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Poeti italiani del Novecento

Di

Editore: Mondadori (Grandi Classici 49)

4.3
(237)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1098 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804387319 | Isbn-13: 9788804387312 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Curatore: Pier Vincenzo Mengaldo

Disponibile anche come: Copertina rigida , Non rilegato , Altri

Genere: History , Non-fiction , Textbook

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Descrizione del libro
Opere scelte di: Corrado Govoni, Sergio Corazzini, Aldo Palazzeschi, Guido Gozzano, Paolo Buzzi, Arturo Onofri, Marino Moretti, Umberto Saba, Luciano Folgore, Clemente Rebora, Dino Campana, Virgilio Giotti, Camillo Sbarbaro, Ardengo Soffici, Diego Valeri, Vincenzo Cardarelli, Giuseppe Ungaretti, Giovanni Boine, Massimo Bontempelli, Piero Jahier, Delio Tessa, Biagio Marin, Eugenio Montale, Attilio Bertolucci, Salvatore Quasimodo, Carlo Betocchi, Alfonso Gatto, Sergio Solmi, Giacomo Noventa, Mario Luzi, Leonardo Sinisgalli, Giorgio Caproni, Sandro Penna, Vittorio Sereni, Giaime Pintor, Pier Paolo Pasolini, Giorgio Orelli, Franco Fortini, Tonino Guerra, Nelo Risi, Andrea Zanzotto, Luciano Erba, Giovanni Giudici, Elio Pagliarani, Edoardo Sanguineti, Albino Pierro, Antonio Porta, Giovanni Raboni, Amelia Rosselli, Franco Loi.
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  • 5

    Dal buffo buio
    sotto una falda della mia giacca
    tu dici: « Io vedo l'acqua
    d'un fiume che si chiama Ticino
    lo riconosco dai sassi
    Vedo il sole che è un fuoco
    e se lo tocchi con senza guanti ti scotti
    Devo dire una cosa alla tua ascella
    una cosa p
    ...continua

    Dal buffo buio
    sotto una falda della mia giacca
    tu dici: « Io vedo l'acqua
    d'un fiume che si chiama Ticino
    lo riconosco dai sassi
    Vedo il sole che è un fuoco
    e se lo tocchi con senza guanti ti scotti
    Devo dire una cosa alla tua ascella
    una cosa pochissimo da ridere
    Che neve bizantina
    Sento un rumore un odore di strano
    c’è qualcosa che non funziona?
    forse l'ucchetto, non so
    ma forse mi confondo con prima
    Pensa: se io fossi una rana
    quest'anno morirei »

    « Vedi gli ossiuri? gli ussari? gli ossimori?
    Vedi i topi andarsene compunti
    dal Centro Storico verso il Governo? »

    « Vedo due che si occhiano
    Vedo la sveglia che ci guarda in ginocchio
    Vedo un fiore che c'era il vento
    Vedo un morto ferito
    Vedo il pennello dei tempi dei tempi
    il tuo giovine pennello da barba
    Vedo un battello morbido
    Vedo te ma non come attraverso
    il cono del gelato »

    « E poi? »
    « Vedo una cosa che cominica per GN »
    « Cosa? »
    « Gnente »

    (« Era solo per dirti che son qui,
    solo per salutarti »)

    Giorgio Orelli

    ha scritto il 

  • 5

    Grande studioso della storia della lingua italiana e critico d’impostazione stilistica (sebbene con la tendenza a far pesare un po’ troppo l’ideologia sui propri giudizi), Pier Vincenzo Mengaldo offre il meglio di sé quando affronta l’ambito della poesia piuttosto che quello della narrativa. Q ...continua

    Grande studioso della storia della lingua italiana e critico d’impostazione stilistica (sebbene con la tendenza a far pesare un po’ troppo l’ideologia sui propri giudizi), Pier Vincenzo Mengaldo offre il meglio di sé quando affronta l’ambito della poesia piuttosto che quello della narrativa. Questo “Poeti italiani del novecento”, con la sua prima edizione del 1978, ha introdotto giudizi parzialmente discordanti rispetto a quelli precedentemente in voga, con il forte ridimensionamento di figure come quelle di Cesare Pavese e Salvatore Quasimodo, lo scarsissimo spazio riservato ai Futuristi e la grande attenzione riservata ai poeti dialettali (ed in particolare al grande Delio Tessa). Sebbene il mio entusiasmo per la lirica contemporanea sia ben distante da quella del periodo nel quale l’ho comprato ( a metà degli anni ’90), apro ancora volentieri il volume, nel quale continuo a veder il “Canone” da seguire in materia.

    ha scritto il 

  • 0

    In generale non amo le antologie, perchè non mi piace che altri decidano per me cosa è bello, cosa è meritevole di essere letto..Comunque "A caval donato.." recita l'antico proverbio, per cui va bene.
    Siccome vado pazza per Luzi, e di lui ci sono parecchie di poesie, mi sono subito rallegra ...continua

    In generale non amo le antologie, perchè non mi piace che altri decidano per me cosa è bello, cosa è meritevole di essere letto..Comunque "A caval donato.." recita l'antico proverbio, per cui va bene.
    Siccome vado pazza per Luzi, e di lui ci sono parecchie di poesie, mi sono subito rallegrata.
    E non posso non riportarne una:

    Senior

    Ai vecchi
    tutto è troppo.
    Una lacrima nella fenditura
    della roccia può vincere
    la sete quando è così scarsa. Fine
    e vigilia della fine chiedono
    poco, parlano basso.
    Ma noi, nel pieno dell'età,
    nella fornace dei tempi, noi? Pensaci.

    Mario Luzi

    ha scritto il 

  • 3

    Una raccolta di selezionate poesie degli autori italiani del Novecento. Libro su cui ho dato l'esame di letteratura all' università mi ha fatto riscoprire piccole perle della poesia italiana. Una lettura gradevole nei momenti di pausa anche per ricordare una forma di arte che oggi stenta un po' a ...continua

    Una raccolta di selezionate poesie degli autori italiani del Novecento. Libro su cui ho dato l'esame di letteratura all' università mi ha fatto riscoprire piccole perle della poesia italiana. Una lettura gradevole nei momenti di pausa anche per ricordare una forma di arte che oggi stenta un po' a riemergere

    ha scritto il 

  • 4

    L'odore dei limoni

    L'ho studiato nell'altro secolo, per un esame universitario e da allora è sempre sulla mia scrivania.Traspare una forte antipatia per i futuristi e una predilezione per i poeti dialettali cui dedica largo spazio: dai milanesi,ai lucani a quelli della romagna. Degni di figurare in questa antologi ...continua

    L'ho studiato nell'altro secolo, per un esame universitario e da allora è sempre sulla mia scrivania.Traspare una forte antipatia per i futuristi e una predilezione per i poeti dialettali cui dedica largo spazio: dai milanesi,ai lucani a quelli della romagna. Degni di figurare in questa antologia, sono anche i traduttori: Montale che traduce i poeti elisabettiani, Quasimodo che traduce i lirici greci. Mengaldo fissa come data d'inizio della poesia novecentesca il 1903. Consumato, sottolineato, pieno di post-it per ritrovare immediatamente quel verso. Davvero non potrei vivere senza. E' il mio balsamo, la mia cura 'mentre piove o spiove'.

    ha scritto il