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Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle stop

By Fannie Flagg,Olivia Crosio

(88)

| Hardcover

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Book Description

386 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Magari non un capolavoro, ma lettura, atmosfere e personaggi piacevoli.

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    Clelia said on Aug 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Towanda

    la prima volta che vidi il film fu in un cinema estivo a Budoni....credo di essere morta di dolore nell'istante in cui muore Buddy, questo film mi ha regalato così tante emozioni che avevo quasi paura a leggere il libro per non rovinare il ricordo di ...(continue)

    la prima volta che vidi il film fu in un cinema estivo a Budoni....credo di essere morta di dolore nell'istante in cui muore Buddy, questo film mi ha regalato così tante emozioni che avevo quasi paura a leggere il libro per non rovinare il ricordo di Igie e Ruth, ma il libro ci ha svelato qualche risposta che il film lascia decisamente in sospeso e finalmente capisco tante cose, mi manca da morire l'atmosfera che si poteva vivere in quel caffè e quando gli anni passano e le persone ti lasciano rimane sempre un buon libro per riportarli nei tuoi pensieri e nei tuoi ricordi.

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    antomar . said on Aug 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Voglio vivere a Whistle Stop!

    Uno di quei libri che ti rimettono in pace col mondo.

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    ToffiFee said on Aug 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop è considerato il capolavoro della scrittrice e attrice Fannie Flagg, scritto nel 1987 e pubblicato per la prima volta in Italia dalla Bur nel 1992.
    Il libro, ambientato in Alabama e di preciso a Birmingh ...(continue)

    Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop è considerato il capolavoro della scrittrice e attrice Fannie Flagg, scritto nel 1987 e pubblicato per la prima volta in Italia dalla Bur nel 1992.
    Il libro, ambientato in Alabama e di preciso a Birmingham, paese natale della scrittrice, racconta della famiglia Threadgoode, in un lasso di tempo che va dal 1929, anno della Grande Depressione, sino al 1988, in cui una delle figlie, Ninny, ormai anziana, conosce la signora Evelyn nella casa di riposo dove è ospitata e dove le due stringono amicizia. Ninny nei suoi incontri con Evelyn, le racconterà la sua storia e quella delle persone che le sono state vicine.

    Il cuore pulsante di questo romanzo è, appunto, il Caffè di Whistle Stop, dove si svolge quasi interamente tutta la storia. Whistle Stop è un paesino piccolissimo (il classico paese dove tutti si conoscono da una vita) e sopravvive grazie alla stazione, che sosta e quindi porta un po' di gente e clientela.
    La storia non è raccontata in maniera lineare, ma viene narrata attraverso i bollettini dei giornali locali, con pezzi di narrazione e infine con le conversazioni fra Ninny ed Evelyn. Tutti questi "pezzi" sono collegati fra loro, ma non sempre. All'inizio sono stata un po' intimorita dallo stile del libro, ma dopo mi sono abituata tranquillamente ed è un vero piacere leggerlo.
    Ho trovato la storia del libro splendida, ma soprattutto mi è piaciuta la sensazione di aver fatto parte, durante la lettura, della famiglia Threadgoode. La scrittura della Flagg invita il lettore a sentirsi a proprio agio, di mettersi comodo e di essere il benvenuto fra le sue pagine e le sue righe e non da ultimo, fra i suoi personaggi, che ho trovato adorabili.
    Nonostante la storia sia ambientata a cavallo fra le guerre mondiali, sembra quasi di vivere in un mondo parallelo: il Klu Klux Klan non fa nemmeno tanta paura anche se è presente, ovvio: i pregiudizi nei confronti nei neri ci sono e vengono sottolineati più volte con atteggiamenti, modi di pensare e anche con i termini usati, infatti il libro li chiama nella vecchia maniera, negri; la guerra ci sfiora solo di pochissimo e sembra appunto di vivere una sorta di versione diversa della storia.
    Un tema che sta a cuore personalmente all'autrice è l'omosessualità: le protagoniste, infatti, Idgie e Ruth sono la coppia del libro. All'inizio, non aspettandomelo, sono rimasta un po' sorpresa, soprattutto perché il libro è ambientato negli anni '30. Insomma, la famiglia Threadgoode poteva anche essere "molto avanti"... ma così tanto da approvare che la propria figlia amasse una donna?! O.o Mi sembra un po' strano, però mi piace il carattere innovativo del libro.

    Una nota a parte merita Evelyn,signora 48enne che vive negli anni '80 (di preciso nell'85) e che accompagnando il marito Ned in ospizio a incontrare la suocera, incontra nella sala d'aspetto la signora Ninny, che si mette a raccontare a ruota libera tutto quello che le passa per la mente! :D La povera Evelyn sta affrontando un periodo difficile: è depressa, si sente sola, il marito la trascura e lei sfoga tutta la sua infelicità sui dolciumi, che mangia in grandi quantità.
    Ninny l'aiuterà a trovare fiducia in se stessa, a superare la depressione e ritrovare la voglia di vivere. Da quel momento Evelyn darà vita a Towanda, la vendicatrice che elegge le rughe simbolo di bellezza, devolve metà dei soldi da dare all'esercito agli ultra sessantenni, che non accetta altro che modella sopra i 150 chili... insomma, l'eroina delle donne!!! :D In quelle scene, vi giuro, c'è da sbellicarsi dal ridere!

    Da questo romanzo ne è stato tratto un film, del quale la Flagg è stata la sceneggiatrice, con un titolo leggermente modificato in Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, e ci sono stati alcuni cambiamenti nella trama e molti tagli rispetto al libro. Avendolo visto subito dopo aver finito il libro, sinceramente, non mi è piaciuto. Soltanto le scene di Evelyn ho trovato spassose, anche se pure quelle sono state leggermente modificate, ma per il resto non ho gradito il cambiamento di alcune situazioni avvenute nel libro e le attrici che hanno impersonato Ruth e Idgie, l'anima del libro, le ho trovate impersonali, poco coinvolgenti e lo ammetto... antipatiche!!!

    Personalmente trovo splendida la linea "retrò" delle cover che la Bur ha deciso di dare ai libri della Flagg (le cover originali sono tutt'altra cosa!!! D:), ma mi dispiace constatare che nell'ultimo libro (pubblicato recentissimamente), abbia totalmente cambiato linea e sia più "moderno"!

    Parlando dell'autrice, Fannie Flagg, classe 1944, prima di dedicarsi alla vita di scrittrice era un'attrice: ha avuto il ruolo di Nurse Wilkins in Grease e ha preso parte anche a due serie tv. E' dichiaratamente omosessuale e nei suoi romanzi incastra sempre personaggi o situazioni che rimandino all'omosessualità, come ho potuto constatare leggendo questo romanzo. Ha pubblicato un ricettario, ma in Italia è ancora inedito.

    In Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop, nell'ultima pagina, c'è la ricetta per i pomodori verdi fritti dell'autrice, che vi ricopio qui per chi volesse provarli!

    Ricetta per: pomodori verdi fritti con salsa al latte.
    Ingredienti:

    3 cucchiai di grasso di pancetta
    farina
    4 pomodori verdi affettati
    latte
    uova sbattute
    sale
    pangrattato
    pepe
    Procedimento: scaldate il grasso in una padella per friggere. Bagnate i pomodori nell'uovo sbattuto, quindi passateli nel pangrattato. Friggeteli fino a quando non saranno coloriti da entrambi i lati e sistemateli su un piatto. Per ciascun cucchiaio di grasso rimasto nella padella, aggiungetene uno di farina e mescolate bene. Quindi versate, sempre mescolando, una tazza di latte tiepido e lasciate cuocere finché la salsa non si addenserà, senza mai smettere di mescolare. Aggiungete sale e pepe a piacere. Versate sui pomodori e servite bollente.
    Il meglio che c'è.

    Personalmente, leggerò ancora con piacere gli altri libri di questa talentuosa scrittrice! ;)

    Trovate la recensione anche qui: http://geekybookers.blogspot.co.uk/2014/07/recensione-p…

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    ❤*゚’・❀ ιℓαяια ℓσνєѕ gαяfιєℓ∂ ❀・’°*❤ in lutto per gli ebooks perduti T^T ❄❄❄ said on Jul 29, 2014 | 2 feedbacks

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Questo romanzo è scritto davvero molto bene, e la storia di per sé è carina, ma alla fine della fiera i personaggi mi hanno lasciato un sapore spiacevolmente dolciastro in bocca. Troppo irreali, i buoni sono "buonissimi" e i cattivi sono "cattivissim ...(continue)

    Questo romanzo è scritto davvero molto bene, e la storia di per sé è carina, ma alla fine della fiera i personaggi mi hanno lasciato un sapore spiacevolmente dolciastro in bocca. Troppo irreali, i buoni sono "buonissimi" e i cattivi sono "cattivissimi", e la convivenza di due donne che viene accettata di buon grado da una comunità negli anni Venti mi suona davvero improbabile. Del resto però è vero anche che a volte si legge proprio per dimenticare le ingiustizie, le cattiverie e le brutture della vita reale, quindi nonostante qualche critica questo è stato un romanzo piacevole da leggere, che consiglierei volentieri a chiunque volesse trascorrere qualche ora in serena compagnia.

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    Petitepest said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

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