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Poesie

Testo inglese a fronte

Di

Editore: Mondadori

4.3
(1206)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 772 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804531827 | Isbn-13: 9788804531821 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Massimo Bacigalupo

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Cofanetto

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Emily Dickinson (1830-1886) dopo un'esistenza solitaria cittadina della NuovaInghilterra ottenne una fama postuma pressoché ineguagliata negli annali dellapoesia, non solo femminile. Le sue 1775 liriche sono il diario intensissimo diuna sensibilità che vede sempre l'universale nel quotidiano, descrivemagicamente il volgere delle stagioni, considera la vita alla presenzadell'infinito, si interroga sui paradossi della fede dei padri e annuncia lapropria indipendenza da ogni condizionamento. La selezione di poesie raccoltain questo volume mira a far conoscere la Dickinson anche nei meno noti ruolidi umorista, testimone e critica dell'America del tempo, sfatando la leggendache la vuole una mistica corrucciata e nevrotica, arroccata nella sua stanza.
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  • 5

    Immaginiamo questa donna di altri tempi di cui abbiamo un unico ritratto per ricordare o per scoprire chi fosse. Veste sempre di bianco, non esce mai dalla sua stanza, non ama voci gridate, ma sussurri, e comunica, spesso, solo per mezzo di biglietti. La sua vita, un continuo scrivere versi ("... ...continua

    Immaginiamo questa donna di altri tempi di cui abbiamo un unico ritratto per ricordare o per scoprire chi fosse. Veste sempre di bianco, non esce mai dalla sua stanza, non ama voci gridate, ma sussurri, e comunica, spesso, solo per mezzo di biglietti. La sua vita, un continuo scrivere versi ("...di notte la lampada, il libro ed un geranio"), versi nelle lettere che invia, versi, tanti versi, chiusi e cuciti in piccoli foglietti. In vita se ne pubblicheranno solo pochi, un testo dice sette un altro 11. Ma lei, scrive per sé, non ama pubblicare, seppur talvolta chiede alle persone a lei più care con cui si confida: "dimmi allora, secondo te i miei versi respirano?" Posso non amarla? Alcune poesie mi toccano profondamente, mi commuovono, mi sfiora l'eternità che lei racconta talvolta dietro versi che sembrano infantili. Una metrica inconsueta poco adatta ai tempi di allora, una punteggiatura inesistente, maiuscole che sembrano messe a casaccio. Eppure adoro proprio questo, adoro proprio quel modo particolare che leggendo mi diventa sempre più familiare. Nelle traduzioni italiane a volte si tolgono i trattini, si eliminano le maiuscole, mi sembra di non riconoscerla, mi sembra di farle quasi un torto. Io le riproporrei esattamente così come lei le ha scritte.

    A Dio chiediamo un unico favore,
    Che si possa essere perdonati -
    Per che cosa si presume egli lo sappia -
    Il Crimine, a noi, è celato -
    Murati per l'intera Vita
    Dentro una magica Prigione
    Rimproveriamo la Felicità
    Che troppo compete con il Cielo.

    *** *** ***

    Così soffice è questa Prigione
    Così dolci queste tetre sbarre
    Non un Despota ma il Re delle Piume
    Inventò questo riposo.
    Se del Fato questo è tutto
    Se non vi è aggiunto Regno
    Una Segreta non è altro che un Congiunto
    La reclusione - Casa.

    Questa recensione vale per tutti i libri che ho letto di poesie di Emily Dickinson (tanto, anche se non ci piacesse la traduzione, che tanto può influir sulla poesia, per fortuna ho sempre trovato in ogni testo la versione originale a cui -sempre- far riferimento).

    ha scritto il 

  • 5

    I never hear the word "escape"
    Without a quicker blood,
    A sudden expectation,
    A flying attitude!

    I never hear of prisons broad
    By soldiers battered down,
    But I tug childish at my bars
    Only to fail again!

    (1859)

    ......................... ...continua

    I never hear the word "escape"
    Without a quicker blood,
    A sudden expectation,
    A flying attitude!

    I never hear of prisons broad
    By soldiers battered down,
    But I tug childish at my bars
    Only to fail again!

    (1859)

    ..........................

    [...]

    I am not used to Hope -
    It might intrude upon -
    It's sweet parade - blaspheme the place -
    Ordained to Suffering -

    It might be easier
    To fail - with Land in Sight -
    Than gain - My Blue Peninsula -
    To perish - of Delight -

    (1865)

    ..........................

    Parting is all we know of heaven,
    And all we need of hell.

    Immensa. Sublime.
    Avevo comprato questo libro anni fa, soprattutto perché costava poco, e l'ho riaperto solo recentemente. Mai avrei immaginato di trovare alcune tra, almeno secondo il mio modestissimo parere, le migliori poesie mai scritte. Un linguaggio per lo più semplice e comune (ispirato soprattutto dalla natura) è in grado di descrivere emozioni, sogni e tormenti di una Poetessa (e qui la maiuscola è d'obbligo) sicuramente tra le più sensibili che siano mai esistite.
    Nutro moltissimi dubbi sulla qualità delle traduzioni, trovo che molte non riescano a cogliere il pieno significato dei suoi componimenti. Talvolta, vengono addirittura aggiunti segni di punteggiatura non presenti nella versione originale. Un errore assolutamente grossolano, soprattutto per quanto riguarda la Dickinson, famosa appunto per l'uso assolutamente personale, e anticonvenzionale, della punteggiatura e delle maiuscole.
    Ergo, Emily Dickinson è da leggere assolutamente in lingua originale (come tutte le poesie, d'altra parte).

    This is my letter to the World
    That never wrote me -
    The simple news that Nature told -
    with tender Majesty

    Her Message is committed
    to Hands I cannot see -
    For love of Her - Sweet - countrymen -
    Judge tenderly - of Me.

    (1862)

    ha scritto il 

  • 5

    "Questa è la mia lettera al mondo, che non scrisse mai a me"

    Cosa dire di questa donna del New England, solitaria e riflessiva?
    Nella cittadina di Amherst viveva una delle più grandi voci della letteratura e, probabilmente, in pochi se ne resero conto, mentre era ancora in vita. Mi sembra quasi riduttivo chiamare i suoi versi "poesia". Non esiste qua ...continua

    Cosa dire di questa donna del New England, solitaria e riflessiva?
    Nella cittadina di Amherst viveva una delle più grandi voci della letteratura e, probabilmente, in pochi se ne resero conto, mentre era ancora in vita. Mi sembra quasi riduttivo chiamare i suoi versi "poesia". Non esiste qualcosa di più? Poesia ed aforisma. A volte filosofia. In essi è contenuta la profondità dell'animo umano e la semplicità dell'universo... si proprio così, perché per citarla: La mente – è più grande del cielo – perché - se li metti fianco a fianco - l'una contiene l'altro facilmente - e te - anche.
    La voce universale della Dickinson ha una grande potenza, sensibilità e sagacia. Era una donna intelligente.
    Come scrive Natalia Ginzburg nella postfazione, probabilmente ebbe la vita simile a quella di molte "zitelle" che vivevano nella periferia americana. Eppure, lei era diversa. Emily Dickinson era un genio. Si, io sono d'accordo.
    Semplicemente non ci si aspetta di leggere certi versi da una persona cresciuta quasi nell'isolamento e tra persone e in un luogo dalla mentalità religiosa e non apertissima.
    Ed invece la personalità della Dickinson brilla come le stelle più luminose. Lei è un Dante, uno Shakespeare, un Milton. E', senza paragoni, "Dickinson".

    ha scritto il 

  • 0

    Un po' ogni sera, come il bicchiere di latte prima di addormentarsi

    "La mente è più grande del cielo
    perché se li metti fianco a fianco
    l'una contiene l'altro facilmente
    e te, anche
    La mente è più profonda del mare
    perché se li tieni blù contro blù
    l'una assorbirà l'altra
    come una spugna un secchio"
    ................ ...continua

    "La mente è più grande del cielo
    perché se li metti fianco a fianco
    l'una contiene l'altro facilmente
    e te, anche
    La mente è più profonda del mare
    perché se li tieni blù contro blù
    l'una assorbirà l'altra
    come una spugna un secchio"
    ............................

    Un rospo può morire di luce
    la morte è un diritto comune di uomini e rospi
    di principi e nani il privilegio
    Allora perché darsi arie? La supremazia
    del moscerino è grande come la tua
    ............................

    ha scritto il 

  • 4

    Come se chiedessi una comune elemosina
    e nella mia mano stupita
    uno sconosciuto chiudesse un regno
    e io restassi sconvolta –
    come se domandassi all'oriente
    se per me avesse un mattino –
    ed esso sollevasse le sue dighe purpuree
    e mi sommergesse d'aurora! ...continua

    Come se chiedessi una comune elemosina
    e nella mia mano stupita
    uno sconosciuto chiudesse un regno
    e io restassi sconvolta –
    come se domandassi all'oriente
    se per me avesse un mattino –
    ed esso sollevasse le sue dighe purpuree
    e mi sommergesse d'aurora!

    ***

    Dopo il grande dolore, viene un sentimento compito -
    i nervi siedono cerimoniosi, come tombe -
    il cuore rigido si interroga se fu lui che soffrì,
    e fu ieri, o quanti secoli fa?

    I piedi, meccanici, vanno in giro -
    di terra, o aria, o altro -
    una via di legno -
    divenuti incuranti,
    un appagamento di quarzo, come una pietra -

    questa è l'ora di piombo -
    ricordata, se si sopravvive,
    come un congelato ricorda la neve -
    prima il freddo - poi lo stupore - poi il lasciarsi andare –

    ***

    La rivoluzione è il baccello
    da cui i sistemi rotolano
    quando i venti della volontà si levano –
    ottimo è il fiore

    ma solo se la sua base rossastra
    ogni estate diviene
    seppellitrice di sé stessa –
    così la libertà –

    lasciata inattiva sullo stelo
    ogni sua porpora svanita –
    la rivoluzione la scuote per
    verificare se è morta.

    ***

    La vita che troppo strettamente legata fugge
    in seguito correrà sempre
    con un prudente sguardo all'indietro
    e spettri delle redini –
    il cavallo che fiuta l'erba viva
    e vede sorridere i pascoli
    sarà ripreso con uno sparo
    se mai lo sarà –

    ha scritto il 

  • 0

    Non c'è nessun vascello che, come un libro possa portarci in paesi lontani, né corsiere che superi al galoppo le pagine di una poesia. È questo un viaggio anche per il più povero, che non paga nulla, tanto semplice è la carrozza che trasporta l'anima umana.

    ha scritto il 

  • 4

    "C'è unna solitudine di spazio
    una solitudine di mare
    una solitudine di morte
    ma queste saranno compagnie
    in confronto al luogo più profondo
    la polare intimità
    un'anima davanti a se stessa -
    finita infinità."

    "Presentimento è quella lunga ombra
    ...continua

    "C'è unna solitudine di spazio
    una solitudine di mare
    una solitudine di morte
    ma queste saranno compagnie
    in confronto al luogo più profondo
    la polare intimità
    un'anima davanti a se stessa -
    finita infinità."

    "Presentimento è quella lunga ombra
    sul prato, indizio che i soli tramontano:
    l'avvertimento all'erba spaventata
    che la tenebra sta per arrivare."

    "Quieto come il massacro di soli
    trucidati dalle sciabole della sera."

    ha scritto il 

  • 5

    Nelle Lezioni Americane Italo Calvino scrive:

    Esattezza vuol dire per me soprattutto tre cose:
    1) un disegno dell’opera ben definito e ben calcolato;
    2) l’evocazione di immagini visuali nitide, incisive, memorabili;
    3) un linguaggio il più preciso possibile come lessico e ...continua

    Nelle Lezioni Americane Italo Calvino scrive:

    Esattezza vuol dire per me soprattutto tre cose:
    1) un disegno dell’opera ben definito e ben calcolato;
    2) l’evocazione di immagini visuali nitide, incisive, memorabili;
    3) un linguaggio il più preciso possibile come lessico e come resa delle sfumature del pensiero e dell’immaginazione.

    Le poesie di Emily Dickinson sono un inno all'esattezza, motivato da una prepotente passione per la verità. Nel suo amore per la verità era indiscutibilmente implicita l'attenzione per la realtà oggettiva. Amava la precisione, Emily. Amava i particolari concreti e "casalinghi": scrive di gomitoli e sciarpe, di serpi, pettirossi e mosche che ronzano... Piccoli capolavori di esattezza descrittiva.
    Ma l'accuratezza con cui definisce il mondo esteriore è niente rispetto alla capacità che ha di descrivere la sua esperienza interiore. Riesce a tratteggiare i moti dell'anima ed i fenomeni della propria coscienza con la precisione dell'entomologo, regalandoci autentici capolavori di autoanalisi. Tutto questo grazie ad una sensibilità superiore, unita ad una forza ed un coraggio impensabili per il tempo (ed il luogo) in cui visse.

    Sopravvissi, non so come, alla notte,
    Entrai nel giorno.
    Per esser salvi, basta essere salvi,
    Senz'altra formula.

    Da allora prendo il mio posto tra i vivi
    Come chi, commutata la sua pena,
    E' candidato alla grazia dell'alba -
    Ma la sua vera dimora è tra i morti.

    ha scritto il 

  • 3

    Alcune belle ....ma non è il mio genere .

    Alcune traspirano davvero sentimento altre invece sono più freddine, ma bisogna considerare il periodo in cui è vissuta e poi essendo donna ... all'epoca essere un poeta era un'aggravante.

    ha scritto il 

  • 3

    La poetessa dell'eco.

    La raccolta non è per nulla completa se si pensa che l'attività poetica di Dickinson rasenta quasi le 2000 poesie, tuttavia è stata utile per me. Ho cercato di capire Emily e credo di esserci riuscito quasi totalmente.


    Cosa danno queste poesie? Emily esprime pochi semplici concetti: la sol ...continua

    La raccolta non è per nulla completa se si pensa che l'attività poetica di Dickinson rasenta quasi le 2000 poesie, tuttavia è stata utile per me. Ho cercato di capire Emily e credo di esserci riuscito quasi totalmente.

    Cosa danno queste poesie? Emily esprime pochi semplici concetti: la solitudine delle sue stanze, la solitudine nella natura, la Natura, la condizione logorante del Tempo, l'attesa della Morte, la presenza massiccia di Dio, la lontananza dall'altro.

    Tutto ciò espresso con una grande coscienza della parola, che è sempre semplice, e che finisce per diventare eco. La poesia di Dickinson sembra essere letta ad alta voce in una grande cattedrale vuota, nei giorni novembrini che avvolgono le distese erbose e gli alberi spogli. Emily Dickinson esprime una grande dolcezza ed un grande spirito d'osservazione, data la sua accettata prigionia domestica. Comunica una presa di coscienza delle realtà della vita - come dei desideri - sempre accentuati da quella lettera stampata: Natura, Morte, Dio, Immortalità.

    La Natura è onnipresente. E' termine di paragone, è metafora e similitudine. E' studio, ricerca di perfezione. E' perfezione ed è stupore. Emily non smette mai di stupirsi davanti agli spettacoli - anche calmi ed usuali - che la natura offre.

    La solitudine è invece un sentimento di fondo, velato e avvalorante la condizione di osservatrice della realtà esterna, che si imprime con forza tempestosa in quella interna.

    ha scritto il 

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