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Poesie

La grande Poesia, 1

Di

Editore: Corriere della Sera

4.2
(199)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 248 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000011153 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Giovanni Raboni

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
Giusto era il segno: chi l'ha ravvisato
non può fallire nel ritrovarti.
Ognuno riconosce i suoi: l'orgoglio
non era in fuga, l'umiltà non era
vile, il tenue bagliore strofinato
laggiù non era quello di un fiammifero.
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  • 5

    La Bufera

    La bufera che sgronda sulle foglie
    dure della magnolia i lunghi tuoni
    marzolini e la grandine,
    (i suoni di cristallo nel tuo nido
    notturno ti sorprendono, dell'oro
    che s'è spento sui mogani, sul taglio
    dei libri rilegati, brucia ancora
    un ...continua

    La Bufera

    La bufera che sgronda sulle foglie
    dure della magnolia i lunghi tuoni
    marzolini e la grandine,
    (i suoni di cristallo nel tuo nido
    notturno ti sorprendono, dell'oro
    che s'è spento sui mogani, sul taglio
    dei libri rilegati, brucia ancora
    una grana di zucchero nel guscio
    delle tue palpebre)
    il lampo che candisce
    alberi e muro e li sorprende in quella
    eternità d'istante - marmo manna
    e distruzione - ch'entro te scolpita
    porti per tua condanna e che ti lega
    più che l'amore a me, strana sorella,
    e poi lo schianto rude, i sistri, il fremere
    dei tamburelli sulla fossa fuia,
    lo scalpicciare del fandango, e sopra
    qualche gesto che annaspa...
    Come quando
    ti rivolgesti e con la mano, sgombra
    la fronte dalla nube dei capelli,
    mi salutasti - per entrar nel buio.

    ha scritto il 

  • 4

    Notevole. In questa raccolta ci sono poesie quasi impossibili da capire e poesie semplicissime, che parlano di cose banalissime.
    Bellissime le due serie di Xenia per la sua 'mosca': si vede che l'amava davvero tanto.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
    e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
    Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
    Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
    le coincidenze, le prenotazioni,
    le trappole, gli scorni di chi crede< ...continua

    Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
    e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
    Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
    Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
    le coincidenze, le prenotazioni,
    le trappole, gli scorni di chi crede
    che la realtà sia quella che si vede.

    Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
    non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
    Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
    le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
    erano le tue.

    Una delle mie poesie preferite... Capolavoro di Montale!

    ha scritto il 

  • 4

    Preferisco Satura a La bufera e altro.
    Sarà per quella sensibilità vicina alla morte della moglie, quei versi delicatissimi e pieni di intensità, di parole, di immagini.
    Alla critica piacciono meno.
    Si perdono in un bicchier d'acqua di endecasillabi e parafrasi.

    ha scritto il 

  • 5

    Amo Montale. Avevo questo libro da un sacco di tempo eppure non l'avevo mai letto. E invece, solo una sera, l'ho notato tra gli altri libri. E leggendolo, l'ho sentito mio, e l'ho amato. Mi ha fatto innalzare come fa la grande poesia. Splendido genio misterioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Di me,/ di te, tutto conosco, tutto/ ignoro

    Della poesia non sono brava a parlare, la poesia non si racconta, non si parla della poesia,se ne può dire al massimo per gettarle addosso quello che ci rimane fermo in gola, noi che i diciotto anni li abbiamo passati e con la penna in mano saremmo quell'altra cosa.
    Rimangono i discorsi di ...continua

    Della poesia non sono brava a parlare, la poesia non si racconta, non si parla della poesia,se ne può dire al massimo per gettarle addosso quello che ci rimane fermo in gola, noi che i diciotto anni li abbiamo passati e con la penna in mano saremmo quell'altra cosa.
    Rimangono i discorsi di ora sintetizzati e iconizzati ad imperitura memoria dell'umano sentire.
    E quindi stamattina in pausa ho trovato questo libro,di quelli che dava il Corriere, mentre bighellonavo annoiata e quindi l'ho letto in ogni momento libero 'che da zotica formata nella crocianissima scuola italiana solo Ossi di Seppia e le Occasioni mi era dato conoscere.
    La cosa che più attira sono le parole che s'incatenano, se sono uncinate ancor meglio, tanto da spellarsi addosso fino alle lacrime, quelle del discorso.
    Io e tu, tu ed io.
    La lirica dedicata e delicata di Eugenio Montale ha proprio l'effetto collante di qui sopra, "ti piaceva la vita fatta in pezzi", anche a me, sì grazie, così sono rimasta uncinata a "Gi uomini che si voltano", semplicemente "si slitta".
    E poi c'erano i fantasmi e l'ossessione per gli occhi, ma questa è un'altra vista.
    Montale, nella prefazione di Raboni, dice di considerare "La Bufera e altro" come la sua acmè, io questo non lo posso dire, posso dire soltanto che ho passato una giornata come da tempo non mi capitava,e, forse è solo una giustificazione per poterla "parlare", la poesia.
    "Essere sempre tra i primi a sapere, ecco ciò che conta anche se il perchè della rappresentazione ci sfugge. Chi ha avuto da te quest'alta lezione di decenza quotidiana (la più difficile delle virtù) può attendere senza fretta il libro delle tue reliquie. La tua parola non era forse di quelle che si scrivono."

    ha scritto il 

  • 3

    così così, come tante o tutte le raccolte che pescano di qui e di lì
    che mescolano senza ridisegnare nuovi legami senza dare minimo senso se non nell'ordine cronologico.

    Ricordo, e amo, L'anguilla

    poi I limoni, una delle poesie più belle lette da scolaretta
    ma in questa co ...continua

    così così, come tante o tutte le raccolte che pescano di qui e di lì
    che mescolano senza ridisegnare nuovi legami senza dare minimo senso se non nell'ordine cronologico.

    Ricordo, e amo, L'anguilla

    poi I limoni, una delle poesie più belle lette da scolaretta
    ma in questa collezione non ci sta

    ha scritto il 

  • 5

    ...e senti allora,
    se pure ti ripetono che puoi
    fermarti a mezza via o in alto mare,
    che non c'è sosta per noi,
    ma strada, ancora strada,

    e che il cammino è sempre da ricominciare.

    ha scritto il