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Poesie

Di

Editore: Einaudi

4.4
(82)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8806198572 | Isbn-13: 9788806198572 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Cofanetto

Genere: Fiction & Literature , Da consultazione

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Descrizione del libro
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  • 5

    Pasternak.....e le sue strade stellate.

    E' sempre complicato descrivere le sensazioni di una poesia russa tradotta in Italiano; nonstante i grandi maestri slavofili come Strada, Ripellino, Ginzburg, Errante, Gatto, Pacini, Di Paola e molti altr, isi ha come la sensazione di perdere qualcosa, se non molto e a volte, tutto. Boris Pastern ...continua

    E' sempre complicato descrivere le sensazioni di una poesia russa tradotta in Italiano; nonstante i grandi maestri slavofili come Strada, Ripellino, Ginzburg, Errante, Gatto, Pacini, Di Paola e molti altr, isi ha come la sensazione di perdere qualcosa, se non molto e a volte, tutto. Boris Pasternak è in primo luogo poeta: poesia lirica e prosa lirica. I suoi versi colpiscono subito per l'originalità della struttura ma ancor di più, nella loro, come dire? Saturazione, profondità armonica,rivelano un attingere reciproco ma anche un superamento (forse per l'essenza del verso militante, dagli effetti collaterali ancor oggi in parte sconosciuti )con le principali correnti dell'avanguardia russa: Simbolismo, Acmeismo, Futurismo....tra Majakovskij e Pasternak oltre ad una sincera amicizia c'era più di quanto si possa credere, il secondo nonostante la volontà di essere diverso ha respirato la stessa aria del primo, e non ha potuto restarne completamente immune. Però è il poeta Marina Cvetaeva, a servirsi delle parole più efficaci per evidenziare la dimensione poetica di Pasternak:“egli è soprattutto natura, non tanto quella natura presente in ogni poeta lirico. La natura di Boris Pasternak è essa in persona, colei che prescinde dall'uomo, che se un lirico nell'albero riconosce se stesso, Pasternak si sente albero, affinché dal suo tronco umano i rami ricoprano in una gestualità umana. Infine sua peculiarità non è quella di essere presente nella natura, ma sua condizione è l'impossibilità di restarne privo.” Ecco, credo che le parole della Cvetaeva possano risultare aliene a molti, ma sicuramente comprensibili e confortevoli per chiunque riesca a compiere un percorso esistenziale tanto vicino alla natura circostante.“Mia sorella la vita” e altre produzioni se non uguali come qualità, mantengono veramente livelli sempre alti: colpisce per quel mescolio di alta intensità emotiva e sorprendente ingegno poetico: introduce senza sforzo e in modo originalissimo immagini“volgari”quanto“tecniche” nel suo repertorio poetico(spezzando tabù e creando davvero nuove circostanze). Il suo pathos disarmante ha fatto richiamare Lermontov ma è la straordinaria capacità di analisi tanto acuta quanto sorprendente,combinata con una modernità ed una freschezza d'espressione, a rendere i suoi panorami e le sue nature morte i risultati quasi imprendibili della sua produzione: essi sembrano posarsi su paragoni e prospettive risicate ma è ad ogni lettura che, come per incantesimo, la matematica precisione dell'immagine prende sostanza mostrandoci il mondo come la prima volta.
    Lasciandoci sbalorditi e affascinati da un codice di facile comprensione ma mai scontato e banale. Anche con Boris Pasternak ci vuole un'affinità elettiva...altrimenti cambiate poeta.
    La sua oscurità ad esempio non è legata a nessuna morbosità, ma esiste, come esiste il modo per rischiararla, ed è la semplice attenzione. Poeta tonico e innovativo egli ha sempre una chiave maggiore, un'aurora boreale da dove attingere nuove visioni che una volta lette abbisognano di occhi e menti se non nuovi almeno pronti per il viaggio, poiché sia per la forza emotiva, lirica e poetica,non ebbero rivali nella poesia russa moderna.

    “Non puoi attraversare la strada
    Senza attraversare tutto l'infinito.”

    ha scritto il 

  • 0

    dice "la mia ragazza è a Parigi"
    ah, gli faccio bello

    e lui dice "e perché?"
    e io boh

    e lui "era più bello se a Parigi ci andavi tu e qui
    rimaneva la mia ragazza e adesso eravamo io e lei a

    parlare di te che te n'eri andato a Parigi con nostro
    grande ...continua

    dice "la mia ragazza è a Parigi"
    ah, gli faccio bello

    e lui dice "e perché?"
    e io boh

    e lui "era più bello se a Parigi ci andavi tu e qui
    rimaneva la mia ragazza e adesso eravamo io e lei a

    parlare di te che te n'eri andato a Parigi con nostro
    grande dolore".

    Vedo, dico io, un po' offeso.
    Beh ho concluso facciamo che adesso me ne vado a Parigi e

    raggiungo la tua ragazza.
    "Ma fai un po' quello che voi, mi dice il mio amico

    idiota".
    Eh, adesso vedi gli ho detto, e ho messo su Boing.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei poeti piu' intensi del novecento russo. Una bella, ricca introduzione, traduzione e scelta di chi ha lasciato un contributo indelebile per la diffusione della cultura slava (sopratutto delle avanguardie novecentesche) in Italia, Angelo Maria Ripellino. Peccato solo che, editorialmente, no ...continua

    Uno dei poeti piu' intensi del novecento russo. Una bella, ricca introduzione, traduzione e scelta di chi ha lasciato un contributo indelebile per la diffusione della cultura slava (sopratutto delle avanguardie novecentesche) in Italia, Angelo Maria Ripellino. Peccato solo che, editorialmente, non si sia pensato, a distanza di tanti anni dalla pubblicazione, magari ad una qualche integrazione o arricchimento (soprattutto dopo che fiumi di parole ed edizioni originali sono trascorsi da allora).

    ha scritto il 

  • 0

    Nel bosco

    I prati sentivano nausea dell'afa gridellina,
    nel bosco saliva a nuvoli un buio di cattedrale
    Che restava nel mondo per quei due da baciare?
    Esso era tutto di loro come una molle cera fra le dita.

    Esiste un sonno siffatto: non dormi, ma sogni soltanto
    ...continua

    Nel bosco

    I prati sentivano nausea dell'afa gridellina,
    nel bosco saliva a nuvoli un buio di cattedrale
    Che restava nel mondo per quei due da baciare?
    Esso era tutto di loro come una molle cera fra le dita.

    Esiste un sonno siffatto: non dormi, ma sogni soltanto
    che hai sete di sonno; che sonnecchia un uomo,
    cui attraverso il sonno bruciano le ciglia
    due neri soli battendo di sotto le palpebre.

    Fluivano raggi. Fluivano scarabei cangianti,
    il vetro delle libellule andava su e giù per le guance.
    Il bosco era pieno di un lucciolío minuzioso,
    come sotto le pinzette di un orologiaio.

    Pareva che si fosse addormentato al tic tac d'un quadrante,
    mentre di sopra, nell'ambra acerba
    secondo l'afa spostavano le sfere
    di un più preciso orologio nell'ètere.

    Lo regolavano, scuotendo gli aghi,
    e seminavano l'ombra, fiaccando e forando
    il buio che si era levato come un'alberatura
    nel languore del giorno, sul quadrante turchino.

    Pareva che una vetusta felicità si sfrondasse.
    Il bosco pareva in balía d'un tramonto di sogni.
    I felici non osservano orologi,
    ma quei due pareva che solo dormissero.

    ha scritto il 

  • 0

    l'attesa

    Domani ha un esame - con una bimba di 9 anni
    ha concordato di citare Buechner questo foglio
    annuncia la verità ma chi dice la verità
    viene giustiziato

    si spera, è chiaro, che per l'ultima parte
    ci sia ancora del tempo

    ha scritto il 

  • 5

    Essere donna è un gran passo,
    fare impazzire, eroismo.
    E io dinnanzi al miracolo di mani,
    schiena, spalle e di un collo di donna
    con devozione di servo
    la vita tutta riverisco.
    Ma per quanto la notte m'incateni
    con un anello d'angoscia,
    più forte è ...continua

    Essere donna è un gran passo,
    fare impazzire, eroismo.
    E io dinnanzi al miracolo di mani,
    schiena, spalle e di un collo di donna
    con devozione di servo
    la vita tutta riverisco.
    Ma per quanto la notte m'incateni
    con un anello d'angoscia,
    più forte è al mondo l'aspirazione ad evadere
    e la passione attira alle rotture.

    ha scritto il 

  • 5

    In questa raccolta di versi ho "conosciuto" un grande scrittore, non utilizzo la parola Poeta (con la p maiuscola che si adatta pienamente al caso) perché Pasternak è un magnifico "Incantatore" che trascina il lettore in un vortice di emozioni che spesso avvincono. La sua poesia è un "magma" di b ...continua

    In questa raccolta di versi ho "conosciuto" un grande scrittore, non utilizzo la parola Poeta (con la p maiuscola che si adatta pienamente al caso) perché Pasternak è un magnifico "Incantatore" che trascina il lettore in un vortice di emozioni che spesso avvincono. La sua poesia è un "magma" di bellezza e potenza in continua "evoluzione" che non trova "fine", ogni sua poesia è un "ricominciamento", una "questione" aperta che non si esaurisce nell'apprensione del "significato" di questo o di quel componimento ma che va al di là delle varie "significazioni" divenendo una grande "tavolozza" di immagini e suoni per mezzo della quale ogni sua lirica non si "consuma" ma "eterna" la sua meraviglia.

    ha scritto il 

  • 4

    In ogni cosa

    In ogni cosa ho voglia di arrivare
    sino alla sostanza.
    Nel lavoro, cercando la mia strada,
    nel tumulto del cuore.

    Sino all'essenza dei giorni passati,
    sino alla loro ragione,
    sino ai motivi, sino alle radici,
    sino al midollo.

    ha scritto il 

  • 0

    mi ha detto che andava bene se l'avessi letto dieci anni fa, a vent'anni: seee, allora vent'anni fa.
    eh
    e allora.

    vent'anni fa era troppo presto.
    forse anche dieci.

    le cose succedono al momento giusto.

    ha scritto il 

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