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Possession

A Romance (Vintage International)

By

Publisher: Vintage

4.0
(1698)

Language:English | Number of Pages: 576 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , German , Spanish , Chi simplified , Korean , Polish

Isbn-10: 0679735909 | Isbn-13: 9780679735908 | Publish date:  | Edition Movie-Tie In

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Book Description
An exhilarating novel of wit and romance, an intellectual mystery, and a triumphant love story. This tale of a pair of young scholars researching the lives of two Victorian poets became a huge bookseller favorite, and then on to national bestellerdom.
Sorting by
  • 5

    Ma il cuore è sul punto di esplodere / La mente scricchiola nel silenzio compatto / E le finestre s'involano dalle stanze mute / E i muri crollano - tutti insieme -"

    Ecco "Il Romanzo", ovvero quel libro che avrei voluto leggere da tantissimi anni e che mi ha tenuto impegnata per settimane, anzi posso dire, citando il titolo, mi ha davvero "posseduto".
    "Possessione" è un'opera monumentale, difficile, colta, corposa, che risucchia il lettore nelle sue pag ...continue

    Ecco "Il Romanzo", ovvero quel libro che avrei voluto leggere da tantissimi anni e che mi ha tenuto impegnata per settimane, anzi posso dire, citando il titolo, mi ha davvero "posseduto".
    "Possessione" è un'opera monumentale, difficile, colta, corposa, che risucchia il lettore nelle sue pagine e chiede da lui un grande sforzo di concentrazione e comprensione; allo stesso tempo è un capolavoro, un romanzo così bello che appena chiuso viene voglia di riaprirlo e ripartire dall'inizio per cogliere tutte le sue mille sfaccettature.

    Qualche cenno alla trama:
    Lo studioso Roland Mitchell scopre fortunosamente un carteggio sconosciuto appartenuto al poeta vittoriano Randolph Henry Ash. Nel tentativo di scoprire il destinatario della missiva chiede aiuto alla studiosa femminista Maud Bailey. I due scoprono insieme la relazione segreta intercorsa un secolo prima tra il poeta e la poetessa Christabel La Motte, in una corsa contro il tempo per trovare tutti gli indizi e ricostruire questo intreccio inedito prima di altri studiosi, ossessionati anch'essi dai due poeti. Le vicende vittoriano si legano a doppio filo con il presente, Roland e Maud finiranno per essere al tempo stesso investigatori e innamorati in un magistrale gioco di rimandi tra presente e passato.

    "Lui dormì raggomitolato contro il dorso di lei,
    una virgola scura contro la pallida frase elegante di lei."

    Questo il plot in poche righe, comunque inadeguate a descrivere appieno un romanzo tanto complesso e sfaccettato.
    "Possessione" (1990) è un perfetto romanzo postmoderno, tanto è vero che Wikipedia dice fu scritto in "risposta" a "La moglie del tenente francese" di John Fowles, altro caposaldo del movimento (opera da recuperare assolutamente come il relativo film con Meryl Steep).
    L'autrice è immensamente brava ad infarcire la sua opera con tutte le caratteristiche tipiche della corrente, infatti ciò che rende il romanzo tanto speciale e allo stesso tempo tanto corposo, è il suo essere costituito da frammenti di lettere, diari, trattati, poesie, favole, interi poemi appartenuti ai due poeti vittoriani Ash e La Motte, così che la romantica e celata storia del passato si dispiega davanti ai nostri occhi e diventa attuale, moderna, il rovescio della medaglia della relazione tra Roland e Maud.
    Viene proprio da chiedersi se i due poeti vittoriani siano realmente esistiti, dal momento che essi appaiono al lettore così veri, vivi, pieni di vitalità. Invece la Byatt è riuscita a creare un mondo che è tutto interno alla sua fantasia. Ash e La Motte sono il frutto della sua incredibile creatività, ma prendono vita dalle pagine del suo romanzo, tanto da sembrare a più riprese, quasi più vivi di alcuni studiosi che liindagano da anni, che ne hanno fatto la loro unica e sola ragione di vita, e sono diventati più ammuffiti e stantii dei documenti che cercano ossessivamente di catalogare.

    Questo ci porta a parlare di un'altra tematica del romanzo, ovvero la dura critica della Byatt nei confronti degli studi accademici. Il libro è pieno di ricercatori ossessionati, "posseduti", dagli autori che studiano e di cui curano il lascito. Essi considerano gli autori del passato come una loro proprietà, ne collezionano ossessivamente gli oggetti più insignificanti, in una gara anche sleale per avere ogni cimelio. Nessuno è immune da questo innamoramento malsano per l'oggetto delle proprie ricerche e il primo ad esserne posseduto è proprio il protagonista, Roland. Egli trova per primo le lettere inedite di Ash e invece di metterle a disposizione del dipartimento per cui lavora, le cela al pubblico nel tentativo di ricostruire autonomamente l'intreccio inedito e romantico tra il suo autore di culto e la sua misteriosa amante, sperando in cuor suo di riuscire a dare una svolta alla sua vita accademica scialba e senza apparenti possibilità di miglioramento.
    La parola chiave del romanzo fin dal titolo è appunto possedere: possedere oggetti del passato e farne la proprio ragione di vita. Trovare il senso della propria esistenza attraverso cimeli del passato, vivendo quindi in quel passato anziché nel presente. Questo è quello che fanno tutti i personaggi delle pagine della Byatt, vivono rinchiusi nei loro polverosi uffici, topi di biblioteca senza più nessun contatto con il presente, uomini e donne di oggi completamente risucchiati dal secolo precedente.

    "Possessione" è come un diamante, stupendo, prezioso e dalle mille sfaccettature. A seconda di come lo si guarda assume un aspetto diverso.
    È una doppia storia romantica che intreccia passato e presente, è una critica al mondo accademico e universitario, è una perfetta (e insieme fittizia) ricostruzione storica di due poeti vittoriani, è perfino un thriller farcito di colpi di scena, corse contro il tempo e rocambolesco finale con disvelamento della verità.
    Tutto ciò lo rende il capolavoro che è.
    Vi consiglio di leggerlo e soprattutto di non lasciarvi intimorire dalle digressioni che lo possono far apparire prolisso e noioso. Se saprete insistere e riuscirete a scalfirne la superficie scoprirete che oggetto prezioso sia.

    "siamo tutti parte di un divino organismo, io credo, che ha un suo respiro e qui vive un poco, là un poco muore, ma è eterno. E tu sei una manifestazione della sua segreta perfezione. Tu sei la vita delle cose."

    said on 

  • 4

    Alla fine ho dato quattro stellette. Forse erano tre e mezzo. É stato complesso affrontarlo. Preso, lasciato, ripreso. Byatt é una scrittrice di pregio. Riesce a portare avanti il suo libro giocando su diversi registri differenti mantenendo intatta la credibilita' della scrittura: sembra verament ...continue

    Alla fine ho dato quattro stellette. Forse erano tre e mezzo. É stato complesso affrontarlo. Preso, lasciato, ripreso. Byatt é una scrittrice di pregio. Riesce a portare avanti il suo libro giocando su diversi registri differenti mantenendo intatta la credibilita' della scrittura: sembra veramente di leggere poesie, lettere scritte nell'Ottocento dai diversi personaggi, sia maschili che femminili. I protagonisti di oggi sono forse un po' più stereotipati, ma la scoperta della vena poetica da parte del protagonista maschile é tratteggiata, quasi evocata, con pochi tratti di un'efficacia ineguagliabile. La chiusura é un po' troppo romanzata e ogni tanto si sconta una certa lentezza, di qui le mie riserve, ma vale sicuramente la pena leggerlo.

    said on 

  • 4

    un libro da cinque stelle... se solo fosse stato di 200 pagine più breve... arrivare fino in fondo è stato un atto di fede, frutto di tenacia letteraria. scritto benissimo; pagine indimenticabili si alternavano però a letture noiose noiose noiose. lettura da romanticoni.. occorre interesse per la ...continue

    un libro da cinque stelle... se solo fosse stato di 200 pagine più breve... arrivare fino in fondo è stato un atto di fede, frutto di tenacia letteraria. scritto benissimo; pagine indimenticabili si alternavano però a letture noiose noiose noiose. lettura da romanticoni.. occorre interesse per la poesia e amore per la bella narrativa.. e se ne esce felici.

    said on 

  • 3

    La storia mi è piaciuta molto, l'ho trovata coinvolgente. Forse le citazioni dai testi dei due autori vittoriani fittizi sono troppo numerose e un po' appesantiscono la lettura. Rimane comunque un esperimento molto interessante.

    said on 

  • 4

    Tra le molte ovvietà che scopro man mano che maturo c'è quella del cucito. La mia ragazza mi diceva spesso, vuoi che ti cucio questi due calzini bucati?, oppure, vuoi che te le sistemo le tasche dei jeans?, e io dicevo sempre no ma che ti metti a fare?, potevano essere magliette, felpe, ma no che ...continue

    Tra le molte ovvietà che scopro man mano che maturo c'è quella del cucito. La mia ragazza mi diceva spesso, vuoi che ti cucio questi due calzini bucati?, oppure, vuoi che te le sistemo le tasche dei jeans?, e io dicevo sempre no ma che ti metti a fare?, potevano essere magliette, felpe, ma no che ti metti a fare? Una volta ero tutto preso da un download non le ho neanche risposto. Stavo scaricando il film di un regista arabo che parlava d'amore. Il regista proprio parlava d'amore, diceva che l'essenza dell'amore sta nelle sciocchezze come quando a letto una donna fa miao o mao all'uomo o come quando si può camminare nudi per la casa. Ora che ci penso era proprio un film imbecille, parla molto meglio dell'amore The black saint and the sinner lady di Charles Mingus, l'opposto delle sciocchezze, l'orgia musica.
    http://popcornpopcornpop.tumblr.com/post/91520906840
    Sto scaricando anche ora, sto scaricando un paio di dischi e intanto sto compilando uno schema molto importante per la musica che dovrò scrivere i prossimi mesi e soprattutto per il nuovo lavoro. Mi sta snervando già il nuovo lavoro, mangio quintali di pop corn e perdo tutti i capelli, mi ricrescono per cascare di nuovo. Metto Mingus. Questo disco mi arrapa se chiudo gli occhi vedo donne bellissime in una stanza rossa tiepida vedo corpi caldi che si avvinghiano lenzuola rosse umide candele e profumi e scopate furiose. Non so se è bene lavorare con questa musica mi viene il cazzo dritto non voglio fare il macho ma rischio di rovinarmi i pantaloni a questo modo soprattutto ora che devo andare dal mio capo, devo farmi passare l'erezione altrimenti quella stronza pensa che è lei a tirarmelo, che a volte è vero, al colloquio è successo per esempio, ma succede solo quando scopre le gambe ha due gambe bellissime come quelle di Faye Dunaway. Meglio cercare una penna usb. Non le trovo mai queste cazzo di pennette usb, ce ne ho almeno quattro ma sono piccole passano quasi nel buco della serratura per fortuna c'è questa arancione che non si perde mai. Sono le 9.20pm devo uscire fra meno di mezz'ora per andare a portare questi appunti importanti al capo, quella stronza che non si muove mai, devo farmi un drone. Per ora mi faccio solamente il culo e tutto questo lavoro non faccio una lavatrice, da giorni e mi rimetto sempre le stesse cose. Questa felpa nera sudicia e questi jeans neri che sono marci più della felpa. Prendo telefono, portafogli, pennetta usb, iPod cuffie chiavi e esco. Stasera si sta benissimo è finalmente primavera il mio fetore fende l'aria e svanisce via. Il mio capo vive nella zona cool, già vedo le luci dei locali, le persone per strada, sono vestiti tutti bene. Mentre cammino sento un pizzico alla gamba e mi fermo a grattarmi. Una coppia si avvicina e mi chiede se va tutto bene. Ah ok ti abbiamo visto piegato pensavamo... no no tutto ok... grazie grazie ciao. Fa sempre piacere un po' di gentilezza gratuita, e per questo dopo che sono andato dal capo, al ritorno mi compro un paio di birre e me le bevo in giardino. Finalmente arrivo suono e quella neanche mi fa entrare, mi dice sei in ritardo, dai dammi. Non mi incazzo solo per la gentilezza di qualche momento prima ma non sopporto quando fa la stronza così. Mi metto le mani in tasca e cerco e intanto sento il capo che sniffa l'aria ci manca solo che mi dice qualcosa per il tanfo. Allora?, mi dice, dai. Io cerco ma non la sento la pennetta. Tiro fuori telefono, chiavi, portafogli e dico al capo reggi per favore. Quella regge controvoglia ma regge e io sono un po' nervoso. Lei mi vede e mi chiede che succede?, io le dico non lo so non la trovo, non trovo la pennetta, e tiro fuori le fodere dalle tasche e non c'è niente, solo due piccoli buchi in punta grossi quanto una serratura.

    said on 

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