Poirot non sbaglia

Di

Editore: Mondadori (Oscar Gialli)

3.8
(1078)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 166 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Francese , Ceco , Olandese

Isbn-10: 8804165952 | Isbn-13: 9788804165958 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Hercule Poirot è un grand'uomo, ma la natura non fa eccezioni. E cosi il grande investigatore una mattina deve andare dal dentista come tutti i comuni mortali. Sin qui, nulla di straordinario ma poche ore dopo il dentista viene trovato morto nel suo studio. Molti elementi fanno pensare al suicidio, ma poirot è scettico. II suo intuito sensibilissimo fiuta qualcosa di particolare e così si trova coinvolto con un ricco banchiere, un misterioso greco, un giovane americano un po' folle, dall'aspetto poco rassicurante e una ex attrice che porta strane scarpe... La polizia come sempre non condivide i sospetti del piccolo belga il quale a un certo punto dichiara: ''Anch'io posso sbagliare...'' Ma la verità è che Poirot non sbaglia. Mai.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Da ragazzino ero un gran consumatore di gialli, soprattutto di quelli di Dame Agatha Christie. È stato quindi con grande curiosità e divertimento che dopo trent'anni di vita e di altre letture ho pres ...continua

    Da ragazzino ero un gran consumatore di gialli, soprattutto di quelli di Dame Agatha Christie. È stato quindi con grande curiosità e divertimento che dopo trent'anni di vita e di altre letture ho preso in mano questo "Poirot non sbaglia", sperando di ritrovare un po' di quel divertimento spensierato che quei volumetti gialli raccattati su qualche banchetto mi davano tanti anni fa. Ahimè, così non è stato.
    Il giallo tra le mie mani era pallido e sbiadito, completamente insapore, almeno per il mio gusto. Una storiella banale ed intricata alla bell'e meglio tanto per sviare un po' l'eventuale lettore che trova soddisfazione nell'indovinare il colpevole (effettivamente l'unico tipo di divertimento possibile con un siffatto romanzetto).
    Non sono un grande consumatore di letteratura di genere, non sono forse quindi il miglior commentatore di libri di questo tipo. Ci sono però alcuni autori di genere che mi piacciono, altri che amo senza riserve, è quindi possibile che il problema non sia solo nel genere. Mentre leggevo mi chiedevo: perché mi piace così poco? Mi pareva di assistere più ad una scipita puntata di Murder, she wrote che ad un bel film di Hitchcock, che era quello che cercavo. E mentre pensavo così e le pagine scorrevano riflettevo sul fatto che Hitchcock (che amo molto) è un grande regista, e poi fa film gialli. Non è un giallista che fa anche i film. E se sarà sempre ricordato come uno dei grandi maestri del cinema non è per le storie che raccontava, ma perché nel raccontarle ha portato ai massimi livelli il linguaggio cinematografico, inventandone la grammatica quando necessario, sperimentando, spingendosi costantemente oltre i limiti, e questo creando delle opere che sono dei capisaldi dell'entertainment. Divertiva con i gialli facendo grande cinema, ed è per questo che i suoi film sono ancora così godibili: non per il genere o lo stile (che sono cose che sono destinate a cambiare ed invecchiare) ma per la maestria nell'uso del linguaggio cinematografico. Forse mi illudevo sperando, in un'autrice da 2 miliardi di copie vendute, di trovare mistero, divertimento, e grande letteratura. Il romanzetto è tirato via, scritto con mestiere ma senza impegno, fortemente vincolato a quelle che erano le regole del genere di quel tempo e quindi invecchiato male. Secondo me al giorno d'oggi un libro da non leggere; se devo leggere un romanzetto che almeno rispetti il gusto attuale.
    Chiedo scusa agli amanti della vecchia Christie e chiudo con una citazione:
    "...Che c'è di più facile che nascondere una rivoltella carica in un cespuglio di lauro e disporla in modo tale che l'uomo addetto alla potatura della siepe ne provochi irrimediabilmente uno sparo? L'arma cade ai suoi piedi. Stupito, lui la raccoglie. Che vogliamo di più? È sorpreso in flagrante!"
    Cioè...Agatha...ma stiamo scherzando?
    Voto:4,5

    ha scritto il 

  • 3

    Sicuramente non uno dei migliori romanzi della Christie ma comunque molto interessante. La premessa con la morte di un dentista è originale così come il finale, intricato e inatteso. Gli indizi sono d ...continua

    Sicuramente non uno dei migliori romanzi della Christie ma comunque molto interessante. La premessa con la morte di un dentista è originale così come il finale, intricato e inatteso. Gli indizi sono difficili da cogliere anche perchè l'autrice tende a spingerci verso un'idea, che non è ovviamente quella giusta. Una piacevole lettura, nel complesso.

    ha scritto il 

  • 3

    La Signora del Giallo 3 - 14 feb 16

    Fortunatamente, siamo subito tornati a leggere di Poirot, con un romanzo che introduce, e con maestria, elementi nuovi. Si sente che stiamo avvicinandoci alla guerra, e, latentemente, ne vengono intro ...continua

    Fortunatamente, siamo subito tornati a leggere di Poirot, con un romanzo che introduce, e con maestria, elementi nuovi. Si sente che stiamo avvicinandoci alla guerra, e, latentemente, ne vengono introdotti elementi. Qualche dose di spionaggio, inclusa una capatina nei Servizi Segreti. Qualche elemento nazionalista, come un attentato tentato (scusate il bisticcio) da un indù. Qualche critica, e molta propaganda, intorno ai temi economici. Ma questi sono soltanto alcuni elementi, molti dei quali più atti a gettare fumo negli occhi al disattento lettore. L’elemento innovativo che ci troviamo di fronte non ad uno ma a tre delitti. Apparentemente inspiegabili. Apparentemente non collegati tra loro. E non abbiamo un numero delimitato di sospettabili. All’inizio potrebbero essere tanti. Certo poi si restringono ad un numero gestibile nelle elucubrazioni del nostro investigatore, che qui, non avendo un alter-ego narrante, a volte è costretto ad intavolare disquisizioni anche con George, il suo cameriere personale. Tutta nasce da una seduta dal dentista, cui deve partecipare il magnate Blunt, spesso preso di mira per le sue idee conservatrici (leggete quanto sopra sull’avvicinarsi della guerra). Dentista dove si reca anche Poirot. E dove si ritrovano Ambrotis un faccendiere greco di ritorno dall’India, Mabelle, una signora di media borghesia, anch’essa reduce dall’India e dedita ad opere filantropiche, un impetuoso americano di idee finto-rivoluzionarie, un ex-funzionario del Ministero degli Esteri, un giovanotto scapestrato fidanzato della segretaria del dottore. Non ci si trova invece la fidanzata di cui sopra, allontanata con un falso telegramma. Poco dopo, in sequenza, muore il dentista per un colpo di pistola alla testa, poi muore Ambrotis per un eccesso di anestetico a lento rilascio. E Mabelle scompare. Indizi contrastanti, portano polizia e magistratura a chiudere la prima inchiesta, decretando che il dentista si è suicidato in seguito all’errore nel dosaggio dell’anestetico. Ovviamente, una soluzione che non convince Poirot. Che viene coinvolto dalla famiglia Blunt, vuoi per dritto vuoi per storto, a cercare la verità. Ed a cercare Mabelle che non si trova. La quale Mabelle, secondo la nipote di Blunt, li aveva avvicinati pochi giorni prima, sempre dal dentista, dicendo di aver conosciuto la moglie di Blunt. La quale era ricchissima, capitano d’industria, ed aveva trasmesso al più giovane marito Blunt la passione e le capacità. Tanto da farne un ricco banchiere e finanziere. Poirot è travolto anche lui da indizi contrastanti. E sempre più in difficoltà quando scopre che l’americano è in via di fidanzamento con la suddetta nipote, quando si ritrova una donna morta che si suppone sia Mabelle. Morta in casa di una certa signora Chapman, che il funzionario del Ministero di cui sempre alla seduta odontoiatrica, individua come moglie di un appartenente ai Servizi Segreti. A complicare il tutto arriva anche l’ostilità della cugina di Blunt, madre della giovane impulsiva, nonché quella dell’altra cugina di Blunt, la scozzese in disgrazia Helen. Solo grazie alla filastrocca del titolo (su cui torneremo) Poirot ha il primo elemento di agnizione. Prima si riconosce che la morta è la signora Chapman, grazie alle schede del dentista morto. Poi si cerca di incastrare il fidanzato della segretaria, coinvolgendolo in un ulteriore assurdo tentativo di far fuori Blunt. Tutto perché (ed è qui il fumo negli occhi che finalmente il belga ripulisce e punta nella direzione giusta) si vuol far passare il tutto come una vicenda politica. Poi però si scopre che Blunt avrebbe avuto una prima moglie, da lui sposata in gioventù, e con la quale aveva viaggiato in India. Dove questa aveva conosciuto Mabelle, la quale ne aveva parlato al truffaldino Ambrotis. Ma dov’è questa prima moglie? È possibile che le schede odontoiatriche delle due signore siano state scambiate? Com’è che il funzionario in pensione sa molto delle avventure dell’agente Chapman? Poirot tutto spiega, e tutto collega. Partendo dalla scarpa non allacciata della presunta Mabelle che lui incontra nelle prime pagine, per passare a quelle invece ben strette della morta. Un bel meccanismo, ed un finale che è stato parzialmente inaspettato (avevo solo avuto dei dubbi sulla cugina Helen, ma di diverso tipo). E veniamo alla filastrocca. Perché tutta la storia è basata su di una filastrocca infantile dei bambini inglesi, che serve per imparare i numeri. Noi abbiamo (almeno nei miei ricordi) quella che fa: “Uno e due, l’asino e il bue / Tre e quattro, cane e gatto / Cinque e sei, sono miei / Sette ed otto, c'è un tigrotto / Nove e dieci, pasta e ceci / Quanti siamo? Ricominciamo!” (voi la ricordate?). Gli inglesi invece usano la seguente (di cui metto accanto la traduzione) e che ritma i capitoli del romanzo:

    One, two, buckle my shoe Uno, due, allaccia la mia scarpa;
    three, four, shut the door tre, quattro, chiudi la porta;
    five, six, pick up the sticks cinque, sei, raccogli i bastoni;
    seven, eight, lay them straight sette, otto, mettili in ordine;
    nine, ten, a big fat hen nove, dieci, una grande gallina grassa;
    eleven, twelve, dig and delve undici, dodici, scava e svuota;
    thirteen, fourteen, maids a-courting tredici, quattordici, la ragazza corteggiata;
    fifteen, sixteen, maids in the kitchen quindici, sedici, la ragazza in cucina;
    seventeen, eighteen, maids a-waiting diciassette, diciotto, la ragazza in attesa;
    nineteen, twenty, my plate's empty diciannove, venti, il mio piatto è vuoto.

    Non vi sto a ripercorrere i venti capitoli, ma se pensate al primo, ed al fatto che Poirot comincia ad avere sospetti vedendo la scarpa di Mabelle, potete apprezzare la maestria della nostra esimia scrittrice. Obietto solo che, seppur difficile la traduzione per il titolo, si sarebbe dovuto aver più cura nel titolare i capitoli correttamente, mentre a volte (non tante fortunatamente) la traduzione dell’intestazione del capitolo lascia un po’ a desiderare (come se il traduttore non conoscesse la filastrocca). Comunque, alla fine, un bel giallo di costruzione “oulipiana” (per chi riesce a decifrare quest’ultimo accenno; se no, chiedetemelo).

    ha scritto il 

  • 3

    3* e mezzo
    In realtà l'azione era un po lenta rispetto ad altri della zia Agatha però il finale ti lascia sempre col sorriso di chi non s aspetta assolutamente che l'assassino sia proprio quello che t ...continua

    3* e mezzo
    In realtà l'azione era un po lenta rispetto ad altri della zia Agatha però il finale ti lascia sempre col sorriso di chi non s aspetta assolutamente che l'assassino sia proprio quello che tu avevi scartato a priori ;) Molto carino!!

    ha scritto il 

  • 4

    anch'io posso sbagliare..ma la verità è che Poirot non sbaglia. Mai!

    Quando Poirot è nel vivo delle indagini dalla prima all'altima pagina è uno spettacolo..ci si apprezza di più(rispetto ai libri post seconda guerra mondiale dove compare solo nel finale)le sue deduzio ...continua

    Quando Poirot è nel vivo delle indagini dalla prima all'altima pagina è uno spettacolo..ci si apprezza di più(rispetto ai libri post seconda guerra mondiale dove compare solo nel finale)le sue deduzioni e tutti i suoi ragionamenti! Cosa lega la morte di un signora sulla quarantina,di un dentista e di greco losco? questa sarà la sfida x il baffuto investigatore belga, che si muoverà tra una fitta rete di inganni..in cui persino Poirot rimarrà ingannato!
    Bello!

    ha scritto il 

  • 4

    Le mie impressioni, diversamente da quelle di Poirot, non sono sempre infallibili. Dall'inizio alla fine ho avuto l'impressione di aver già letto questo libro eppure così non era. Sarà perché più legg ...continua

    Le mie impressioni, diversamente da quelle di Poirot, non sono sempre infallibili. Dall'inizio alla fine ho avuto l'impressione di aver già letto questo libro eppure così non era. Sarà perché più leggo gialli di Agatha Christie più mi abituo al suo modo di procedere nella scrittura e prevedo un pò lo svilupparsi dei fatti. In ogni caso lo reputo un buon giallo, molto ben sviluppato e come sempre irresistibile.

    ha scritto il