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Post Office

By Charles Bukowski

(216)

| Paperback | 9780061177576

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Book Description

"It began as a mistake." By middle age, Henry Chinaski has lost more than twelve years of his life to the U.S. Postal Service. In a world where his three true, bitter pleasures are women, booze, and racetrack betting, he somehow drags his hangove Continue

"It began as a mistake." By middle age, Henry Chinaski has lost more than twelve years of his life to the U.S. Postal Service. In a world where his three true, bitter pleasures are women, booze, and racetrack betting, he somehow drags his hangover out of bed every dawn to lug waterlogged mailbags up mud-soaked mountains, outsmart vicious guard dogs, and pray to survive the day-to-day trials of sadistic bosses and certifiable coworkers. This classic 1971 novel—the one that catapulted its author to national fame—is the perfect introduction to the grimly hysterical world of legendary writer, poet, and Dirty Old Man Charles Bukowski and his fictional alter ego, Chinaski.

343 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    capita che che il lavoro a volte ci sembri intollerabile. almeno a me continua a capitare.
    si', la crisi, l'eta', i fallimenti, ho un sacco di ottime scuse.

    pero' mi capita.
    in questi momenti riprendo in mano post office, che e' la storia di chinask ...(continue)

    capita che che il lavoro a volte ci sembri intollerabile. almeno a me continua a capitare.
    si', la crisi, l'eta', i fallimenti, ho un sacco di ottime scuse.

    pero' mi capita.
    in questi momenti riprendo in mano post office, che e' la storia di chinaski e il suo rapporto con le poste USA.
    una storia di sopravvivenza, di adattamento.
    ironico, divertentissimo.
    personaggi bizzarri, grotteschi, surreali, malati, dementi.
    folli.
    e poi c'e' quel jonstone, il sadico che ha il compito di decidere chi, tra i postini precari, ogni giorno avra' qualcosa da fare e chi andra' a casa senza lavoro. ovviamente chinaski tutti i giorni viene mandato a casa senza lavoro. ma lui non si dispera: torna a casa, a letto, e "lo appoggia al culo caldo di betty", la sua donna.

    niente lavoro, crisi economica, politica infame, disoccupazione.
    forse basterebbe il culo caldo della nostra betty per affrontare tutto con dignita'.

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    ps said on Oct 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E ripeteva sempre le stesse cose... sempre sempre sempre. Ma alla fine si licenziò.

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    Anto said on Sep 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quando non è il momento non è il momento

    E questo non era il momento di leggere Bukowski.

    E però alcune perle me le ha regalate. Come quella cosa lì sul cibo che "... fa bene ai nervi e allo spirito. Il coraggio viene dallo stomaco. Tutto il resto è disperazione"
    punto

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    Margot said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La mia recensione di questo libro la trovate sul mio blog: http://ali3385.blogspot.it

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    Ali said on Aug 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Prima di partire per una vacanza o so perfettamente cosa portami sotto l'ombrellone (magari il libro di una saga seguita, o la novità di un autore molto apprezzato), oppure non ne ho la più pallida idea.
    Quest'anno avevo solo la certezza di voler leg ...(continue)

    Prima di partire per una vacanza o so perfettamente cosa portami sotto l'ombrellone (magari il libro di una saga seguita, o la novità di un autore molto apprezzato), oppure non ne ho la più pallida idea.
    Quest'anno avevo solo la certezza di voler leggere un giallo, che ho trovato, ma era comunque un libro piccino e io ho la lettura facile mentre prendo il sole.
    A volte, poi, ho la fortuna di incappare nei libri che mio padre leggeva da ragazzo: praticamente tutti Kerouac e Bukowski, fatta eccezione per qualche Baudelaire o Rimbaud.
    In ogni caso, sbirciando nella piccola libreria dei miei (ridotta a pochi superstiti da me stessa, in quanto tendo a tenere nella mia i libri che ho apprezzato) sono saltati fuori i gialli di mia madre e l'ultimo Bukowski di mio padre: per l'appunto, Post Office.
    Nel leggerlo ho avuto quella classica sensazione che si ha nel paragonare un figlio al proprio padre: c'è una forte similitudine, ma un insieme di piccoli fattori li rende comunque diversi, unici.
    Ecco, Post Office è uno dei primi romanzi dell'autore e questo si vede, c'è ancora un retrogusto acerbo nei personaggi e nelle storie, che in "A sud di nessun nord" o in "Compagno di sbronze" si smussano e si amalgamano tra di loro creando una rete narrativa perfetta.
    È stato bello poterne vedere gli inizi, come sfogliare un vecchio album di fotografie.

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    Prisca Amaro said on Aug 12, 2014 | Add your feedback

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