Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Poesie

Di

Editore: Einaudi (Collezione di poesia, 269)

4.2
(185)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 274 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806147773 | Isbn-13: 9788806147778 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Mary de Rachewiltz ; Prefazione: Franco Buffoni

Disponibile anche come: Cofanetto

Genere: Fiction & Literature

Ti piace Poesie?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Nel panorama letterario americano del secolo, Cummings è un anarchico stimolato da continue folgorazioni: le sue innovazioni grafiche, le ricerche sintattiche, le esplosioni lessicali contribuiscono alla costruzione di una lirica che coinvolge pensieri e percezioni, lo sguardo e l'ascolto, in un fitto intreccio di immagini e di associazioni. Questa edizione ripropone l'antologia uscita per la prima volta da Einaudi nel 1974, tradotta dalla figlia di Pound, Mary de Rachewiltz.
Ordina per
  • 5

    with one smile

    May my heart always be open to little
    birds who are the secrets of living
    whatever they sing is better than to know
    and if men should not hear them men are old

    may my mind stroll about hungry
    and fearless and thirsty and supple
    and even if it’s sunday may i be ...continua

    May my heart always be open to little
    birds who are the secrets of living
    whatever they sing is better than to know
    and if men should not hear them men are old

    may my mind stroll about hungry
    and fearless and thirsty and supple
    and even if it’s sunday may i be wrong
    for whenever men are right they are not young

    and may myself do nothing usefully
    and love yourself so more than truly
    there’s never been quite such a fool who could fail
    pulling all the sky over him with one smile

    Sempre sia il mio cuore aperto ai piccoli
    uccelli che sono il segreto del vivere
    qualsiasi loro canto è meglio del sapere
    e gli uomini che non li sentono sono vecchi

    sempre la mia mente vaghi affamata
    intrepida assetata e agile
    e anche s’è domenica possa io aver torto
    Perché chi ha ragione non è giovane

    e che io non faccia mai nulla di utile
    e il mio amore per te sia più che sincero
    perché nessuno giammai fu così stolto
    da non attirarsi il cielo con un sorriso.

    ha scritto il 

  • 4

    appartenere alla primavera

    Love is a deeper season than reason; my sweet one (and april’s where we’re).


    Leggo Cummings come antidoto all’inverno; lo leggo come una promessa che la luce cerca di mantenere a dispetto delle giornate ricche di buio e povere di ore. E ricordo il nostro primo incontro come potrei r ...continua

    Love is a deeper season than reason; my sweet one (and april’s where we’re).

    Leggo Cummings come antidoto all’inverno; lo leggo come una promessa che la luce cerca di mantenere a dispetto delle giornate ricche di buio e povere di ore. E ricordo il nostro primo incontro come potrei ricordare un primo appuntamento: estate, una cascata di glicine nel cortile della libreria di sempre, la timidezza e il desiderio di quelle pagine bianche. Sì, ho con e.e. un rapporto ben più viscerale di quello che potrei avere con altri poeti: la sua poesia più sperimentale non mi attira, vagabondo annoiata tra le sue lettere sparpagliate, rotolanti verso il basso come se stessero scendendo delle scale. Gli altri temi sono una pausa per cuore e ventre, che mi concedo per non ritrovarmi troppo commossa e languida a fine lettura – un gesto di decoro che offro a chi si ritrova a guardarmi nel mentre.

    Tra le tante cose, Cummings mi ha insegnato a leggere il corpo che amo: i nei fatti di puntini sospensivi, le virgole dei sorrisi, tutti gli etcetera. L’amore di cui Cummings mi parla è colto, ma anche coltivato, un frutto che viene nascosto prima che la spia dell’autunno lo denunci all’inverno, fatto di gente che lo percorre sghemba e zoppicante per il freddo; “although winter may be everywhere with such a silence and such a darkness noone quite begin to guess
    A me fa sorridere (a me, che dipendo spesso da una giornata di sole) come per lui l’amore sia egli stesso primavera, dea onnipotente, stagione di salvezza.
    Cummings smette di farmi sentire un’esiliata: leggerlo è una consolazione ma anche un’attesa, e all’improvviso appartenere alla primavera non è più un peso durante l’assedio invernale.

    ha scritto il 

  • 4

    dell'amore sii (un pò)
    Più premuroso
    Che del resto
    proteggila forse soltanto

    Un poco meno
    (appena più di molto)
    più vicina di
    Nulla,ricorda amore con frequente

    spasimo(immagina di
    Lei ogni minimo mai con massima
    memoria)intera dona a c ...continua

    dell'amore sii (un pò)
    Più premuroso
    Che del resto
    proteggila forse soltanto

    Un poco meno
    (appena più di molto)
    più vicina di
    Nulla,ricorda amore con frequente

    spasimo(immagina di
    Lei ogni minimo mai con massima
    memoria)intera dona a ciascun
    Sempre la sua libertà

    (Osa finchè un fiore,
    comprendi smisuratamente il sole
    Apri ogni milionesimo perchè e
    scopri il ridere)

    ha scritto il 

  • 5

    Il tuo cuore lo porto con me
    Lo porto nel mio
    Non me ne divido mai.
    Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
    qualsiasi cosa sia fatta da me,
    la fai anche tu, mia cara.
    Non temo il fato
    perché il mio fato sei tu, mia dolce.
    Non voglio il mondo, perch ...continua

    Il tuo cuore lo porto con me
    Lo porto nel mio
    Non me ne divido mai.
    Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
    qualsiasi cosa sia fatta da me,
    la fai anche tu, mia cara.
    Non temo il fato
    perché il mio fato sei tu, mia dolce.
    Non voglio il mondo, perché il mio,
    il più bello, il più vero sei tu.
    tu sei quel che luna sempre fu
    e quel che un sole sempre canterà sei tu
    Questo è il nostro segreto profondo
    radice di tutte le radici
    germoglio di tutti i germogli
    e cielo dei cieli
    di un albero chiamato vita,
    che cresce più alto
    di quanto l'anima spera,
    e la mente nasconde.,
    Questa è la meraviglia che le stelle separa.
    Il tuo cuore lo porto con me,
    lo porto nel mio.

    ha scritto il 

  • 2

    "su

    non
    essere
    scioc-
    co

    ,ma-

    ché;
    il danaro
    non fa (mai
    ha fatto né

    farà)un

    acci-
    dente
    :al con-
    trario; ti

    sbagli, amico. Ma

    quello che
    fa,
    sempre ha fatto
    ;e

    farà ...continua

    "su

    non
    essere
    scioc-
    co

    ,ma-

    ché;
    il danaro
    non fa (mai
    ha fatto né

    farà)un

    acci-
    dente
    :al con-
    trario; ti

    sbagli, amico. Ma

    quello che
    fa,
    sempre ha fatto
    ;e

    farà sempre

    qualcosa
    è (indovina)sì
    hai ragione
    :il mio nemico

    .Amore"

    "o pr
    gresso invero sei p
    nderoso superc
    lossale iperpr
    digioso ecc io s
    e se tu n
    n sai vai
    a quel c
    sì detto documentario c
    sì detto teatro e coi tu
    i occhi c
    ntempla Il
    (Il presidente Il
    presidente de Il presidente
    degli Il) presidente de
    gli (stati Il presidente degli
    stati uniti Il presidente degli stati
    uniti d'Il Presidente Degli)Stati Uniti
    D'America unde negant redire
    quemquam presum
    ibilmente
    g
    i
    o
    c
    a
    b
    aseball"

    ...
    DSGDFKLGJH
    SDGKDSJGKDF(JGHDFKGJH..)
    DSF
    ;DFDF
    SFESF
    .
    Quanto
    mi
    innervosisce, la

    poesia di Cumming-
    s.

    Non sopporto
    il suo modo
    di scriv-
    ere (eh già), non mi
    produce
    nessun effetto,
    non
    aiuta
    a
    comporre
    poesie
    completamente sensate,
    ed
    è (per giunta)
    insopportabile
    da leg-
    g
    e
    r
    e.

    *si schiarisce la voce e torna ad essere moderata, razionale e misurata*

    ....Edward Estlin Cummings è un poeta sperimentale del Novecento. Forse non si deduce, ma lo leggiamo ancora oggi per via del tratto con cui si è distinto: l'esuberante voglia di scombinare le regole della grammatica inglese, esprimersi completamente attraverso le parole, addirittura creando immagini con la posizione stessa delle lettere. Primo esempio che mi viene in mente:

    "l(a

    le
    af
    fa
    ll

    s)
    one
    l

    iness"

    Che ricomposto, sarebbe: "A leaf falls. Loneliness./Una foglia cade. Solitudine.". Sono state messe in verticale per rendere il movimento della foglia che cade, immersa completamente nella solitudine. Come se cadesse nel bozzolo delle parentesi, avvolta da quel "loneliness" attorno. Soprattutto è importante la prima lettera di "loneliness", che guarda caso, è molto lonely là, staccata da tutte le sue sorelline.
    Un altro esempio può essere la parola "sprinkling" (= piovigginare, più o meno), scritta "SpRiN, k, LiNg" - lo stile bimbominkiese ha origini nobili, a quanto pare - un'altra parola-immagine dove Cummings vuole raffigurare le gocce intinte di raggi solari (la tipica pioggia mista a sole) che cadono su una lettera sì e una no, come farebbero nel cadere su di noi. Altre scelte sono molto irritanti per la sottoscritta, come il fatto che certe parole Cummings proprio non potesse vederle (vedi "thing", che sostituiva sempre a un "?", per cui abbiamo il verso " a float on some ? i call twilight") e che quindi, nella sua incurante sostituzione, rende criptico il verso. Impossibile, quindi, leggere Cummings senza un libro di critica alto come una casa accanto. Evidentemente a Cummings della comprensione dei lettori fregava fino a un certo punto.
    La prima raccolta, Tulips and Chimneys, risale ai tempi del Cummings ancora giovane ed estremamente sentimentale. Non m'è piaciuta, l'ho trovata noiosa, a tratti banale, non mi suscitato nessun sentimento. 'Un ce posso fa' nniente. A quanto pare qui, dove vediamo già una certa sbizzarria linguistica, era stato adottato questo stile per far colpo sui borghesi conservatori. Sì, all'inizio era per quello. In effetti il colpo l'ha fatto, e se ne parlò veramente a lungo. Il fatto che volesse far colpo su una massa di ricconi con la testa bacata non m'ha fatto sorridere. Le raccolte successive, "& and" e "Is 5", sono già meglio, ma non destano ancora la mia curiosità, non risvegliano in me il minimo barlume di apprezzamento, a parte giusto qualche rarità ogni cento versi. Con "W (ViVa)" andiamo ancora un pochino meglio, ma a quanto pare non pensavano lo stesso le case editrici di quel periodo (1935, attenti attenti, la Seconda Guerra Mondiale è alle porte), e Cummings per la raccolta successiva avrà ben 14 rifiuti (ironicamente,dopo intitolerà la raccolta "no thanks"). E via alla discesa, comincia a perdere colpi, per quanto Ezra Pound, che si dichiarava suo amico, lo sostennesse. E chi conosce Ezra Pound, sa quanto possa essere potente la sua influenza. Pubblica diverse raccolte di poesie, ma il suo destino è ricadere nell'anonimato. Gli Stati Uniti non calcolano più Cummings, oramai, per il semplice fatto che la poesia sperimentale non aveva avuto possibilità di affermarsi, e nelle ultime poesie si scorge la sua disperazione, che ha quasi dei tratti funerei (a cosa si riferiva, in realtà?):

    O, come, terrible anonymity
    Come gently,
    (very witheness: absolute peace
    never imaginable mystery)
    Descend.

    O, vieni, terribile anonimato
    Vieni dolcemente
    (bianchezza purissima, assoluta pace
    mistero inimmaginabile)
    Discendi.

    La critica lo attribuiva, appunto, alla sofferenza del rimanere nell'ombra, però non se n'è tanto sicuri. A me suggerisce invece la morte. Mistero inimmaginabile, la morte. La poesia sperimentale negli Stati Uniti, a quel tempo, era sinonimo di game over già in partenza. Ginsberg, che io amo molto, era un poeta sperimentale che poi s'è convertito e, guarda caso, ha avuto successo. La mia prefazione critica usa l'aggettivo "rassicurante" per spiegare come si sentissero gli americani davanti alla scelta di Ginsberg, e al contrario "poco rassicurante" l'ostinarsi di Cummings.
    A proposito della critica: qui ci si divideva in due fazioni: c'era chi considerava simpatico il suo estro linguistico e c'era chi lo disprezzava, definendolo inutile e futile, inoltre, chi lo considerava non proprio bene, diceva anche che nelle sue poesie si nota la vergognosa assenza di maturazione, progresso. Povero Peter Pan. Se c'è una cosa su cui sono tutti d'accordo, è che almeno la metà dei ghirigori linguistici di Cummings sono artificio.
    ..Io continuo a preferire Ginsberg. E di disguidi vari ne ha avuti anche lui, è finito in tribunale per il suo modo di esprimersi "poco fine per i palati americani". Urlo è un piccolo capolavoro, e americani del secolo scorso, se mi sentite dall'Oltretomba, non potevate lasciare che i poeti fossero e basta? Nah, magari.
    Nel mio sfogo iniziale avevo saputo riassumere perfettamente la mia impressione su Edward Estlin Cummings: m'innervosisce, e io sono già nevrotica di mio, se poi ci si mette lui mo' ci salviamo. Il suo stile non mi fa nessun effetto (e dovrebbe essere la sua principale funzione, quindi non mi rimane molto da raccogliere), mi garba l'idea di creare immagini sulla carta, ma per capirle ci vuole l'interprete sempre a dispozione. A me piace poter leggere una poesia in modo naturale, genuino, senza libroni dietro, e poter afferrare qualcosa, un'interpretazione personale. E sinceramente, come faccio ad apprezzare il contenuto se non riesco neanche ad andare oltre alla forma? Il mio voto non è un voto oggettivo, riflette le mie impressioni e sensazioni durante la lettura.
    Magari un giorno ci riproverò, magari quando avrò un po' più di tempo, magari in estate.
    Sarebbe perfetto da leggere in primavera, dati gli argomenti: il fiorire dell'anima attraverso il tempo, l'amore, il miracolo della vita, l'amore, gli uccellini, l'amore,...ho già accennato all'amore?

    ha scritto il 

  • 5

    Il tuo cuore lo porto con me
    Lo porto nel mio
    Non me ne divido mai.
    Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
    qualsiasi cosa sia fatta da me,
    la fai anche tu, mia cara.
    Non temo il fato
    perché il mio fato sei tu, mia dolce.
    Non voglio il mondo, perch ...continua

    Il tuo cuore lo porto con me
    Lo porto nel mio
    Non me ne divido mai.
    Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
    qualsiasi cosa sia fatta da me,
    la fai anche tu, mia cara.
    Non temo il fato
    perché il mio fato sei tu, mia dolce.
    Non voglio il mondo, perché il mio,
    il più bello, il più vero sei tu.
    Questo è il nostro segreto profondo
    radice di tutte le radici
    germoglio di tutti i germogli
    e cielo dei cieli
    di un albero chiamato vita,
    che cresce più alto
    di quanto l’anima spera,
    e la mente nasconde.,
    Questa è la meraviglia che le stelle separa.
    Il tuo cuore lo porto con me,
    lo porto nel mio.

    ha scritto il 

Ordina per