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Poesie esoteriche

Di

Editore: Guanda

3.9
(57)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 152 | Formato: Altri

Isbn-10: 8882460231 | Isbn-13: 9788882460235 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marli Boso I.

Genere: Philosophy

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Descrizione del libro
L'importanza del pensiero esoterico nell'opera di Pessoa è andata emergendosempre più chiaramente negli ultimi anni, e tale rilevanza si rivelaampiamente anche nella sua produzione poetica, soprattutto a partire dal 1930.In questo volume sono raccolti i suoi componimenti più significativi, moltitradotti per la prima volta, ispirati dall'interesse per l'occultismo, lamagia, lo spiritismo: versi in cui appaiono, in mirabili variazioni, temiquali la falsità e l'irrealtà di questo mondo, la vita umana come sonno eoblio, il cammino iniziatico.
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  • 0

    Diario di una liquidazione/3: Poesie Esoteriche di Fernando Pessoa

    http://www.booksblog.it/post/5808/diario-di-una-liquidazione3-poesie-esoteriche-di-fernando-pessoa


    È un libro nel complesso ben curato questo Poesie Esoteriche di Fernando Pessoa, ma che resta una raccolta minore, e certo non può rivaleggiare con i capolavori del genio portoghese, p ...continua

    http://www.booksblog.it/post/5808/diario-di-una-liquidazione3-poesie-esoteriche-di-fernando-pessoa

    È un libro nel complesso ben curato questo Poesie Esoteriche di Fernando Pessoa, ma che resta una raccolta minore, e certo non può rivaleggiare con i capolavori del genio portoghese, primo tra tutti il Libro dell’inquietudine.

    ha scritto il 

  • 4

    Un suono lontano. Queste poesie hanno questo odore. Si perdono in questo colore sbiadito e delineato al tempo stesso nella dicotomica danza del tempo che si vive e dell’antico. Non del passato, perché quello resta vicino, mentre qui è l’antico abbracciato al segreto che balza sul tappeto del pres ...continua

    Un suono lontano. Queste poesie hanno questo odore. Si perdono in questo colore sbiadito e delineato al tempo stesso nella dicotomica danza del tempo che si vive e dell’antico. Non del passato, perché quello resta vicino, mentre qui è l’antico abbracciato al segreto che balza sul tappeto del presente scivolando su di esso e restando sdraiato a riposare.
    Nell’incanto della costellazione del poeta portoghese svanisce la lucida capacità di poter capire, ogni verso e parola è semplicemente assorbita dalla lettura. È poesia che infetta questa, che non lascia scampo ai leucociti della normalità, un’inguaribile morbo che colpisce e non lascia scampo.
    Attraverso simbolismi, esoterismo e una magia occulta paragonabile soltanto a una filosofia-religione comincia un percorso in cui veniamo accompagnati per mano dall’autore, che distratto dal suo sapere, illustra quadri senza nome, strade che non si possono conoscere perché mai battute, stanze con arredamenti fitti che non lasciano spazio allo sguardo curioso e tavole traballanti che nascondono segreti sotterrati dai padri dei padri. Siamo in un mondo dove tutto è scoperta, in cui non si deve far altro che essere iniziati, docili e attenti.
    Fernando Pessoa si avvicinò all’occultismo quando lavorò alla traduzione di due nomi tutelari per il teosofismo inglese, Helena Blavatasky e Annie Besant e tale fu la forza con cui le dottrine che studiò entrarono in lui che non poté più ritrarsene, (tanto da scriverlo in una lettera al suo amico poeta, Mário de Sá- Carneiro:«Ora (…) conosco l’essenza del sistema. Mi ha sconvolto a un punto tale che non l’avrei mai immaginato ») restando semplicemente sconcertato dall’ampiezza di visione che queste gli avevano regalato facendolo rinascere .
    È così che comincia l’illuminazione, che vive, viene nutrita e continua con l’incontro con Aleister Crowley e l’asserzione di essere seguace di una tradizione occulta che affonda le radici nella Gnosi cristiana antica, nella Cabbala, nel pensiero dei Rosacroce (celebrato nella poesia Sulla tomba di Christian Rosencreutz) e nella Massoneria. Un’epifania che parla di eroi, del Portogallo, di un ordine intellettuale e antico e magistralmente spiegata nella chiara introduzione del curatore Francesco Zambon, che con il suo amore per il poeta portoghese fa da passepartout perfetto nel castello di carta di Poesie Esoteriche.
    In questo lungo viaggio non si deve avere preconcetto alcuno, sarebbe un errore madornale e irrimediabile: gli eteronimi, i luoghi, i sottesi fanno parte di noi in maniera inimmaginabile, naturale e ci fanno restare ingabbiati in squarci poetici che lacerano lo spazio e il tempo relegandoli all’hic et nunc del discepolo che legge le opere del maestro. Tutto qui. Tutto è molto semplice se la visione è pura, umile. Ma un preconcetto verso ciò che è scritto può spezzare la magia, uno sguardo indietro può far scomparire o diventare di sale. Si entra sapendo di poter uscire dal corpo poetico, dal rito orale che ripetiamo nel silenzio della lettura, eppure si preferisce restare immobili davanti alla porta d’entrata, girare le spalle e ricominciare il viaggio.
    «E, sebbene sia oscuro e ingannevole tutto lungo la via, egli cammina sicuro e, vincendo via e muro giunge (…)» là dove giace, avvolto dai versi, l’elisir d’eterna giovinezza di Fernando Pessoa.
    Un elisir che ha il sapore dell’uomo di fronte alla scoperta dell’uomo.

    ha scritto il 

  • 3

    Un invito: leggi Pessoa… devi leggerlo! Vedrai…
    Non nasconderò certo la mia ignoranza, perchè fino a questa lettura, del poeta portoghese non conoscevo nulla.
    Per me era un perfetto sconosciuto il signor Pessoa.
    E proprio la mia ignoranza mi ha spinto alla lettura delle sue “Poesie ...continua

    Un invito: leggi Pessoa… devi leggerlo! Vedrai…
    Non nasconderò certo la mia ignoranza, perchè fino a questa lettura, del poeta portoghese non conoscevo nulla.
    Per me era un perfetto sconosciuto il signor Pessoa.
    E proprio la mia ignoranza mi ha spinto alla lettura delle sue “Poesie esoteriche”: tre o quattro al giorno, non di più, perchè non sono rime facili queste legate al pensiero religioso ed esoterico.
    Tuttavia, veramente belle e profonde.
    Mi spingo oltre: forse si può intraprendere un percorso meno complesso e difficile lungo la strada di avvicinamento a Pessoa, ma in ogni caso il suo pensiero lascia una traccia indelebile nel lettore.
    La grandezza del poeta portoghese si percepisce da subito, con quell’apertura intitolata “Il re degli interstizi”: rime fantastiche!
    E a fine lettura, una volta chiusa la copertina, si pensa già alla prossima scelta che si farà inevitabilmente fra i suoi testi.

    ha scritto il 

  • 4

    A tratti inquietanti, ma decisamente suggestive, queste poesie mescolano una riflessione filosofica acuta ad un sottile male di vivere che permea le parole pur non essendo espresso in chiaro.
    Le visioni che si dilatano nell'atto poetico sono l'espressione della speranza di riuscire a compren ...continua

    A tratti inquietanti, ma decisamente suggestive, queste poesie mescolano una riflessione filosofica acuta ad un sottile male di vivere che permea le parole pur non essendo espresso in chiaro.
    Le visioni che si dilatano nell'atto poetico sono l'espressione della speranza di riuscire a comprendere, a cogliere e infine a raggiungere quell'alterità della realtà che egli presentiva.

    ha scritto il 

  • 2

    Un cattivo nininho

    Due e mezzo, a questo libro che raggruppa svariati testi scelti tra quelli di lingua inglese, poesie inedite e composizioni dal Mensagem. Molto interessante il saggio iniziale che in effetti getta un po' di luce su argomenti che avevo già incontrato in passato (leggendo "Una sola moltitudi ...continua

    Due e mezzo, a questo libro che raggruppa svariati testi scelti tra quelli di lingua inglese, poesie inedite e composizioni dal Mensagem. Molto interessante il saggio iniziale che in effetti getta un po' di luce su argomenti che avevo già incontrato in passato (leggendo "Una sola moltitudine") e che mi avevano lasciato abbastanza perplesso: mi riferisco ad esempio alla spiegazione dell'aspirazione alla restaurazione di un impero portoghese su basi patriottico-messianiche.

    Nel percorso scelto, vengono toccati tra l’altro argomenti riguardanti il Quinto Impero (quello dei poeti, che passa da una rivoluzione interiore e si realizza in una abdicazione dalla vita e dalla realtà apparente, in favore del sogno), e la visione della realtà secondo cui ogni Dio è l'Uomo di un altro Dio più grande; ed ognuno è un Dio caduto, che ha perso la Verità, che nessuno conosce per intero. Ed ognuno di questi è (ed anche noi siamo) un re in esilio.

    Spiazzante, a dir poco, la parte in cui si illustrano i rapporti con Aleister Crowley (che -per rendere l'idea del personaggio- alcuni hanno identificato come uno dei maggiori esponenti del satanismo), o l'ipotesi esoterica sull’origine degli eteronimi; insomma, un'altra sfaccettatura da cattivo nininho del sempre sorprendente Pessoa.

    ha scritto il 

  • 0

    NATALE

    "Nasce un dio. Altri muoiono. La verità
    non è venuta né fuggita: è cambiato l'Errore.
    Abbiamo ora un'altra eternità,
    e quello che è passato era sempre migliore.

    Cieca, la scienza ara la gleba inutile.
    Folle, la Fede vive il sogno del suo culto.
    Un nuo ...continua

    NATALE

    "Nasce un dio. Altri muoiono. La verità
    non è venuta né fuggita: è cambiato l'Errore.
    Abbiamo ora un'altra eternità,
    e quello che è passato era sempre migliore.

    Cieca, la scienza ara la gleba inutile.
    Folle, la Fede vive il sogno del suo culto.
    Un nuovo dio è solo una parola.
    Non cercare e non credere: tutto è occulto."

    ha scritto il