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Poesie

Di

Editore: Einaudi

3.8
(20)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 167 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806153196 | Isbn-13: 9788806153199 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
A partire dal 1941 Lalla Romano ha pubblicato tre volumetti di poesie: "Fiore", "L'Autunno", e "Giovane è il tempo". Questo libro propone un'antologia da questi 3 libri, con l'aggiunta di altre poesie sparse. Il curatore dell'antologia, Cesare Segre, scrive: "Se alla giovane poetessa di Fiore si addiceva l'abbandono a una specie di storia d'amore in versi, lei stava già scoprendo il paesaggio vissuto. In l'Autunno il paesaggio interiorizzato trova sintonia più esplicita col ciclo delle stagioni. In Giovane è il tempo, le stagioni e i climi, le ere geologiche, non sono più paesaggi ma simboli apocalittici".
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    "Si perde ciò che si è amato, ma solo ciò che è perduto ritorna" (Lalla Romano)

    Maggiori informazioni qui http://www.scrittoriperunanno.rai.it/scrittori.asp?curr…

    Le sue poesie, che più mi hanno colpito, le accosto alla musica di Faurè Pavane, op.50 per pianoforte. http://www.youtube.com/watch?v=xUsGh2xYYQg


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    Con fat ...continua

    Maggiori informazioni qui http://www.scrittoriperunanno.rai.it/scrittori.asp?currentId=20

    Le sue poesie, che più mi hanno colpito, le accosto alla musica di Faurè Pavane, op.50 per pianoforte. http://www.youtube.com/watch?v=xUsGh2xYYQg

    ********************************

    Con fatica passiamo sotto il cielo: una struttura insonne reggendo. Fughe di ponti e volte, architettura senza cielo salita in noi profonda. Intorno sciama il tempo, ronzando: inutilmente l’occhio nostro annaspa nella infinita varietà dei vivi: qualcosa frana, dentro.

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    IL TEMPO

    Sempre presente al mondo è il suo principio, che sì paziente attende ogni ritorno.

    Ma a me chi ridarà l’ora fuggita , e donde a me verrà il perduto bene ?

    Chiuso e calmo è il piacer d’ogni stagione, ma il mio piacere è irrequieto e folle,

    e non si sazia nel fugace istante. Il mondo non conosce un tal rimpianto.

    E non conosce morte: il tempo danza in cerchio, con felice noncuranza.

    Ma il mio cammino è breve, e non consente ritorno; indietro già mi volgo invano.

    ********************************

    Io sono in te, come il caro odore del corpo come l’umore dell’occhio e la dolce saliva

    io sono dentro di te nel misterioso modo che la vita è disciolta nel sangue e mescolata al respiro.

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    Poichè uno stesso nemico ci colpisce nel buio e tra le stesse insidie brancoliamo smarriti uniamo le nostre notti come gli sparsi tronconi di un esercito in rotta

    Sarà vittoria il silenzio: il colloquio non ha suono se non siamo due ma uno.

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    Come il ladro deluso dal possesso del bene non suo come l’avaro a cui fu rubato il suo bene la bocca arida, guardo il vuoto della tua partenza

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    Come i poveri si separano senza odio nè amore alla fine di una stanca vita noi potremmo lasciarci ora che la battaglia è perduta

    Riprendiamo ad accumulare la vita non come l’avaro che dovrà staccarsene a forza come il bambino che per rincorrere un’ape dimentica il suo tesoro di sassi.

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    AMORE

    Se negli occhi mi guardi, non ascolto le tue parole; altre parole dicono i tuoi occhi, anzi una sola: la più dolce, la soal che intendo. Ma pur la temo; chè se poi taci, ancor chieggo parole.

    ********************************

    SILENZIO

    Perdonami se spesso al tuo silenzio non so risponder che col mio silenzio. Vedo trascorrer come un triste fiume il tuo dolore, e simile mi faccio a te, muta corrente, e ti accompagno lungo il tuo stanco, affaticato andare.

    ha scritto il 

  • 4

    "Attraverso il sangue attraverso la carne / fino a spegnere il cuore"

    L'impressione è che Lalla scrivesse poesie nello stesso modo in cui dipingeva: a piccole pennellate (e non potrebbe essere altrimenti, visto che la Romano iniziò la propria attività artistica dipingendo e scrivendo poesie. "Le Metamorfosi", prima sua opera narrativa, fu pubblicata soltanto nel '5 ...continua

    L'impressione è che Lalla scrivesse poesie nello stesso modo in cui dipingeva: a piccole pennellate (e non potrebbe essere altrimenti, visto che la Romano iniziò la propria attività artistica dipingendo e scrivendo poesie. "Le Metamorfosi", prima sua opera narrativa, fu pubblicata soltanto nel '51). Ogni verso somiglia, dunque, ad un piccolo quadro, riproducente uno scorcio di realtà (come gocce di sangue i papaveri), nel quale l'effetto energetico ed emotivo, suscitato, in pittura, dall'interazione dei colori e delle linee, si trova affidato alla scelta, accuratissima, della parole. Le scene evocate sono legate, spessissimo, ad un ambiente naturale e selvaggio che muta con il trascorrere del tempo, con il susseguirsi delle stagioni: inverno, estate, autunno e primavera si rincorrono attraverso le pagine, in un contrasto costante, sia reale che simbolico-metaforico (le gelate e le fioriture appartengono pure all'anima, al tempo dell'uomo, anch'esso diviso in fasi, per quanto non cicliche). Ogni tanto irrompono sulla scena il sogno e la morte (ma cos'è, infondo, il sogno, se non una piccola morte?) l'uno con i suoi significati oscuri e sensuali, l'altra con il proprio carico di silenzio e solitudine. Ma non manca nemmeno l'amore, che, nell'ottica della Romano, è, insieme, motivo di sofferenza ed intima consolazione. Lalla continuò a comporre versi fino alla fine della sua vita (l'ultima poesia riportata in questa raccolta è datata 25 marzo 2001, tre mesi prima della morte); ogni poesia era come un piccolo fiore che lei coglieva ed intrecciava insieme agli altri. Ne è venuta fuori una ghirlanda dai colori tenui, costellata di brevissimi momenti leziosi, da poggiare sul capo della sua produzione narrativa, regina splendente e severa.

    Non so raffigurarmi i campi eterni

    Penso che allora dormiremo accanto nella tomba, e se mi turberanno anche là i sogni, tenderò la mano a toccar la tua mano: sarà fredda come pietra e sarà freddo il tuo volto supino e tu non mi risponderai

    ha scritto il 

  • 4

    Perdonami se spesso al tuo silenzio non so risponder che col mio silenzio. Vedo trascorrer come un triste fiume il tuo dolore, e simile mi faccio a te, muta corrente, e ti accompagno lungo il tuo stanco, affaticato andare.

    ha scritto il 

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