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Possession

A Romance

By

Publisher: Tandem Library

4.0
(1736)

Language:English | Number of Pages: 555 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , German , Spanish , Catalan , Chi simplified , Korean , Polish

Isbn-10: 1417718595 | Isbn-13: 9781417718597 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio Cassette , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Book Description

Hailed by The New York Times Book Review as "a gifted observer, able to discern the exact details that bring whole worlds into being" and "a storyteller who could keep a sultan on the edge of his throne for a thousand and one nights," A. S. Byatt writes some of the most engaging and skillful novels of our time. Time magazine calls her "a novelist of dazzling inventiveness."
        
Possession, for which Byatt won England's prestigious Booker Prize, was praised by critics on both sides of the Atlantic when it was first published in 1990. "On academic rivalry and obsession, Byatt is delicious. On the nature of possession—the lover by the beloved, the biographer by his subject—she is profound," said The Sunday Times (London). The New Yorker dubbed it "more fun to read than The Name of the Rose . . . Its prankish verve [and] monstrous richness of detail [make for] a one-woman variety show of literary styles and types." The novel traces a pair of young academics—Roland Michell and Maud Bailey—as they uncover a clandestine love affair between two long-dead Victorian poets. Interwoven in a mesmerizing pastiche are love letters and fairytales, extracts from biographies and scholarly accounts, creating a sensuous and utterly delightful novel of ideas and passions.
        
With an Introduction by the author that describes the novel's origins and its twenty-year gestation, this Modern Library edition is a handsome keepsake for fans of Possession—new and old alike.
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  • 3

    Un romanzo di grande valore a cui titolo e sottotitolo non rendono giustizia visto che è molto più di una storia romantica.
    L'autrice, Antonia Byatt, inventa dal nulla due scrittori e poeti inglesi de ...continue

    Un romanzo di grande valore a cui titolo e sottotitolo non rendono giustizia visto che è molto più di una storia romantica.
    L'autrice, Antonia Byatt, inventa dal nulla due scrittori e poeti inglesi dell''800 (un Lui famosissimo e una Lei un po' meno) con tanto di ciclo di opere, biografi e fondazioni di ricerca a loro dedicati. La storia inizia negli anni '90 con un giovane studioso alla ricerca di scritti inediti di Lui che si imbatte casualmente in una sua bozza di lettera indirizzata a Lei che fa supporre un legame tra i due a cui la biografia ufficiale non fa cenno. Messosi in contatto con una esperta di Lei iniziano insieme un'avvincente indagine letteraria attraverso i luoghi, i tempi e le opere di entrambi. Alla fine scopriranno un'intensa e passionale relazione segreta che costringerà il mondo accademico a riscrivere completamente la letteratura ufficiale sui due scrittori.
    Il valore del libro è dato non solo dalla storia, intrigante e ricca di colpi di scena, ma anche dalla copiosa produzione di lettere, brani e poesie che la Byatt inventa intorno ai due famosi scrittori. Una buona parte del libro è composta di questi spezzoni che andrebbero letti con attenzione per entrare nel vivo della loro reciproca, segreta possessione.
    Io non ne ho avuto voglia, c'è molta poesia (che non amo) e dissertazioni letterarie che, dopo un iniziale sforzo, mi hanno fatto gettato la spugna per cui sono andata avanti saltando epistolario, poesie e opere scritte dai due. In pratica ho seguito esclusivamente l'indagine moderna che può essere letta anche da sola: si perde sicuramente molto non rispettando l'integralità della versione ma anche letto così il libro merita.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Some really impressive work with the poets and the poems... but that's pretty much it. Not really an impressive novel. The Victorian story is commonplace and pretty much spoiled to the end in the very ...continue

    Some really impressive work with the poets and the poems... but that's pretty much it. Not really an impressive novel. The Victorian story is commonplace and pretty much spoiled to the end in the very first chapter (no mystery there). The modern characters are shallow and they sort of lack drive in everything they do. And since the poets themselves were not real, all the hubbub around this earth-shattering discovery seems pointless. It reminded me of my university years (I'm a Literature major) when professors tried to convince us very hard that their everlasting researches on obscure minor works or obscure minor authors were not a waste of their and everybody's time...

    said on 

  • 5

    Ho appena finito di leggerlo e non ne sono ancora fuori. Credo ci vorrà tempo, perché ossessiona e possiede, dando una prospettiva diversa alle cose. Perfino alla lettura e alle sensazioni. Ho amato s ...continue

    Ho appena finito di leggerlo e non ne sono ancora fuori. Credo ci vorrà tempo, perché ossessiona e possiede, dando una prospettiva diversa alle cose. Perfino alla lettura e alle sensazioni. Ho amato subito questo libro, tanto da influenzare i miei tempi inducendomi a una lettura contemporanea dell'originale. Onore ai traduttori, ma nell'inglese della Byatt mi sono immersa e perduta. Vittorianamente.
    I piani di lettura sono diversi, anche dal punto di vista temporale. Da un lato, le vicende personali dei due studiosi protagonisti, dall'altro la vita dei due poeti su cui indagano. Ma la separazione dura poco. Spazio e tempo finiscono col coincidere e l'immedesimazione tra ricercatori e poeti è quasi totale. Le parole si animano, i paesaggi escono dal libro e ti circondano, in nome di una passione (quella per lo studio e quella reale tra i due poeti) che diventa guida e arbitro. Perché, parafrasando Balzac, dopo aver posseduto (in qualunque modo lo si voglia intendere) è l'amore a darci la prospettiva delle cose.

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  • 5

    "Queste cose sono vere e nessuna lo e'. Il luogo e' la', e' quale noi lo nominiamo, e non e'. Esso e'.

    Una volta tolta la polvere dalle carte
    e qualche ragnatela da impastoiamenti accademici...
    E' un libro bellissimo!
    Ha nutrito il bisogno effimero di poesia.
    Appagato le spire capricciose dell' intell ...continue

    Una volta tolta la polvere dalle carte
    e qualche ragnatela da impastoiamenti accademici...
    E' un libro bellissimo!
    Ha nutrito il bisogno effimero di poesia.
    Appagato le spire capricciose dell' intelletto.
    Saziato le struggenti brame del sentimento.

    "Io amo la vostra anima e con essa la vostra poesia- la grammatica e la punteggiatura e la sintassi incalzante del vostro folgorante pensiero" .

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  • 5

    "Com'è vero che si ha bisogno di essere visti dagli altri per essere sicuri della propria esistenza."

    ... e se aNobii imploderà, potrò ancora essere sicura di esistere?... ma questa è un'altra storia, o forse no...

    Trovo estremamente interessate come l'attrazione irresistibile per la ricerca e la rico ...continue

    ... e se aNobii imploderà, potrò ancora essere sicura di esistere?... ma questa è un'altra storia, o forse no...

    Trovo estremamente interessate come l'attrazione irresistibile per la ricerca e la ricostruzione dei particolari, anche i più insignificanti della vita di personaggi del passato, attraverso i loro oggetti maneggiati cautamente come preziose reliquie, i luoghi, le frequentazioni, dai grandi viaggi ai piccoli spostamenti, e soprattutto attraverso le parole, dette, riportate e scritte, diventi una sorta di ossessione, di scopo, nello studio, nel lavoro e nella vita, influenzandola.
    Come è riportato nelle memorie del ricercatore Mortimer Cropper, indefesso 'pellegrino letterario', studioso della vita e opere del poeta vittoriano Randolph Henry Ash, citando Tennyson - quell'uomo morto mi aveva toccato dal passato: ho speso la mia vita tra "Quelle foglie cadute che conservano il loro verde/ le nobili lettere dei morti" - c'è qualcosa di profondamente atavico, una tremenda, cieca attrazione/immedesimazione/identificazione che deve avere qualcosa a che fare con la dimensione del passato che sentiamo avere dentro di noi; una memoria atavica, un'eredità che ci portiamo dietro, da un luogo da cui proveniamo e che in qualche modo ci appartiene.
    Una sorta di reincarnazione, un qualcosa di magico, di irrazionale.
    Perché mai sennò, uno dovrebbe spendere anni e energie a correre dietro anche a letterine sugli alberi e bigliettini insignificanti, facendo di quest' indagine lo scopo della vita?
    Cui prodest?
    La cultura, la letteratura certamente, ma la motivazione, secondo me, è più profonda, ed è questo che mi affascina.
    E poi, se penso alle lettere - quel segno unico e personale su cui ancora giacciono le impronte digitali di chi le ha scritte o lette o manipolate: le Lettere, ("... il fruscio elettrico della carta e le decise rotondità dell' inchiostro..."), su cui si è sperato, riso e pianto; scritte per migliaia di anni da miliardi di esseri umani; sarà una pratica destinata a estinguersi, un mondo che sparirà scalzato delle email, whatsapp, sms e chissà quale altre diavolerie ci inventeremo - chi riusciremo noi a toccare dal passato?... spariremo con i byte che abbiamo prodotto - le lettere continuano a vivere, a parlare e a raccontare storie, vite.

    Ripercorrere a ritroso quelle strade, seguire quelle tracce come segugi cercando di far riemergere, di recuperare un passato raschiando via le incrostazioni e le contaminazioni della contemporaneità, è un'avventura eccitante, evocativa; un'esperienza intima, una ricerca di sé stessi, ma anche universale di estrema condivisione di un terreno comune che dà, a prescindere dai livelli temporali che ci separano, il senso straordinario di appartenenza e legame che coinvolge gli esseri umani in quanto tali e il loro stesso camminare su questa terra.
    Un viaggio nel tempo: c'è poco altro che tocca il mio immaginario in modo più potente.
    Ecco perché ho amato questo libro, ma come al solito io filtro tutto attraverso il mio vissuto: ho un modo quasi parassitico e egoistico di vivere la lettura - canibalizzandola, la faccio mia, me la faccio entrare sottopelle, con violenza forse, forzandone anche i contenuti, a volte, e trascurando aspetti che mi interessano meno, ma è la mia maniera di viverla e di amarla, come ho amato le brughiere del Lincolnshire, dello Yorkshire e il vento impetuoso della Bretagna.

    C'è tutto un mondo qui dentro, anzi, ce ne sono molteplici paralleli; schemi che si ripetono e mille vite attraversate dal delicato quanto potente fil rouge della Possessione, dell'ossessione, della passione e dell'amore.
    Una lettura letteraria, impegnativa, profonda, articolata, colta e ricca dalla costruzione perfetta, che esige e merita una lettura attenta e meditata; un prezioso pezzo di conoscenza, di arte irrinunciabile e un importante passo in avanti nella mia esperienza di lettrice.

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  • 4

    Un 'Nome della Rosa' ancora più ambizioso. La storia della letteratura inglese dovrebbe arricchirsi di 3 autori di prim'ordine, Byatt per il XX-XXI sec, Ash e LaMotte per il XIX. E il gusto ci guadagn ...continue

    Un 'Nome della Rosa' ancora più ambizioso. La storia della letteratura inglese dovrebbe arricchirsi di 3 autori di prim'ordine, Byatt per il XX-XXI sec, Ash e LaMotte per il XIX. E il gusto ci guadagna 3 volte. Cmq non c'è sempre equilibrio tra i vari piani, secondo me. Ma forse è un debito a una storia veramente romantica. Anche la romance postmoderna dell'altra coppia protagonista è a suo modo da non dimenticare.

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  • 0

    Il sottotitolo "una storia romantica" mi creava molte perplessità, ma devo dire che alla fine ho letto un buon libro, forse caricato di troppe aspettative da chi gridava al capolavoro, ma in fondo ben ...continue

    Il sottotitolo "una storia romantica" mi creava molte perplessità, ma devo dire che alla fine ho letto un buon libro, forse caricato di troppe aspettative da chi gridava al capolavoro, ma in fondo ben scritto. Probabilmente tra pochi mesi mi ricorderò poco o nulla, o forse solo l'essenziale: che questi due, all fine, ne avevano da dire, eccome. Pallosissimo in tanti passaggi (il carteggio tra i due sembrava non finire mai, per fare un esempio) e atto a essere abbondantemente snellito in molti altri. Scavallata la prima metà non ho più letto un volo verso di poesia. Finale prevedibile con un anticipo di almeno 200 pagine e amaro in bocca finale: credo di essere stata l'unica idiota a sparare su Wikipedia Ash e LaMotte. Bello, ma con le "storie romantiche" non avevo mai iniziato e non credo che continuerò. Uff...

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  • 3

    Storia di un amore perduto

    Prima di leggere questo libro non avevo mai pensato a come dev'essere concentrare la propria vita nello studio della vita e della storia di un altro singolo individuo. Studiare passo per passo tutti g ...continue

    Prima di leggere questo libro non avevo mai pensato a come dev'essere concentrare la propria vita nello studio della vita e della storia di un altro singolo individuo. Studiare passo per passo tutti gli elementi che hanno caratterizzato la vita di un'altra persona, analizzare le sue opere, i suoi scritti, interrogarsi sui suoi viaggi, fino ad arrivare a fondersi con il suo spirito. 'Possessione' di Antonia S. Byatt, basa il suo intreccio proprio sulla vita di due studiosi, entrambi, infatti, si occupano dell'analisi della vita e delle opere di due grandi autori dell'epoca vittoriana.

    Roland Mitchell, è un giovane ricercatore, che si occupa dello studio della vita e delle opere di un poeta vittoriano R.H.Ash. Durante una delle sue ricerche su uno scritto originario dell'autore, scopre per puro caso una lettera scritta dell'autore verso una destinataria sconosciuta. Da una prima analisi, Roland capisce che la donna a cui Ash scrive non è la moglie, e decide quasi immediatamente di nascondere il documento. La vita di Roland è sempre stata incentrata sullo studio della vita di Ash e questa scoperta sembra scuotere il suo mondo facendolo quindi decidere, di indagare sulla vita privata dello scrittore, in modo da scoprire quale sia la vera storia legata a quella lettera. Attraverso l'analisi di un diario riesce a scoprire il nome della destinataria della lettera, Christabel LaMotte. Si tratta di una poetessa inglese, famosa soprattutto per alcune prose legate ad alcune leggende bretoni. Sembrerebbe, dai documenti ufficiali, che i due autori non si siano mai incontrati e questo attrae subito la curiosità di Roland, che si trova costretto a chiedere aiuto ad una collega, Maud Bailey, esperta a sua volta della vita e delle opere di Christabel LaMotte. Roland raggiunge, la ricercatrice, presso il centro studi in cui lavora e la rende partecipe della sua scoperta. Mentre in un primo tempo i due conducono ricerche quasi separate con il passare delle pagine, gli eventi reperiti dai due continuano ad intrecciarsi fino a rendere necessario uno studio condiviso. I due ricercatori si trovano a ripercorrere le storie dei due poeti, rileggono i loro scritti fino a trovare dei collegamenti tra quanto hanno scritto, visitano i luoghi che li hanno visti insieme, cercando il segreto di quell'amore tenuto nascosto nel tempo.

    L'autrice è davvero brava nella gestione di un romanzo ambientato in periodi completamente diversi, spesso sono riportati i poemi e gli scritti dei due autori, e l'autrice è in grado di cambiare registro, adeguandosi a quanto richiesto dalla trama, svariate volte. Il libro, per quanto riguarda Roland e Maud, è ambientato nel 1986, in un periodo quasi contemporaneo con l'uscita del romanzo. Allo stesso tempo spesso vengono riportate lettere che sono state scambiate tra Christabel ed Ash, le pagine dei loro diari, oppure delle loro opere. L'intero romanzo è quindi gestito su due canali narrativi completamente diversi, la ricerca di Maud e Roland, assume spesso caratteristiche tipiche di un romanzo giallo, con la soluzione dell'enigma che ovviamente arriva soltanto nelle ultime pagine del libro. L'altro canale narrativo, basa la sua esistenza sulla relazione fra Christabel LaMotte e Randolph Henry Ash, la narrazione si svolge attraverso le lettere scambiate fra i due autori, siamo a fine Ottocento e le problematiche e le tematiche affrontate sono tipiche di quel secolo.

    Ovviamente la scrittura è diversa a seconda del periodo analizzato e la rappresentazione dei due periodi avviene anche attraverso piccoli elementi che hanno reso ancora più piacevole la lettura. Mentre il ventesimo secolo viene rappresentato attraverso il disordine e la lotta intestina fra ricercatori per una nuova scoperta, diversamente il periodo vittoriano viene rappresentato tramite le prime esperienze esoteriche ed alcune ricerche scientifiche dell'epoca. Durante la lettura del romanzo, ho pensato spesso che comunque le due storie potrebbero essere separate in quanto entrambe ugualmente interessanti.
    Nonostante il filo conduttore sia la ricerca sui due autori vittoriani, entrambe le storie sono create in modo da essere indipendenti e scorrevoli anche se separate l'una dall'altra. Io ho apprezzato entrambi i filoni ma se devo essere sincera forse ho apprezzato di più la parte vittoriana, in quanto ho trovato che l'autrice sia stata davvero brava a calarsi a nello scorso secolo, sembrava davvero di leggere alcuni documenti dell'Ottocento. In questo contesto è stato davvero interessante scoprire alcuni elementi, tipici di quegli anni che in molti romanzi di quell'epoca non si riscontrano, probabilmente perché inserite dall'autrice in conseguenza di un suo attento studio su quel periodo storico. A tal proposito tengo a sottolineare che l'autrice A.S.Byatt era, prima dell'uscita di 'Possessione, nota soprattutto come studiosa dell'Ottocento letterario inglese, proprio il periodo che prepotentemente si rende protagonista nello sviluppo della storia.
    Il libro è scorrevole soprattutto nella parte che riguarda le indagini svolte da Roland e Maud, che a volte sembra assumere i toni tipici dei romanzi gialli, l'autrice è davvero brava a mantenere l'attenzione e la curiosità per lo sviluppo della storia. La parte ambientata nel periodo vittoriano è per me la migliore, anche se forse un po' più complessa e meno scorrevole nella lettura. Vengono infatti riportati gli scritti dei due autori ma anche lettere scambiate fra diversi soggetti legati in vario modo alla storia, e credo che questo a volte possa generare un po' di confusione e rallentamenti nella lettura. Ad ogni modo, questa è la parte che ho apprezzato di più, soprattutto perché sono moltissimi gli scritti che sono riportati e diversi nei toni e nel loro sviluppo. Spesso all'interno del libro vengono riportate le poesie scritte dai due personaggi vittoriani, questo secondo me impreziosisce lo scritto, ma ovviamente può rendere più difficoltosa la lettura del libro.

    Un'altra cosa che ha reso particolare il romanzo ai miei occhi è che la parte per così dire contemporanea, ambientata nel 1986, mi è sembrata davvero lontanissima da oggi. Leggendo l'intreccio della storia era chiaro l'obiettivo dell'autrice di uniformare o comunque trovare delle similitudini tra i comportamenti vittoriani e gli atteggiamenti del ventesimo secolo. Obiettivo chiaramente raggiunto, l'unica cosa che mi ha fatto pensare è quanto effettivamente lontani siano gli anni ottanta da oggi. Quello che mi ha fatto pensare è che gli studi dei due ricercatori vengono descritti in ogni particolare i due ragazzi basano la loro ricerca su documentazione cartacea e sono costretti a condividere i loro studi spostandosi da una parte all'altra della Gran Bretagna. Lo sviluppo di una rete globale come Internet, ovviamente avrebbe facilitato di moltissimo le loro ricerche o comunque la presenza di un archivio condiviso avrebbe reso sicuramente diverso lo sviluppo del libro. E' ovvio, il libro è ambientato a fine degli anni ottanta quando Internet o comunque l'uso del p.c. non era così diffuso. Un'altra cosa che mi ha colpito è come fosse facile appena una quindicina di anni fa scomparire o comunque isolarsi dal resto del mondo almeno per qualche ora, anche i cellulari non erano ancora così diffusi ed in questo libro, ovviamente, non se ne parla. Leggere la trama di un giallo, che potrebbe essere quasi contemporaneo ma senza le tecnologie con cui siamo abituati a convivere lo rende davvero particolare anche se fa un po' impressione pensare a come siano davvero lontani quegli anni. In particolare mi sono ritrovata a pensare come sia davvero cambiata la vita di tutti noi, in conseguenza della diffusione di Internet e quanto questo ci abbia allontanati dagli anni in cui tutto ciò non esisteva. Paradossalmente le differenze fra il periodo vittoriano e fine anni ottanta, sono davvero tantissime ma sono altrettanto numerose le differenze fra il modo di vivere del millenovecentottantasei rispetto ad oggi.

    Consiglio a tutti la lettura di 'Possessione' in quanto la trama ed il suo sviluppo è davvero originale come del resto è la sua scrittura, ma lo consiglio in particolar modo proprio per il doppio binario temporale su cui è ambientato perché rende il romanzo davvero particolare.

    said on 

  • 4

    A. S. Byatt è un genio. Ho avuto il piacere di ascoltare una sua conferenza sul romanzo "Middlemarch" due anni fa al Cheltenham Literature Festival e presa dall'entusiasmo ho ingenuamente deciso di sc ...continue

    A. S. Byatt è un genio. Ho avuto il piacere di ascoltare una sua conferenza sul romanzo "Middlemarch" due anni fa al Cheltenham Literature Festival e presa dall'entusiasmo ho ingenuamente deciso di scrivere la mia imminente tesi di laurea sul romanzo di cui vi parlerò. Dico ingenuamente perché ho scelto l'argomento basandomi sulle innumerevoli recensioni positive a riguardo, ma senza aver effettivamente nemmeno provato a leggere il romanzo. Dopo un tentativo di lettura finito in partenza, sconforto e rimpianti, sono finalmente riuscita a leggere questo complicato romanzo e ne sono immensamente orgogliosa. Anche perché adesso posso finalmente iniziare a scrivere la mia tesi con idee chiare in testa, ma questa è un'altra storia.

    Ho letto questo romanzo, vincitore nel 1990 del Booker Prize, in una settimana e ho dedicato animo e corpo a questa lettura. La fitta rete di riferimenti mitologici, il linguaggio spesso accademico e la specificità degli argomenti trattati mi avevano fatto abbandonare prematuramente il romanzo bollandolo come un romanzo elitario e un po' spocchioso, ma sotto a tutti questi paroloni l'autrice ha creato un puzzle perfetto che coinvolge il lettore e lo trasporta fisicamente in un'altra dimensione: i mondi di Randolph Henry Ash e Christabel LaMotte, due autori ottocenteschi non realmente esistiti, ma estremamente verosimili. La loro vita e la loro produzione letteraria è ricostruita talmente con maestria che ho dovuto controllare che fossero davvero personaggi fittizi. Anche i personaggi "contemporanei" sono caratterizzati in modo molto particolare e ho apprezzato particolarmente la dottoressa Maud Bailey, che ho preso in simpatia da subito. Descritta come una "donna gelida", mi è sembrato uno dei personaggi più umani ed interessanti del romanzo e la la rivelazione nel finale l'ha automaticamente eletta mio personaggio preferito.

    Il pastiche di stili e generi creati dall'autrice è notevole e forse uno dei migliori che abbia mai avuto il piacere di leggere. Byatt inserisce nel suo romanzo lettere, diari, poesie, saggi, in un valzer di stili molto particolare. Ovviamente questa ricchezza letteraria ha i suoi pro e contro. Accresce il valore letterario, ma diminuisce la scorrevolezza rendendo, così, il romanzo un po' criptico per un lettore non abituato a questa varietà di registri e stili. Più volte ho dovuto rileggere interi paragrafi per non fraintendere il significato di alcune parole e con rammarico devo ammettere che non ho letto interamente tutte le poesi. I temi affrontati nel romanzo sono ancora più numerosi degli stili. Il rapporto con il passato, la competizione dell'ambiente accademico, il femminismo, l'omosessualità femminile, l'ossessione legata al possedere oggetti e persone, l'amore sono solo alcuni dei temi sviluppati in Possessione ed è proprio il titolo, sul quale ho riflettuto a lungo, a legarli tutti assieme.

    Non penso sia un romanzo per tutti e per questo motivo l'ho definito elitario. Questa mia definizione, però, non ha necessariamente una connotazione negativa. Per apprezzare al 100% un lavoro di questo genere bisogna avere una certa familiarità con la letteratura inglese ottocentesca ed essere pronti a sacrificare un paio di neuroni per il bene della conoscenza. Sono uscita vittoriosa da questa sfida e ne vado molto fiera. Sono pronta a mettere di nuovo in gioco le mie sinapsi a breve.

    Independent women must expect more of themselves, since neither men nor other more conventionally domesticated women will hope for anything, or expect any result other than utter failure. ― A.S. Byatt, Possession

    4 STELLE e un piccolo meno per i neuroni consumati durante la lettura.
    (5 stelle alla traduttrice per il lavoro immenso)

    http://ichliebelibri.blogspot.it/2015/03/recensione-possessione-s-byatt.html

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