Poesie d'amore

Di

Editore: Newton Compton Editori

4.2
(308)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 222 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000027329 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Non-narrativa , Da consultazione , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 4

    Sudas, il giardiniere, colse dalla sua
    vasca l’ultimo fiore di loto
    rimasto dal saccheggio dell’inverno
    e si recò per venderlo al Re
    alla porta del palazzo reale.
    Là incontrò un viaggiatore che gli di ...continua

    Sudas, il giardiniere, colse dalla sua
    vasca l’ultimo fiore di loto
    rimasto dal saccheggio dell’inverno
    e si recò per venderlo al Re
    alla porta del palazzo reale.
    Là incontrò un viaggiatore che gli disse:
    “Chiedi il tuo prezzo per l’ultimo fiore
    di loto – voglio offrirlo al Signore Buddha”.
    Sudas disse: “Se paghi una masha d’oro
    sarà tuo”. Il viaggiatore pagò.

    In quell’istante il Re uscì e voleva
    comprare il fiore, perché stava andando
    a visitare Buddha, e pensava:
    “Sarebbe bello deporre ai suoi piedi
    il fiore di loto fiorito d’inverno”.
    Quando il giardiniere disse che gli era
    stato offerto un masha d’oro, il Re
    gliene offrì dieci, ma il viaggiatore
    a quel punto raddoppiò la sua offerta.
    Il giardiniere, avido, pensò
    di ottenere un guadagno maggiore
    da colui cui volevano offrire
    il fiore. Così s’inchinò e disse.:
    “Non posso vender questo fior di loto”.

    Nell’ombra silenziosa del boschetto
    di manghi, al di là delle mura
    della città, Sudas stava al cospetto
    del Signore Buddha, sulle cui labbra
    sedeva il silenzio dell’amore e
    i cui occhi irraggiavano la pace
    come la chiara stella del mattino
    dell’autunno bagnato di rugiada.
    Sudas fissò il suo viso e depose
    il fiore di loto ai suoi piedi
    e chinò il suo capo nella polvere.
    Buddha sorrise e gli chiese: “Qual è
    il tuo desiderio, figlio mio?”. Sudas
    gridò: “L’ultimo tocco dei tuoi piedi”.
    ....
    Viandante dove vai?
    Vado a bagnarmi nel mare,
    nel rosseggiare dell'aurora,
    lungo la strada alberata.

    Viandante dov'è questo mare?
    Dove il fiume finisce il suo corso,
    dove l'alba si schiude nel giorno,
    dove il giorno tramonta nel buio.

    Viandante quanti vengono con te?
    Non so come contarli.
    Viaggiano per tutta la notte
    con le loro lampade accese.
    Cantano per tutto il giorno
    attraverso l'acqua e la terra.

    Viandante è lontano il mare?
    Quanto sia lontano ce lo chiediamo tutti.
    Il rombo sonoro delle onde
    si leva al cielo quando taciamo
    sembra sempre vicino
    eppure è lontano.

    Viandante il sole brucia forte.
    Sì, il nostro viaggio è lungo e gravoso.
    Canta chi è debole di spirito,
    canta chi è timido di cuore.

    Viandante e se la notte ci sorprende?
    Ci stenderemo a dormire
    finché il nuovo giorno spunta cantando
    e il richiamo del mare
    viene fluttuando nell'aria.
    ....
    Quando noi due ci incontrammo
    la prima volta, il mio cuore
    suonò a distesa cantando:
    "Lei ch'è eternamente lontana
    è al tuo fianco per sempre".
    Ora quella musica tace,
    poiché ho finito per credere
    che il mio amore sia solo vicino,
    ed ho scordato che è anche lontana,
    molto lontana.
    La musica riempie lo spazio
    infinito fra due anime.
    Essa è stata smorzata dal velo
    delle nostre abitudini.
    Nelle timide notti d'estate,
    quando la brezza del silenzio
    trae un vasto mormorio,
    mi alzo a sedere nel mio letto
    e la grande perdita lamento
    di colei che è al mio fianco.
    Mi chiedo: "Quando avrò ancora
    l'occasione di sussurrarle
    parole che abbiano dentro
    il ritmo dell'eternità?"
    Destati, mio canto, dal languore,
    strappa questo schermo del consueto,
    e vola dal mio amore laggiù,
    nella infinita sorpresa
    del nostro primo incontro!
    .....
    M’aggrappo a questa chiatta vivente,
    il mio corpo, nell’angusta corrente
    dei miei anni terreni. La lascerò
    quando la traversata sarà finita.
    E poi?
    Non so se la luce
    e il buio laggiù saranno gli stessi.
    L’Ignoto è l’eterna libertà:
    il suo amore è spietato.
    Esso rompe la conchiglia per la perla,
    muta nella prigione del buio.
    Tu mediti e piangi sui giorni
    che son passati, povero cuore!
    Sii lieto: altri giorni verranno!
    L’ora batte, o pellegrino!
    E’ giunto il momento di prendere il bivio!
    Il suo volto sarà senza veli
    ancora una volta, e v’incontrerete.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi hai fatto senza fine

    Mi hai fatto senza fine
    questa è la tua volontà.
    Questo fragile vaso
    continuamente tu vuoti
    continuamente lo riempi
    di vita sempre nuova.
    Questo piccolo flauto di canna
    hai por ...continua

    Mi hai fatto senza fine

    Mi hai fatto senza fine
    questa è la tua volontà.
    Questo fragile vaso
    continuamente tu vuoti
    continuamente lo riempi
    di vita sempre nuova.
    Questo piccolo flauto di canna
    hai portato per valli e colline
    attraverso esso hai soffiato
    melodie eternamente nuove.
    Quando mi sfiorano le tue mani immortali
    questo piccolo cuore si perde
    in una gioia senza confini
    e canta melodie ineffabili.
    Su queste piccole mani
    scendono i tuoi doni infiniti.
    Passano le età, e tu continui a versare,
    e ancora c'è spazio da riempire.

    Rabindranath Tagore

    ha scritto il 

  • 3

    XXIX. pag. 133

    T'ho incontrato dove la notte
    sfiora l'orlo del giorno;
    dove la luce illumina le tenebre
    nell'alba, e l'onde portano il bacio
    di una spiaggia all'altra spiaggia.
    Dal cuore dell'azzurro insondabile
    vie ...continua

    T'ho incontrato dove la notte
    sfiora l'orlo del giorno;
    dove la luce illumina le tenebre
    nell'alba, e l'onde portano il bacio
    di una spiaggia all'altra spiaggia.
    Dal cuore dell'azzurro insondabile
    viene un dorato richiamo,
    e attraverso un velo di lacrime
    cerco di guardare il tuo volto
    e non sono sicuro di vederti.

    ha scritto il 

  • 0

    La potenza allusiva del Poeta è disarmante!

    "Lascia il tuo cuore scoppiare finalmente,
    cedi, gemma, cedi.

    Lo spirito della fioritura s'è abbattuto su di te.
    Puoi rimanere ancora bocciolo?"

    da 'Petali sulle ceneri' ...continua

    "Lascia il tuo cuore scoppiare finalmente,
    cedi, gemma, cedi.

    Lo spirito della fioritura s'è abbattuto su di te.
    Puoi rimanere ancora bocciolo?"

    da 'Petali sulle ceneri'

    ha scritto il 

  • 5

    Lontano da me questo amore illimitato!
    E' come il vino che spumeggia
    e che,rotta la giara,subito è aceto.

    Portami,invece,l'amore fresco e pulito
    come pioggia che disseta la terra arida
    e i vasi di ter ...continua

    Lontano da me questo amore illimitato!
    E' come il vino che spumeggia
    e che,rotta la giara,subito è aceto.

    Portami,invece,l'amore fresco e pulito
    come pioggia che disseta la terra arida
    e i vasi di terra della casa riempe.

    Dammi l'amore che arriva fino in fondo,
    diffondendosi come linfa misteriosa e invisibile,
    nei rami dell'albero della vita,
    l'amore che fa crescere fiori e frutti.

    L'amore che tranquillizza il cuore
    in pace piena,regalami.

    ha scritto il 

  • 4

    Grande poeta

    Il primo premio Nobel dell'Asia scriveva poesie commoventi nella loro ingenuità. Aveva gli occhi di un bambino, ossia lo sguardo zen. Quest'uomo aveva capito molto della vita ed essendo un artista del ...continua

    Il primo premio Nobel dell'Asia scriveva poesie commoventi nella loro ingenuità. Aveva gli occhi di un bambino, ossia lo sguardo zen. Quest'uomo aveva capito molto della vita ed essendo un artista della parola riusciva spesso a farsi capire molto bene, anche se non in modo razionale. Non fatevi prendere dalla 'polvere delle distrazioni'.

    ha scritto il 

  • 5

    Che strani meandri segue la memoria, a volte

    Tu eri nel centro del mio cuore,
    perciò quando il mio cuore vagava
    non riuscì mai a trovarti;
    ti sei nascosto ai miei amori e speranze
    fino all’ultimo, perché fosti sempre in essi.

    Tu eri la gioia più ...continua

    Tu eri nel centro del mio cuore,
    perciò quando il mio cuore vagava
    non riuscì mai a trovarti;
    ti sei nascosto ai miei amori e speranze
    fino all’ultimo, perché fosti sempre in essi.

    Tu eri la gioia più profonda
    nel gioco della mia giovinezza,
    e quando fui troppo occupato dal gioco,
    la gioia era passata.

    Tu cantavi nelle estasi della mia vita,
    e io dimenticai di cantare per te.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ultimo contratto

    «Venite a comprarmi», gridai al mattino
    camminando per la strada selciata.
    Spada in mano, venne il re sul suo carro.
    Mi prese la mano dicendo:
    «Ti comprerò col mio potere».
    Ma il su ...continua

    L'ultimo contratto

    «Venite a comprarmi», gridai al mattino
    camminando per la strada selciata.
    Spada in mano, venne il re sul suo carro.
    Mi prese la mano dicendo:
    «Ti comprerò col mio potere».
    Ma il suo potere non valeva nulla,
    e se ne andò sul suo carro.

    Nella calura del meriggio
    le porte delle case erano chiuse.
    Io vagavo per la strada tortuosa.
    Un uomo uscì con il suo sacco d'oro.
    Meditò e disse:
    «Ti comprerò col mio denaro».
    Pesò le sue monete a una a una,
    ma io me ne andai per la mia strada.

    Era sera. La siepe del giardino
    era tutta in fiore. La bella
    fanciulla uscì e mi disse:
    «Ti comprerò col mio sorriso».
    Il suo sorriso svanì
    e si sciolse in lacrime,
    e lei tornò sola nel buio.

    Il sole brillava sulla sabbia,
    le onde del mare si frangevano ribelli.
    Un bimbo sedeva giocando con le conchiglie.
    Alzò la testa e parve riconoscermi,
    e disse: «Ti comprerò per nulla».
    Da quel momento il contratto
    concluso quasi per gioco
    fece di me un uomo libero.

    ha scritto il 

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