Polimnia

Di 300 Spartani, una Grecia e dei Persiani di Serse

Di

Editore: Saecula

4.3
(3)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 393 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8898291213 | Isbn-13: 9788898291212 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Prendendo spunto dalle Storie di Erodoto, A. Cortese ci conduce su uno tra i più antichi terreni di scontro tra Oriente e Occidente, tra imperialismo e anelito alla libertà: le Guerre Persiane. L'invenzione narrativa si mescola alla verità storica e si volge indietro, fino a guardare negli occhi la follia di Cambise, Gran Re dei Persiani, tra oscuri malefici, inganni e rivolte. Quindi cavalca la salita al potere di Dario, in una fame di potere che schiaccia e distrugge. E così è anche per Serse e i suoi fantasmi. Tra fautori e detrattori della guerra, in Grecia come in Persia, la narrazione si spinge sino alle acque schiumose della Battaglia di Salamina e alla definitiva disfatta persiana a Platea. Ma è nel periodo tra l'agosto e il settembre dell'anno 480 a.C. il suo apogeo, quando, con Serse, l'Ellade si trova a dover respingere un nuovo attacco da Oriente. Intimorite dalla marcia apparentemente inarrestabile dell'esercito persiano, molte città greche si lasciano corrompere o comprare. Tuttavia, in trecento si riuniscono a Sparta, e quando si viene a sapere che re Leonida condurrà i suoi guerrieri a combattere, a quelli si aggiungeranno altri provenienti da buona parte dell’Ellade.
È al passo delle Termopili, occupato per rallentare, nel suo stretto passaggio, l’avanzata dell’invasore, che la Grecia si scopre una.

Un racconto corale, trent’anni di storia epocale che l’autore narra con sapienza, ardimento ed emozione, così come immagina abbiano combattuto i Greci, ma avendo a cuore di dar voce anche ai sentimenti, alle incertezze e agli sproni che poterono animare i Persiani nel muovere guerra all’Ellade.
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    “Di 300 Spartani, una Grecia e dei Persiani di Serse”. Con questo sottotitolo, il romanzo storico di Alessandro Cortese precisa il suo contenuto.
    Il fulcro di tutta la vicenda è la battaglia delle Ter ...continua

    “Di 300 Spartani, una Grecia e dei Persiani di Serse”. Con questo sottotitolo, il romanzo storico di Alessandro Cortese precisa il suo contenuto.
    Il fulcro di tutta la vicenda è la battaglia delle Termopoli, dove poche centinaia di Lacedemoni e di altri alleati ellenici oppongono una strenua resistenza all’imponente esercito di Serse. Ma intorno a questo nucleo narrativo, che si dispiega fin dall’inizio e che poi si evolve nella parte finale, ci sono altre storie: quelle di tanti eroi greci (anche di traditori) come Leonida, Cleomene, Alfeo, Marone, Gorgò, Orsifanto, Milziade, Temistocle, Demarato, Dienece; e naturalmente degli orientali come Cambise, Dario, Baldassarre, Atossa, Mardonio.
    Chi ha dimestichezza con la storia si rende conto che tra la morte di Cambise, figlio di Ciro il Grande, e l’impresa di Leonida, l’eroe delle Termopoli, intercorre un lasso di tempo di quarant’anni, precisamente dal 522 a.c al 480. E ci sono tanti fatti in questo periodo. C’è l’ascesa al potere di Dario che nel 492 a.c. inizia l’attacco alla Grecia. La sua azione fallisce nella piana di Maratona, mentre la flotta persiana è distrutta da una tempesta. Poi c’è l’entrata in scena di Serse, che uccide il padre Dario e si fa carico della vendetta contro il mondo ellenico. Nel 480 a.c. si rinnova la minaccia. Alle Termopili si consuma il grande sacrificio di coloro che intendono salvare la patria, ubbidire alle leggi e mantenere fermo il principio su cui si fonda la loro educazione, cioè un senso tetragono del dovere, fondato sulla forza dell’animo e del corpo, sullo spirito guerriero.
    Insomma, si tratta di un affresco storico di ampio respiro, come nella migliore tradizione del genere. La struttura narrativa, ben pianificata con i suoi rimandi temporali, è al servizio di una materia complessa, ricca di figure e fatti che lo storiografia elenca sotto la denominazione di guerre persiane.
    È una lettura interessante, e per chi ama l’epica antica anche piacevole. Colui che si interessa di storia (è il mio caso) trova attraente questo destreggiarsi tra episodi veramente accaduti, ricostruiti con fedeltà direi meticolosa; un altro tipo di lettore potrà godere dell’affresco quasi leggendario che sa un po’ dell’Iliade. Anzi, direi che è questo secondo aspetto che spicca maggiormente. Infatti l’autore, con una prosa elegante e di tono volutamente tendente all’alto, racconta come se si trovasse davanti a celebri leggende, a storie che si dipanano sotto lo sguardo di divinità indifferenti, fredde e nello stesso tempo curiose. C’è lo sforzo di riprodurre, anche nel linguaggio un po’ enfatico, quella grandiosità eroica dei greci e quel temerario sogno di onnipotenza dei Persiani come se si presentassero davanti ai nostri occhi e nel contempo fuori da ogni tempo e da ogni spazio. E questo contrasto tra storia e mito rappresenta forse l’aspetto più originale nel libro.
    Leggendo, mi veniva in mente il brutto film di Zack Snyder (“300” – Usa, 2006). Alla fine mi sono reso conto che le due narrazioni divergono sensibilmente, tenendo conto, ovviamente, dei rispettivi linguaggi. Nel film, truculento fino al parossismo, troviamo un’ottusa e razzistica contrapposizione tra Occidente e Oriente; nel romanzo di Cortese, invece, c’è innanzitutto un amore un po’ compiaciuto per il mondo classico, accompagnato dall’idea che la politica non c’entra più quando si parla di vicende che sono entrate ormai nel mito, quali paradigmatiche illustrazioni della condizione umana.

    Giuseppe Novellino
    http://www.pescepirata.it
    http://www.pescepirata.it/aspiranti_scrittori/viewtopic.php?f=43&t=3480

    ha scritto il