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Poesie d'amore del Novecento

Di

Editore: Mondadori

4.0
(179)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 704 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804543205 | Isbn-13: 9788804543206 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Curatore: Paola Dècina Lombardi

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
L'amore, che nel mondo classico era considerato la divinità più antica e misteriosa, è da sempre un tema privilegiato della poesia: forse per il suo carattere di omaggio alla persona amata, e forse perché attraverso la magia e la musicalità delle parole i versi riescono a evocare quell'essenza oscura che si esprime nella gioia o nel pianto, nel desiderio o nell'appagamento.
Nel corso del '900 la poesia come universale veicolo di sentimenti ha registrato notevoli cambiamenti: rottura delle forme tradizionali, sperimentalismi, nuove concezioni del ruolo del poeta. L'amore tuttavia resta un tema forte e continua a essere riproposto nelle sue infinite sfumature, che vanno dal sacro al profano, dalla tenerezza al conflitto.
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  • 5

    Amore. E amore, ancora amore. Un secolo, con alle spalle millenni d'amore. E ancora decenni e secoli a venire, densi d'amore. Un libro dedicato alla poesia d'amore di un intero secolo non può che fare ...continua

    Amore. E amore, ancora amore. Un secolo, con alle spalle millenni d'amore. E ancora decenni e secoli a venire, densi d'amore. Un libro dedicato alla poesia d'amore di un intero secolo non può che fare bene all'anima, e non può che destare aspettative, grandi aspettative. E tutte queste si rivelano appagate. Certamente non tutti i testi sono allo stesso livello (io, ad esempio, tendo ad apprezzare poco molti dei poeti italiani qui proposti), ma le scoperte sono degne di interesse: numerosi sono gli autori a me sconosciuti che ho avuto modo di apprezzare (un esempio, la svedese Boye) o i testi a me ignoti di poeti già letti che ho scoperto ("Tu mi sposerai" di Prévert, ed è un brivido, sebbene abbia apprezzato poco o nulla una sua raccolta di liriche d'amore). La poesia d'amore rompe la quotidianità con la potenza di un verso ("May be"), e si affollano in queste pagine i poeti che hanno tentato di scrivere per l'amata, per l'amato, o semplicemente per l'amore, questo verso, riuscendoci o meno a seconda del parere di noi lettori, o delle muse degli autori. E noi ce ne stiamo qui a bearci di questi versi, intuendo, nella potenza di certe note, quanto sia fondamentale l'amore per ogni lirica. La storia della poesia è la storia dell'amore, in fondo, e nessun poeta (anche quelli più noti per l'energia che hanno profuso nell'analisi di altri problemi) può dire di non averne risentito. Sembra quasi che ogni uomo o donna che sia passato nella vita di questi autori sia stato trasfigurato nel verso di una lirica che questi grandi poeti hanno subito provveduto a scrivere. Ecco i suoni in cui ci si ritrova. Stanno tutti nell'amore di cui dubita il Ricardo Reis di Pessoa, nella terra che è alla base della poesia di Neruda, in alcune parole scritte volutamente in inglese da poeti italiani, nel desiderio violento di Alda Merini, nei ripari della Boye, nell'erotismo di Cummings, nel ritmo di Prévert, nello stile secco di Hemingway, e via, via così, verso un dedalo che conta anche Ungaretti, Zanzotto, Thomas, Eliot, Thomas, Sanguineti, e tanti altri nomi... Non colloco tutti allo stesso livello, e in fondo non sono poi tante le liriche che hanno incontrato il mio gusto... ma come fare a resistere al richiamo di questi versi? Alla potenza che in ognuno di essi traspare? Non è possibile. Il senso di questo testo verosimilmente è nella scoperta di nomi e possibilità non ancora sospettate, dediche e pensieri non ancora ponderati, e nell'individuare, dietro ognuna di queste cose, la primordiale voglia di leggere e scrivere d'amore: voglia, questa, che dovrebbe risiedere in ognuno di noi. Buona lettura!

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia nel libro (non è una recensione)

    ANTEFATTO: Books addiction 
     
    Roma, fine luglio 2012. In quel posto io ci arrivo da nord: passo dallo stadio Olimpico, supero monte Mario, poi piazzale Clodio, prendo la circonvallazione, incrocio la ...continua

    ANTEFATTO: Books addiction 
     
    Roma, fine luglio 2012. In quel posto io ci arrivo da nord: passo dallo stadio Olimpico, supero monte Mario, poi piazzale Clodio, prendo la circonvallazione, incrocio la Trionfale, ancora 300 metri, ecco, ci sono; lì prima di via Candia c'è il negozio di libri usati. Definirlo negozio è mistificare. Due stanze, una sola illuminata; Frequento solo la prima, l'altra sono manuali e fumetti. I due piccoli ambienti sono stracolmi di libri, c'è un passaggio strettissimo e una vaga organizzazione: gialli, Urania, novità, Mondadori, poesia, francesi, russi. Lui sta lì da sempre, fuma, scherza se gli va, racconta, se gli va. Nemmeno metto il piede dentro e faccio la solita domanda: Adelphi? e lui come al solito mi fa vedere l'ultima busta di plastica lasciata da poco per terra e io come al solito gli dico, no, non  Sellerio, Adelphi. 
    Intanto giro gli occhi dappertutto, svuoto la busta ne prendo tre, poi continuo, giro, cerco, ecco, per una volta due o tre Adelphi ci sono,le nozze di calmo e armonia, e due altri sconosciuti, leggo le quarte veloce, presi: altri tre, no, Roth (Philip, eh?), l'ho tutto ; poi continuo frenetico, addicted, 3 Urania, oh, i Miserabili, la pila di libri mi impaccia, la poso per terra. Ecco 3 Feltrinelli, quest'altro campanile l'ho già ma lo regalo, e Tabucchi, ma sì, giusto uno. Ah, Cortazar; grande, cercavo proprio questo. Lui mi osserva ogni tanto, non dice nulla.
     
    Vedo un volume di poesia arancione; ma sta sotto altri 30. Ci provo, delicatamente. Molto delicatamente ecco, viene, ce la faccio. E invece no, no che no non ce la faccio, viene giù tutto, piedi e caviglie sono sommersi dai libri precipitati. Lui arriva, "che te serviva", e no, scusa faccio io, questo... intanto riammucchio. Finito di riammucchiare mi rimane il libro; poesia d'amore del novecento; e no, sono pieno di antologie di poesie del novecento e antologie di poesie d'amore; però, però, cosa vedo.. ci sono degli scontrini che sporgono, come quelli che mettevo una volta, sfoglio e vedo piccole ics e alcuni brani sottolineati; bello, un libro vissuto, "ciancicato", "toccato" dentro, anche se è in ottime condizioni; comunque dopo il disastro devo darmi un tono, faccio "quanto me lo metti questo?" : "e co' tutti quelli che te sei preso stai a pensa’ a uno in più…". Entra una signora con un rapporto sbagliato trucco/anni chiede un titolo, Lui non lo sa, io faccio no mi spiace non lo conosco. Un altro porta dei libri. Un ragazzo cerca cose d'epoca, roba d'occasione. Devo sbrigarmi ho solo un'altro quarto d'ora poi devo andare in centro, Roma è bellissima stasera, tutta da passeggiare; stracolma di turisti, Roma brulica. Mi muovo rapido, alzo le braccia per un Flaiano lassù, mi abbasso per Soldati, toh! Bolano; basta basta; Lui mi attende. Prende tutti i libri e due buste; comincia a contare intanto che mette nelle buste; alla fine si stanca, perde il conto, sono troppi. Due buste piene, le pesa, cioè le soppesa, poi mi fa, vabbè famo trenta. Grande. Sono felice come un bambino, lo so che sono un drogato, ma che ci posso fare. Parliamo ancora un po' poi vado via.
     
     
    IL FATTO (scoperta numero uno):
    Il giorno dopo:
    Svuoto le buste, aggiungo i libri ad anobii con il telefonino. Che gusto vedere aumentare quel piccolo numerello; alcuni li sfoglio distrattamente, ho poco tempo, li metterò a posto dopo. Tra le poesie c'è un foglio A4 a quadretti, un po' ingiallito, piegato in quattro. Scritto. Metto il libro da parte, gli altri li lascio da sistemare, questo me lo porto dietro in un'altra stanza; lo isolo.
    Ora sono seduto e lo guardo meglio; tengo il foglio per ultimo; ci sono alcuni scontrini, c'è un biglietto della metro; ci sono molte sottolineature a matita, rivedo le x a fianco delle poesie.
    Leggo il foglio. Alcune parole non le capisco. Lo rileggo.
    Mia moglie è con sua madre; vado da mia moglie e le leggo ad alta voce il foglio. Ascoltano. Alla fine una ha un sopracciglio alzato e l'altra sorride.
    riporto fedelmente il contenuto:
     
     
    IL FOGLIO:
     
    Vado in una villa su una montagna. Yuri vuole venire con me, io non vorrei ma alla fine acconsento x vedere la sua reazione.
    Nella villa c’è la Carotenuto che lascia entrare 1 x volta. A un certo punto lei esce e fa una seduta a una signora davanti a me. Questa donna ha la sclerosi (come mia nonna) e lei le spiega che può guarire solo se ascolta il suo in sé antico.
    ___
    Il professore mi telefona al cellulare ma non ricordo cosa mi ha detto
    ___
    Stiamo leggendo di STEREOTIPI e MONITOR DI DE*FLESSIONE
    ___
    Persa voglia di studiare. Mi annoia. Mi sento stimolata solo da cinese e giapponese ma se penso al cinese fatto come lo sto facendo (tipo di esami e preparazione richiesta) non mi attira + neanche quello.
     
     
     
    Non sono io a stare male ma un topino che è sempre con me e con sei occhi rossi e che io non sapevo di avere
    ____
    Tonino e Angela non vedono che la figlia sta male x colpa loro. Tonino mi chiama per darmi i soldi.
    __
    Sono su un’autostrada trafficata ma vedo una strada libera che nessuno vede e la prendo.
    __
    Il dott. Nicoletti muore e io lo vengo a sapere da mia madre che me lo viene a dire con i suoi vestiti addosso
     
    **
     
    Il fatto che sogno
    mia madre vuol dire
    che ho ancora la sua
    dipendenza? L’aggressività
    verso mio padre vuol dire
    che ne ho dipendenza?
    come liberarsene se
    allontanarmi fisicamente non serve?
    Nonostante loro cerchino contatto
    Fisico e suscitino in me tenerezza,
    dopo la rabbia, cerco di resistere
    e li respingo. E’ l’atteggiamento
    giusto?
     
     
     
     
    *: poco chiaro
    **: scarabocchio
     
    SCOPERTA NUMERO DUE:
    Cerco e trovo. Non era un biglietto della metro; era un abbonamento mensile, febbraio 2003, Roma. C'è il Nome. C'è il cognome.
     
    RIFLESSIONI e DOMANDE.
    Il foglio era piegato in quattro ma mostra i segni di sedici, forse stava in un tasca. La piegatura è fatta in modo da lasciare sempre il bianco all’esterno, a proteggere e nascondere i pensieri che raccoglie. E’ un A4 a quadretti con i quattro buchi per il raccoglitore. Ha due orecchie in fondo. Sul retro c’è un cuoricino disegnato con una matita colorata rossa, con il solo bordo soffuso. Sotto il cuore uno scarabocchio ondulato nero, come il filo di un palloncino. Non ci sono cancellature, la scrittura è fitta, densa, decisa e veloce; non ci sono i puntini sulle i, le maiuscole stanno tutte al loro posto. Ci sono tre x per per e un + per più.
    Ogni pensiero è separato da un trattino e a capo. Sono state usate tre penne (biro) diverse. Nere.
    La sintassi è buona, il lessico anche; alcuni passaggi mi colpiscono.
    Sento che.
    Soffre, sembra uscita da un film di Fellini, che so, 8 e mezzo; vedo la villa sulla montagna come quella ai castelli della dolce vita. Chi e' la Carotenuto (by the way, che mito il grande Aldo), una santona? E il professore che fa, ci prova? (e Tu, Annalisa, cos'hai, cos'avevi?) Sento apatia, ma vedo anche chiarezza e lucidità. E Dolore. E Dubbi. E Stanchezza. Non è rigorosa, intraprende e poi molla. E Yuri dov’è?
    (I genitori li chiami per nome per tenerli a distanza? Sono loro, o almeno uno dei due, vero?)
    Perché “i soldi” e non “dei soldi”?
    Cosa vuol dire “con i suoi vestiti addosso”?
    Le domande finali si mostrano in forma di poesia; o sono state scritte con il foglio piegato? (no, la piegatura è verso l’interno)
    Le poesie sono sottolineate con una matita pesante, almeno B2, abbastanza appuntita ma non troppo - chi tiene le matite sempre super appuntite o non le usa o e' un maniaco dell'ordine, in entrambi i casi non mi piace - ma i solchi non sono troppo profondi, rispetta il libro, ((ma allora perche' liberarsene? (avevi bisogno di soldi?)), una gomma toglierebbe via tutto ma voleva evidenziarle sul serio. Le ics non le capisco. Non ha un ragazzo, l'ha perso da un po' o ha capito cosa sta cercando. Non ha la forza per divertirsi, non le interessa. Questo mi dicono le poesie sottolineate.
     
     
     
    LA DOMANDA
    Non pensi che dovremmo cercarla, contattarla? lei risponde perchè dovresti? Registro la differenza di declinazione plurale singolare tra domanda e risposta. Penso e dico, ma no non hai capito, ma figurati. Poi mento, No, così, per sapere.
    Mollo la questione.
    La verità è questa: perchè si vende un libro? sei viva, sei morta? cosa ti è successo? chi sei? rivuoi il libro? o il foglio? l'abbonamento? cosa sono le X? te li spedisco, se vuoi, e chiuso. Chiuso, eh? e certo, sono stanco, ma anche curioso.
    Provo a cercare.
    Su google ci sono troppe pagine, provo su facebook: a quel nome e quel cognome corrispondono 14 persone. Non sono tante. Potrei cominciare da lì; se nel 2003 era una studentessa di lingue orientali ora potrebbe avere circa 30-32 anni. Posso cominciare dalle persone che vivono a Roma o nel centro Italia. Scrivere un messaggio; ma cosa? cosa le scrivo? sai ho trovato un tuo libro, volevo sapere se stavi bene, no che c'entra, ero curioso di sapere a chi appartenesse, già meglio, se vuoi ti rimando il foglio. Non e' che mi prende per un maniaco? ma no, tra lettori di poesie solo gentilezze accademiche (mumble mumble..), poi magari sta pure lei a spinger passeggini.
    Intanto scrivo, o rimarrà un’altra cosa di quelle imprese mai intraprese?
     
     
    PS: ah, le poesie, lo spazio era per le recensioni: belle alcune, testo a fronte per molte; alcuni mai sentiti, interessanti. Ma con quelle sottolineature e gli scontrini è unico.
    PPS: se volete vedere come si presenta da fuori il negozio lo potete trovare su streetview, circonvallazione trionfale 43, circa.

    ha scritto il 

  • 4

    Ehm... si è capito che amo la poesia vero? ^^
    Le poesie d'amore sono le mie preferite, e... aww, queste sono meravigliose. IN particolare adoro Penna, le poesie sono musicali e belle.
    Tutti, tutti, tu ...continua

    Ehm... si è capito che amo la poesia vero? ^^
    Le poesie d'amore sono le mie preferite, e... aww, queste sono meravigliose. IN particolare adoro Penna, le poesie sono musicali e belle.
    Tutti, tutti, tutti ottimi autori.

    ha scritto il 

  • 3

    Una poesia al giorno...

    ... toglie la malinconia di torno.
    E non riesco a immaginare un altro modo per godermi goccia a goccia questa bella raccolta poetica. Che ha, come quasi tutte le raccolte, il difetto di avere troppi a ...continua

    ... toglie la malinconia di torno.
    E non riesco a immaginare un altro modo per godermi goccia a goccia questa bella raccolta poetica. Che ha, come quasi tutte le raccolte, il difetto di avere troppi alti e bassi a livello qualitativo.
    Per stasera mi adagio in questo Ariodante Marianni, che conoscevo solo come traduttore e ora ho scoperto come poeta:

    L'amore è una guerra, vuoi convincermi
    L'amore è una guerra, vuoi convincermi,
    con qualche tregua, con qualche armistizio,
    e io devo essere un cattivo soldato
    se vengo a te allo scoperto, senza difese,
    a te che sai combattere bene, e colpisci
    duro, ogni volta (ne porto i lividi
    per giorni). Così elaboro tattiche,
    complicate strategie: ma a che servono?
    Come ti vedo, alzo le braccia, sventolo
    un bianco sorriso; non ti piace, lo so.
    Ma forse è questa la mia inconsapevole
    rappresaglia: eludere i tuoi piani,
    sventare gli attacchi, rendere inutili
    le armi, toglierti, insomma, ogni gloria.

    E che dire del folletto del cuore Vivian Lamarque?
    Oh ci sia un posto anche per me
    Oh ci sia un posto anche per me
    nella Sua vita
    lo difenderei (da me s'intende)
    come una vietnamita.

    Pazienza l'ami pure
    Pazienza l'ami pure
    ma pochino, mi raccomando,
    baci rari rarissimi
    invece a me millissimi.

    Caro Dottore
    Caro Dottore
    che mostri e draghi
    Le hanno affaticato gli occhi
    si riposi un po' con Vivian
    nel mondo dei balocchi.

    La notte scende
    La notte scende
    siamo lontani di cuscini
    ma di anime
    siamo vicini.

    E poi ci sarebbero i classici Lorca, Neruda, Sibilla Aleramo, Rilke, e se mi ci metto posso trascriverle tutte una dopo l'altra. Ma non voglio togliervi il gusto di scoprirle.
    A me paiono sassolini lasciati per terra a tracciare piste nel mondo della poesia. Ritornerò a percorrerle per scoprire nuovi universi.

    ha scritto il 

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