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Poesie

1972-2002

By Vivian Lamarque

(148)

| Others | 9788804510536

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Book Description

Vivian Lamarque ha la felicità naturale del dono che fa volare la parola facendola arrivare velocissima al lettore. Come dimostra questa raccolta completa delle sue poesie che presenta un consistente gruppo di inediti che viene qui a collocarsi dopo i suoi libri già noti (da "Teresino" fino a "Una qContinue

Vivian Lamarque ha la felicità naturale del dono che fa volare la parola facendola arrivare velocissima al lettore. Come dimostra questa raccolta completa delle sue poesie che presenta un consistente gruppo di inediti che viene qui a collocarsi dopo i suoi libri già noti (da "Teresino" fino a "Una quieta polvere"), libri che furono accolti dai consensi autorevoli, fra i molti, di Giovanni Raboni, Vittorio Sereni, Giovanni Giudici.

3 Reviews

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  • Poetessa di grande grazia. Confesso che all'inizio non mi ha appassionato. Mi hanno invece colpito le sue ultime raccolte dove ritornano costantemente i temi della morte e della comune natura di uomini, piante e animali. Vi si ritrova la semplicità del francescanesimo e dei filosofi orientali; una q ... (continue)

    Poetessa di grande grazia. Confesso che all'inizio non mi ha appassionato. Mi hanno invece colpito le sue ultime raccolte dove ritornano costantemente i temi della morte e della comune natura di uomini, piante e animali. Vi si ritrova la semplicità del francescanesimo e dei filosofi orientali; una quieta, malinconica accettazione del comune destino.
    All'ultimo esame
    "Se sono stati capaci tutti
    sarò capace anch'io
    nessuno è stato bocciato
    tantomeno quaggiù rimandato
    (magari essere rimandati, sfuggire!)
    capaci tutti proprio tutti,
    di morire."

    Rimando alle note a margine per qualche altro verso...

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    Dr.Restless said on Feb 5, 2012 | 1 feedback

  • Le persone non muoiono, restano incantate (G. Rosa, introduzione di "Come i Fiori")

    Il volumetto "Poesie dando del Lei", dedicato all'analista junghiano di Vivianne (il dottor BM) è senz'altro il lavoro più apprezzabile della poetessa in tutta l'opera. Di seguito alcune delle poesie che si sono perse nell'immensità dell'animo.

    SERA

    Sera è ora di andarcene a dormire io e te ... (continue)

    Il volumetto "Poesie dando del Lei", dedicato all'analista junghiano di Vivianne (il dottor BM) è senz'altro il lavoro più apprezzabile della poetessa in tutta l'opera. Di seguito alcune delle poesie che si sono perse nell'immensità dell'animo.

    SERA

    Sera è ora di andarcene a dormire io e te
    di spogliarci accarezzarci
    e se uno di noi due qui non c'è
    allora vada solo l'altro a letto
    che ore saranno senti piove di nuovo
    aveva smesso.

    SOLE INVERNALE

    Fa bene al mio male
    Questo sole invernale
    Fa male al mio cuore
    Il tuo freddo tepore.

    POESIA ILLEGITTIMA

    Quella sera che ho fatto l'amore
    mentale con te
    non sono stata prudente
    dopo un po' mi si è gonfiata la mente
    sappi che due notti fa
    con dolorose doglie
    mi è nata una poesia illegittimamente
    porterà solo il mio nome
    ma ha la tua aria straniera ti somiglia
    mentre non sospetti niente di niente
    sappi che ti è nata una figlia.

    VENTO

    Non sei venuto questa sera all’appuntamento
    va bene che c’era un po’ di vento
    e non ti avevo detto da che parte della stanza
    e non sapevi poverino l’ora esatta
    ma solo la sera della settimana
    non mi ricordo più le cose
    da quando ti sono stata presentata
    proprio quella sera che non mi hai notata
    abbiamo parlato solo due o tre volte
    ti ho detto solo quattro cinque cose
    nome cognome e che sono separata
    non puoi saperlo poverino
    che mi sono innamorata

    POESIE DANDO DEL LEI

    La mai superficie è felice,
    ma venga a vedere
    sotto la vernice.

    Faccia un miracolo venga
    L’aspetto sull’amaca sulla bicicletta
    Partiamo ?
    E le valigie ?
    Le valigie non servono
    Non andiamo lontano
    Ci trasferiamo solo
    Su di un altro piano.

    La mia settimana è un settenario
    Con gli accenti su martedì e venerdì
    Al sabato il tono cala
    Risale il lunedì.

    Quando Lei è nervoso fa così
    Con le mascelle
    E vibra e si controlla
    Ma mi vorrebbe molto sgridare
    Ecco, proprio quando Lei fa così
    Io La vorrei baciare.

    Con un filo d’oro
    La vorrei a me legare
    Poi, come prova d’amore,
    La vorrei per sempre liberare.

    Caro Dottore
    Basta distanza
    Varchiamo La prego
    Il confine della stanza.

    Questa convivenza
    Con la Sua assenza
    Sta diventando una prova troppo dura
    La natura va contro la natura.

    Quella follia così leggera
    Pesa come una montagna
    Verso sera.

    Se il tempo terrestre
    Me le negherà
    Chiederà il favore alle mani
    Dell’Eternità.

    Cercavo la giusta matita
    Per fare in Suo onore un ghirigoro
    Gli occhi mi brillavano
    Come a un cercatore d’oro.

    Va bene vada pure lontano
    non La inseguirò
    nemmeno il martedì nemmeno il venerdì
    mi lasci pure giù
    dal Suo treno
    Sono la valigia per sempre non Sua
    Resto qui.

    Oh fossi io
    La pagina del libro
    Che Lei
    Così fortemente
    Riga.

    Faremo anche noi
    Un viaggio insieme un giorno
    Valige leggere
    Per il nostro viaggio nell’aria
    Nessuna prenotazione necessaria

    Un Analista di lino vestito
    Di fronte a me seduto guarda
    E io guardo
    La forma del suo sguardo.

    PENNINO

    Dopo di te
    Sposerò il mio pennino
    E nessun altro
    E nessun altro
    Il mio pennino
    D’acciaio affilato
    Per sempre l’ho sposato.

    CERCASI

    Cercasi casa
    Cercasi casa con sole
    Con sole fin dal mattino
    Casa con dentro un bambino
    Con madre e padre
    Seconde te a chi assomiglia
    Cercasi casa
    Con dentro famiglia

    QUESTE CONCHIGLIE

    Queste conchiglie che ho trovato
    Saremo noi
    Noi acquietati levigati
    Senza più dolori
    Di bei colori
    Poseranno le orecchie su di noi
    Per ascoltare
    Che rumore fa
    Il mare.

    AL MIO BABBO DANTE MORTO A 34 ANNI

    Sembravi lontano dalla morte miglia
    E miglia invece babbo mi sei morto
    In un batter di ciglia

    A GIORGIO CAPRONI

    Se sul treno ti siedi
    Al contrario, con la testa
    Girata di là, vedi meno
    La vita che viene, vedi
    Meglio la vita che va.

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    Alessandro Nilo said on Dec 8, 2011 | 2 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (148)
    • 5 stars
    • 4 stars
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    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Others 245 Pages
  • ISBN-10: 8804510536
  • ISBN-13: 9788804510536
  • Publisher: Mondadori (Oscar, Poesia del novecento 57)
  • Pub date: Jan 01, 2002
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