Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Post Office

By

Publisher: Virgin

3.9
(3903)

Language:English | Number of Pages: 176 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , French , Swedish , Polish , Dutch , Korean

Isbn-10: 0753518163 | Isbn-13: 9780753518168 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , Humor

Do you like Post Office ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 3

    Il primo Bukowski non si scorda mai!
    Crudo ma mai banale.
    Arriva dritto al punto senza troppi giri di parole.
    Mi ha fatto riflettere su come un lavoro sempre uguale a sé stesso sia capace di alienare un'esistenza.

    said on 

  • 0

    L'ho divorato in un solo giorno.
    Devo dire che il suo modo di scrivere mi piace: scorrevole, a tratti schietto ma mai banale.
    Non avevo mai letto un libro simile e forse ciò che mi è piaciuto è stato anche questo. Ricorderò Bukowski per il suo particolare e pazzo modo di scrivere. La ...continue

    L'ho divorato in un solo giorno.
    Devo dire che il suo modo di scrivere mi piace: scorrevole, a tratti schietto ma mai banale.
    Non avevo mai letto un libro simile e forse ciò che mi è piaciuto è stato anche questo. Ricorderò Bukowski per il suo particolare e pazzo modo di scrivere. La cosa che mi ha colpito è che probabilmente lui scrive nello stesso modo in cui egli sente e vive quelle determinate situazioni ed emozioni.
    Non voglio dire che sogno di diventare alcolizzata ma, mi piacerebbe prendere la vita come lui cioè alla leggera e senza troppi pensieri.

    said on 

  • 5

    capita che che il lavoro a volte ci sembri intollerabile. almeno a me continua a capitare.
    si', la crisi, l'eta', i fallimenti, ho un sacco di ottime scuse.

    pero' mi capita.
    in questi momenti riprendo in mano post office, che e' la storia di chinaski e il suo rapporto con le po ...continue

    capita che che il lavoro a volte ci sembri intollerabile. almeno a me continua a capitare.
    si', la crisi, l'eta', i fallimenti, ho un sacco di ottime scuse.

    pero' mi capita.
    in questi momenti riprendo in mano post office, che e' la storia di chinaski e il suo rapporto con le poste USA.
    una storia di sopravvivenza, di adattamento.
    ironico, divertentissimo.
    personaggi bizzarri, grotteschi, surreali, malati, dementi.
    folli.
    e poi c'e' quel jonstone, il sadico che ha il compito di decidere chi, tra i postini precari, ogni giorno avra' qualcosa da fare e chi andra' a casa senza lavoro. ovviamente chinaski tutti i giorni viene mandato a casa senza lavoro. ma lui non si dispera: torna a casa, a letto, e "lo appoggia al culo caldo di betty", la sua donna.

    niente lavoro, crisi economica, politica infame, disoccupazione.
    forse basterebbe il culo caldo della nostra betty per affrontare tutto con dignita'.

    said on 

  • 3

    Quando non è il momento non è il momento

    E questo non era il momento di leggere Bukowski.

    E però alcune perle me le ha regalate. Come quella cosa lì sul cibo che "... fa bene ai nervi e allo spirito. Il coraggio viene dallo stomaco. Tutto il resto è disperazione"
    punto

    said on 

  • 4

    Prima di partire per una vacanza o so perfettamente cosa portami sotto l'ombrellone (magari il libro di una saga seguita, o la novità di un autore molto apprezzato), oppure non ne ho la più pallida idea.
    Quest'anno avevo solo la certezza di voler leggere un giallo, che ho trovato, ma era co ...continue

    Prima di partire per una vacanza o so perfettamente cosa portami sotto l'ombrellone (magari il libro di una saga seguita, o la novità di un autore molto apprezzato), oppure non ne ho la più pallida idea.
    Quest'anno avevo solo la certezza di voler leggere un giallo, che ho trovato, ma era comunque un libro piccino e io ho la lettura facile mentre prendo il sole.
    A volte, poi, ho la fortuna di incappare nei libri che mio padre leggeva da ragazzo: praticamente tutti Kerouac e Bukowski, fatta eccezione per qualche Baudelaire o Rimbaud.
    In ogni caso, sbirciando nella piccola libreria dei miei (ridotta a pochi superstiti da me stessa, in quanto tendo a tenere nella mia i libri che ho apprezzato) sono saltati fuori i gialli di mia madre e l'ultimo Bukowski di mio padre: per l'appunto, Post Office.
    Nel leggerlo ho avuto quella classica sensazione che si ha nel paragonare un figlio al proprio padre: c'è una forte similitudine, ma un insieme di piccoli fattori li rende comunque diversi, unici.
    Ecco, Post Office è uno dei primi romanzi dell'autore e questo si vede, c'è ancora un retrogusto acerbo nei personaggi e nelle storie, che in "A sud di nessun nord" o in "Compagno di sbronze" si smussano e si amalgamano tra di loro creando una rete narrativa perfetta.
    È stato bello poterne vedere gli inizi, come sfogliare un vecchio album di fotografie.

    said on 

Sorting by