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Porci con le ali

Di

Editore: Rizzoli

3.3
(2647)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Altri

Isbn-10: 8817136034 | Isbn-13: 9788817136037 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
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  • 2

    È stato con orgogliosa vergogna che ho aggiunto questo libro alla libreria; ma, in realtà, sia l'uno che l'altra erano infondati. Porci con le ali era forse un manifesto negli anni '70; ora però non è ...continua

    È stato con orgogliosa vergogna che ho aggiunto questo libro alla libreria; ma, in realtà, sia l'uno che l'altra erano infondati. Porci con le ali era forse un manifesto negli anni '70; ora però non è che un manifesto di niente. E viene azzoppato esattamente da ciò che ne ha sancito la fama: le scene di sesso. Al di là della loro ripetitività e della loro povertà stilistica, non fanno altro che coprire aspetti che magari avrebbero allontanato i lettori più scafati, ma che avrebbero evitato al libro questa nomea di libretto semipornografico.
    L'ambiente politicizzato in cui si muovono i nostri eroi non è altro che la scenografia della loro storia: sarebbe potuto essere qualsiasi altro ambiente. Non sappiamo praticamente niente delle famiglie di Rocco e Antonia (sopratutto del primo) e i loro amici servono solo a dar vita ad altre scene di sesso - come se se ne sentisse la mancanza. L'aspetto più romantico della coppia viene brutalmente abbandonato per dar spazio a questioni decisamente più rivelanti, ad esempio come conciliare la libido con le occasioni sociali.
    Sia chiaro: nell'aprire l'ebook sapevo bene che dovevo tenere a bada le mie aspettative, e che se volevo contenuti avevo scelto il libro sbagliato. Tuttavia Porci con le ali mi ha illusa: mi ha fatto intravvedere delle profondità inaspettate e quanto mai gradite, rimaste però - appunto - in profondità. Questo in particolare nelle parti scritte da Marco Lombardo Radice che, a dispetto di tutto, è riuscito a dare una buona introspezione psicologica al suo personaggio - Rocco sembra persino maturare nel corso del romanzo. Non si può dire lo stesso di Antonia e di Lidia Ravera: l'una non brilla come personaggio, l'altra come scrittrice.
    Insomma, è stata una delusione, e non come libro erotico. Non prevista e, perciò, ancora più cocente.

    ha scritto il 

  • 3

    La scoperta del sesso o dell'identità?

    Un dubbio mi sorge legittimo dopo aver macinato in tre giorni questa lettura anti-convenzionale...
    Ma questi due giovani, Rocco e Antonia, i protagonisti di questo libro, che scrivono in prima persona ...continua

    Un dubbio mi sorge legittimo dopo aver macinato in tre giorni questa lettura anti-convenzionale...
    Ma questi due giovani, Rocco e Antonia, i protagonisti di questo libro, che scrivono in prima persona, sono alla ricerca del sesso o della loro personale identità?
    Di tutte e due le cose, secondo me...
    Ambientato in una Roma caotica degli anni '70, in un liceo, la storia si snoda tramite le voci dei due ragazzi, che all'inizio raccontano le loro esperienze di auto-erotismo, in seguito il loro incontro che li condurrà ad innamorarsi, conoscersi, frequentarsi, fare sesso e poi lasciarsi...perchè l'esperienza sessuale non sempre edifica, a volte se non è condivisa con la passione e il rispetto si esaurisce presto..
    E' interessante vedere come l'atteggiamento della ragazza, romantico e idealista cozza con quello del ragazzo, assai violento e poco rispettoso, maschilista...convinto che il sesso sia solo fisicità...
    Anche il dolore e il rifiuto, fanno parte della crescita e di un appropriarsi lento e faticoso della propria identità...
    Ed è così che i due "porchetti aleati" comprenderanno, a loro spese, che non basta aver fatto sesso per sentirsi adulti, e che la conoscenza passa talvolta attraverso lo scontro e la rinuncia...
    Da leggere.
    Consigliato.
    Ai ragazzi: nonostante il linguaggio scurrile, non ci trovo nulla di torbido, forse riusciranno a vedersi come in uno specchio...
    Agli adulti, forse per conoscere meglio il mondo dei giovani e sorridere un po'.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 1

    Forse fa parte di quei libri che andrebbero letti entro i 17 anni, anche se, e non sono pochi quelli come me, a 15 anni avevo già scoperto la Russia e probabilmente non lo avrei apprezzato neanche all ...continua

    Forse fa parte di quei libri che andrebbero letti entro i 17 anni, anche se, e non sono pochi quelli come me, a 15 anni avevo già scoperto la Russia e probabilmente non lo avrei apprezzato neanche allora.
    Mi avevano detto (aaah, che dramma i consigli) che vi avrei trovato una forte critica dell'epoca, delle relazioni, e, insomma, un bel quadro dal punto di vista, certamente ingenuo, di due adolescenti.
    Ho trovato queste cose? Ovviamente no.

    ha scritto il 

  • 0

    cito Paolini dal racconto del vajont: "...e un anno mi ricordo ho letto anche Porci con le ali (pausa) una porcheria! Io non so come ho fatto a leggere quella roba là!.."
    Stimatissimo Paolini, non lo ...continua

    cito Paolini dal racconto del vajont: "...e un anno mi ricordo ho letto anche Porci con le ali (pausa) una porcheria! Io non so come ho fatto a leggere quella roba là!.."
    Stimatissimo Paolini, non lo so nemmeno io sai?

    ha scritto il 

  • 3

    Ho riletto questo libro per curiosità, dal momento che la prima volta (avevo 15 anni) mi aveva abbastanza colpito, e forse infastidito per quella che allora mi sembrava la crudezza narrativa del sesso ...continua

    Ho riletto questo libro per curiosità, dal momento che la prima volta (avevo 15 anni) mi aveva abbastanza colpito, e forse infastidito per quella che allora mi sembrava la crudezza narrativa del sesso ed esistenziale dell'adolescenza. Io non ero come Antonia e mi infastidivo che l'adolescenza fosse rappresentata così.
    Beh, a trent'anni da allora posso dire che:
    a) il mondo è molto peggiorato perché tutto quello che poteva sembrare un po' scioccante allora, adesso fa sorridere, perché siamo andati molto ma molto oltre;
    b) leggere qiesto libro è stato come rivedere arancia meccanica, una cosa che dovrebbe terrorizzare ma che alla fine fa ridere perché è talmente datata che uno nota le camicie a fantasia coi colletti enormi più che la violenza e l'orrore;
    c) lo stimolo dato dal libro per una riflessione su dove ci avrebbe portato il 68 è stato superato dai tempi, nel modo peggiore possbile, visto dove ci ha portato, e lo dice una che con l'ideologia ci va - ci andava, va...- a nozze;
    d) sono un'inguaribile romantica, perchè la lettera finale di Antonia e Rocco, che alla fine capiscono che l'amore è quella cosa lì un po' informe e dolorosa, ma assolutamente e del tutto unica e impareggiabile, mi commuove sempre.
    Una foto, anche se decisamente parziale, di un'epoca, dei suoi mantra e soprattutto dei suoi mostri. Un libro che se non si è mai letto, forse vale la pena di leggere per capire meglio, ma diciamo che l'ho finito e non mi mancherà.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia di "Porci con le ali" può essere riassunta velocemente in non più di un paio di righe: due liceali si incontrano a un corteo, si amano, si feriscono, si lasciano e per quanti sforzi facciano ...continua

    La storia di "Porci con le ali" può essere riassunta velocemente in non più di un paio di righe: due liceali si incontrano a un corteo, si amano, si feriscono, si lasciano e per quanti sforzi facciano non riescono più a rimettersi assieme.

    Tutto il resto è sesso. Sesso, sesso, sesso, sesso, sesso, sesso, sesso, sesso, sesso, sesso e sesso. Si apre con una bella scena di masturbazione maschile che fa tanto "Lamento di Portnoy" all'amatriciana e poi via via si passa in rassegna tutto il campionario: di sopra, di sotto, davanti, di dietro, rapporti uomosessuali, donnesessuali, masturbazione digitale, manuale e mentale (tanta masturbazione mentale); un mentore che approfitta della situazione salvo poi sparire nel nulla, un po' di esibizionismo, un po' di questo e un po' di quello e il romanzo è fatto.

    All'epoca della pubblicazione, va da sé, grande scandalo. Oggi nelle mani del lettore scafato del 21° secolo, nzomma, grandi perplessità. Perché l'impressione è che dietro quest'attività furiosa dentro e fuori le coperte ci sia parecchio spazio vuoto. Peggio ancora, che sia tutta un'operazione paracula studiata a tavolino: "Allora, facciamo che i protagonisti fan cazzate ma fondamentalmente sono buoni. Lui lo facciamo carino e innocente ma confuso. Lei sognatrice e stronza, poi facciamo che si pente ma anche no. Gli adulti invece, tutti cretini. L'impegno nella sinistra extraparlamentare ci va, non si scappa, poi ci mettiamo anche il collettivo femminista ma senza farlo castrante, che allontana gli uomini. Una mano di omosessualità maschile e femminile, che allarga gli orizzonti. E poi per attirare i vecchi sporcaccioni ci mettiamo sesso, sesso, sesso, sesso, sesso."

    Insomma, per chi si accontenta. A tenere la barca sopra la linea di galleggiamento, ci pensano la vivacità dei personaggi principali (un po' troppo colti secondo me per avere 16 anni) ma i personaggi secondari sono macchiette o pupazzi di cartongesso; e la generale buona qualità della scrittura, anche se diverse svolte suonano un po' forzate.

    Questo è quanto. Conto della serva: tre stelline.
    Generose.

    ha scritto il 

  • 3

    Due autori per due personaggi. Un uomo e una donna che danno anima a due ragazzi, ai due ragazzi che loro stessi furono. Il pregio maggiore di questo libro senza troppe pretese, che racconta a livello ...continua

    Due autori per due personaggi. Un uomo e una donna che danno anima a due ragazzi, ai due ragazzi che loro stessi furono. Il pregio maggiore di questo libro senza troppe pretese, che racconta a livello politico ma soprattutto sociale gli anni '70, la ribellione, la sessualità diversa che andava affermandosi in quel momento, sta proprio in questa grandissima capacità degli autori di rivestire, anzi vestire, i loro stessi panni, e dare corpo a pensieri e idee di due personaggi veri, vivi, dipinti vivacemente come è difficile fare in letterature, anche per gli autori più scafati.
    Il libro è strutturato mediante un intreccio di un doppio flusso di coscienza, quello di un ragazzo e quello di una ragazza, che mostra da differenti punti di vista la stessa vicenda, la vita che insieme condividono.
    La crittura è vivace, diretta, semplice: impersonando il flusso di coscienza di adolescenti, sia la sintassi che il lessico è forte, diretto, elementarmente ribelle, e conferisce unità alla forma romanzesca, amalgama messaggio, contenuto, personaggi, e forza del testo, connotandolo in maniera originale e conferendogli forza.
    Non siamo di fronte a un'opera monumentale, non è un grande libro, eppure nel suo piccolo è scritto efficacemente, raggiunge gli obiettivi che si pone, costituisce un tutt'uno coerente e ottimamente rispondente alle aspettative che il potenziale lettore si pone approcciandolo.

    ha scritto il 

  • 3

    3 stelle alla scrittura perché, certo, non siamo al cospetto di un'opera letterariamente eccelsa.

    4 stelle per la capacitá di Ravera e Lombardo Radice di rappresentarci (noi, adolescenti negli anni '7 ...continua

    3 stelle alla scrittura perché, certo, non siamo al cospetto di un'opera letterariamente eccelsa.

    4 stelle per la capacitá di Ravera e Lombardo Radice di rappresentarci (noi, adolescenti negli anni '70)e spiegarci. Con lucidità e tenerezza.

    5 stelle per la nostalgia e i ricordi che suscita in me il solo titolo e il celebre incipit "Cazzo. Cazzo cazzo cazzo. Figa. Fregna ciorgna. Figapelosa, bella calda tutta puzzarella. Figa di puttanella." (stupore e rossore diffuso...)

    letto doverosamente nel 1976 e digerito nel 1993

    ha scritto il 

  • 4

    uno sguardo sulla sessualità di allora

    Scritto nel 1976 riscosse successo e critiche in egual misura. Era evidentemente un modo per prendersi in giro e cercare di vivere la sessualità giovanile senza tabù ma anche con consapevolezza del ne ...continua

    Scritto nel 1976 riscosse successo e critiche in egual misura. Era evidentemente un modo per prendersi in giro e cercare di vivere la sessualità giovanile senza tabù ma anche con consapevolezza del necessario passaggio verso l'età adulta. Le due voci narranti, uomo e donna danno delle alterne vicende il proprio spontaneo punto di vista ed è spesso un modo coraggioso di esporre le proprie paure ed i propri limiti.

    ha scritto il