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Portugal

Di

Editore: Bao Publishing

4.4
(202)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 261 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8865430826 | Isbn-13: 9788865430828 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Michele Foschini

Genere: Comics & Graphic Novels

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Descrizione del libro
Un viaggio, fisico e interiore, dal sapore vagamente autobiografico, ma con il respiro di un grande romanzo. Verrebbe da dire "di formazione" se non fosse che questa, è palese, è l'opera più matura mai concepita e realizzata da Cyril Pedrosa, un autore adorato tanto in Francia quanto in Italia.
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  • 3

    Quando hai trent’anni, una fidanzata che ti chiede continuamente cosa vuoi fare da grande, un affitto da pagare e il blocco dell’artista, tutto quel che puoi fare è scappare più lontano possibile. Sul ...continua

    Quando hai trent’anni, una fidanzata che ti chiede continuamente cosa vuoi fare da grande, un affitto da pagare e il blocco dell’artista, tutto quel che puoi fare è scappare più lontano possibile. Sul dove si interroga Simon, protagonista di Portugal, definito il capolavoro di Cyril Pedrosa in cui, attraverso una triplice prospettiva, si va alla ricerca del passato per riuscire ad affrontare il presente, in vista (forse) di uno speranzoso futuro. Il Portogallo è la meta perfetta per il protagonista di Pedrosa, che se inizialmente sembra prendersi solo una pausa come ospite ad un festival per fumettisti, ben presto scopre di voler sapere di più sulla sua famiglia di emigranti in Francia; il nonno, in particolare, che Simon non ha mai conosciuto, è il pretesto perfetto per ritardare questo impellente bisogno di crescita che il mondo gli antepone continuamente. Personaggio assolutamente carveriano nella tenace incapacità di diventare protagonista della sua stessa vita, Simon è attorniato dalla famiglia Muchat, circolo di voci diverse sempre pronte al racconto, che mescolano il francese al portoghese in una canzone che parla d’infanzia, di tempi passati e di tradizioni. La ricerca delle radici (e quindi anche dell’identità) è al centro di quest’opera: un fumetto diesel, per quanto mi riguarda, che non nasconde la sua ispirazione all’animazione. I suoi disegni coloratissimi e a volte consapevolmente imprecisi non hanno esercitato su di me un fascino sufficiente a considerarli stupefacenti (complici forse anche i suoi balloons che trovo stonino con l’atmosfera generale). Per quanto riguarda la storia, invece (che ingrana significativamente dopo la seconda metà facendosi più convincente e ordinata), avrei preferito interagire empaticamente in maniera più incisiva col suo protagonista, che non mi ha del tutto coinvolto.

    ha scritto il 

  • 4

    APPARENTEMENTE "VUOTO", EPPURE...

    Seguendo le vicende "vuote" del protagonista (una trasferta portoghese, un matrimonio francese, una vacanza) in realtà compiamo uno splendido viaggio (visivo e non solo) alla scoperta della Vita. Non ...continua

    Seguendo le vicende "vuote" del protagonista (una trasferta portoghese, un matrimonio francese, una vacanza) in realtà compiamo uno splendido viaggio (visivo e non solo) alla scoperta della Vita. Non una vita eclatante o avventurosa ma una vita quanto più ordinaria e forse anche un po' sottotono. Eppure da tutto questo esce molto dell'esistenza, della famiglia, dei legami con le persone e con le proprie origini (che sono sia libertà che limiti).
    Un libro strano per le (tante) sensazioni che lascia nonostante sembra che non abbia nulla da raccontare: il suo pregio, ma anche il suo difetto che non lo rende un capolavoro a tutto tondo.
    I disegni ricordano molto una specie di "variazione sul tema" di Gipi: filiformi, confusi eppure straordinariamente descrittivi, con una tavolozza di colori che risplende in ogni pagina. Bellissimi.

    ha scritto il 

  • 3

    Comunque bello

    I pregi: la storia, sonnecchiosa e ruffiana, riesce a catturare nonostante il suo nulla da raccontare. Ci si affeziona alla vita quotidiana di piccole cose e di piccole scoperte descritta, si ammira l ...continua

    I pregi: la storia, sonnecchiosa e ruffiana, riesce a catturare nonostante il suo nulla da raccontare. Ci si affeziona alla vita quotidiana di piccole cose e di piccole scoperte descritta, si ammira la sensazione di "famiglia" più reale di quanto ci si aspetti da un fumetto. I disegni possono piacere o meno, precisi e con le espressioni dei personaggi sempre perfette. I colori non mi hanno fatto impazzire ma piacciono a molti. Si legge piacevolmente e si arriva alla fine senza stancarsi.
    I difetti: la storia è molto sonnecchiosa, ruffiana e vuota. I disegni sono sottili e confusionari, si fa fatica a volte a "leggere" una tavola. Il Portogallo del titolo: dov'è? Un titolo simile crea aspettative, la copertina mostra una strada con panni stesi che promette folclore inutilmente. Invece si parla della Francia, di un viaggio, ma potrebbe trattarsi di qualunque luogo europeo. A volte viene voglia di tradurre le frasi in portoghese rigorosamente senza traduzione.
    La media: si tratta comunque di un'opera piacevole da leggere, nonostante deluda le aspettative. Se ne possono dire peste e corna su ogni aspetto, ma alla fine questo conta: è stato bello leggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ogni vignetta è una piccola opera d'arte ricca di emozioni, suoni e movimenti. Un ritratto appassionato e sentito di Lisbona e del Portogallo. Un protagonista che ricostruendo le sue origini divise tr ...continua

    Ogni vignetta è una piccola opera d'arte ricca di emozioni, suoni e movimenti. Un ritratto appassionato e sentito di Lisbona e del Portogallo. Un protagonista che ricostruendo le sue origini divise tra Francia e Portogallo cerca di capire chi è e cosa vuole davvero.

    ha scritto il 

  • 5

    La casa editrice Bao, che ha il merito di averlo scelto, tradotto e messo sul mercato in un bellissimo formato, lo presenta come un fumetto “con il respiro di un grande romanzo”: io piuttosto dico ch ...continua

    La casa editrice Bao, che ha il merito di averlo scelto, tradotto e messo sul mercato in un bellissimo formato, lo presenta come un fumetto “con il respiro di un grande romanzo”: io piuttosto dico che Portugal è un ottimo esempio per spiegare come le due forme possono avere pari dignità ma soprattutto grazie alla loro diversità, a quello che i romanzi non possono raccontare, perché di storie di artisti che perdono l’ispirazione e che per ritrovarla cercano loro stessi e le proprie origini sono pieni gli scaffali, ma l’angolazione per immagini che gli ha dato Pedrosa la rendono diversa, unica. E soprattutto un romanzo non può farti provare con così forza (o almeno io non ne ho mai trovato uno) la sensazione di dolce straniamento che si prova a essere in un paese straniero ma accogliente, dove tutti parlano una lingua che non conosci, ma che quei suoni finiscono per cullarti, affascinarti, e quasi ti sembra di capirli. Sarà che quando tanti anni fa andai in Portogallo spesso io e la mia compagna di viaggio tacevamo per sentire la gente parlare per strada, nei locali, con quel tono e quei suoni così musicali, ma da sola quella parte vale le 5 stelle del mio giudizio finale.
    (i tratti e gli acquarelli, quasi tutti bellissimi, a volte ricordano qualcosa di Pratt, a volte un po’ Gipi, ma sempre con una loro originalità)

    ha scritto il 

  • 4

    L'infanzia di Simon Muchat introduce il racconto della sua crisi di ispirazione, che in realtà è crisi esistenziale. Quando anche la sua fidanzata Claire non può più reggere la sua apatia, Simon recup ...continua

    L'infanzia di Simon Muchat introduce il racconto della sua crisi di ispirazione, che in realtà è crisi esistenziale. Quando anche la sua fidanzata Claire non può più reggere la sua apatia, Simon recupera i legami familiari e si mette alla ricerca delle sue origini portoghesi...
    Scelte stilistiche e uso del colore da artista maturo, anche se questo romanzo a fumetti non ha la potenza di Tre ombre.

    ha scritto il 

  • 4

    Ben disegnato ma non certo un capolavoro

    L'effetto cocktail party, vissuto dal ramingo senza interlocutori, accompagna la prima metà e larga parte dei dialoghi sono in portoghese. Faticoso e noioso prima che straniante.

    Altro grave problema: ...continua

    L'effetto cocktail party, vissuto dal ramingo senza interlocutori, accompagna la prima metà e larga parte dei dialoghi sono in portoghese. Faticoso e noioso prima che straniante.

    Altro grave problema: il portogallo c'entra poco. Mi aspettavo un volume di viaggi, di sensazioni legate al luogo e di vicoli di Lisbona, e invece sono esuli e il portogallo da cui sono scappati un pretesto per sentire le proprie origini ancora più distanti da se. Un Portugal che potrebbe essere benissimo ambientato a Messina, visto che anche di Salazar dice poco o niente.

    Io poi sono piuttosto intollerante nei confronti di libri che parlano di poveri scrittori col blocco dello scrittore / giovani che non sanno che fare della loro vita (vedi la delusione legata ad unastoria di Gipi) e se, grazie al cielo, ad un certo punto il ramingo capisce che fare della propria vita il resto della trama è n-o-i-o-s-o.

    Vorrei tanto saper disegnare così: i colori sono meravigliosi, le tavole della rottura iniziale sono meravigliose e gli scorci di vita della seconda parte sono adorabili, per il resto ha una buona struttura ma finisce appena ci si affeziona ai personaggi.

    Bei disegni, bel messaggio ma incompleto e fuorviante.

    ha scritto il