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Poesia spagnola del '900 - volume primo

Di

Editore: Garzanti

4.0
(2)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 548 | Formato: Altri

Isbn-10: A000049739 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
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    Imperdibile antologia poetica

    " La guerra civile, la diaspora, il mito della caduta di Madrid, il sacrificio di Lorca, ed Hernandez...tra speranze deluse e memorie, tra sventure e lacerazioni, la poesia spagnola del novecento ...continua

    " La guerra civile, la diaspora, il mito della caduta di Madrid, il sacrificio di Lorca, ed Hernandez...tra speranze deluse e memorie, tra sventure e lacerazioni, la poesia spagnola del novecento esprime alcune delle sue voci più risolute e sicure che incidono profondamente nella cultura europea con una concezione lirica che, aperta alle esperienze più diverse, spazia dalla tradizione concettuale e metaforica del folklore, dal quotidiano all'esotico, dalla realtà al sogno ".

    Una breve anticipazione.

    Le anfore di Epicuro

    III " Ama il tuo ritmo "

    Ama il tuo ritmo e ritma le tue azioni secondo la sua legge, e insieme i versi; tu sei un universo di universi e, nell'anima, fonte di canzoni. La celeste unità che presupponi farà nascere in te mondi diversi, e, risonando, i tuoi numeri sparsi pitagorizza in tue costellazioni. Ascolta la rettorica divina dell'uccello dell'aria, e la notturna raggera geometrica indovina; scaccia l'indifferenza taciturna, perla con perla infilza cristallina dove di verità si versa l'urna.

    V La gitana

    A meraviglia danzava. Delle sue pupille i neri diamanti effondevano il loro fulgore; era bello il suo volto, era un volto sì bello come delle gitane di don Miguel de Cervantes. S'adornava di rossi garofani erompenti il periplo oscuro della massa dei capelli, e la fiera testa sopra il bronzo del collo la patina aveva delle ore erranti. Dicevano le chitarre sulle corde sonore le avventure volubili e le erranti ore; volavano i fandanghi, odorava il garofano; la gitana, inebriata di lussuria e tenerezza, sentì come cadeva dentro il suo corpetto il bel luigi d'oro dell'artista di Francia

    - Conchiglia -

    Ad Antonio Machado

    Sulla spiaggia ho trovato una conchiglia d'oro massiccio e ricamata delle perle più fine; Europa l'ha toccata con le dita divine quando passò le onde sopra il celeste toro. Ho recato alle mie labbra il guscio sonoro e l'eco ho ridestato delle diane marine, l'ho accostata all'udito e le grotte turchine sottovoce m'han detto dell'arcano tesoro. E in tal guisa mi giunge dei venti amari il sale che violenti provaron la nave Argo nell'ale quando gli astri protessero Giasone l'ardore, e suono d'onde ascolto e un incognito accento e un profondo mareggio e un misterioso vento... ( la conchiglia ritiene la figura d'un cuore ).

    Rubèn Darìo

    ha scritto il