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Pollyanna

Di

Editore: Valentina Edizioni (Accademia)

4.0
(1191)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 211 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Tedesco , Spagnolo , Ceco

Isbn-10: A000085287 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback , Copertina morbida e spillati

Genere: Children , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
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  • 3

    Senza dubbio Pollyanna è uno dei pilastri della letteratura per infanzia, non credo ci sia nessuno che non abbia mai sentito parlare della protagonista e del suo "gioco della contentezza".
    Il libro è leggero, scorrevole e semplice come lo stile che adotta la scrittrice, fin qui nulla da dir ...continua

    Senza dubbio Pollyanna è uno dei pilastri della letteratura per infanzia, non credo ci sia nessuno che non abbia mai sentito parlare della protagonista e del suo "gioco della contentezza".
    Il libro è leggero, scorrevole e semplice come lo stile che adotta la scrittrice, fin qui nulla da dire anche perchè è rivolto ad un pubblico giovanissimi e non potrebbe essere altrimenti.
    Il messaggio non può che essere positivo, dopotutto da una ragazzina che cerca di vedere sempre il lato positivo in ogni cosa negativa non ci aspettiamo altro, ma alla fine stanca.
    La mia (poco più che) sufficienza è data soprattutto per il troppo buonismo che c'è all'interno del romanzo, spesso la storia risulta scontata e ammetto che Pollyanna sia quasi arrivata al limite della mia sopportazione, è esasperante...se poi ci mettiamo il finale veramente troppo frettoloso, il mio voto purtroppo non può essere più alto.

    Resta comunque un buon romanzo che consiglio ai più piccoli ma anche a noi grandi a cui la vita magari non regala troppo spesso esperienze positive; sta di fatto che ho letto letteratura per infanzia migliore di questa.

    http://geekybookers.blogspot.it/2014/09/mini-recensione-pollyanna-di-eleanor-h.html

    ha scritto il 

  • 5

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2014/05/pollyann…

    Quando Miss Polly Harrington riceve la lettera che la informa della morte di John Whittier, marito della defunta sorella Jennie, sa bene qual è il suo dovere (ed è contenta di saperlo!): accoglierà la bambina… “Pollyanna”, ch ...continua

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2014/05/pollyanna.html

    Quando Miss Polly Harrington riceve la lettera che la informa della morte di John Whittier, marito della defunta sorella Jennie, sa bene qual è il suo dovere (ed è contenta di saperlo!): accoglierà la bambina… “Pollyanna”, che nome ridicolo!
    Miss Polly è pronta (e anche se non lo fosse, ne ha il dovere) a preoccuparsi dell’educazione di Pollyanna, ma non sa che la bambina è davvero speciale e cambierà la vita dell’intera città.
    Pollyanna ha, infatti, un entusiasmo contagioso che è alimentato dal gioco della contentezza, un prezioso insegnamento del padre.

    «Com’è questo gioco? Non me ne intendo molto di giochi, io.»
    […] «Be’, abbiamo incominciato quando alla missione sono arrivate un mucchio di stampelle.»
    «Stampelle?»
    «Sì. Vedi, io desideravo tanto una bambola e papà aveva scritto in questo senso, ma quando le signore dell’Assistenza inviarono un po’ di roba alla missione, scrissero anche che non avevano ricevuto nessuna bambola, ma diverse stampelle. […] Ed è stato allora che abbiamo fatto per la prima volta il gioco.»
    […]
    «Ma benedetto Cielo! Non vedo come si può essere contenti nel ricevere un paio di stampelle, quando si desidera una bambola!»
    […]
    «Ma è semplice! Tanto per cominciare puoi essere contenta di non aver bisogno delle stampelle» spiegò Pollyanna trionfante. «Come vedi, è molto facile, una volta che hai capito il meccanismo.»

    A Pollyanna piacerebbe molto insegnare il gioco alla zia, ma quest’ultima le ha proibito di parlare del padre verso cui Miss Polly prova un antico rancore. Così Pollyanna inizierà a giocare con Nancy, la donna di servizio, e poi anche con Mrs Snow, una donna costretta a letto.
    L’ardore di Pollyanna coinvolgerà molti altri personaggi che vorrei almeno menzionare, ma mi riprometto di farlo nella recensione del seguito quando diventerà impossibile evitarlo.
    D’altra parte il romanzo della Porter è davvero piccino e si legge senza difficoltà. Sicuramente indirizzato a un pubblico giovane, ha molto da insegnare anche ai lettori più grandi: quel contenta che si rincorre in ogni pagina, così frequente che potrebbe risultare nauseante, è un prezioso insegnamento e imparare a farlo mio è la sfida che mi pongo ogni giorno. C’è (quasi) sempre qualcosa di cui possiamo essere felici e scoprirlo non potrà che migliorare la nostra vita.
    Quello di Pollyanna è un ottimismo che può sembrare ingenuo ma, ricordandosi che è la voce di una bambina e riflettendo, si scoprirà che basta prendere le cose per il verso giusto per vivere sempre dentro un arcobaleno.
    Un libro che consiglio di leggere e che regalerei (e sicuramente regalerò), ma non senza il seguito Pollyanna cresce perché la conclusione di questo romanzo lascia un po’ insoddisfatti, almeno sapendo che poi arrivano le scintille.

    ha scritto il 

  • 4

    "Pollyanna che sa che in ogni viso nascosto c'è un sorriso e lo conquisterà...."

    Durante la lettura di questo libro (GDL con il Giardino segreto!^^) avevo costantemente in testa la sigla del cartone animato cantata da Cristina D'Avena! xD Del cartone ricordavo davvero poco, se non la presenza di un'allegra bambina e di una zia severa e scostante...quindi la lettura del libro ...continua

    Durante la lettura di questo libro (GDL con il Giardino segreto!^^) avevo costantemente in testa la sigla del cartone animato cantata da Cristina D'Avena! xD Del cartone ricordavo davvero poco, se non la presenza di un'allegra bambina e di una zia severa e scostante...quindi la lettura del libro è stata comunque una sorpresa, anzi devo dire che un avvenimento in particolare mi ha perfino spiazzata xD Non è uno dei miei libri per l'infanzia preferiti (direi che la Burnett è 10 spanne su) ma si legge con piacere e ho apprezzato il messaggio ottimista che trasmette: la vita a volte è difficile, ma perchè non trovare un lato positivo in ogni avvenimento?(A ben guardare ce n'è sempre qualcuno...)Se nelle difficoltà ci limitiamo a chiuderci in noi stessi piangendo la nostra sfortuna non vedo cosa possiamo ricavarne di buono...quindi W Pollyanna e il gioco della contentezza!^^ L'ho applicato più o meno inconsciamente in questo periodo e direi che funziona! xD

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    All'inizio avevo pensato di dare 4 stelle, ma ci sono scene proprio all'acqua di rose. Il libro dice che è una versione integrale, ma è incredibile che finisca così.
    Ma dai, non si vedono da 15 anni, tempo 15 minuti e si fidanzano.
    Ci sono belle cose, però molte non hanno alcuna base ...continua

    All'inizio avevo pensato di dare 4 stelle, ma ci sono scene proprio all'acqua di rose. Il libro dice che è una versione integrale, ma è incredibile che finisca così.
    Ma dai, non si vedono da 15 anni, tempo 15 minuti e si fidanzano.
    Ci sono belle cose, però molte non hanno alcuna base o sviluppo.

    ha scritto il 

  • 3

    La buona letteratura per l'infanzia

    Trovare in ogni situazione qualcosa di cui essere lieti: in questo consiste il "gioco della contentezza" tanto caro a Pollyanna, quella filosofia di vita ereditata dal padre, che la bambina non smette mai di applicare, e che si premura costantemente di insegnare al prossimo. E il gioco, guarda ca ...continua

    Trovare in ogni situazione qualcosa di cui essere lieti: in questo consiste il "gioco della contentezza" tanto caro a Pollyanna, quella filosofia di vita ereditata dal padre, che la bambina non smette mai di applicare, e che si premura costantemente di insegnare al prossimo. E il gioco, guarda caso, funziona con tutti: con l'anziana invalida che ha perso la voglia di vivere; con il reverendo in crisi davanti alla durezza di cuore dei suoi parrocchiani; e perfino, strano a dirsi, con Miss Polly Harrington, la severa ed introversa zia che ha accolto Pollyanna dopo la morte del padre. A volte, però, giocare al gioco della contentezza può essere più difficile del previsto, se non addirittura impossibile, perché, come saggiamente riconoscerà la stessa protagonista, "è facile suggerire a un invalido a vita come deve fare per essere contento, ma non è la stessa cosa quando l'invalido a vita sei tu".

    Dal celebre film Disney con la giovanissima Hayley Mills (che personalmente non ho mai amto molto!), alle più recenti trasposizioni televisive; dal cartone animato giapponese degli anni '80, fino alla psicologia cognitiva che ha coniato il nome di "sindrome di Pollyanna" per il cosiddetto ottimismo idiota... L'orfanella creata da Eleanor Porter nel lontano 1913, è diventata, insomma, una parte integrante della nostra cultura: a volte amata, altre canzonata, o persino odiata per il suo inguaribile buonumore, ma comunque una figura unica e significativa nella letteratura dell'infanzia.
    Dopo aver assegnato giudizi piuttosto "stretti" a libri di ben maggior spessore, è alquanto strano, per me, dare un voto utto sommato positivo a un libro come questo: scontato, buonista, e con una protagonista talvolta perfino esasperante... eppure la spiegazione è semplice: Pollyanna non sarà la Commedia di Dante, o l'Amleto di Shakespeare, e la Porter non si potrà certo definire come la più grande scrittrice del Novecento, ma il libro, nel suo genere, è ottimo.
    Il genere, ovviamente, è quello dei romanzi per l'infanzia, ed è esattamente secondo tale ottica che lo si deve considerare per poterlo apprezzare.
    L'autrice si serve di uno stile fluido, elegante, ma cristallino, e sono proprio la semplicità della storia e la piacevolezza del racconto, unite all'ottimismo che esso irradia, a fare di Pollyanna un classico intramontabile e gradevolissimo da leggere per i più piccoli ma non solo.
    Si tende spesso a considerare la letteratura destinata ai bambini come un genere inferiore, meno valido, ma fare questo, significa ahimè incorrere in un grave errore. Infatti, se per un autore è difficile scrivere un'opera che accontenti i più raffinati ed esperti critici letterari, lo è ancor di più conquistare generazioni di bimbi, trasmettere loro valori sani senza scivolare nella pedanteria, e, soprattutto, insegnare, fin dalla più tenera età, l'amore per la lettura e per i buoni libri... E la Porter, a onor del vero, riesce bene in tutto ciò.
    Inoltre, al di là della forma e dello stile, Pollyanna ha un qualcosa di ben più importante: il contenuto.
    A dispetto di quanto possa apparire a un primo sguardo superficiale, il messaggio del libro è ben lontano dall'ingenuità di cui viene spesso tacciato. Il gioco della contentezza di Pollyanna, infatti, non si propone come l'infallibile ricetta della felicità, o come la soluzione ideale per sconfiggere tutti i mali del mondo o i drammi dell'esistenza umana (questa sì, sarebbe ingenuità e stupidità): esso è piuttosto un piccolo segreto per apprezzare il valore delle cose semplici, per affrontare al meglio le piccole delusioni quotidiane, e per guardare alla vita con occhi un po'più positivi.
    Un messaggio che può far sorridere noi lettori disincantati del ventunesimo secolo, ma che, a ben guardare, contiene in sè molta più verità di quanto potrebbe sembrare: perché è vero che le difficoltà che la vita ci riserva sono a volte enormi, ma è altrettanto vero che spesso, prendendo le cose per il verso giusto, potremmo tranquillamente evitarci tanti piccoli malumori... Un po'come guardare la vita attraverso gli occhi di un bambino, e i bambini, si sa, sotto molti aspetti avrebbero tanto, ma davvero tanto da insegnarci.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto tutto d'un fiato, è stupendo. Non mi ricordavo molto bene il cartone e non avevo mai letto il libro intero. Semplicemente splendido.
    La zia mi ricorda un po' la Rottenmeier e Pollyanna un po' Heidi, nella sua continua voglia di felicità nelle persone che la circondano.
    Ho trovat ...continua

    Letto tutto d'un fiato, è stupendo. Non mi ricordavo molto bene il cartone e non avevo mai letto il libro intero. Semplicemente splendido.
    La zia mi ricorda un po' la Rottenmeier e Pollyanna un po' Heidi, nella sua continua voglia di felicità nelle persone che la circondano.
    Ho trovato molte analogie tra i due libri nonostante Pollyanna sia stato scritto 30 anni dopo.
    Sto provando anch'io a fare il gioco della contentezza...non è mica facile;)

    ha scritto il 

  • 5

    "Ma zia Polly, non mi hai lasciato neanche un minuto per vivere!"
    "Vivere? cosa vuol dire? Come se tu non continuassi a vivere in ogni caso."
    "Oh, ma è chiaro che continuerei a respirare mentre faccio tutte queste cose, zia Polly, ma non sarebbe un vero vivere per me. Uno respira ment ...continua

    "Ma zia Polly, non mi hai lasciato neanche un minuto per vivere!"
    "Vivere? cosa vuol dire? Come se tu non continuassi a vivere in ogni caso."
    "Oh, ma è chiaro che continuerei a respirare mentre faccio tutte queste cose, zia Polly, ma non sarebbe un vero vivere per me. Uno respira mentre dorme, ma non vuol dire che sia vivo. Per "vivere" io intendo fare cose che uno desidera: giocare all'aria aperta; leggere, da sola, naturalmente; salire in cima alla collina; parlare con Tom e Nancy in giardino; e poi imparare a conoscere le case e le persone, e tutto ciò che ho potuto scorgere per le strade, arrivando qua ieri. Ecco quello che secondo me vuol dire vivere. Respirare soltanto non è vivere!"

    ha scritto il 

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