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Possession

A Romance (Vintage International)

By

Publisher: Vintage

4.0
(1724)

Language:English | Number of Pages: 576 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , German , Spanish , Catalan , Chi simplified , Korean , Polish

Isbn-10: 0679735909 | Isbn-13: 9780679735908 | Publish date:  | Edition Movie-Tie In

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Book Description
An exhilarating novel of wit and romance, an intellectual mystery, and a triumphant love story. This tale of a pair of young scholars researching the lives of two Victorian poets became a huge bookseller favorite, and then on to national bestellerdom.
Sorting by
  • 5

    "Queste cose sono vere e nessuna lo e'. Il luogo e' la', e' quale noi lo nominiamo, e non e'. Esso e'.

    Una volta tolta la polvere dalle carte
    e qualche ragnatela da impastoiamenti accademici...
    E' un libro bellissimo!
    Ha nutrito il bisogno effimero di poesia.
    Appagato le spire capricciose dell' intell ...continue

    Una volta tolta la polvere dalle carte
    e qualche ragnatela da impastoiamenti accademici...
    E' un libro bellissimo!
    Ha nutrito il bisogno effimero di poesia.
    Appagato le spire capricciose dell' intelletto.
    Saziato le struggenti brame del sentimento.

    "Io amo la vostra anima e con essa la vostra poesia- la grammatica e la punteggiatura e la sintassi incalzante del vostro folgorante pensiero" .

    said on 

  • 5

    "Com'è vero che si ha bisogno di essere visti dagli altri per essere sicuri della propria esistenza."

    ... e se aNobii imploderà, potrò ancora essere sicura di esistere?... ma questa è un'altra storia, o forse no...

    Trovo estremamente interessate come l'attrazione irresistibile per la ricerca e la rico ...continue

    ... e se aNobii imploderà, potrò ancora essere sicura di esistere?... ma questa è un'altra storia, o forse no...

    Trovo estremamente interessate come l'attrazione irresistibile per la ricerca e la ricostruzione dei particolari, anche i più insignificanti della vita di personaggi del passato, attraverso i loro oggetti maneggiati cautamente come preziose reliquie, i luoghi, le frequentazioni, dai grandi viaggi ai piccoli spostamenti, e soprattutto attraverso le parole, dette, riportate e scritte, diventi una sorta di ossessione, di scopo, nello studio, nel lavoro e nella vita, influenzandola.
    Come è riportato nelle memorie del ricercatore Mortimer Cropper, indefesso 'pellegrino letterario', studioso della vita e opere del poeta vittoriano Randolph Henry Ash, citando Tennyson - quell'uomo morto mi aveva toccato dal passato: ho speso la mia vita tra "Quelle foglie cadute che conservano il loro verde/ le nobili lettere dei morti" - c'è qualcosa di profondamente atavico, una tremenda, cieca attrazione/immedesimazione/identificazione che deve avere qualcosa a che fare con la dimensione del passato che sentiamo avere dentro di noi; una memoria atavica, un'eredità che ci portiamo dietro, da un luogo da cui proveniamo e che in qualche modo ci appartiene.
    Una sorta di reincarnazione, un qualcosa di magico, di irrazionale.
    Perché mai sennò, uno dovrebbe spendere anni e energie a correre dietro anche a letterine sugli alberi e bigliettini insignificanti, facendo di quest' indagine lo scopo della vita?
    Cui prodest?
    La cultura, la letteratura certamente, ma la motivazione, secondo me, è più profonda, ed è questo che mi affascina.
    E poi, se penso alle lettere - quel segno unico e personale su cui ancora giacciono le impronte digitali di chi le ha scritte o lette o manipolate: le Lettere, ("... il fruscio elettrico della carta e le decise rotondità dell' inchiostro..."), su cui si è sperato, riso e pianto; scritte per migliaia di anni da miliardi di esseri umani; sarà una pratica destinata a estinguersi, un mondo che sparirà scalzato delle email, whatsapp, sms e chissà quale altre diavolerie ci inventeremo - chi riusciremo noi a toccare dal passato?... spariremo con i byte che abbiamo prodotto - le lettere continuano a vivere, a parlare e a raccontare storie, vite.

    Ripercorrere a ritroso quelle strade, seguire quelle tracce come segugi cercando di far riemergere, di recuperare un passato raschiando via le incrostazioni e le contaminazioni della contemporaneità, è un'avventura eccitante, evocativa; un'esperienza intima, una ricerca di sé stessi, ma anche universale di estrema condivisione di un terreno comune che dà, a prescindere dai livelli temporali che ci separano, il senso straordinario di appartenenza e legame che coinvolge gli esseri umani in quanto tali e il loro stesso camminare su questa terra.
    Un viaggio nel tempo: c'è poco altro che tocca il mio immaginario in modo più potente.
    Ecco perché ho amato questo libro, ma come al solito io filtro tutto attraverso il mio vissuto: ho un modo quasi parassitico e egoistico di vivere la lettura - canibalizzandola, la faccio mia, me la faccio entrare sottopelle, con violenza forse, forzandone anche i contenuti, a volte, e trascurando aspetti che mi interessano meno, ma è la mia maniera di viverla e di amarla, come ho amato le brughiere del Lincolnshire, dello Yorkshire e il vento impetuoso della Bretagna.

    C'è tutto un mondo qui dentro, anzi, ce ne sono molteplici paralleli; schemi che si ripetono e mille vite attraversate dal delicato quanto potente fil rouge della Possessione, dell'ossessione, della passione e dell'amore.
    Una lettura letteraria, impegnativa, profonda, articolata, colta e ricca dalla costruzione perfetta, che esige e merita una lettura attenta e meditata; un prezioso pezzo di conoscenza, di arte irrinunciabile e un importante passo in avanti nella mia esperienza di lettrice.

    said on 

  • 4

    Un 'Nome della Rosa' ancora più ambizioso. La storia della letteratura inglese dovrebbe arricchirsi di 3 autori di prim'ordine, Byatt per il XX-XXI sec, Ash e LaMotte per il XIX. E il gusto ci guadagn ...continue

    Un 'Nome della Rosa' ancora più ambizioso. La storia della letteratura inglese dovrebbe arricchirsi di 3 autori di prim'ordine, Byatt per il XX-XXI sec, Ash e LaMotte per il XIX. E il gusto ci guadagna 3 volte. Cmq non c'è sempre equilibrio tra i vari piani, secondo me. Ma forse è un debito a una storia veramente romantica. Anche la romance postmoderna dell'altra coppia protagonista è a suo modo da non dimenticare.

    said on 

  • 0

    Il sottotitolo "una storia romantica" mi creava molte perplessità, ma devo dire che alla fine ho letto un buon libro, forse caricato di troppe aspettative da chi gridava al capolavoro, ma in fondo ben ...continue

    Il sottotitolo "una storia romantica" mi creava molte perplessità, ma devo dire che alla fine ho letto un buon libro, forse caricato di troppe aspettative da chi gridava al capolavoro, ma in fondo ben scritto. Probabilmente tra pochi mesi mi ricorderò poco o nulla, o forse solo l'essenziale: che questi due, all fine, ne avevano da dire, eccome. Pallosissimo in tanti passaggi (il carteggio tra i due sembrava non finire mai, per fare un esempio) e atto a essere abbondantemente snellito in molti altri. Scavallata la prima metà non ho più letto un volo verso di poesia. Finale prevedibile con un anticipo di almeno 200 pagine e amaro in bocca finale: credo di essere stata l'unica idiota a sparare su Wikipedia Ash e LaMotte. Bello, ma con le "storie romantiche" non avevo mai iniziato e non credo che continuerò. Uff...

    said on 

  • 3

    Storia di un amore perduto

    Prima di leggere questo libro non avevo mai pensato a come dev'essere concentrare la propria vita nello studio della vita e della storia di un altro singolo individuo. Studiare passo per passo tutti g ...continue

    Prima di leggere questo libro non avevo mai pensato a come dev'essere concentrare la propria vita nello studio della vita e della storia di un altro singolo individuo. Studiare passo per passo tutti gli elementi che hanno caratterizzato la vita di un'altra persona, analizzare le sue opere, i suoi scritti, interrogarsi sui suoi viaggi, fino ad arrivare a fondersi con il suo spirito. 'Possessione' di Antonia S. Byatt, basa il suo intreccio proprio sulla vita di due studiosi, entrambi, infatti, si occupano dell'analisi della vita e delle opere di due grandi autori dell'epoca vittoriana.

    Roland Mitchell, è un giovane ricercatore, che si occupa dello studio della vita e delle opere di un poeta vittoriano R.H.Ash. Durante una delle sue ricerche su uno scritto originario dell'autore, scopre per puro caso una lettera scritta dell'autore verso una destinataria sconosciuta. Da una prima analisi, Roland capisce che la donna a cui Ash scrive non è la moglie, e decide quasi immediatamente di nascondere il documento. La vita di Roland è sempre stata incentrata sullo studio della vita di Ash e questa scoperta sembra scuotere il suo mondo facendolo quindi decidere, di indagare sulla vita privata dello scrittore, in modo da scoprire quale sia la vera storia legata a quella lettera. Attraverso l'analisi di un diario riesce a scoprire il nome della destinataria della lettera, Christabel LaMotte. Si tratta di una poetessa inglese, famosa soprattutto per alcune prose legate ad alcune leggende bretoni. Sembrerebbe, dai documenti ufficiali, che i due autori non si siano mai incontrati e questo attrae subito la curiosità di Roland, che si trova costretto a chiedere aiuto ad una collega, Maud Bailey, esperta a sua volta della vita e delle opere di Christabel LaMotte. Roland raggiunge, la ricercatrice, presso il centro studi in cui lavora e la rende partecipe della sua scoperta. Mentre in un primo tempo i due conducono ricerche quasi separate con il passare delle pagine, gli eventi reperiti dai due continuano ad intrecciarsi fino a rendere necessario uno studio condiviso. I due ricercatori si trovano a ripercorrere le storie dei due poeti, rileggono i loro scritti fino a trovare dei collegamenti tra quanto hanno scritto, visitano i luoghi che li hanno visti insieme, cercando il segreto di quell'amore tenuto nascosto nel tempo.

    L'autrice è davvero brava nella gestione di un romanzo ambientato in periodi completamente diversi, spesso sono riportati i poemi e gli scritti dei due autori, e l'autrice è in grado di cambiare registro, adeguandosi a quanto richiesto dalla trama, svariate volte. Il libro, per quanto riguarda Roland e Maud, è ambientato nel 1986, in un periodo quasi contemporaneo con l'uscita del romanzo. Allo stesso tempo spesso vengono riportate lettere che sono state scambiate tra Christabel ed Ash, le pagine dei loro diari, oppure delle loro opere. L'intero romanzo è quindi gestito su due canali narrativi completamente diversi, la ricerca di Maud e Roland, assume spesso caratteristiche tipiche di un romanzo giallo, con la soluzione dell'enigma che ovviamente arriva soltanto nelle ultime pagine del libro. L'altro canale narrativo, basa la sua esistenza sulla relazione fra Christabel LaMotte e Randolph Henry Ash, la narrazione si svolge attraverso le lettere scambiate fra i due autori, siamo a fine Ottocento e le problematiche e le tematiche affrontate sono tipiche di quel secolo.

    Ovviamente la scrittura è diversa a seconda del periodo analizzato e la rappresentazione dei due periodi avviene anche attraverso piccoli elementi che hanno reso ancora più piacevole la lettura. Mentre il ventesimo secolo viene rappresentato attraverso il disordine e la lotta intestina fra ricercatori per una nuova scoperta, diversamente il periodo vittoriano viene rappresentato tramite le prime esperienze esoteriche ed alcune ricerche scientifiche dell'epoca. Durante la lettura del romanzo, ho pensato spesso che comunque le due storie potrebbero essere separate in quanto entrambe ugualmente interessanti.
    Nonostante il filo conduttore sia la ricerca sui due autori vittoriani, entrambe le storie sono create in modo da essere indipendenti e scorrevoli anche se separate l'una dall'altra. Io ho apprezzato entrambi i filoni ma se devo essere sincera forse ho apprezzato di più la parte vittoriana, in quanto ho trovato che l'autrice sia stata davvero brava a calarsi a nello scorso secolo, sembrava davvero di leggere alcuni documenti dell'Ottocento. In questo contesto è stato davvero interessante scoprire alcuni elementi, tipici di quegli anni che in molti romanzi di quell'epoca non si riscontrano, probabilmente perché inserite dall'autrice in conseguenza di un suo attento studio su quel periodo storico. A tal proposito tengo a sottolineare che l'autrice A.S.Byatt era, prima dell'uscita di 'Possessione, nota soprattutto come studiosa dell'Ottocento letterario inglese, proprio il periodo che prepotentemente si rende protagonista nello sviluppo della storia.
    Il libro è scorrevole soprattutto nella parte che riguarda le indagini svolte da Roland e Maud, che a volte sembra assumere i toni tipici dei romanzi gialli, l'autrice è davvero brava a mantenere l'attenzione e la curiosità per lo sviluppo della storia. La parte ambientata nel periodo vittoriano è per me la migliore, anche se forse un po' più complessa e meno scorrevole nella lettura. Vengono infatti riportati gli scritti dei due autori ma anche lettere scambiate fra diversi soggetti legati in vario modo alla storia, e credo che questo a volte possa generare un po' di confusione e rallentamenti nella lettura. Ad ogni modo, questa è la parte che ho apprezzato di più, soprattutto perché sono moltissimi gli scritti che sono riportati e diversi nei toni e nel loro sviluppo. Spesso all'interno del libro vengono riportate le poesie scritte dai due personaggi vittoriani, questo secondo me impreziosisce lo scritto, ma ovviamente può rendere più difficoltosa la lettura del libro.

    Un'altra cosa che ha reso particolare il romanzo ai miei occhi è che la parte per così dire contemporanea, ambientata nel 1986, mi è sembrata davvero lontanissima da oggi. Leggendo l'intreccio della storia era chiaro l'obiettivo dell'autrice di uniformare o comunque trovare delle similitudini tra i comportamenti vittoriani e gli atteggiamenti del ventesimo secolo. Obiettivo chiaramente raggiunto, l'unica cosa che mi ha fatto pensare è quanto effettivamente lontani siano gli anni ottanta da oggi. Quello che mi ha fatto pensare è che gli studi dei due ricercatori vengono descritti in ogni particolare i due ragazzi basano la loro ricerca su documentazione cartacea e sono costretti a condividere i loro studi spostandosi da una parte all'altra della Gran Bretagna. Lo sviluppo di una rete globale come Internet, ovviamente avrebbe facilitato di moltissimo le loro ricerche o comunque la presenza di un archivio condiviso avrebbe reso sicuramente diverso lo sviluppo del libro. E' ovvio, il libro è ambientato a fine degli anni ottanta quando Internet o comunque l'uso del p.c. non era così diffuso. Un'altra cosa che mi ha colpito è come fosse facile appena una quindicina di anni fa scomparire o comunque isolarsi dal resto del mondo almeno per qualche ora, anche i cellulari non erano ancora così diffusi ed in questo libro, ovviamente, non se ne parla. Leggere la trama di un giallo, che potrebbe essere quasi contemporaneo ma senza le tecnologie con cui siamo abituati a convivere lo rende davvero particolare anche se fa un po' impressione pensare a come siano davvero lontani quegli anni. In particolare mi sono ritrovata a pensare come sia davvero cambiata la vita di tutti noi, in conseguenza della diffusione di Internet e quanto questo ci abbia allontanati dagli anni in cui tutto ciò non esisteva. Paradossalmente le differenze fra il periodo vittoriano e fine anni ottanta, sono davvero tantissime ma sono altrettanto numerose le differenze fra il modo di vivere del millenovecentottantasei rispetto ad oggi.

    Consiglio a tutti la lettura di 'Possessione' in quanto la trama ed il suo sviluppo è davvero originale come del resto è la sua scrittura, ma lo consiglio in particolar modo proprio per il doppio binario temporale su cui è ambientato perché rende il romanzo davvero particolare.

    said on 

  • 4

    A. S. Byatt è un genio. Ho avuto il piacere di ascoltare una sua conferenza sul romanzo "Middlemarch" due anni fa al Cheltenham Literature Festival e presa dall'entusiasmo ho ingenuamente deciso di sc ...continue

    A. S. Byatt è un genio. Ho avuto il piacere di ascoltare una sua conferenza sul romanzo "Middlemarch" due anni fa al Cheltenham Literature Festival e presa dall'entusiasmo ho ingenuamente deciso di scrivere la mia imminente tesi di laurea sul romanzo di cui vi parlerò. Dico ingenuamente perché ho scelto l'argomento basandomi sulle innumerevoli recensioni positive a riguardo, ma senza aver effettivamente nemmeno provato a leggere il romanzo. Dopo un tentativo di lettura finito in partenza, sconforto e rimpianti, sono finalmente riuscita a leggere questo complicato romanzo e ne sono immensamente orgogliosa. Anche perché adesso posso finalmente iniziare a scrivere la mia tesi con idee chiare in testa, ma questa è un'altra storia.

    Ho letto questo romanzo, vincitore nel 1990 del Booker Prize, in una settimana e ho dedicato animo e corpo a questa lettura. La fitta rete di riferimenti mitologici, il linguaggio spesso accademico e la specificità degli argomenti trattati mi avevano fatto abbandonare prematuramente il romanzo bollandolo come un romanzo elitario e un po' spocchioso, ma sotto a tutti questi paroloni l'autrice ha creato un puzzle perfetto che coinvolge il lettore e lo trasporta fisicamente in un'altra dimensione: i mondi di Randolph Henry Ash e Christabel LaMotte, due autori ottocenteschi non realmente esistiti, ma estremamente verosimili. La loro vita e la loro produzione letteraria è ricostruita talmente con maestria che ho dovuto controllare che fossero davvero personaggi fittizi. Anche i personaggi "contemporanei" sono caratterizzati in modo molto particolare e ho apprezzato particolarmente la dottoressa Maud Bailey, che ho preso in simpatia da subito. Descritta come una "donna gelida", mi è sembrato uno dei personaggi più umani ed interessanti del romanzo e la la rivelazione nel finale l'ha automaticamente eletta mio personaggio preferito.

    Il pastiche di stili e generi creati dall'autrice è notevole e forse uno dei migliori che abbia mai avuto il piacere di leggere. Byatt inserisce nel suo romanzo lettere, diari, poesie, saggi, in un valzer di stili molto particolare. Ovviamente questa ricchezza letteraria ha i suoi pro e contro. Accresce il valore letterario, ma diminuisce la scorrevolezza rendendo, così, il romanzo un po' criptico per un lettore non abituato a questa varietà di registri e stili. Più volte ho dovuto rileggere interi paragrafi per non fraintendere il significato di alcune parole e con rammarico devo ammettere che non ho letto interamente tutte le poesi. I temi affrontati nel romanzo sono ancora più numerosi degli stili. Il rapporto con il passato, la competizione dell'ambiente accademico, il femminismo, l'omosessualità femminile, l'ossessione legata al possedere oggetti e persone, l'amore sono solo alcuni dei temi sviluppati in Possessione ed è proprio il titolo, sul quale ho riflettuto a lungo, a legarli tutti assieme.

    Non penso sia un romanzo per tutti e per questo motivo l'ho definito elitario. Questa mia definizione, però, non ha necessariamente una connotazione negativa. Per apprezzare al 100% un lavoro di questo genere bisogna avere una certa familiarità con la letteratura inglese ottocentesca ed essere pronti a sacrificare un paio di neuroni per il bene della conoscenza. Sono uscita vittoriosa da questa sfida e ne vado molto fiera. Sono pronta a mettere di nuovo in gioco le mie sinapsi a breve.

    Independent women must expect more of themselves, since neither men nor other more conventionally domesticated women will hope for anything, or expect any result other than utter failure. ― A.S. Byatt, Possession

    4 STELLE e un piccolo meno per i neuroni consumati durante la lettura.
    (5 stelle alla traduttrice per il lavoro immenso)

    http://ichliebelibri.blogspot.it/2015/03/recensione-possessione-s-byatt.html

    said on 

  • 4

    Possessione - A romance

    Non è stata una lettura facile e per di più, credo non possa essere apprezzato e seguito da chi non ha un po' di previa conoscenza (anche alquanto basilare) di storia della letteratura tedesca, di fil ...continue

    Non è stata una lettura facile e per di più, credo non possa essere apprezzato e seguito da chi non ha un po' di previa conoscenza (anche alquanto basilare) di storia della letteratura tedesca, di filologia germanica e di storia/funzione dell'editoria.
    Detto questo, è un romanzo deliziosamente post-moderno che combina letteratura e meta-letteratura.
    Il romance del libro è perfettamente incarnato dai due protagonisti, Maude e Roland, che un po' ricordano Paolo e Francesca nel canto di Dante.
    Devo ammettere di aver trovato alcune parti superflue ma riconosco il fatto che siano state messe per avere un ritratto completo di ogni personaggio che incontriamo nel romanzo.
    Da questo punto di vista, un lavorone da parte dell'autrice A.S. Byatt.

    said on 

  • 5

    Ma il cuore è sul punto di esplodere / La mente scricchiola nel silenzio compatto / E le finestre s'involano dalle stanze mute / E i muri crollano - tutti insieme -"

    Ecco "Il Romanzo", ovvero quel libro che avrei voluto leggere da tantissimi anni e che mi ha tenuto impegnata per settimane, anzi posso dire, citando il titolo, mi ha davvero "posseduto".
    "Possessione ...continue

    Ecco "Il Romanzo", ovvero quel libro che avrei voluto leggere da tantissimi anni e che mi ha tenuto impegnata per settimane, anzi posso dire, citando il titolo, mi ha davvero "posseduto".
    "Possessione" è un'opera monumentale, difficile, colta, corposa, che risucchia il lettore nelle sue pagine e chiede da lui un grande sforzo di concentrazione e comprensione; allo stesso tempo è un capolavoro, un romanzo così bello che appena chiuso viene voglia di riaprirlo e ripartire dall'inizio per cogliere tutte le sue mille sfaccettature.

    Qualche cenno alla trama:
    Lo studioso Roland Mitchell scopre fortunosamente un carteggio sconosciuto appartenuto al poeta vittoriano Randolph Henry Ash. Nel tentativo di scoprire il destinatario della missiva chiede aiuto alla studiosa femminista Maud Bailey. I due scoprono insieme la relazione segreta intercorsa un secolo prima tra il poeta e la poetessa Christabel La Motte, in una corsa contro il tempo per trovare tutti gli indizi e ricostruire questo intreccio inedito prima di altri studiosi, ossessionati anch'essi dai due poeti. Le vicende vittoriano si legano a doppio filo con il presente, Roland e Maud finiranno per essere al tempo stesso investigatori e innamorati in un magistrale gioco di rimandi tra presente e passato.

    "Lui dormì raggomitolato contro il dorso di lei,
    una virgola scura contro la pallida frase elegante di lei."

    Questo il plot in poche righe, comunque inadeguate a descrivere appieno un romanzo tanto complesso e sfaccettato.
    "Possessione" (1990) è un perfetto romanzo postmoderno, tanto è vero che Wikipedia dice fu scritto in "risposta" a "La moglie del tenente francese" di John Fowles, altro caposaldo del movimento (opera da recuperare assolutamente come il relativo film con Meryl Steep).
    L'autrice è immensamente brava ad infarcire la sua opera con tutte le caratteristiche tipiche della corrente, infatti ciò che rende il romanzo tanto speciale e allo stesso tempo tanto corposo, è il suo essere costituito da frammenti di lettere, diari, trattati, poesie, favole, interi poemi appartenuti ai due poeti vittoriani Ash e La Motte, così che la romantica e celata storia del passato si dispiega davanti ai nostri occhi e diventa attuale, moderna, il rovescio della medaglia della relazione tra Roland e Maud.
    Viene proprio da chiedersi se i due poeti vittoriani siano realmente esistiti, dal momento che essi appaiono al lettore così veri, vivi, pieni di vitalità. Invece la Byatt è riuscita a creare un mondo che è tutto interno alla sua fantasia. Ash e La Motte sono il frutto della sua incredibile creatività, ma prendono vita dalle pagine del suo romanzo, tanto da sembrare a più riprese, quasi più vivi di alcuni studiosi che liindagano da anni, che ne hanno fatto la loro unica e sola ragione di vita, e sono diventati più ammuffiti e stantii dei documenti che cercano ossessivamente di catalogare.

    Questo ci porta a parlare di un'altra tematica del romanzo, ovvero la dura critica della Byatt nei confronti degli studi accademici. Il libro è pieno di ricercatori ossessionati, "posseduti", dagli autori che studiano e di cui curano il lascito. Essi considerano gli autori del passato come una loro proprietà, ne collezionano ossessivamente gli oggetti più insignificanti, in una gara anche sleale per avere ogni cimelio. Nessuno è immune da questo innamoramento malsano per l'oggetto delle proprie ricerche e il primo ad esserne posseduto è proprio il protagonista, Roland. Egli trova per primo le lettere inedite di Ash e invece di metterle a disposizione del dipartimento per cui lavora, le cela al pubblico nel tentativo di ricostruire autonomamente l'intreccio inedito e romantico tra il suo autore di culto e la sua misteriosa amante, sperando in cuor suo di riuscire a dare una svolta alla sua vita accademica scialba e senza apparenti possibilità di miglioramento.
    La parola chiave del romanzo fin dal titolo è appunto possedere: possedere oggetti del passato e farne la proprio ragione di vita. Trovare il senso della propria esistenza attraverso cimeli del passato, vivendo quindi in quel passato anziché nel presente. Questo è quello che fanno tutti i personaggi delle pagine della Byatt, vivono rinchiusi nei loro polverosi uffici, topi di biblioteca senza più nessun contatto con il presente, uomini e donne di oggi completamente risucchiati dal secolo precedente.

    "Possessione" è come un diamante, stupendo, prezioso e dalle mille sfaccettature. A seconda di come lo si guarda assume un aspetto diverso.
    È una doppia storia romantica che intreccia passato e presente, è una critica al mondo accademico e universitario, è una perfetta (e insieme fittizia) ricostruzione storica di due poeti vittoriani, è perfino un thriller farcito di colpi di scena, corse contro il tempo e rocambolesco finale con disvelamento della verità.
    Tutto ciò lo rende il capolavoro che è.
    Vi consiglio di leggerlo e soprattutto di non lasciarvi intimorire dalle digressioni che lo possono far apparire prolisso e noioso. Se saprete insistere e riuscirete a scalfirne la superficie scoprirete che oggetto prezioso sia.

    "siamo tutti parte di un divino organismo, io credo, che ha un suo respiro e qui vive un poco, là un poco muore, ma è eterno. E tu sei una manifestazione della sua segreta perfezione. Tu sei la vita delle cose."

    said on 

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