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Post Office

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Publisher: Virgin

3.9
(4015)

Language:English | Number of Pages: 176 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , French , Swedish , Polish , Dutch , Korean

Isbn-10: 0753518163 | Isbn-13: 9780753518168 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
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  • 4

    un bel Bukowski, più dolce.

    Con Bukowski è così: c'è chi lo ama, e chi non lo regge. Credo che sia qualcosa di viscerale che trascende i suoi reali meriti di scrittore.

    Non so se è un grande scrittore, ma a me piace, e tanto.

    "P ...continue

    Con Bukowski è così: c'è chi lo ama, e chi non lo regge. Credo che sia qualcosa di viscerale che trascende i suoi reali meriti di scrittore.

    Non so se è un grande scrittore, ma a me piace, e tanto.

    "Postoffice", a mio parere, è uno dei suoi romanzi migliori. Quasi tranquillo, senza troppe esagerazioni di alcool e donne (comunque si scopa e si beve tanto anche qua), ma tutto si svolge normalemente con più sentimento del solito.

    Un Bukowski quasi romantico, di una (quasi) rassegnata tristezza.

    said on 

  • 3

    Bel personaggio Henry Chinaski

    Bel personaggio Henry Chinaski, ubriacone affidabile, lavoratore indefesso aspirante lazzarone, dedito al gioco e al sesso. Impossibile non affezionarsi.
    Il romanzo, senza una vera e propria trama, no ...continue

    Bel personaggio Henry Chinaski, ubriacone affidabile, lavoratore indefesso aspirante lazzarone, dedito al gioco e al sesso. Impossibile non affezionarsi.
    Il romanzo, senza una vera e propria trama, non può dirsi avvincente ma la scrittura dritta e schietta rende la lettura scorrevole e sempre piacevole. A presto Hank.

    said on 

  • 1

    Non penso mi cimenterò in qualche altro libro di Bukowski, a meno che non siano le poesie che mi erano state vivamente consigliate. Questa pessima esperienza mi basta e mi avanza. Magari sono io che n ...continue

    Non penso mi cimenterò in qualche altro libro di Bukowski, a meno che non siano le poesie che mi erano state vivamente consigliate. Questa pessima esperienza mi basta e mi avanza. Magari sono io che non sono riuscita ad entrare nel meccanismo, a comprendere il vero significato del romanzo e in generale a provare qualsiasi emozione durante la lettura. Il protagonista, Henry Chinaski, vive la sua doppia vita fra un regolare ma stancante lavoro alle poste (che simboleggiano la società organizzata nel quale Henry non riesce assolutamente ad abituarsi, infatti riceve continue ammonizioni da parte dei superiori) e il piacere dell'alcool, delle vincite alle corse e delle donne sempre piantate in casa sua.
    Il racconto è quasi interamente incentrato su queste maledette poste, con qualche paragrafo che approfondisce la vita coniugale (e disastrosa) del protagonista. Inizialmente è divertente, Henry ne passa di tutti i colori e mi sono fatta grosse risate, ma poi il tutto diventa noioso, gli eventi ripetitivi e si continua il libro si sviluppa con il lavoro alla posta-torno a casa stanco-scopo con la mia attuale moglie-lavoro alla posta-torno a casa stanco-vado alle corse e rimorchio qualche figa da sbattere.
    La storia è narrata con uno stile a mio parere eccessivamente volgare, sembra che il protagonista non conosca altre parole se non parolacce o bestemmie. Sicuramente una scrittura elegante ed elaborata avrebbe dato al romanzo dell'inverosimile, ma si poteva trovare un "compromesso".

    said on 

  • 4

    Alcol, sesso, cavalli e lavorare il meno possibile; questa è la filosofia di vita di Henry Chinaski alter ego di Bukowski e voce narrante delle (dis)avventure all'interno delle poste americane.
    Dissa ...continue

    Alcol, sesso, cavalli e lavorare il meno possibile; questa è la filosofia di vita di Henry Chinaski alter ego di Bukowski e voce narrante delle (dis)avventure all'interno delle poste americane.
    Dissacrante, divertente e mai banale consiglio la lettura a chi ama la beat generation, a chi cerca una scrittura volutamente non ricercata e a chiunque voglia farsi una risata alla faccia del perbenismo.

    said on 

  • 4

    Che fottuto folle Charles Bukowski!

    Romanzo dissacrante, scritto in maniera diretta e senza peli sulla lingua. Capitoli brevissimi e grande scorrevolezza, si legge in pochissimi giorni.

    said on 

  • 4

    Alcuni anni dopo il mio primo Bukowsi (A sud di nessun nord) che non mi aveva entusiasmato, ci ho riprovato con "Post office" che invece mi è piaciuto. Minore insistenza su sesso e alcol, e invece un ...continue

    Alcuni anni dopo il mio primo Bukowsi (A sud di nessun nord) che non mi aveva entusiasmato, ci ho riprovato con "Post office" che invece mi è piaciuto. Minore insistenza su sesso e alcol, e invece una più acuta ironia sul mondo del lavoro, in questo caso quello dell'impiegato postale americano. Un lavoro che Bukowski ha effettivamente svolto per molti anni.

    said on 

  • 3

    Henry Chinaski, the protagonist of this famous Bukowsky’s novel and sort of author's alter ego, strikes immediately.
    Indolence, laziness and cynism, mixed with that sense of irretrivable, among laugh ...continue

    Henry Chinaski, the protagonist of this famous Bukowsky’s novel and sort of author's alter ego, strikes immediately.
    Indolence, laziness and cynism, mixed with that sense of irretrivable, among laugh and shudder, touch us in every chapter.
    The reader seeks a ransom for this man, who, page after page, seems better rather than he is, or is doing to seem otherwise.
    Bukowski’s "ordinary madness" prose is remarkable: at times tender and scurrilous, but still sullen and consciously no way out.

    said on 

  • 3

    Il primo Bukowski non si scorda mai!
    Crudo ma mai banale.
    Arriva dritto al punto senza troppi giri di parole.
    Mi ha fatto riflettere su come un lavoro sempre uguale a sé stesso sia capace di alienare ...continue

    Il primo Bukowski non si scorda mai!
    Crudo ma mai banale.
    Arriva dritto al punto senza troppi giri di parole.
    Mi ha fatto riflettere su come un lavoro sempre uguale a sé stesso sia capace di alienare un'esistenza.

    said on 

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