Poesie

Lavorare stanca - Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Di

Editore: Giulio Einaudi (NUE)

4.4
(119)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 180 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000015985 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Non-narrativa

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Descrizione del libro
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  • 0

    Traversare una strada per scappare di casa
    lo fa solo un ragazzo, ma quest’uomo che gira
    tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo
    e non scappa di casa.

    Ci sono d’estate
    pomeriggi che fino le pi ...continua

    Traversare una strada per scappare di casa
    lo fa solo un ragazzo, ma quest’uomo che gira
    tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo
    e non scappa di casa.

    Ci sono d’estate
    pomeriggi che fino le piazze son vuote, distese
    sotto il sole che sta per calare, e quest’uomo, che giunge
    per un viale d’inutili piante, si ferma.
    Val la pena esser solo, per essere sempre più solo?
    Solamente girarle, le piazze e le strade
    sono vuote. Bisogna fermare una donna
    e parlarle e deciderla a vivere insieme.
    Altrimenti, uno parla da solo. È per questo che a volte
    c’è lo sbronzo notturno che attacca discorsi
    e racconta i progetti di tutta la vita.

    Non è certo attendendo nella piazza deserta
    che s’incontra qualcuno, ma chi gira le strade
    si sofferma ogni tanto. Se fossero in due,
    anche andando per strada, la casa sarebbe
    dove c’è quella donna e varrebbe la pena.
    Nella notte la piazza ritorna deserta
    e quest’uomo, che passa, non vede le case
    tra le inutili luci, non leva più gli occhi:
    sente solo il selciato, che han fatto altri uomini
    dalle mani indurite, come sono le sue.
    Non è giusto restare sulla piazza deserta.
    Ci sarà certamente quella donna per strada
    che, pregata, vorrebbe dar mano alla casa.

    ha scritto il 

  • 5

    Hai il viso di pietra scolpita,
    sangue di terra dura,
    sei venuta dal mare.
    Tutto accogli e scruti
    e respingi da te
    come il mare. Nel cuore
    hai il silenzio, hai parole
    inghiottite. Sei buia.
    Per te l'a
    ...continua

    Hai il viso di pietra scolpita,
    sangue di terra dura,
    sei venuta dal mare.
    Tutto accogli e scruti
    e respingi da te
    come il mare. Nel cuore
    hai il silenzio, hai parole
    inghiottite. Sei buia.
    Per te l'alba è silenzio.

    E sei come le voci
    della terra - l'urto
    della secchia nel pozzo,
    la canzone del fuoco,
    il tonfo di una mela;
    le parole rassegnate
    e cupe sulle soglie,
    il grido del bimbo - le cose
    che non passano mai.
    Tu non muti. Sei buia.

    [...]

    Di salmastro e di terra
    è il tuo sguardo. Un giorno
    hai stillato di mare.
    Ci sono state piante
    al tuo fianco, calde,
    sanno ancora di te.
    L'agave e l'oleandro.
    Tutto chiudi negli occhi.
    Di salmastro e di terra
    hai le vene, il fiato.

    [...]

    Sempre vieni dal mare
    e ne hai la voce roca,
    sempre hai occhi segreti
    d'acqua viva tra i rovi,
    e fronte bassa, come
    cielo basso di nubi.
    Ogni volta rivivi
    come una cosa antica
    e selvaggia, che il cuore
    già sapeva e si serra.

    [...]

    Sei la terra e la morte.
    La tua stagione è il buio
    e il silenzio. Non vive
    cosa che più di te
    sia remota dall'alba.

    Quando sembri destarti
    sei soltanto dolore,
    l'hai negli occhi e nel sangue
    ma tu non senti. Vivi
    come vive una pietra,
    come la terra dura.
    E ti vestono sogni
    movimenti singulti
    che tu ignori. Il dolore
    come l'acqua di un lago
    trepida e ti circonda.
    Sono cerchi sull'acqua.
    Tu li lasci svanire.
    Sei la terra e la morte.

    Poesie da leggere, e poi rileggere, e poi rileggere....

    ha scritto il 

  • 4

    Anche noi ci fermiamo a sentire la notte
    nell'istante che il vento è più nudo: le vie
    sono fredde di vento, ogni odore è caduto;
    le narici si levano verso le luci oscillanti.

    Abbiam tutti una casa che

    ...continua

    Anche noi ci fermiamo a sentire la notte
    nell'istante che il vento è più nudo: le vie
    sono fredde di vento, ogni odore è caduto;
    le narici si levano verso le luci oscillanti.

    Abbiam tutti una casa che attende nel buio
    che torniamo: una donna ci attende nel buio
    stesa al sonno: la camera è calda di odori.
    Non sa nulla del vento la donna che dorme
    e respira; il tepore del corpo di lei
    è lo stesso del sangue che mormora in noi.

    Questo vento ci lava, che giunge dal fondo
    delle vie spalancate nel buio; le luci
    oscillanti e le nostre narici contratte
    si dibattono nude. Ogni odore è un ricordo.
    Da lontano nel buio sbucò questo vento
    che s'abbatte in città: giù per prati e colline,
    dove pure c'è un'erba che il sole ha scaldato
    e una terra sventrata che esala all'inverno
    il respiro del fondo. Si è spento ogni odore
    lungo il buio, e in città non ci giunge che il vento.

    Torneremo stanotte alla donna che dorme,
    con le dita gelate a cercare il suo corpo,
    e un calore ci scuoterà il sangue, un calore di terra
    annerita di umori: un respiro di vita.
    Anche lei si è scaldata nel sole e ora scopre
    nella sua nudità la sua vita più dolce,
    che nel giorno scompare, e ha sapore di terra.

    ha scritto il 

  • 4

    Poesie molto malinconiche, versi lunghi e una musicalità fuori dal comune. Completano il tutto due piccoli saggi dell'autore riguardo alle poesie di "Lavorare stanca". Un must "Verrà la morte e avrà i ...continua

    Poesie molto malinconiche, versi lunghi e una musicalità fuori dal comune. Completano il tutto due piccoli saggi dell'autore riguardo alle poesie di "Lavorare stanca". Un must "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi"

    ha scritto il 

  • 4

    Mi sento troppo piccola e finita, esistenzialmente e letterariamente parlando, per poter commentare uno come Pavese. C'è solo da levarsi il cappello e fare l'inchino signori miei. Che qui non siamo di ...continua

    Mi sento troppo piccola e finita, esistenzialmente e letterariamente parlando, per poter commentare uno come Pavese. C'è solo da levarsi il cappello e fare l'inchino signori miei. Che qui non siamo di fronte a una raccolta di poesie, qui siamo davanti a "LA POESIA". E non quella fatta, scritta, pronta, ma quella che trasuda tra riga e riga, che si apre oltre il segno grafico e la comprensione immediata, quella che si fa leggere oltre quello che segui con gli occhi...quella che ti racconta pure quello che non c'è scritto.

    ha scritto il 

  • 5

    Versi immortali sullo strazio di un' anima inquieta e al tempo stesso rassegnata. Ogni volta che leggo "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi" è come se rinnovassi un antico, sconsolato dolore

    ha scritto il 

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