Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Por qué leer los clásicos

By

Publisher: Tusquets Editores

4.1
(752)

Language:Español | Number of Pages: 278 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Portuguese , English , Italian

Isbn-10: 8472234991 | Isbn-13: 9788472234994 | Publish date:  | Edition 4

Translator: Aurora Bernárdez ; Preface Esther Calvino

Also available as: Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Reference

Do you like Por qué leer los clásicos ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Motivo de celebración continua, los clásicos son para Italo Calvino libros «que nunca terminan de decir lo que tienen que decir», textos que «cuanto más crees conocerlos de oídas, más nuevos, inesperados e inéditos te parecen cuando los lees»

Motivo de celebración continua, los clásicos son para Italo Calvino libros «que nunca terminan de decir lo que tienen que decir», textos que «cuanto más crees conocerlos de oídas, más nuevos, inesperados e inéditos te parecen cuando los lees». Y ese es el convencimiento que anima a Calvino a comentar los «suyos», según su criterio de que el clásico de cada uno «es aquel que no puede serte indiferente y que te sirve para definirte a ti mismo en relación y tal vez en contraste con él». Así, mezclados en el tiempo y en la historia de la literatura universal, el lector descubre las lecturas calvinianas de La Odisea, Orlando furioso, Cyrano de Bergerac, Las Metamorfosis (las de Ovidio y la de Kafka), Cándido o Doctor Zhivago, libros con los que se codean otros escritores tan queridos por el autor como Gadda y Borges, u otros por los que manifiesta su simpatía cómplice como Ponge y Queneau. El resultado de todo ello es una obra típicamente calviniana que, estamos seguros, se convertirá a su vez en un clásico para más de uno.

Sorting by
  • 5

    La scrittura di Calvino conquista davvero, con questo libro ti porta in viaggio tra i classici e te li fa amare e desiderare di rileggerli ancora una volta, così mentre cammini tra queste belle ...continue

    La scrittura di Calvino conquista davvero, con questo libro ti porta in viaggio tra i classici e te li fa amare e desiderare di rileggerli ancora una volta, così mentre cammini tra queste belle pagine riprendi in mano, per ripercorrerne i passi, l'Odissea, le Metamorfosi di Ovidio, la Storia naturale di Plinio, le pagine di Conrad e di Gadda. Insomma Calvino ti trascina, con la seduzione della scoperta e attraverso lo sguardo di occhi più nitidi, per nuovi mondi o mondi che già avevi visitato, offrendoti scorci di paesaggi mai visti.

    said on 

  • 3

    Un po' deludente. Il primo saggio è bellissimo, poi ci sono una serie di saggi di Calvino su alcuni classici raccolti dall'editore. Nulla da dire sui saggi, se non che contrastano con l'opinione di ...continue

    Un po' deludente. Il primo saggio è bellissimo, poi ci sono una serie di saggi di Calvino su alcuni classici raccolti dall'editore. Nulla da dire sui saggi, se non che contrastano con l'opinione di Calvino sui "libri che parlano di altri libri".

    said on 

  • 0

    Se hai paura dei classici

    La parola "classici" evoca libri pesanti, per lo più affrontati a scuola, più per obbligo che per piacere. Italo Calvino, nel breve saggio "Perché leggere i classici", riesce a pacificare il ...continue

    La parola "classici" evoca libri pesanti, per lo più affrontati a scuola, più per obbligo che per piacere. Italo Calvino, nel breve saggio "Perché leggere i classici", riesce a pacificare il lettore e questi libri. Li fa scendere dal loro palazzo dorato, annoverando tra i classici tutti quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti. Porta i classici nella nostra vita quotidiana, indicando come essi siano un attimo di serena quiete di riflessione in mezzo al brusio dell'attualità. Il classico è qualcosa che va letto e riletto perché "non ha mai finito di dire quello che ha da dire". La scrittura è densa di concetti, ma piacevole. L'autore ha di certo raggiunto il suo scopo: alla fine del libro ti viene voglia di leggere un bel calssico.

    said on 

  • 4

    Il Calvino saggista...

    ...è altrettanto interessante del Calvino narratore. A partire dal primo saggio (che ratifica, tra le tante cose, la libertà di leggere quello che si vuole e di decidere da sé quando un libro è ...continue

    ...è altrettanto interessante del Calvino narratore. A partire dal primo saggio (che ratifica, tra le tante cose, la libertà di leggere quello che si vuole e di decidere da sé quando un libro è un classico, corollario di queste due leggi è la libertà di rileggere un libro) e via via con gli altri, la penna di Calvino ravviva e riattualizza libri e scritti, talmente famosi ormai, che tutti ne conoscono la trama almeno a grandi linee.Il guaio dei classici (guaio per loro beninteso) è che spesso i lettori dimenticano di non averli letti per intero e li lasciano lì, in uno scaffale (di libreria o di biblioteca), convinti che abbiano già detto tutto mentre invece hanno ancora molto da dire e da offrire. Qualcuno dei classici di cui Calvino scrive li ho letti pure io, altri mi mancano e un po' di voglia di leggerli mi è venuta, il che mi sembra la migliore recensione possibile a questo libro.

    said on 

  • 3

    Niente male! I testi analizzati sono trattati veramente bene, la lettura è scorrevole..però mi aspettavo un libro diverso! Dal titolo credevo si trattasse di una cosa molto più generica sui ...continue

    Niente male! I testi analizzati sono trattati veramente bene, la lettura è scorrevole..però mi aspettavo un libro diverso! Dal titolo credevo si trattasse di una cosa molto più generica sui classici, sulle caratteristiche comuni, di cosa rende un libro un classico..invece, tolti i primi due capitoli, analizza singolarmente dei romanzi. Anche la scelta dai romanzi non mi ha convinto..io non sono un esperta ma quelli non li considerei proprio classici, e mancano invece dei grandi titoli importanti che avrei accettato di più come esempi per riportare un intero genere.

    said on 

  • 4

    Contro il blocco del lettore

    In ogni capitolo Calvino parla di un autore o di un'opera, non sembra sempre affezionato all'oggetto della narrazione ma risulta comunque contagioso e fa venir voglia di leggere ciò di cui parla. ...continue

    In ogni capitolo Calvino parla di un autore o di un'opera, non sembra sempre affezionato all'oggetto della narrazione ma risulta comunque contagioso e fa venir voglia di leggere ciò di cui parla. Di tanti di questi classici avevo sorbito a scuola gli assaggi obbligatori e ad ogni inizio capitolo ho detto al buon Italo: "non mi indurrai a (ri)prendere in mano X". E invece ci riesce puntualmente. Instilla curiosità, voglia e visioni nuove anche quando non capisco appieno dove voglia andare a parare. La lista dei desideri anobiani si allunga e la visione della repubblica delle lettere si fa ancora più ampia e variegata. Come non ringraziare per questo?

    said on 

  • 4

    "Amo soprattutto Stendhal perché solo in lui tensione morale individuale, tensione storica, slancio della vita sono una cosa sola, lineare tensione romanzesca. Amo Puskin perché è limpidezza, ...continue

    "Amo soprattutto Stendhal perché solo in lui tensione morale individuale, tensione storica, slancio della vita sono una cosa sola, lineare tensione romanzesca. Amo Puskin perché è limpidezza, ironia e serietà. Amo Hemingway perché è matter of fact, understatement, volontà di felicità, tristezza. Amo Stevenson perché pare che voli. Amo Cechov perché non va più in là di dove va. Amo Conrad perché na viga l’abisso e non ci affonda. Amo Tolstoj perché alle volte mi pare d’essere lì lì per capire come fa e invece niente. Amo Manzoni perché fino a poco fa l’odiavo. Amo Chesterton perché voleva essere il Voltaire cattolico e io volevo essere il Chesterton comunista. Amo Flaubert perché dopo di lui non si può più pensare di fare come lui. Amo Poe dello Scarabeo d’oro. Amo Twain di Huckleberry Finn. Amo Kipling dei Libri della Giungla. Amo Nievo perché l’ho riletto tante volte divertendomi come la prima. Amo Jane Austen perché non la leggo mai ma sono contento che ci sia. Amo Gogol perché deforma con nettezza, cattiveria e misura. Amo Dostoevskij perché deforma con coerenza, furore e senza misura. Amo Balzac perché è visionario. Amo Kafka perché è realista. Amo Maupassant perché è superficiale. Amo la Mansfield perché è intelligente. Amo Fitzgerald perché è insoddisfatto. Amo Radiguet perché la giovinezza non torna più. Amo Svevo perché bisognerà pur invecchiare. Amo..."

    Italo Calvino - intervista a L’Europeo del 1980

    (e io amo infinitamente Calvino, senza un perchè)

    said on 

Sorting by