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Poesia dal silenzio

Di

Editore: Crocetti (Lèkythos; 33)

4.2
(70)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 201 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8883060539 | Isbn-13: 9788883060533 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Maria Cristina Lombardi

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Testo originale a fronte

Voce fondamentale del mondo letterario internazionale, le sue liriche sono state finora tradotte in quarantasei lingue, tra cui bengalese, bulgaro, gaelico, georgiano, giapponese, ungherese, cinese, serbo, ucraino ecc. Testimoniata da notevoli riconoscimenti critici, la sua funzione ispiratrice emerge anche da ammissioni di debiti “creativi” nei suoi confronti da parte di molti poeti: in particolare le giovani generazioni statunitensi, formatesi sui suoi testi letti e studiati nelle università, e polacche, per le quali Tranströmer è da tempo divenuto un vero e proprio cult poet. “Confessioni” di “furti di immagini” giungono da Premi Nobel come Iosif Brodskij; espressioni di stima e ammirazione da Bei Dao, Seamus Heaney e Derek Walcott, che in un’intervista ha proposto per lui il Premio Nobel. Kjell Espmark, poeta e critico membro dell’Accademia di Svezia, afferma che, con Strindberg e Swedenborg, Tranströmer è lo scrittore svedese che più ha influenzato la letteratura internazionale. Le radici della sua poesia affondano nella tradizione modernista, soprattutto simbolista. Vi si avvertono inoltre influenze dell’estetica baudelairiana delle corrispondenze, del programma imagista nonché del Surrealismo nella composizione e scomposizione di immagini che sembrano scaturire direttamente dal sogno. Di T.S. Eliot Tranströmer condivide i concetti di storia e tradizione e il metodo di cogliere, sebbene in forma più impersonale, realtà immanenti attraverso osservazioni oggettive. La raccolta qui presentata costituisce quindi un punto di partenza insostituibile per conoscere la lirica di uno dei maggiori protagonisti della poesia del nostro tempo. Poesia dal silenzio ha vinto l’edizione 2004 del prestigioso Premio Nonino.
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  • 3

    La coppia

    Spengono la luce ma la sua bianca campana di vetro
    Riluce ancora un istante prima di svanire del tutto
    Come una pastiglia in un bicchiere di oscurità. Poi si alza.
    E le pareti dell’albergo si slanciano nel buio del cielo.
    I movimenti dell’amore si esaurisc ...continua

    La coppia

    Spengono la luce ma la sua bianca campana di vetro
    Riluce ancora un istante prima di svanire del tutto
    Come una pastiglia in un bicchiere di oscurità. Poi si alza.
    E le pareti dell’albergo si slanciano nel buio del cielo.
    I movimenti dell’amore si esauriscono e loro dormono
    Ma i pensieri più segreti si incontrano
    Come quando due colori si fondono
    Sulla carta umida del disegno di un bimbo.
    Buio e silenzio. Ma la città stanotte si è avvicinata.
    Con le finestre spente. Sono giunte le case.
    Stanno molto vicine nell’attesa affollata,
    Di gente dal volto inespressivo.

    ha scritto il 

  • 3

    Fermati un attimo a guardare...

    ...con gli occhi e l'anima di Transtromer: scoprirai- come si legge nell'introduzione, peraltro fondamentale- "tesori nascosti". Ma ad una condizione: che tu abbia la pazienza di "una lunga frequentazione".

    Solo così, "la pagina di Transtromer svela i suoi segreti."

    ha scritto il 

  • 0

    Parlare di poesia è un'annosa questione. Quando la soggettività, il personale, incontrano la canonizzazione letteraria, ma anche la consacrazione letteraria, si fa tutto dannatamente difficile.
    Non ho letto con piacere queste poesie. Troppo poche quelle che il MIO gusto ha trovato splendide ...continua

    Parlare di poesia è un'annosa questione. Quando la soggettività, il personale, incontrano la canonizzazione letteraria, ma anche la consacrazione letteraria, si fa tutto dannatamente difficile.
    Non ho letto con piacere queste poesie. Troppo poche quelle che il MIO gusto ha trovato splendide.
    D'altronde, può essere incompetenza. Mia, ovviamente.
    Ma cerco, leggendo, la comunicazione, o l'evocazione di parti di sé. Altrimenti, per me scrivere è solo un puro esercizio stilistico.
    Ogni valutazione, che non voglia trasformarsi in un pregiudizio, deve considerare il contesto in cui il suo oggetto è calato: forse questo mi manca. Ma, a ben vedere, non voglio davvero interessarmene.
    Se la pretesa è quello di superare il particolare per gettarsi nell'universale, allora bisogna prendersi la responsabilità del rischio. Se si vuole prendere gli altri per il bavero e trascinarli nel proprio universo, allora bisogna regalare paletta e secchiello affinché si riesca, ognuno a modo di chi scrive, costruire il castello. Se si vuole scrivere arte per l'arte, allora bisogna scegliersi l'élité di destinazione, qualora non sia un quaderno sul proprio comodino da notte.
    "Si sta come
    d'autunno
    sugli alberi
    le foglie."

    ha scritto il 

  • 5

    "..................
    Una luce ambrata sul villaggio.
    E tutti i suoni in lenta fuga.
    Il geroglifico del verso di un cane
    è dipinto nell'aria sopra il giardino
    dove il frutto giallo inganna
    l'albero e si lascia cadere."

    ha scritto il 

  • 4

    "Leggere la sua poesia non è un percorso lineare: è come entrare in una labirintica chiocciola"
    Così afferma nell' introduzione Maria Cristina Lombardi. Immagine quanto mai appropriata per queste poesie che hanno richiesto da parte mia una doppia attivazione della capacità di "ascol ...continua

    "Leggere la sua poesia non è un percorso lineare: è come entrare in una labirintica chiocciola"
    Così afferma nell' introduzione Maria Cristina Lombardi. Immagine quanto mai appropriata per queste poesie che hanno richiesto da parte mia una doppia attivazione della capacità di "ascolto" per sentire nel reticolato delle parole i sussurri, le sonorità della realtà colta dal poeta con gli occhi e le orecchie del "mondo interno". Una tra le tante che mi hanno colpito è Notturno

    Attraverso un villaggio di notte,gli edifici avanzano
    alla luce dei fari-sono svegli,vogliono bere.
    Case, fienili, insegne,vetture vuote-è ora che
    si vestano di Vita.Gli uomini dormono:

    alcuni dormono in pace,altri hanno tratti tesi
    come se si allenassero per l' eternità.
    Non osano lasciar andare tutto, nonostante il sonno pesante.
    Riposano come sbarre abbassate mentre il mistero scorre.

    Fuori dal paese la via s'inoltra tra gli alberi del bosco.
    E gli alberi, gli alberi tacciono d' accordo tra loro.
    Hanno il colore teatrale del bagliore del fuoco.
    Come sono chiare le loro foglie! Mi seguono fino a casa.

    Sdraiato, mi sforzo di dormire, vedo immagini sconosciute
    e segni che si annotano da soli dietro le palpebre
    sulla parete del buio. Nella fessura tra veglia e sonno
    una grande lettera cerca di infilarsi invano.

    ha scritto il 

  • 5

    Ogni tanto una dose di poesia mi ci vuole.
    È una necessità per me.
    Certo è che questa poesia è davvero difficile al punto che spesso mi sono fermata dovendo ammettere che non ci avevo capito nulla.
    Dichiaratamente simbolica è per di più caratterizzata da un simbolismo concettual ...continua

    Ogni tanto una dose di poesia mi ci vuole.
    È una necessità per me.
    Certo è che questa poesia è davvero difficile al punto che spesso mi sono fermata dovendo ammettere che non ci avevo capito nulla.
    Dichiaratamente simbolica è per di più caratterizzata da un simbolismo concettuale e linguistico che si spinge a limiti impensabili di connessione fra significato e significante.
    Non sono nuova al sondaggio del limite, in poesia mi piacciono proprio quei poeti che hanno fatto dei loro versi l'occasione per battere sentieri impervi, ma Transtromer mi ha sorpresa.
    Già, il limite.
    Quale magnifico spazio misconosciuto dove l'una cosa al limitare dell'altra si confonde con essa restandone disgiunta o trovandovi una sintesi in cui il risultato dell'incontro è un nuovo elemento che soltanto nella terra dei limiti vive.
    Quale magnifica opportunità: creare qualcosa che non può esistere ovunque.
    Eppure molto di incomprensibile resta fra questi versi.
    Parole che si pronunciano col silenzio, sentieri che si creano al passaggio, musiche fatte di sole pause, pagine che si esprimono in spazi bianchi, non è cosa facile da penetrare.
    E le metafore che pur suggestionano nel profondo la sensibilità del lettore, risultano mancanti di quegli strumenti cui si affida il pensiero per seguire un flusso che abbia un senso compiuto, tanto che spesso il loro soggetto resta incognito.
    Anche la natura della quale il poeta si avvale per significare, con il suo essere maestosa e ingovernabile e soprattutto priva della presenza umana, dà l'impressione di bastare a se stessa non concedendo altro di sé se non lasciarsi osservare in tutta la sua irruenza.
    Senza contare la brevità. Sì, perchè Transtromer ama la brevità, l'haiku, la forma contratta del verso e della forma poetica ed anzi è proprio nel breve spazio di un respiro che sembra dare il meglio.
    Tutto quanto concorre a rendere questi versi densi, intensi e oscuri. Come se fossero uno scrigno che custodisce un tesoro, ma di cui non si ha la chiave per far scattare la serratura.
    O meglio, la chiave alla fine la si trova e il prezzo da pagare è la frequentazione: leggere e rileggere e rileggere, per sentire proprie tutte quelle suggestioni, quei significati traslati ai limiti del non-sense, quell'uso del linguaggio spregiudicato, dissennato quasi.
    Non è certo una poesia istintuale e emotiva, ma strutturata e estremamente complessa. Costruita con cura per arrivare ad una “forma perfetta” che sia veicolo e funzione di una sostanza che non vuole semplicemente dispiegarsi agli occhi del lettore, ma al contrario restare celata.
    Appena però la nebbia si dirada si coglie la bellezza del verso, il valore dell'immagine, la meraviglia della suggestione, si scopre il simbolo e l'essenza di questa poesia ripaga di tutta la fatica.

    ha scritto il 

  • 0

    La casa blu

    Tranströmer ha scritto poesie intense, molto alte, poesie nelle quali ci si specchia. Bellissime sono anche le prose liriche come "La casa blu" , dall'incipit folgorante:
    "È una notte di sole splendente. Sono nel fitto del bosco e guardo lontano verso la mia casa dalle pareti azzurrine. Com ...continua

    Tranströmer ha scritto poesie intense, molto alte, poesie nelle quali ci si specchia. Bellissime sono anche le prose liriche come "La casa blu" , dall'incipit folgorante:
    "È una notte di sole splendente. Sono nel fitto del bosco e guardo lontano verso la mia casa dalle pareti azzurrine. Come se fossi appena morto e vedessi la casa in una luce nuova. È stata in piedi per più di ottanta estati. Il legno è impregnato quattro volte di gioia e tre volte di dolore. Quando qualcuno che vi è vissuto muore, viene ridipinta”.

    ha scritto il 

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