durante la guerra e sulla sua straordinaria forza d'animo. Dal testo cirillico appare evidente la scrittura in rima della Achmatova, ma ciononostante la grande traduzione di Carlo Riccio rende il filare delle parole e dei concetti estremamente fluido, sensorialmente notevole. Da raccomandare a tutti tranne a coloro che, anche davanti al sublime, si sforzano di trovare qualche elemento di denigrazione.

    ha scritto il 

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