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Poesie

Di

Editore: Newton & Compton

4.3
(134)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Altri

Isbn-10: 8881833131 | Isbn-13: 9788881833139 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Il poeta dalle mille sensazioni ed emozioni

    Io amo Ungaretti.
    Lo amo da sempre, conosco a memoria molte delle sue poesie da quando avevo quindici anni, da quando me le fecero apprendere a scuola(ai miei tempi ancora era in uso nelle scuole il far apprendere a memoria le poesie)'.
    Le sue non sono poesie convenzionali, sono frammenti di un’a ...continua

    Io amo Ungaretti. Lo amo da sempre, conosco a memoria molte delle sue poesie da quando avevo quindici anni, da quando me le fecero apprendere a scuola(ai miei tempi ancora era in uso nelle scuole il far apprendere a memoria le poesie)'. Le sue non sono poesie convenzionali, sono frammenti di un’anima, sono scarne, essenziali, intimiste, ma di una bellezza unica e assoluta, almeno per me. Toccano temi centrali della vita di ognuno di noi, la solitudine, il dolore, il viaggio, l’amore, la fede, la morte, la guerra, ne tirano fuori ogni significato e lo offrono al lettore con uno stile scarno e asciutto, ma immediato, che ti colpisce fino al profondo dell’anima. Ogni parola è ricca di significato, ogni ritornello è scandito da un lungo e quasi interminabile silenzio. Certe poesie ti colpiscono come uno schiaffo in pieno volto, ti procurano un dolore atroce, ti lasciano dentro un segno indelebile, fanno breccia nel profondo del tuo cuore, ti fanno provare quelle sensazioni così difficili da rendere a parole. Un poeta unico, purtroppo non molto amato dalla maggioranza degli studenti.

    S. MARTINO DEL CARSO Valloncello dell'Albero Isolato il 27 agosto 1916

    Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro Di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto Ma nel cuore nessuna croce manca E' il mio cuore il paese più straziato.

    * VEGLIA Cima Quattro il 23 dicembre 1915 Un'intera nottata buttato vicino a un compagno massacrato con la sua bocca digrignata volta al plenilunio con la congestione delle sue mani penetrata nel mio silenzio ho scritto lettere piene d'amore Non sono mai stato tanto attaccato alla vita

    * SONO UNA CREATURA Valloncello di Cima Quattro il 5 agosto 1916 Come questa pietra del S. Michele così fredda così dura così prosciugata così refrattaria così totalmente disanimata Come questa pietra è il mio pianto che non si vede La morte si sconta vivendo. * GIROVAGO Campo di Mailly 1918 In nessuna parte di terra mi posso accasare A ogni nuovo clima che incontro mi trovo languente che una volta già gli ero stato assuefatto E me ne stacco sempre straniero Nascendo tornato da epoche troppo vissute Godere un solo minuto di vita iniziale Cerco un paese Innocente. *

    SEGRETO DEL POETA Solo ho amica la notte. Sempre potro' trascorrere con essa d'attimo in attimo, non ore vane; ma tempo cui il mio palpito trasmetto come m'aggrada, senza mai distrarmene. Avviene quando sento, mentre riprende a distaccarsi da ombre, la speranza immutabile in me che fuoco nuovamente scova e nel silenzio restituendo va, a gesti tuoi terreni talmente amati che immortali parvero, luce.

    ha scritto il 

  • 5

    Non gridate più
    Cessate di uccidere i morti
    non gridate più, non gridate
    se li volete ancora udire,
    se sperate di non perire.


    Hanno l'impercettibile sussurro,
    non fanno più rumore
    del crescere dell'erba,
    lieta dove non passa l'uomo.


    Ombra
    Uomo che sp ...continua

    Non gridate più Cessate di uccidere i morti non gridate più, non gridate se li volete ancora udire, se sperate di non perire.

    Hanno l'impercettibile sussurro, non fanno più rumore del crescere dell'erba, lieta dove non passa l'uomo.

    Ombra Uomo che speri senza pace, Stanca ombra nella luce polverosa, L'ultimo caldo se ne andrà a momenti E vagherai indistinto...

    Tutto ho perduto Tutto ho perduto dell'infanzia E non potrò mai più Smemorarmi in un grido.

    L'infanzia ho sotterrato Nel fondo delle notti E ora, spada invisibile, Mi separa da tutto.

    Di me rammento che esultavo amandoti, Ed eccomi perduto In infinito delle notti.

    Disperazione che incessante aumenta La vita non mi è più, Arrestata in fondo alla gola, Che una roccia di gridi.

    Canto quarto Mi presero per mano nuvole.

    Brucio sul colle spazio e tempo, Come un tuo messaggero, come il sogno, divina morte.

    ha scritto il 

  • 4

    Una selezione delle poesie di Ungaretti, sicuramente uno dei più grandi poeti italiani. Quelle giovanili, scarne ed essenziali, e quelle successive che tentano di recuperare il tradizionale linguaggio della poesia italiana "accademica" (ma sempre interpretate in modo moderno).

    ha scritto il 

  • 5

    Adoro le sue poesie, soprattutto quelle ermetiche.
    Ho sempre e solo un punto di domanda come ha fatto ad essere interventista e poi scrivere poesie come "Veglia" "San Martino del Carso" "Fratelli".
    Forse una volta sceso in guerra e mentre scavava trincee s'è conto della barbarie che por ...continua

    Adoro le sue poesie, soprattutto quelle ermetiche.
    Ho sempre e solo un punto di domanda come ha fatto ad essere interventista e poi scrivere poesie come "Veglia" "San Martino del Carso" "Fratelli".
    Forse una volta sceso in guerra e mentre scavava trincee s'è conto della barbarie che porta la guerra...

    ha scritto il