Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Poesie

Di

Editore: Mondadori

4.3
(251)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804414421 | Isbn-13: 9788804414421 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

Ti piace Poesie?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Bellissime poesie che fanno riflettere, ma io non condivido la visione così pessimistica della vita.
    I temi dominanti della poetica di Montale sono la sconfitta dell'uomo moderno e il dolore, quel “male di vivere”, che è presente in tutte le cose. La sua poesia, infatti, testimonia la cr ...continua

    Bellissime poesie che fanno riflettere, ma io non condivido la visione così pessimistica della vita.
    I temi dominanti della poetica di Montale sono la sconfitta dell'uomo moderno e il dolore, quel “male di vivere”, che è presente in tutte le cose. La sua poesia, infatti, testimonia la crisi spirituale dell'uomo: non può esservi consolazione e ne consegue un atteggiamento di solitudine nei confronti della vita.
    La prima raccolta “Ossi di seppia” deve il suo nome all'osso delle conchiglie interne delle seppie che si trova spesso sulla sabbia; l'osso sballottato ed eroso dai marosi rappresenta simbolicamente la condizione dell'uomo travolto e corroso dalle forze dell'universo.
    Montale si serve di oggetti poveri e quotidiani, a cui l'uomo spesso non presta attenzione, per definire la condizione dell'uomo, che rappresenta con l'immagine emblematica di chi è prigioniero in un orto, circondato da una muraglia con “in cima cocci aguzzi di bottiglia”.
    Al di là di quel muro, forse, vi sono le illusioni, forse la felicità. Ma la felicità esiste? Egli si chiede. Forse è “attesa di felicità” perché nel momento stesso in cui essa entra nella nostra vita, con la stessa leggerezza con cui è arrivata, svanisce, lasciando nell'animo un senso di angoscia.
    E' come camminare sul “filo di lama” ,
    “agli occhi sei barlume che vacilla,”
    “al piede, teso ghiaccio che s'incrina”.
    La raccolta “Satura” è divisa in quattro parti. Le due serie di Xenia sono dedicate alla moglie, morta, che gli amici chiamavano affettuosamente “Mosca” per la sua vivacità. Dai suoi versi traspare una dolorosa nostalgia per la scomparsa della moglie che non potrà mai più rivedere. Ricorda ogni momento passato insieme:
    “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
    e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino...
    Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
    le sole vere pupille , sebbene tanto offuscate
    erano le tue”.
    Lei, così ammalata agli occhi era l'unica dei due capace di riconoscere l'essenza delle cose.
    Quanta tenerezza in questi versi.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura difficile quella di Montale, ma non per questo meno appassionante.
    Del resto, in generale, il bello della scrittura in versi consiste anche nel fatto che ognuno possa rifugiarvisi nel modo più consono al proprio sentire, a dispetto delle cervellotiche elucubrazioni dettate dai criti ...continua

    Lettura difficile quella di Montale, ma non per questo meno appassionante.
    Del resto, in generale, il bello della scrittura in versi consiste anche nel fatto che ognuno possa rifugiarvisi nel modo più consono al proprio sentire, a dispetto delle cervellotiche elucubrazioni dettate dai critici letterari!
    E' stato bello muoversi tra fronde e canneti, seguire gli erbosi sentieri tracciati da file stonate di formiche, deliziarsi della semplicità del giallo dei limoni, lasciarsi cullare dall'onda che termina il suo peregrinare su rasserenate spiagge sopra le quali, in verità, il viaggio mai s'arresta…
    Anche se, si sa, il male di vivere può attendere a ogni angolo di strada e "la vita è crudele più che vana".

    ha scritto il 

  • 0

    A rileggerlo dopo tempo, vi ho ritrovato un invisibile filo conduttore, un senso dell'incompiuto e dell'incorporeo, a dispetto di quella che Montale definisce 'furiosa passione per il tangibile'. Rende l'idea Elegia...
    "Non muoverti. Se ti muovi lo infrangi. (..) E' un azzurro subacqueo che ...continua

    A rileggerlo dopo tempo, vi ho ritrovato un invisibile filo conduttore, un senso dell'incompiuto e dell'incorporeo, a dispetto di quella che Montale definisce 'furiosa passione per il tangibile'. Rende l'idea Elegia...
    "Non muoverti. Se ti muovi lo infrangi. (..) E' un azzurro subacqueo che ci ravvolge e in esso pullulan forme imagini rabeschi. Qui non c'è luna per noi: più oltre deve sostare; ne schiumano i confini del visibile. (..) Tutta questa finta realtà scoppierà, forse. Noi forse resteremo. Noi forse. Non muoverti. Se ti muovi lo infrangi.."

    ha scritto il 

  • 4

    Le stagioni di Satura

    "Il mio sogno non è nell'autunno"
    Sentivo dire da un esperto meteo giorni fa che l’autunno non è una stagione come le altre in quanto è piuttosto un periodo di passaggio e di transizione. Quindi stagione soggetta a cambiamenti improvvisi ed inaspettati. In essa si riflette lo stato di mutab ...continua

    "Il mio sogno non è nell'autunno"
    Sentivo dire da un esperto meteo giorni fa che l’autunno non è una stagione come le altre in quanto è piuttosto un periodo di passaggio e di transizione. Quindi stagione soggetta a cambiamenti improvvisi ed inaspettati. In essa si riflette lo stato di mutabilità di cui non sempre gli uomini si rendono conto. Ogni momento della nostra vita, ogni giorno, settimana o mese, infatti, concorrono a trasformarci mentre noi ci illudiamo di essere sempre gli stessi. Questo sembra essere il senso della poesia “Le Stagioni” di Eugenio Montale nella quale il poeta disconosce non solo l’autunno ma tutte e quattro le stagioni ...

    http://guide.supereva.it/bibliofilia/interventi/2010/09/il-mio-sogno-non-e-nellautunno

    ha scritto il 

  • 0

    Ho sceso dandoti il braccio

    Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
    e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
    Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
    Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
    le coincidenze, le prenotazioni,
    le ...continua

    Ho sceso dandoti il braccio

    Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
    e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
    Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
    Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
    le coincidenze, le prenotazioni,
    le trappole, gli scorni di chi crede
    che la realtà sia quella che si vede.

    Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
    non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
    Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
    le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
    erano le tue.

    ha scritto il 

  • 5

    La poesia
    L'angosciante questione
    se sia a freddo o a caldo l'ispirazione
    non appartiene alla scienza termica.
    Il raptus non produce, il vuoto non conduce,
    non c'è poesia al sorbetto o al girarrosto.
    Si tratterà piuttosto di parole
    molto importune< ...continua

    La poesia
    L'angosciante questione
    se sia a freddo o a caldo l'ispirazione
    non appartiene alla scienza termica.
    Il raptus non produce, il vuoto non conduce,
    non c'è poesia al sorbetto o al girarrosto.
    Si tratterà piuttosto di parole
    molto importune
    che hanno fretta di uscire
    dal forno o dal surgelante.
    Il fatto non è importante. Appena fuori
    si guardano d'attorno e hanno l'aria di dirsi:
    che sto a farci?

    Eugenio Montale

    ha scritto il 

  • 4

    ottima scelta e ottima curatela, ideale per conoscere un poeta grande e famoso, ma, ancora, più nominato che letto. emerge in tutta la sua grandezza il periodo della vecchiaia, dove lo scorrere della lingua si fa vertiginoso, sarcastico, sino ai confini del mistico.

    ha scritto il