Por quién doblan las campanas

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Publisher: Andrés Bello

4.2
(4233)

Language: Español | Number of Pages: 504 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , French , Chi simplified , Italian , German , Portuguese , Finnish , Swedish , Slovenian , Polish , Hungarian , Bulgarian , Catalan

Publish date:  | Edition 2

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Others , Leather Bound , Board Book

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
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  • 5

    Cuando apenas se llevan un par de capitulos de esta obra de Ernest Hemingway ya uno se dá cuenta de que está leyendo algo grande. Una obra que es capaz de hacer un retrato tan sumamente realista de la ...continue

    Cuando apenas se llevan un par de capitulos de esta obra de Ernest Hemingway ya uno se dá cuenta de que está leyendo algo grande. Una obra que es capaz de hacer un retrato tan sumamente realista de la vida en tiempos de guerra tiene que serlo. Y aún más cuando su autor es Hemingway.

    Por Quien Doblan las Campanas nos traslada a la Guerra Civil española, acontecimiento que Hemingway vivió como corresponsal de Guerra, en la piel de Robert Jordan (Roberto Jordán para los españoles) un profesor de Español Estadounidense enrolado en las Brigadas Internacionales que es destinado a España como dinamitero con el objetivo de volar un puente situado tras las lineas enemigas. Para ello contará con el apoyo de un grupo de Guerrilleros Republicanos que se esconden en la Sierra de Guadarrama.

    La obra nos cuenta con todo tipo de detalles las peripecias por las Roberto tiene que pasar hasta lograr su objetivo. Y lo hace abordando de lleno las relaciones personales que se establecen entre el protagonista y los guerrilleros españoles, gente acostumbrada a la guerra pero cansada de ella.

    Para mi la importancia de la obra es la crudeza con la que Hemingway es capaz de trasladarnos lo horrores de la guerra y a las emociones que sienten aquellos, que por desgracia, la viven en primera persona. Emociones no siempre negativas. Todo ello lo hace con un realismo brutal, con descripciones terrorificas de las atrocidades que fueron capaces de llevar a cabo los 2 bandos implicados, pero tambien de los lazos de amor y amistad que se establecen entre los protagonistas.

    Desde mi punto de vista una novela imprescindible, que como leí hace tiempo en algún lugar “nunca me habia resultado tan interesante un libro en el que pasan (en el tiempo real de lo narrado) tan pocas cosas”.

    said on 

  • 5

    guardare la propria morte

    Robert Jordan lascia gli U.S.A. per arruolarsi nelle Brigate Internazionali. Morirà sulle colline tra Segovia e Madrid dopo aver fatto saltare un ponte. Di Robert vengono narrati gli ultimi tre giorni ...continue

    Robert Jordan lascia gli U.S.A. per arruolarsi nelle Brigate Internazionali. Morirà sulle colline tra Segovia e Madrid dopo aver fatto saltare un ponte. Di Robert vengono narrati gli ultimi tre giorni di vita, quelli trascorsi preparando l’azione di guerra con i partigiani della banda di Pablo. Pur dandosi un tempo del racconto così breve, Hemingway, tuttavia, riesce, attraverso lunghi flash back ed intensi monologhi interiori del protagonista, a restituire un’immagine abbastanza definita della guerra civile spagnola e dell’ampio e variegato ventaglio di forze che supportavano l’esercito repubblicano. L’attenzione si concentra, in particolare, sui partigiani spagnoli che presidiavano il territorio occupato dai franchisti. Con loro, gente del popolo, senza istruzione, Robert, l’intellettuale, condivide gli ultimi giorni; tra loro trova Maria, la donna che gli farà provare un sentimento profondo, un amore pieno. Pablo, Anselmo, Pilar sono le figure meglio tratteggiate, quelle che incarnano l’anima popolare spagnola. Anselmo disarma per la sua semplicità. E’ l’uomo su cui Jordan sa subito di poter fare affidamento. Anselmo uccide solo se deve farlo; è animato da un sentimento di umana pietà che si estende anche ai suoi avversari. E’ il personaggio attraverso il quale Hemingway rende subito evidente il tema di fondo del romanzo, ovvero la crudezza della guerra, carattere costantemente emergente nelle diverse situazioni narrative e che tiene distante Hemingway dalla rappresentazione in chiave agiografica della resistenza repubblicana. Crudo è il resoconto che Pilar, la donna anziana del gruppo, fa della pubblica “mattanza” di fascisti ad opera dei partigiani guidati da Pablo, supportati dagli abitanti inferociti del paesino appena liberato. La sequenza è particolarmente significativa per l’attenzione prestata da Hemingway nel tratteggiare umori e reazioni della folla. E’ evidente che all’autore interessa descrivere la dinamica che determina le azioni,le motivazioni riposte, quelle non dichiarabili o non manifestabili che nelle situazioni estreme. Illuminante, a questo proposito, è il modo in cui Hemingway descrive Golz il generale delle Brigate Internazionali che ha affidato a Robert la missione di far saltare il ponte per rendere più agevole l’offensiva nella zona di Segovia. Nella parte finale del romanzo, il generale sovietico, pur potendo e dovendo fermare l’azione bellica, preferisce darle corso per non comprometterne il perfetto ordito, per non interrompere il sofisticato meccanismo già avviato. Golz sembra avere della guerra una visione estetica, tanto da portarne in secondo piano la funzione ideale, quella di battaglia per l’affermazione di princìpi democratici o per la tutela di quelle stesse vite in nome delle quali si dice di combattere. Le ragioni ideali, nel romanzo, continuamente si misurano con il fattore umano, con la fragilità dell’uomo, dando la sensazione che Hemingway dello scenario della guerra civile si serva essenzialmente per approfondire la conoscenza dell’uomo, dei suoi sentimenti, dai più elementari ai più complessi, dei moventi più oscuri delle sue azioni. La guerra civile diventa, in questo senso, una sorta di laboratorio ideale visto che, proprio in un contesto del genere, l’uomo si trova, volente o nolente, ad uscire allo scoperto, ad affrontare se stesso e a mettersi alla prova. Non è un caso che in più momenti del romanzo venga sfiorato il tema della corrida. Come in guerra, nella corrida, vita e morte si guardano in faccia, si confrontano, si misurano. A portare il torero nell’arena è la volontà di affrontare la propria morte e poterle opporre la propria vitalità, la propria energia che avverte tanto più forte quanto più si sente in grado di sostenere la vista della morte. L’ultima immagine che Hemingway ci lascia di Robert è quella di un uomo che, in modo non dissimile da un torero in un’arena, guarda venirgli incontro la morte e sente di dover ringraziare la vita per avergli dato l’intensità dell’amore di Maria, per avergli consentito di aver consapevolezza di sé e della propria forza fino alla fine.

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  • 5

    stupendo

    Hemingway qua da il massimo. Trama avvincente, personaggi a cui ci si affeziona. Molto gradevole come lettura. Una critica profonda alla guerra e alle vessazioni del popolo.

    said on 

  • 4

    Decisamente superiore agli altri romanzi, è il prototipo di tutti i western ambientati in Messico, vi si trovano: - Il pistolero cinico che però si innamora e muore per la causa, salvando i compagni i ...continue

    Decisamente superiore agli altri romanzi, è il prototipo di tutti i western ambientati in Messico, vi si trovano: - Il pistolero cinico che però si innamora e muore per la causa, salvando i compagni in fuga "lasciatemi qui, starò benissimo..." - I peones, fieri ma imbranati, che il pistolero trasforma in veri combattenti, elevandoli dal rango di bandidos e ridando loro dignità. - La bella selvaggia, oltraggiata e affranta, che ricambia l'amore del pistolero ma non vedrà mai avverarsi i propri sogni (anche perchè sarebbe difficile immaginarla a New York in compagnia degli amici intellettuali di lui). - L'infido peon che prima tradisce ma poi, pentendosi, risolleva le sorti della battaglia. - I cattivi in divisa (qui dell'esercito franchista, poi di quello lealista messicano). Un melodramma strappalacrime che incoraggia la ripetizione seriale. Interessanti gli inserti sull'Hotel GayLord a Madrid, nel '37 quartier generale dei rivoluzionari russi, tra cui Karkov e Togliatti. E l'incontro con André Marty, reso in burla come pazzo mitomane (un evidente attacco personale, che può aver tratto origine da qualche diverbio tra Marty e H.)

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    "Nessun uomo è un'isola"

    Veramente una grande scrittura, c'è un crescendo nel romanzo, il climax finale si avvicina lentamente man mano per poi piombarti addosso verso la fine, in cui letteralmente divori le ultime pagine. La ...continue

    Veramente una grande scrittura, c'è un crescendo nel romanzo, il climax finale si avvicina lentamente man mano per poi piombarti addosso verso la fine, in cui letteralmente divori le ultime pagine. La storia è appassionante, il finale è aperto, è uno di quei libri che ti ricorda quanto cose che noi diamo scontate, la libertà, l'assenza della guerra, la perdita degli amici per morti violente, oggi per noi lo sono in quanto altri prima di noi hanno versato il loro sangue per garantircele. Facciamone il miglior uso possibile, per rispetto al loro sangue.

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  • 4

    "[...] never send to know for whom the bell tolls; it tolls for thee." .
    Il romanzo tratta, con la prosa magnifica - a tratti un po' lenta - di Hemingway, delle vicende di un giovane Inglés durante ...continue

    "[...] never send to know for whom the bell tolls; it tolls for thee." .
    Il romanzo tratta, con la prosa magnifica - a tratti un po' lenta - di Hemingway, delle vicende di un giovane Inglés durante la guerra civile spagnola; fatti che molto probabilmente l'autore aveva sperimentato sulla propria pelle.
    Tuttavia questo è un modo diverso di raccontare la guerra, mi sembra più vero di tanti altri autori, più onesto. Abbiamo il privilegio di entrare dentro la testa del protagonista, Robert Jordan, e di seguire i suoi pensieri, le sue speranze, le sue paure in un modo molto diverso da quello che potrebbe fare (in un altro contesto, certo) Pavese, per esempio. La differenza è che Hemingway non racconta meramente una storia, te la fa sentire .

    Penso che la citazione da John Donne sia una delle mie cose preferite di questo romanzo: una citazione sull'Uomo che partecipa all'umanità e, come se essa fosse un continente, ogni volta che una zolla - un altro uomo - viene portata via, anch'egli viene diminuito, anch'egli ne perde. Ecco spiegate le righe iniziali che ho riportato. Trovo che la sinergia fra il pensiero di Donne, collegato al racconto, sia molto significativa.

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  • 3

    Il libro è bello ma io non ho abbastanza pazienza per lui, penso che il problema sia sostanzialmente quello. I tempi dell'azione sono troppo dilatati, i monologhi interiori infiniti e con un quid di a ...continue

    Il libro è bello ma io non ho abbastanza pazienza per lui, penso che il problema sia sostanzialmente quello. I tempi dell'azione sono troppo dilatati, i monologhi interiori infiniti e con un quid di artificiale.
    alcune pagine sono splendide, potrei rileggere la sole.

    said on 

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