Possessione

Una storia romantica

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (La biblioteca di Repubblica, Novecento)

4.0
(1775)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 607 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Chi semplificata , Coreano , Polacco

Isbn-10: A000049211 | Isbn-13: 9788496142022 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Anna Nadotti , Fausto Galuzzi

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Rosa

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Descrizione del libro
"Si rifugiavano nel silenzio. Si toccavano senza far commenti, né progressi. Una mano su una mano, un braccio vestito che si posa su un braccio. Una caviglia che sfiora una caviglia, mentre sono seduti in spiaggia, e non viene ritratta"
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  • 5

    Colto e poetico

    Poetico in tutti i sensi....
    Bellissimo..parte un pò lento ma man mano diventa sempre più interessante e le annotazioni che inizialmente sembravano noiose ripetizioni o approfondimenti pedanti dell'au ...continua

    Poetico in tutti i sensi....
    Bellissimo..parte un pò lento ma man mano diventa sempre più interessante e le annotazioni che inizialmente sembravano noiose ripetizioni o approfondimenti pedanti dell'autrice prendono significato. Tutta la storia è un continuo richiamo di citazioni e poesie che svelano un romantico segreto all'inseguimento del quale nasce la piccola avventura dei due protagonisti...che si fondono e diventano parte di ciò che inseguono.

    ha scritto il 

  • 3

    Una bella storia che intreccia passato e presente verso un imprevedibile finale. Amore e morte, possesso e libertà, lealtà e tradimento, sacrificio e diritto alla felicità sono gli ingredienti giusti ...continua

    Una bella storia che intreccia passato e presente verso un imprevedibile finale. Amore e morte, possesso e libertà, lealtà e tradimento, sacrificio e diritto alla felicità sono gli ingredienti giusti per una sofisticata e dotta storia d'amore che torna da un passato lontanissimo per farne germogliare un'altra, alla luce di felicità possibile. Una lettura non facilissima per la cospicua quantità di lettere e poesie -parti integranti del testo-, ma alla fine una lettura edificante.

    ha scritto il 

  • 5

    colpo di fulmine!

    Un piccolo gioiello!
    Sembra incredibile che questo romanzo sia stato scritto in epoca così recente.
    Nelle lettere che i due amanti scrittori si scambiano c'è davvero uno stile di scrittura così vicino ...continua

    Un piccolo gioiello!
    Sembra incredibile che questo romanzo sia stato scritto in epoca così recente.
    Nelle lettere che i due amanti scrittori si scambiano c'è davvero uno stile di scrittura così vicino a quello dell'epoca vittoriana, che non posso che applaudire il meraviglioso lavoro fatto dall'autrice nel costruirle. Questa è la parte più riuscita del romanzo, quell'innamoramento fatto di parole, pensieri e opinioni che trapela pagina dopo pagina.
    Mi ha letteralmente conquistata.
    Poi, è vero, non arriva a tenere la stessa tensione fino alla fine; la storia d'amore tra i due personaggi contemporanei non è minimamente paragonabile a quella che loro stessi scoprono nei loro rispettivi scrittori feticcio, come non riesce ad avvincere particolarmente lo sviluppo della vicenda stessa. Tuttavia vale davvero la pena immergersi in questo libro, se non altro per quelle splendide pagine epistolari intrise di poesia, religione, politica, passione, favola.

    ha scritto il 

  • 3

    Possessione è stato il mio primo romanzo della Byatt e ne ho iniziato la lettura con grandi aspettative, convinto anche dai tanti commenti positivi su quest’autrice che ho trovato su anobii.

    Il primo ...continua

    Possessione è stato il mio primo romanzo della Byatt e ne ho iniziato la lettura con grandi aspettative, convinto anche dai tanti commenti positivi su quest’autrice che ho trovato su anobii.

    Il primo impatto è stato positivo. L’autrice ha messo su un complesso intrigo letterario, inventando di sana pianta la storia di due poeti inglesi del periodo vittoriano, Randolph Henry Ash e Christabel La Motte, e della loro relazione segreta. Una traccia di tale relazione viene fornita da una lettera casualmente scoperta da un giovane ricercatore di grande talento e passione ma poco considerato negli ambienti accademici e cronicamente senza fondi. Il giovane, che è uno studioso del poeta Ash, non fa parola con nessuno della sua scoperta e inizia una sua ricerca privata delle prove del rapporto tra i due artisti che, a suo parere, potrebbe fornire una nuova chiave di lettura delle opere del poeta. Nella sua ricerca il protagonista chiede aiuto a una giovane e affermata collega che è una studiosa della LaMotte. La loro ricerca si svilupperà tra intrighi accademici, gelosie e losche manovre sullo sfondo della magnifica campagna inglese.

    La vicenda è sicuramente coinvolgente ma io, man mano che procedevo nella lettura, avvertivo un senso crescente di fastidio che mi spingeva a mettere continuamente da parte il libro. Il fastidio era legato al mondo in cui la maggior parte della vicenda si sviluppa. Molti dei personaggi della storia sono dei veri e propri cacciatori di reperti che scavano incessantemente nella vita dei due poeti volendo penetrare anche negli angoli più segreti della loro vita. Leggendo queste pagine mi è capitato di immaginare con terrore che qualcuno, dopo la mia morte, possa andare a frugare tra le mie carte personali cercando di interpretare i miei pensieri più privati. Credo che ogni persona abbia il diritto di decidere cosa rendere pubblico e cosa invece riservare alla sua sfera privata e non è accettabile la spiegazione del se non l’ha distrutto allora voleva che fosse pubblicato. Il fastidio è accresciuto dal vedere questa attività descritta come ricerca. Io lavoro nel mondo della ricerca (anche se in un campo totalmente diverso) e so bene che ogni campo ha la sua legittimità e specificità e non è saggio traslare le categorie di un ambito ad un altro ambito. Faccio, però, veramente fatica a considerare come ricerca l’andare a spulciare nelle carte private di una persona, fosse anche un artista famoso. Anche a me è capitato di lavorare sulle pagine di un grande del passato, di mettermi sulle spalle di quel gigante, ma io cerco di penetrare nei segreti delle sue idee e non mi interessa cosa faceva e pensava nella sua vita privata. In tutto ciò ci vedo qualcosa di estremamente morboso.

    La parte centrale del romanzo mi è risultata totalmente indigesta. In questa parte vengono riportati lunghissimi brani della corrispondenza privata (completamente inventata) dei due autori e interi brani delle loro opere. La poesia vittoriana non è nelle mie corde e, anche se ho ammirato la perizia con l’autrice ha ricostruito l’atmosfera culturale dell’epoca, ho avuto grandissime difficoltà a superare questa parte ed ho saltato un buon numero di pagine.

    In definitiva, la Byatt non mi ha convinto ma penso che sia giusto darle una seconda possibilità.

    ha scritto il 

  • 3

    Antonia Byatt confeziona un libro dal taglio ottocentesco intelligente, acuto, sicuramente ben fatto. La narrazione è articolata in maniera molto coinvolgente, e ciò costituisce sicuramente il punto d ...continua

    Antonia Byatt confeziona un libro dal taglio ottocentesco intelligente, acuto, sicuramente ben fatto. La narrazione è articolata in maniera molto coinvolgente, e ciò costituisce sicuramente il punto di forza principale del romanzo. Il lettore è infatti spinto a proseguire progressivamente nella lettura, sempre più avanti, mosso dall’immedesimazione fra sé e i protagonisti, che gli fa vivere in prima persona l’indagine che si snida lungo le pagine del libro. L’autrice è stata abilissima nell’orchestrare una progressiva snucleazione di colpi di scena in successione, basata sulla polifonia delle voci e dei punti di vista, nonché su alcuni efficaci salti temporali. Accuratissima la parte “storica”, sia nell’evocazione che nell’invenzione letteraria, il cui risultato è sicuramente di grande effetto e verosimiglianza. Trovo meno precisa la caratterizzazione dei personaggi protagonisti di questa “corsa alla possessione”: troppi stereotipi lanciati un po’ qua e là, dove forse sarebbe stato più opportuno un maggiormente accurato lavoro sulle psicologie, cosa che a mio parere avrebbe enfatizzato oltremisura i tratti negativi dell’ambiente in cui i personaggi si muovono, e che l’autrice intende raccontare. Ciò, tuttavia, non mi pare che tolga troppa efficacia, a una storia sicuramente molto solida ed efficacemente impiantata, basata sulla grande scorrevolezza e accompagnata da uno stile sciolto e di buona lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Bisogna arrivare a metà libro… Bisogna aspettare intorno a pagina, ahimé, 250, perché le figurine disposte dall’Autrice con pazienza (reciproca…) si animino e prendano vita, dando il via finalmente a ...continua

    Bisogna arrivare a metà libro… Bisogna aspettare intorno a pagina, ahimé, 250, perché le figurine disposte dall’Autrice con pazienza (reciproca…) si animino e prendano vita, dando il via finalmente a un intreccio degno di questo nome. Bisogna digerire molte descrizioni di piastrelle di tutti i tipi, molti capelli biondissimi, molte vere poesie finto vittoriane (o viceversa?), e molti trattini (perché? – non conosci – i puntini di sospensione? – Perché – tutti scrivono così – in questo libro?).
    Superato quello… la possessione ha luogo. La magia finalmente inizia, e ci si ritrova presi dai molteplici piani e personaggi, i sentimenti ci rimbalzano dentro, l’ironia inglese si dispiega e anche le poesie, amen, acquistano infine un significato.
    PS: il post scriptum è commovente (quello del libro… non questo…)

    ha scritto il 

  • 5

    Possessione

    Un libro che avrei voluto leggere in poltrona davanti ad un caminetto acceso per le splendide atmosfere inglesi, per la trama avvincente, per la storia anche romantica e invece totalmente posseduta l' ...continua

    Un libro che avrei voluto leggere in poltrona davanti ad un caminetto acceso per le splendide atmosfere inglesi, per la trama avvincente, per la storia anche romantica e invece totalmente posseduta l'ho letto persino con l'app Kindle sul telefono. Bellissimo.

    ha scritto il 

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