Portnoy's Complaint

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Publisher: Topeka Bindery

4.0
(3578)

Language: English | Number of Pages: | Format: Library Binding | In other languages: (other languages) Spanish , German , French , Italian , Russian , Dutch , Portuguese , Catalan , Finnish , Greek , Polish

Isbn-10: 1417719133 | Isbn-13: 9781417719136 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
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  • 0

    Peccato

    Una bella partenza, intelligente, ironica, cinica ... ho creduto di aver trovato il libro dell'anno e ... poi tutto è diventato noioso. Peccato

    said on 

  • 5

    È un libro che può non piacere e non fatico a rintracciarne le ragioni: è monotematico, a tratti un po' volgare e oggettivamente, Portnoy fa esattamente quello che dice il titolo: si lamenta.
    Però, da ...continue

    È un libro che può non piacere e non fatico a rintracciarne le ragioni: è monotematico, a tratti un po' volgare e oggettivamente, Portnoy fa esattamente quello che dice il titolo: si lamenta.
    Però, dal mio punto di vista, è un piccolo capolavoro di ironia, una presa in giro di tanti luoghi comuni psicologici e sessuali. Esplicito, irriverente, a tratti anche un po' schifoso, e tuttavia divertente e dissacrante. È come leggere la parodia di un manuale di psicologia. Imperdibile

    said on 

  • 3

    un libro che andava letto 50 anni fa

    Ecco, l'ho finito, che fatica!
    Prima di potermi pronunciare definitivamente sull'autore però, dato che questo è il primo Roth che leggo, dovrò e vorrò leggere qualcos'altro, Pastorale americana prima ...continue

    Ecco, l'ho finito, che fatica!
    Prima di potermi pronunciare definitivamente sull'autore però, dato che questo è il primo Roth che leggo, dovrò e vorrò leggere qualcos'altro, Pastorale americana prima di tutti. Poi vedremo.
    Intanto, parlando di Portnoy…
    Dopo le prime pagine, divertenti indubbiamente, il commento che mi risuonava sempre in testa era "No, ma dai, ancora co ste storie" ma non riuscivo a focalizzare, pensandoci, a cosa io mi riferissi, dove avessi "già visto".
    Il nostro buon Alex, tra una masturbazione fisica e una masturbazione mentale, ci conduce per 304 pagine fitte in un mondo assolutamente privato, unilaterale, monomaniaco (bi-maniaco in realtà, il sesso e l'ebraismo), egoriferito e tipicamente permeato da un senso di vittimismo molto riconoscibile.
    Lui è vittima di sua madre, della loro religione, di suo padre, di suo cognato, del suo putz, delle passerine che non gli si concedono, di quelle che non vogliono convertirsi, di quelle che lo vogliono sposare, di quelle che non lo vogliono vedere nemmeno dipinto, in ultimo vittima di una società che non gli consente di essere come vuole, di fare ciò che vuole. Mai vittima delle donne, che non esistono, in quanto valgono solo per le loro parti erogene, su tutte due belle sise e una passerina possibilmente insolente. Una eterna sineddoche relazionale.
    Mai titolo fu più appropriato: un vero Lamento, senza scopo apparente, una sorta di prefica della narrazione, solo che non si capisce bene cosa o chi sia morto.
    Poi ho capito che ciò che mi ricordava era il linguaggio tipico della letteratura americana di rottura, vedi Spillane, Bukowski, ma anche Fante e soprattutto Woody Allen, che condivide con Roth un'ironia tagliente e la coperta troppo corta dell'ebraismo che comunque crea il conflitto su cui si regge tutto il Lamento: spietato con l'ebraismo ma fiero di essere ebreo.
    Che sia una masturbazione vera e propria lo si capisce prima o poi e vi si ritrova anche l'ispirazione di opere d'arte televisiva quali Mr Robot, dove le masturbazioni di Elliot sono molto più interessanti delle sue stentate parole.
    Uno stream of consciousness un po' datato leggendolo oggi, epoca in cui qualche parolaccia e delle vivide immagini sessuali non rendono un'opera più interessante ma forse solo più volgare. Nella seconda metà degli anni sessanta invece questo uso irriverente della lingua aveva sicuramente un valore diverso, importante, innovativo. Bisognava romperli gli schemi imposti dalla bianca borghesia WASP, e dichiarare la propria appartenenza al club degli erotomani senza rispetto per la famiglia (la famiglia!), la religione e le convenzioni era sicuramente un modo efficace per farlo. Salvo poi trovarsi a rotolare nelle proprie lacrime per la solitudine che ci si è creati e subire la punizione per aver osato rubare la scintilla agli dei, il putz si ammutina! Divertente, indubbiamente molto divertente, ed esilarante la figura della mamma come il rapporto tra il papà e i suoi intestini ribelli.
    Non un testo eterno tuttavia, se dovessi giudicare limitandomi a questo capirei perché il Nobel non arriva. Ma non mi limiterò.

    said on 

  • 3

    Ingredienti: i ricordi di un 30enne single ebreo sul lettino dello psicanalista, una madre iperattiva e ingombrante, un padre impalpabile e di poche parole, un rapporto intenso col sesso e fugace con ...continue

    Ingredienti: i ricordi di un 30enne single ebreo sul lettino dello psicanalista, una madre iperattiva e ingombrante, un padre impalpabile e di poche parole, un rapporto intenso col sesso e fugace con le donne.
    Consigliato: a chi ama l’ironia e il disadattamento tipici della cultura jewish, a chi vive bene da solo in compagnia delle proprie nevrosi.

    said on 

  • 4

    Se l'eccesso diventa un pregio...

    Mi è piaciuto molto.
    Ironico, divertente, senza freni, dirompente nei contenuti e nella forma, complesso e stratificato nella sua apparente ridondanza, spietato e assolutore insieme.
    Inizi a leggerlo ...continue

    Mi è piaciuto molto.
    Ironico, divertente, senza freni, dirompente nei contenuti e nella forma, complesso e stratificato nella sua apparente ridondanza, spietato e assolutore insieme.
    Inizi a leggerlo e ti accorgi che non puoi più lasciare Portnoy, neanche quando il romanzo è finito.

    said on 

  • 5

    Interessante!

    Il prptagonista attraverso un monologo sempre in tensione rivela solo ad un dottore (figura istituzionale) tutti i pensieri più disturbati rivolti proprio verso le principali istituzioni:la famiglia, ...continue

    Il prptagonista attraverso un monologo sempre in tensione rivela solo ad un dottore (figura istituzionale) tutti i pensieri più disturbati rivolti proprio verso le principali istituzioni:la famiglia, la scuola, le religioni, la politica, l'America e infine Israele stesso. ...agognata meta ma terra inospitale per il suo figlio ribelle.
    Il libro che sforna descrizioni trash ma sempre funzionali al progetto di Roth rappresenta il buco della serratura attraverso il quale il lettore spia Portnoy con un miscuglio di ammirazione e di disgusto.
    Da leggere assolutamente

    said on 

  • 4

    " Nel corpo, non meno che nel cervello, è racchiusa la storia della vita " Edna O'Brien

    Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaasaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhh!!!!!

    aaa ...continue

    Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaasaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhh!!!!!

    aaahhhhhhhh!!!
    Ecco!

    Urlo di fine lettura! Liberatorio in tutti i sensi...
    Grande Roth...eh.

    said on 

  • 4

    Estremo e tragicomico monologo di un ebreo statunitense oscillante tra una vita troppo stretta e una troppo larga.

    (p. 70) L'autocontrollo non cresce mica sugli alberi, sa: richiede pazienza, richiede ...continue

    Estremo e tragicomico monologo di un ebreo statunitense oscillante tra una vita troppo stretta e una troppo larga.

    (p. 70) L'autocontrollo non cresce mica sugli alberi, sa: richiede pazienza, richiede concentrazione, richiede un genitore zelante e votato all'abnegazione, e un bambino sollecito e alacre, per costruire nello spazio di qualche anno un essere umano veramente oppresso e cagacazzi.
    (p. 83) Uh, ne ho di lamentele! Conservo odii di cui neppure conoscevo l'esistenza!
    (p. 138) Il sale in zucca è solo un altro nome per definire le mie paure! Il sale in zucca è né più né meno l'eredità di terrore che mi porto appresso dal mio ridicolo passato! Quel tiranno, il mio superego, dovrebbe essere impiccato, quel figlio di puttana, appeso fino alla morte per i suoi fottuti stivali da truppe d'assalto!

    said on 

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