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Possession

A Romance (Vintage International)

By

Publisher: Vintage

4.0
(1739)

Language:English | Number of Pages: 576 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , German , Spanish , Catalan , Chi simplified , Korean , Polish

Isbn-10: 0679735909 | Isbn-13: 9780679735908 | Publish date:  | Edition Movie-Tie In

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Book Description
An exhilarating novel of wit and romance, an intellectual mystery, and a triumphant love story. This tale of a pair of young scholars researching the lives of two Victorian poets became a huge bookseller favorite, and then on to national bestellerdom.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Me lo hanno prestato, ma mi sono sentita così coinvolta nella lettura che ho sentito il profondo bisogno di comprarlo cartaceo per poter vivere più liberamente l'esperienza- quando mi prestano un libr ...continue

    Me lo hanno prestato, ma mi sono sentita così coinvolta nella lettura che ho sentito il profondo bisogno di comprarlo cartaceo per poter vivere più liberamente l'esperienza- quando mi prestano un libro cerco di leggerlo con le stesse cure che si hanno per una reliquia. E credetemi, per spingermi a comprare un libro ci vuole davvero, davvero tanta bravura.
    La mia copia è distrutta, e giuro che l'ho comprata che era perfetta.
    Se poi il libro in questione lo sto leggendo neanche a metà, allora si tratta di amore da parte mia. Davvero bello.

    Non capisco però le recensioni che lo definiscono di difficile lettura, non scorrevole e così via. Per me è stato così fluido, come un ruscello in una terra dell'Inghilterra del Nord, o di una Fonte Fatata come quella ove Melusina si mise a cantare...Anche a me ha fregato per quanto riguarda gli autori vittoriani. Ero convinta- SPERAVO- fossero veri perché ho apprezzato tantissimo i loro componimenti e avrei voluto poter leggere quelli citati ma non scritti. Tristezza!Ma forse in questo c'è il maggior segno di bravura da parte di Byatt: una ricostruzione magistrale per rendere due personaggi fittizi reali e credibili, forse più di quelli che si muovono nei capitoli ambientati nella modernità.

    Un unico rimprovero: io capisco il bisogno di intrappolare lo scritto in meno pagine possibile, per evitare di far venire fuori un mattoncino, ma i caratteri grafici sono DAVVERO PICCOLI. A livello di contenuti non ho avuto problemi, a leggerlo a livello grafico sì!Ora vedo ancora più doppio :(

    said on 

  • 4

    La storia gira attorno alla corrispondenza segreta, che potrebbe cambiare la conoscenza di un momento importantissimo nella storia della letteratura inglese, di due famosi poeti dell'Inghilterra vitto ...continue

    La storia gira attorno alla corrispondenza segreta, che potrebbe cambiare la conoscenza di un momento importantissimo nella storia della letteratura inglese, di due famosi poeti dell'Inghilterra vittoriana e alla lotta di due sconosciuti ricercatori contro i baroni universitari che vorrebbero pubblicarle da sé, usando mezzi leciti e non.
    La Byatt crea un vero e proprio universo letterario tutto da esplorare: non si limita a menzionare le lettere, ma letteralmente le scrive, così come decine di versi attribuiti ai due poeti. La traduzione italiana rende giustizia ai diversi registri linguistici, ma letto in inglese questo libro sarà sicuramente più bello.
    Questo racconto è anche un attacco diretto e appassionato a chi deforma le opere di ogni tempo, attribuendo loro interpretazioni e forzature spinte al limite del ridicolo, solo per costruirsi una carriera.

    said on 

  • 3

    Un romanzo di grande valore a cui titolo e sottotitolo non rendono giustizia visto che è molto più di una storia romantica.
    L'autrice, Antonia Byatt, inventa dal nulla due scrittori e poeti inglesi de ...continue

    Un romanzo di grande valore a cui titolo e sottotitolo non rendono giustizia visto che è molto più di una storia romantica.
    L'autrice, Antonia Byatt, inventa dal nulla due scrittori e poeti inglesi dell''800 (un Lui famosissimo e una Lei un po' meno) con tanto di ciclo di opere, biografi e fondazioni di ricerca a loro dedicati. La storia inizia negli anni '90 con un giovane studioso alla ricerca di scritti inediti di Lui che si imbatte casualmente in una sua bozza di lettera indirizzata a Lei che fa supporre un legame tra i due a cui la biografia ufficiale non fa cenno. Messosi in contatto con una esperta di Lei iniziano insieme un'avvincente indagine letteraria attraverso i luoghi, i tempi e le opere di entrambi. Alla fine scopriranno un'intensa e passionale relazione segreta che costringerà il mondo accademico a riscrivere completamente la letteratura ufficiale sui due scrittori.
    Il valore del libro è dato non solo dalla storia, intrigante e ricca di colpi di scena, ma anche dalla copiosa produzione di lettere, brani e poesie che la Byatt inventa intorno ai due famosi scrittori. Una buona parte del libro è composta di questi spezzoni che andrebbero letti con attenzione per entrare nel vivo della loro reciproca, segreta possessione.
    Io non ne ho avuto voglia, c'è molta poesia (che non amo) e dissertazioni letterarie che, dopo un iniziale sforzo, mi hanno fatto gettato la spugna per cui sono andata avanti saltando epistolario, poesie e opere scritte dai due. In pratica ho seguito esclusivamente l'indagine moderna che può essere letta anche da sola: si perde sicuramente molto non rispettando l'integralità della versione ma anche letto così il libro merita.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Some really impressive work with the poets and the poems... but that's pretty much it. Not really an impressive novel. The Victorian story is commonplace and pretty much spoiled to the end in the very ...continue

    Some really impressive work with the poets and the poems... but that's pretty much it. Not really an impressive novel. The Victorian story is commonplace and pretty much spoiled to the end in the very first chapter (no mystery there). The modern characters are shallow and they sort of lack drive in everything they do. And since the poets themselves were not real, all the hubbub around this earth-shattering discovery seems pointless. It reminded me of my university years (I'm a Literature major) when professors tried to convince us very hard that their everlasting researches on obscure minor works or obscure minor authors were not a waste of their and everybody's time...

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  • 5

    Ho appena finito di leggerlo e non ne sono ancora fuori. Credo ci vorrà tempo, perché ossessiona e possiede, dando una prospettiva diversa alle cose. Perfino alla lettura e alle sensazioni. Ho amato s ...continue

    Ho appena finito di leggerlo e non ne sono ancora fuori. Credo ci vorrà tempo, perché ossessiona e possiede, dando una prospettiva diversa alle cose. Perfino alla lettura e alle sensazioni. Ho amato subito questo libro, tanto da influenzare i miei tempi inducendomi a una lettura contemporanea dell'originale. Onore ai traduttori, ma nell'inglese della Byatt mi sono immersa e perduta. Vittorianamente.
    I piani di lettura sono diversi, anche dal punto di vista temporale. Da un lato, le vicende personali dei due studiosi protagonisti, dall'altro la vita dei due poeti su cui indagano. Ma la separazione dura poco. Spazio e tempo finiscono col coincidere e l'immedesimazione tra ricercatori e poeti è quasi totale. Le parole si animano, i paesaggi escono dal libro e ti circondano, in nome di una passione (quella per lo studio e quella reale tra i due poeti) che diventa guida e arbitro. Perché, parafrasando Balzac, dopo aver posseduto (in qualunque modo lo si voglia intendere) è l'amore a darci la prospettiva delle cose.

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  • 5

    "Queste cose sono vere e nessuna lo e'. Il luogo e' la', e' quale noi lo nominiamo, e non e'. Esso e'.

    Una volta tolta la polvere dalle carte
    e qualche ragnatela da impastoiamenti accademici...
    E' un libro bellissimo!
    Ha nutrito il bisogno effimero di poesia.
    Appagato le spire capricciose dell' intell ...continue

    Una volta tolta la polvere dalle carte
    e qualche ragnatela da impastoiamenti accademici...
    E' un libro bellissimo!
    Ha nutrito il bisogno effimero di poesia.
    Appagato le spire capricciose dell' intelletto.
    Saziato le struggenti brame del sentimento.

    "Io amo la vostra anima e con essa la vostra poesia- la grammatica e la punteggiatura e la sintassi incalzante del vostro folgorante pensiero" .

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  • 5

    "Com'è vero che si ha bisogno di essere visti dagli altri per essere sicuri della propria esistenza."

    ... e se aNobii imploderà, potrò ancora essere sicura di esistere?... ma questa è un'altra storia, o forse no...

    Trovo estremamente interessate come l'attrazione irresistibile per la ricerca e la rico ...continue

    ... e se aNobii imploderà, potrò ancora essere sicura di esistere?... ma questa è un'altra storia, o forse no...

    Trovo estremamente interessate come l'attrazione irresistibile per la ricerca e la ricostruzione dei particolari, anche i più insignificanti della vita di personaggi del passato, attraverso i loro oggetti maneggiati cautamente come preziose reliquie, i luoghi, le frequentazioni, dai grandi viaggi ai piccoli spostamenti, e soprattutto attraverso le parole, dette, riportate e scritte, diventi una sorta di ossessione, di scopo, nello studio, nel lavoro e nella vita, influenzandola.
    Come è riportato nelle memorie del ricercatore Mortimer Cropper, indefesso 'pellegrino letterario', studioso della vita e opere del poeta vittoriano Randolph Henry Ash, citando Tennyson - quell'uomo morto mi aveva toccato dal passato: ho speso la mia vita tra "Quelle foglie cadute che conservano il loro verde/ le nobili lettere dei morti" - c'è qualcosa di profondamente atavico, una tremenda, cieca attrazione/immedesimazione/identificazione che deve avere qualcosa a che fare con la dimensione del passato che sentiamo avere dentro di noi; una memoria atavica, un'eredità che ci portiamo dietro, da un luogo da cui proveniamo e che in qualche modo ci appartiene.
    Una sorta di reincarnazione, un qualcosa di magico, di irrazionale.
    Perché mai sennò, uno dovrebbe spendere anni e energie a correre dietro anche a letterine sugli alberi e bigliettini insignificanti, facendo di quest' indagine lo scopo della vita?
    Cui prodest?
    La cultura, la letteratura certamente, ma la motivazione, secondo me, è più profonda, ed è questo che mi affascina.
    E poi, se penso alle lettere - quel segno unico e personale su cui ancora giacciono le impronte digitali di chi le ha scritte o lette o manipolate: le Lettere, ("... il fruscio elettrico della carta e le decise rotondità dell' inchiostro..."), su cui si è sperato, riso e pianto; scritte per migliaia di anni da miliardi di esseri umani; sarà una pratica destinata a estinguersi, un mondo che sparirà scalzato delle email, whatsapp, sms e chissà quale altre diavolerie ci inventeremo - chi riusciremo noi a toccare dal passato?... spariremo con i byte che abbiamo prodotto - le lettere continuano a vivere, a parlare e a raccontare storie, vite.

    Ripercorrere a ritroso quelle strade, seguire quelle tracce come segugi cercando di far riemergere, di recuperare un passato raschiando via le incrostazioni e le contaminazioni della contemporaneità, è un'avventura eccitante, evocativa; un'esperienza intima, una ricerca di sé stessi, ma anche universale di estrema condivisione di un terreno comune che dà, a prescindere dai livelli temporali che ci separano, il senso straordinario di appartenenza e legame che coinvolge gli esseri umani in quanto tali e il loro stesso camminare su questa terra.
    Un viaggio nel tempo: c'è poco altro che tocca il mio immaginario in modo più potente.
    Ecco perché ho amato questo libro, ma come al solito io filtro tutto attraverso il mio vissuto: ho un modo quasi parassitico e egoistico di vivere la lettura - canibalizzandola, la faccio mia, me la faccio entrare sottopelle, con violenza forse, forzandone anche i contenuti, a volte, e trascurando aspetti che mi interessano meno, ma è la mia maniera di viverla e di amarla, come ho amato le brughiere del Lincolnshire, dello Yorkshire e il vento impetuoso della Bretagna.

    C'è tutto un mondo qui dentro, anzi, ce ne sono molteplici paralleli; schemi che si ripetono e mille vite attraversate dal delicato quanto potente fil rouge della Possessione, dell'ossessione, della passione e dell'amore.
    Una lettura letteraria, impegnativa, profonda, articolata, colta e ricca dalla costruzione perfetta, che esige e merita una lettura attenta e meditata; un prezioso pezzo di conoscenza, di arte irrinunciabile e un importante passo in avanti nella mia esperienza di lettrice.

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  • 4

    Un 'Nome della Rosa' ancora più ambizioso. La storia della letteratura inglese dovrebbe arricchirsi di 3 autori di prim'ordine, Byatt per il XX-XXI sec, Ash e LaMotte per il XIX. E il gusto ci guadagn ...continue

    Un 'Nome della Rosa' ancora più ambizioso. La storia della letteratura inglese dovrebbe arricchirsi di 3 autori di prim'ordine, Byatt per il XX-XXI sec, Ash e LaMotte per il XIX. E il gusto ci guadagna 3 volte. Cmq non c'è sempre equilibrio tra i vari piani, secondo me. Ma forse è un debito a una storia veramente romantica. Anche la romance postmoderna dell'altra coppia protagonista è a suo modo da non dimenticare.

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  • 0

    Il sottotitolo "una storia romantica" mi creava molte perplessità, ma devo dire che alla fine ho letto un buon libro, forse caricato di troppe aspettative da chi gridava al capolavoro, ma in fondo ben ...continue

    Il sottotitolo "una storia romantica" mi creava molte perplessità, ma devo dire che alla fine ho letto un buon libro, forse caricato di troppe aspettative da chi gridava al capolavoro, ma in fondo ben scritto. Probabilmente tra pochi mesi mi ricorderò poco o nulla, o forse solo l'essenziale: che questi due, all fine, ne avevano da dire, eccome. Pallosissimo in tanti passaggi (il carteggio tra i due sembrava non finire mai, per fare un esempio) e atto a essere abbondantemente snellito in molti altri. Scavallata la prima metà non ho più letto un volo verso di poesia. Finale prevedibile con un anticipo di almeno 200 pagine e amaro in bocca finale: credo di essere stata l'unica idiota a sparare su Wikipedia Ash e LaMotte. Bello, ma con le "storie romantiche" non avevo mai iniziato e non credo che continuerò. Uff...

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