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Poesie

Di

Editore: Mondadori

4.1
(201)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 302 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804333774 | Isbn-13: 9788804333777 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    In Shelley il mare soffia da Nord, il fuoco si infrange tempestoso sugli scogli, il vento dona il suo nutrimento agli alberi, la terra arde, purifica, e tutte le forze della natura sembrano piegarsi ...continua

    In Shelley il mare soffia da Nord, il fuoco si infrange tempestoso sugli scogli, il vento dona il suo nutrimento agli alberi, la terra arde, purifica, e tutte le forze della natura sembrano piegarsi sotto il peso etereo e inconsistente dei suoi versi liquidi. Dei suoi componimenti che con potenza devastatrice scuotono l'universo sensibile, e al contempo lo riequilibrano con sinuosa dolcezza... un eterno, reciproco, vorticoso scambio di armonia, passione e bellezza.

    ha scritto il 

  • 5

    Shelley fu la mia prima folgorazione, il primo tra i tanti veri maestri incontrati a partire dai primi anni dell'adolescenza. Mi ricordo quel suo primo componimento, l'Ode al vento occidentale, che ...continua

    Shelley fu la mia prima folgorazione, il primo tra i tanti veri maestri incontrati a partire dai primi anni dell'adolescenza. Mi ricordo quel suo primo componimento, l'Ode al vento occidentale, che mi obbligarono a studiare durante la lezione di inglese, cosa che puntualmente rifiutai di fare. La mia indifferenza era solo un fatto esteriore, destinato a disfarsi molto presto: nell'arco di poche settimane tornai sulla sua poesia, perché qualcosa aveva colpito finalmente il bersaglio. Da quel momento in avanti qualcosa cambiò, perché quello che Shelley comunicava nei suoi componimenti rivestiva un carattere conforme all'esistenza di quegli anni. Naturalmente mi appassionai alla sua esistenza, alla sua sua vita e alla tragica morte (che non poteva che essere così!) e a tutta quella seconda generazione romantica che in un modo o nell'altro si bruciò tra i venti e i quarant'anni di età. Di Shelley mi ha sempre colpito lo slancio romantico, presente sia nei componimenti più lunghi che in quelli più brevi, la malinconia improvvisa e intollerabile (A un'allodola; A Jane: il ricordo), e soprattutto quella forza visionaria e ribelle in grado di salvare una persona dal naufragio.

    Da "La Sensitiva":

    " [...] ma in questa vita fatti di errori, ignoranza e lotta, dove nulla esiste, eppure tutto sembra, e noi siamo ombre del sogno,

    è semplice credenza, e tuttavia piacevole se uno la consideri, il confessare che la morte stessa non è che un'irrisione, come tutto il resto."

    Frammento: "E' forse che in qualche più lucente sfera"

    E' forse che in qualche più lucente sfera ci separiamo dagli amici che qui troviamo? O noi vediamo passare il Futuro oltre il vetro offuscato del Presente? O che cosa è che ci porta a comporre uno con l'altro i frammenti di un sogno, parte dei quali diventa vera, e parte batte e ci trema in cuore?

    ha scritto il 

  • 3

    FILOSOFIA DELL'AMORE Le fonti si confondono col fiume i fiumi con l'Oceano i venti del Cielo sempre in dolci moti si uniscono niente al mondo è celibe e tutto per divina legge in una forza si ...continua

    FILOSOFIA DELL'AMORE Le fonti si confondono col fiume i fiumi con l'Oceano i venti del Cielo sempre in dolci moti si uniscono niente al mondo è celibe e tutto per divina legge in una forza si incontra e si confonde. Perché non io con te? Vedi che le montagne baciano l'alto del Cielo, e che le onde una per una si abbracciano. Nessun fiore-sorella vivrebbe più ritroso verso il fratello-fiore. E il chiarore del sole abbraccia la terra e i raggi della luna baciano il mare. Per che cosa tutto questo lavoro tenero se tu non vuoi baciarmi?

    IL TEMPO PASSATO Come il fantasma d'un amico amato è il tempo passato. Un tono che ora è per sempre volato via, una speranza che ora è per sempre andata un amore così dolce da non poter durare fu il tempo passato. Ci furono dolci sogni nella notte del tempo passato. Di gioia o di tristezza, ogni giorno un'ombra avanti proiettava e ci faceva desiderare che potesse durare quel tempo passato. C'è rimpianto, quasi rimorso, per il tempo passato. E' come il cadavere d'un bimbo molto amato che il padre veglia, sinché alla fine la bellezza è un ricordo, lasciato cadere dal tempo passato.

    LA NASCITA DEL PIACERE Alla creazione della terra il Piacere, la nascita più divina, si levò dal suolo del Paradiso, avvolta in dolci e selvagge melodie, come un'esalazione che sale in spire al suono dell'aria che soffia lieve attraverso i pini eolii, che sono ombra e riparo per il lago donde si alza tenera e lenta; le sue membra con il respiro della vita fluivano nell'armonia divina di una linea sempre continua che avvolgeva la sua forma perfetta di una bellezza calda e luminosa.

    SERENATA INDIANA Nel primo dolce sonno della notte mi risveglio dai sogni in cui tu appari, quando sospira lievemente il vento e splendono le stelle luminose: mi risveglio dai sogni in cui tu appari, e uno spirito allora mi ha condotto, chissà come, vicino alla finestra della tua camera, o dolcezza mia! Le arie vagabonde illanguidiscono lungo il ruscello oscuro e silenzioso, i profumi del Champak svaniscono come dolci pensieri in un sogno; muore il lamento dell'usignolo sul cuore della diletta, proprio come me destinato a morire sul tuo, o tu che sei la mia amata! Oh, ti prego, sollevami dall'erba! Muoio e mi sento debole e languido! Oh, che il tuo amore piova in mille baci sulle mie labbra e sulle smorte palpebre. Ahimè, le guance sono fredde e pallide, ed il mio cuore batte impetuoso e forte! Oh, stringilo al tuo cuore nuovamente, dove alla fine si dovrà spezzare!

    TEMO I TUOI BACI FANCIULLA GENTILE Temo i tuoi baci fanciulla gentile, ma tu non hai motivo di temere i miei; troppo profondamente il mio spirito è oppresso perché io possa opprimere anche il tuo. Temo il tuo viso e la tua voce e i gesti, ma tu non hai motivo di temere i miei; la devozione del cuore con la quale adoro il tuo cuore, sii certa, è innocente.

    LUNA CALANTE E come una dama morente che pallida e smunta ravvolta in un velo diafano esce vacillando dalla sua camera, ed è insensato incerto vaneggiare della mente smarrita che la guida, la luna sorse nel tenebroso oriente, una massa deforme che sbiancheggia.

    I PELLEGRINI DEL MONDO Tu Stella dimmi, che ali di luce ti sospingono rapida a un volo di fiamma, dentro quale caverna della notte si chiuderanno ora le tue piume? E tu Luna che vai, pallida e grigia pellegrina del Cielo, per vie senza riparo, in quali abissi del giorno e della notte stai ora ricercando il tuo riposo? Vento ormai stanco, che passi vagabondo come l'ospite esule del mondo, possiedi ancora un tuo nido segreto in vetta a un albero, in mezzo alle onde?

    LA MUSICA QUANDO... La musica, quando voci lievi svaniscono, vibra nella memoria. I profumi, quando le dolci viole appassiscono, vivono dentro i sensi che ridestano. Quando la rosa è morta, i petali di rosa sono raccolti sul letto dell'amata; quando te ne sarai andata, con il pensiero di te anche l'Amore si addormenterà.

    FRAMMENTI: E' forse che in qualche più lucente sfera ci separiamo dagli amici che qui troviamo? O noi vediamo passare il Futuro oltre il vetro affumicato del Presente? O che cosa è che ci porta a comporre uno con l'altro i frammenti di un sogno, parte dei quali diventa vera, e parte batte e ci trema in cuore? Non è l'oggi abbastanza? Perché scruto nell'oscurità del giorno a venire? Non è domani proprio come ieri? E cambierà, il giorno che segue, la tua sorte? Pochi fiori crescono sul tuo cammino gelido e chi ti aspetta nella casa tetra donde fuggisti e a cui devi tornare, oppresso dal fardello che ti rende incerto e triste? Penetrai nei deserti dell'oscuro sonno, entrai in quel mondo ignoto e desolato che con i suoi recessi ampi e profondi pone i confini al nostro... * E chi sente la discordia ora o il dolore? L'amore è l'universo oggi, questi sono gli schiavi di un opaco domani, che oscurano la strada labirintica della Vita. Ricchezze e signorie scompaiono nella massa del grande mare del giusto e dell'ingiusto umano, quando è la volta che il nostro possesso scada; ma l'amore, anche se mal diretto, è tra quelle cose che sono immortali, e sorpassano tutta quella fragile materia che saremo, o siamo stati.

    ALLA LUNA Sei pallida perchè sei stanca di scalare il cielo e fissare la terra tu che ti aggiri senza compagnia tra le stelle che hanno una differente nascita, tu che cambi sempre come un occhio senza gioia che non trova un oggetto degno della sua costanza?

    TEMPO Mare insondabile! le cui onde sono anni, Oceano del tempo, le cui acque di profonda pena sono salmastre per il sale delle lacrime degli umani. Tu diluvio inarginabile, che nel tuo flusso e riflusso cingi i limiti di ciò che è mortale e nauseato di prede eppure gridi per una ancora e vomiti i tuoi relitti sulla sponda inospitale, infido nella bonaccia, e terribile nella tempesta chi metterà gemme su di te Mare insondabile ?

    MUTEVOLEZZA Il fiore che oggi sorride domani morirà ciò che desideriamo durevole ci tenta e va via. Che cosa è la gioia del mondo? Un lampo che irride alla notte, breve come la propria luce. La virtù come è fragile l'amicizia come è rara l'amore ci da' una povera felicità in cambio di orgoglio e pena. Ma noi, benché cadano subito, alla loro gioia sopravviviamo e a tutto quello che diciamo nostro. Mentre i cieli sono azzurri e di luce, mentre i fiori sono lieti mentre gli occhi che prima di sera cambieranno fanno sereno il giorno, mentre ancora camminano calme le ore, sogna tu, e dal tuo sonno svegliati poi, per piangere.

    ANIME GEMELLE Sono come uno spirito che nell'intimo del suo cuore ha dimorato, e le sue sensazioni ha percepito, e i suoi pensieri ha avuto, e conosciuto il più profondo impulso del suo animo: quel flusso silenzioso che al sangue solo è noto, quando tutte le emozioni in moltitudine descrivono la quiete di mari estivi. Io ho liberato le melodie preziose del suo profondo cuore: i battenti ho spalancato, e in esse mi sono rimescolato. Proprio come un'aquila nella pioggia del tuono, quando veste di lampi le ali. Nel pomeriggio di autunno il giorno diventa più solenne e sereno: c’è un’armonia e una lucentezza nel cielo che d’estate non si sente né si vede, come se non potesse esistere, come se non fosse mai esistita! Possa tu – o Spirito di Bellezza – dare calma alla vita futura di uno che adora te e ogni elemento che ti contiene, uno che per mezzo tuo è portato ad amare tutta l’umanità.

    ha scritto il 

  • 5

    Immortale

    Quanta grandezza, quanta pienezza in questi versi che come onde impetuose travolgono con violenza! "For love, and beauty, and delight There is no death nor change; their might Exceed our organs, which ...continua

    Quanta grandezza, quanta pienezza in questi versi che come onde impetuose travolgono con violenza! "For love, and beauty, and delight There is no death nor change; their might Exceed our organs, which endure no light, bing themselves obscure"

    sono i versi più belli che io abbia mai letto.

    ha scritto il 

  • 1

    Ma è davvero Shelley? Sì, ma solo in inglese!

    Il mio voto non è per la poesia di Shelley — che ne meriterebbe dieci di stelline, quanto piuttosto alla traduzione che proprio non sopporto: Shelley –per sua fortuna– non è un poeta nostro ...continua

    Il mio voto non è per la poesia di Shelley — che ne meriterebbe dieci di stelline, quanto piuttosto alla traduzione che proprio non sopporto: Shelley –per sua fortuna– non è un poeta nostro contemporaneo, e perciò non si capisce perché debba essere tradotto in versi composti a caso e a caso incolonnati! A parte questo, è sufficiente –a coloro che possono– leggere l'originale a fronte per entrare in un altro mondo, insieme sognante e concreto, quello d'un grande uomo, il cui spirito ritornava dai suoi viaggi sempre carico di doni poetici—— e tanti saluti!

    Aggiunta ed emendamento (16/II/2013): Mi rendo conto d'aver peccato un poco d’ingenuità –io per primo– nel considerare Shelley – nel considerare questa edizione. Fatto che, tuttavia, serve soltanto a rendere ulteriormente negativo il mio commento! Innanzitutto rileggendo l’introduzione... Si definisce la Necessità dell’Ateismo un «libello meno violento di quanto il titolo faccia credere»: ma sicuro, iniziamo la castrazione di Shelley. – E ancora: egli «non ha mai pensato che la sua poesia potesse essere al servizio del suo estremismo politico, e in genere dell’ingenuo radicalismo filosofico...» perché le sue idee politiche sono «un corollario di una visione epica del mondo» &c. &c. – – Insomma, una lagna sentimental-idealistica che non ha nulla a che fare con Shelley, che trasforma un poeta politico e sociale, in un mitografo svagato, e l’uomo capace tramite la sua poesia (e la sua prosa) di un’analisi sociale ben più profonda di molti suoi contemporanei in un ingenuo. – Gli è che il signor Conte volendo farsi grande, poeta «legislatore del mondo», piú che di Shelley vuole fare il peana di sé stesso... e si finisce in gloria evocando buffonate come D’Annunzio e Pasolini, o «libri sacri» di cui Shelley sarebbe uno degli ultimi autori! Perciò la scelta nonché limitata, diventa grottesca: le pagine sono poche, e non è una colpa – ma la scelta poetica dice ben poco, se non nulla dell’autore che si antologizza, il che è il peggiore fallimento!

    Infine, una generale dimostrazione dei danni causati alla poesia shelleyiana. Lo Hymn to Intellectual Beauty presenta un verso che definiva falsi nomi «God, ghost, Heaven», che tuttavia, tranne nelle piú recenti edizioni (critiche), diventa «Demon, Ghost, Heaven»! – La questione dell’emendamento è lunga, ma il bello si è che Conte, ignaro della cosa, gli dedica una nota: egli commenta cosí un verso che non è quello che doveva essere, e cosí tutto crolla su sé stesso piú di quanto sembri...

    Conclusione: edizione inutile e dannosa!

    ha scritto il 

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