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Pollo alle prugne

Una graphic novel iraniana

Di

Editore: Sperling & Kupfer (Diritti & rovesci)

4.1
(1073)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 81 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 882004787X | Isbn-13: 9788820047870 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Andrea Plazzi , Lucietta Palumbo

Genere: Biography , Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Premiato come miglior libro al festival di Angoulême (il "premio Oscar" del fumetto d'autore), Pollo alle prugne racconta gli ultimi giorni di Nasser, un suonatore iraniano di tar che si lascia morire dopo che la moglie gli ha rotto il prezioso strumento. Ma, come già accadeva in Persepolis, la vicenda privata è il simbolo di un destino comune: quello di un Paese, l'Iran prima degli Ayatollah, che non esiste più, divorato dalla storia.
Delicato e struggente, Pollo alle prugne contiene tutti gli ingredienti che hanno reso Marjane Satrapi un'autrice di successo a livello internazionale.
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  • 5

    Marjane Satrapi, Pollo alla prugne, Sperling and Kupfer, 2009.

    (Scritto l'11 settembre 2009) Una storia di dolore e isolamento, di silenzio e incomunicabilità, di destini infelici, di un musicista che perde la sua musica e la voglia di vivere.

    Una storia ...continua

    (Scritto l'11 settembre 2009) Una storia di dolore e isolamento, di silenzio e incomunicabilità, di destini infelici, di un musicista che perde la sua musica e la voglia di vivere.

    Una storia narrata con leggerezza, nel consueto ed efficacissimo stile minimale della Satrapi fatto di poche idee essenziali ben espresse in immagini e parole. A differenza di Persepolis, in cui il lettore conosce fin dall'inizio l'oggetto della narrazione, qui il vero tema resta misterioso, il reale significato della narrazione non è immediato, l'intera vicenda richiede un maggiore sforzo interpretativo. Lo stesso filo narrativo è più difficile da seguire visti i continui salti temporali.

    In questo senso probabilmente questa è stata definita "opera della maturità" della Satrapi. Non ci troviamo di fronte ad un ritratto della famiglia dell'autrice o della società iraniana contemporanea, che per quanto realistico e dettagliato resta un soggetto definito e di immediata comprensione, qui ci troviamo di fronte alla storia di un singolo, una storia che non ci è nota e che potrebbe prendere qualsiasi direzione.

    Il musicista Nasser Ali, nonostante la sua vicenda si intrecci con quella del paese e con quella della famiglia Satrapi, pur inglobando salti in avanti (a un certo punto si apre una parentesi sulla futura vita del figlio del protagonista) resta l'unico protagonista. Il lettore si trova solo di fronte a lui a domarsi quale verità universale si possa trarre da questa storia particolare, quale significato allegorico racchiuda questo racconto. Rispetto alle precedenti opere della Satrapi, qui è necessario un ulteriore sforzo per estrapolare dal particolare il messaggio universale. Questa non è la storia dell'Iran vista con gli occhi della Marjane bambina e raccontata dalla Marjane esule adolescente, questa è una storia che richiede una maggior sforzo interpretativo e una maggiore capacità di astrazione e connessione, una maggiore attenzione alle storie che restano sullo sfondo.

    Il messaggio, per nulla immediato né scontato, è la semplice presa di coscienza dell'isolamento e del dolore e del loro continuo intrecciarsi e causarsi a vicenda.

    Un musicista che perde la sua musica, non riesce a sentire la gioia della sua arte nè la voglia di vivere, nel silenzio angosciante di chi non può più esprimersi nè recepire. Non riuscendo più a sentire ciò che lo faceva sentire vivo non avverte neppure gli sforzi delle persone che lo amano nè le loro sofferenze, che pur essendo del tutto simili alle sue restano irrimediabilmente a margine, come le vicende politiche e sociali, tagliate fuori dalla tragica incomuncabilità del dolore.

    ha scritto il 

  • 4

    Conosco molto poco il genere delle graphic novel, questo è uno dei primi libri che leggo, e chissà perchè lo associavo ad argomenti un po' frivoli, tipo avventure di supereroi e roba simile... La ...continua

    Conosco molto poco il genere delle graphic novel, questo è uno dei primi libri che leggo, e chissà perchè lo associavo ad argomenti un po' frivoli, tipo avventure di supereroi e roba simile... La storia invece è davvero triste, drammatica. Non per questo non l'ho apprezzata, questo libro ha sicuramente in se' molto romanticismo e un po' di poesia. Nonostante siano abbastanza stilizzati i disegni sono molto comunicativi. Credo che leggerò anche "Persepolis", vorrei farmi un'idea più precisa di questa autrice.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Un libro amaro, una storia triste, che solo la dolcezza delle prugne e l'ironia della Satrapi sa alleviare un poco.

    "Poi, d'un tratto, si accesero le candele e i cinque uomini videro chiaramente ...continua

    Un libro amaro, una storia triste, che solo la dolcezza delle prugne e l'ironia della Satrapi sa alleviare un poco.

    "Poi, d'un tratto, si accesero le candele e i cinque uomini videro chiaramente l'elefante. Ciascuno aveva dato la propria interpretazione dell'animale, a seconda di ciò che aveva toccato. Anche la vita è così. Le diamo un senso a seconda del nostro punto di vista. Solo la saggezza, come la luce delle candele, può darci una visione globale dell'esistenza. E la chiave della saggezza è il dubbio."

    ha scritto il 

  • 0

    ...continua

    "Dal mio venire nel mondo non venne ai cieli vantaggio e la lor gloria e potenza l'andarmen via non accresce e l'orecchio mio da nessuno, mai, poté udire a quale scopo fosse questo venire e

    "Dal mio venire nel mondo non venne ai cieli vantaggio e la lor gloria e potenza l'andarmen via non accresce e l'orecchio mio da nessuno, mai, poté udire a quale scopo fosse questo venire e andare."

    ʿUmar Khayyām

    "There were once two Cushites who attended on Solomon, and these were Elihoreph and Ahyah,the sons of Shisha, scribes, of Solomon. One day Solomon observed that the Angel of Death wassad. ‘Why’, he said to him, ‘art thou sad?’ — ‘Because’, he answered him, ‘they have demandedfrom me the two Cushites who sit here’. [Solomon thereupon] gave them in charge of the spiritsand sent them to the district of Luz. When, however, they reached the district of Luz they died. On the following day he observed that the Angel of Death was in cheerful spirits. ‘Why’, he said to him, ‘art thou cheerful?’ — ‘To the place’, the other replied, ‘where they expected them from me, thither didst thou send them!’ Solomon thereupon uttered the saying, ‘A man's feet are responsible for him; they lead him to the place where he is wanted’."

    Talmud (53ª sukkah)

    http://www.youtube.com/watch?v=uPcC-CFMD5E

    ha scritto il 

  • 1

    ? ci ha preso gusto, la Satrapi, con le grafic novel, ma stavolta non mi convince nè la storia nè il disegno. Non sono riuscita a capire niente in più sull'Iran, cosa invece accaduta leggendo ...continua

    ? ci ha preso gusto, la Satrapi, con le grafic novel, ma stavolta non mi convince nè la storia nè il disegno. Non sono riuscita a capire niente in più sull'Iran, cosa invece accaduta leggendo Persepolis.

    ha scritto il 

  • 2

    TTehran, 1958. Nasser Ali è un virtuoso del violino, che la moglie ha fatto a pezzi, infrangendogli il cuore. Perduto il suo strumento, Nasser prova inutilmente a sostituirlo, spingendosi in ...continua

    TTehran, 1958. Nasser Ali è un virtuoso del violino, che la moglie ha fatto a pezzi, infrangendogli il cuore. Perduto il suo strumento, Nasser prova inutilmente a sostituirlo, spingendosi in botteghe di città lontane. Fallito ogni tentativo e incapace di essere altro che un musicista, Nasser si lascia morire nel suo letto davanti agli occhi smarriti dei suoi figli e di una consorte mai amata. Negli otto giorni che precedono la sua cercata dipartita, Nasser ripercorrerà come in una favola la sua vita e il dolce segreto che l'ha ispirata. Incantandola per sempre. "Pollo alle prugne" non ha la stessa potenza evocativa di "Persepolis", ma se la protagonista di quest'ultimo sceglieva per sé e per la sua libertà un 'giardino' reale (Parigi), il violinista senza violino muore di consunzione dentro un Eden mentale che bandisce ogni regola a favore dell'immaginazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Non amo particolarmente le graphic novelma questa mi ha veramente colpita. Toccante nei sentimenti dei protagonisti che non si comprendono tra loro, nel modo improvviso di far capire al lettore la ...continua

    Non amo particolarmente le graphic novelma questa mi ha veramente colpita. Toccante nei sentimenti dei protagonisti che non si comprendono tra loro, nel modo improvviso di far capire al lettore la situazione reale con una sola immagine.. Una bella storia di musica, amore ostacolato, amore non corrisposto, quotidianità, amore filiale, perdita di speranza.. Ora ho proprio voglia di vedere il film e leggere "Persepolis"!

    ha scritto il 

  • 4

    Film?

    Tristissimo, geniale nella sceneggiatura, sorprendente storia di amore per molte cose: la musica, la memoria, le donne, una donna. La vita, quella, amore un po' meno. PS: è possibile che io abbia ...continua

    Tristissimo, geniale nella sceneggiatura, sorprendente storia di amore per molte cose: la musica, la memoria, le donne, una donna. La vita, quella, amore un po' meno. PS: è possibile che io abbia visto un film tratto da questa storia? PS dopo ricerca: certo, bestia che sono. L'anno scorso, film omonimo, tratto dal libro e diretto dalla stessa Satrapi.

    ha scritto il