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Post Office

La biblioteca di Repubblica-Novecento, 33

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

3.9
(4002)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 189 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Svedese , Polacco , Olandese , Coreano

Isbn-10: 8481305111 | Isbn-13: 9788481305111 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Henry Chinaski, alter ego largamente autobiografico di Charles Bukowski, è uno strano tipo di postino: si abbandona tutte le notti a grandi bevute e prolungati amplessi, ma alle cinque del mattino è puntualmente nel suo ufficio postale ad attendere gli ordini generalmente sadici del capo. I lunghi e ripetitivi giri per consegnare lettere e plichi, compiuti con l'ansia di rispettare l'orario, si caricano - nel quadro decisamente grottesco dell'insieme - di spessori ora epici ora tragici, e fanno da costante contraltare oppressivo e concentrazionario all'edonismo sfrenato che subentra quando cala il sole.Nelle sbronze di Henry non c'è alcuna pulsione autolesionistica: beve semplicemente perché gli piace, così come gli piace il sesso: essere liberi, per lui, significa procurarsi liberamente il maggior piacere possibile. Ma l'ufficio postale, trasparente metafora della società organizzata, si erge come un asettico Moloch a contrastare in modo arcigno e implacabile quella libertà, al punto che l'unica possibilità di acquisirla e goderne resta il licenziamento, dall'ufficio come dalla società. Ed è quello che Chinaski infine otterrà, preparandosi a un gioioso futuro da dropout.Scritto nel 1971, Post Office è certamente il frutto migliore di un narratore che dell'autoemarginazione e della critica violenta al sogno americano ha fatto la marca distintiva del suo operare; senza mai smarrire, tuttavia, il filo di una superiore ironia, capace di rivolgersi docilmente e persuasivamente anche contro il personaggio di sé così amorosamente costruito.(Quarta di copertina inserita da Paperino Ge)
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  • 4

    un bel Bukowski, più dolce.

    Con Bukowski è così: c'è chi lo ama, e chi non lo regge. Credo che sia qualcosa di viscerale che trascende i suoi reali meriti di scrittore.

    Non so se è un grande scrittore, ma a me piace, e tanto.

    "P ...continua

    Con Bukowski è così: c'è chi lo ama, e chi non lo regge. Credo che sia qualcosa di viscerale che trascende i suoi reali meriti di scrittore.

    Non so se è un grande scrittore, ma a me piace, e tanto.

    "Postoffice", a mio parere, è uno dei suoi romanzi migliori. Quasi tranquillo, senza troppe esagerazioni di alcool e donne (comunque si scopa e si beve tanto anche qua), ma tutto si svolge normalemente con più sentimento del solito.

    Un Bukowski quasi romantico, di una (quasi) rassegnata tristezza.

    ha scritto il 

  • 3

    Bel personaggio Henry Chinaski

    Bel personaggio Henry Chinaski, ubriacone affidabile, lavoratore indefesso aspirante lazzarone, dedito al gioco e al sesso. Impossibile non affezionarsi.
    Il romanzo, senza una vera e propria trama, no ...continua

    Bel personaggio Henry Chinaski, ubriacone affidabile, lavoratore indefesso aspirante lazzarone, dedito al gioco e al sesso. Impossibile non affezionarsi.
    Il romanzo, senza una vera e propria trama, non può dirsi avvincente ma la scrittura dritta e schietta rende la lettura scorrevole e sempre piacevole. A presto Hank.

    ha scritto il 

  • 1

    Non penso mi cimenterò in qualche altro libro di Bukowski, a meno che non siano le poesie che mi erano state vivamente consigliate. Questa pessima esperienza mi basta e mi avanza. Magari sono io che n ...continua

    Non penso mi cimenterò in qualche altro libro di Bukowski, a meno che non siano le poesie che mi erano state vivamente consigliate. Questa pessima esperienza mi basta e mi avanza. Magari sono io che non sono riuscita ad entrare nel meccanismo, a comprendere il vero significato del romanzo e in generale a provare qualsiasi emozione durante la lettura. Il protagonista, Henry Chinaski, vive la sua doppia vita fra un regolare ma stancante lavoro alle poste (che simboleggiano la società organizzata nel quale Henry non riesce assolutamente ad abituarsi, infatti riceve continue ammonizioni da parte dei superiori) e il piacere dell'alcool, delle vincite alle corse e delle donne sempre piantate in casa sua.
    Il racconto è quasi interamente incentrato su queste maledette poste, con qualche paragrafo che approfondisce la vita coniugale (e disastrosa) del protagonista. Inizialmente è divertente, Henry ne passa di tutti i colori e mi sono fatta grosse risate, ma poi il tutto diventa noioso, gli eventi ripetitivi e si continua il libro si sviluppa con il lavoro alla posta-torno a casa stanco-scopo con la mia attuale moglie-lavoro alla posta-torno a casa stanco-vado alle corse e rimorchio qualche figa da sbattere.
    La storia è narrata con uno stile a mio parere eccessivamente volgare, sembra che il protagonista non conosca altre parole se non parolacce o bestemmie. Sicuramente una scrittura elegante ed elaborata avrebbe dato al romanzo dell'inverosimile, ma si poteva trovare un "compromesso".

    ha scritto il 

  • 4

    Alcol, sesso, cavalli e lavorare il meno possibile; questa è la filosofia di vita di Henry Chinaski alter ego di Bukowski e voce narrante delle (dis)avventure all'interno delle poste americane.
    Dissa ...continua

    Alcol, sesso, cavalli e lavorare il meno possibile; questa è la filosofia di vita di Henry Chinaski alter ego di Bukowski e voce narrante delle (dis)avventure all'interno delle poste americane.
    Dissacrante, divertente e mai banale consiglio la lettura a chi ama la beat generation, a chi cerca una scrittura volutamente non ricercata e a chiunque voglia farsi una risata alla faccia del perbenismo.

    ha scritto il 

  • 4

    Che fottuto folle Charles Bukowski!

    Romanzo dissacrante, scritto in maniera diretta e senza peli sulla lingua. Capitoli brevissimi e grande scorrevolezza, si legge in pochissimi giorni.

    ha scritto il 

  • 4

    Alcuni anni dopo il mio primo Bukowsi (A sud di nessun nord) che non mi aveva entusiasmato, ci ho riprovato con "Post office" che invece mi è piaciuto. Minore insistenza su sesso e alcol, e invece un ...continua

    Alcuni anni dopo il mio primo Bukowsi (A sud di nessun nord) che non mi aveva entusiasmato, ci ho riprovato con "Post office" che invece mi è piaciuto. Minore insistenza su sesso e alcol, e invece una più acuta ironia sul mondo del lavoro, in questo caso quello dell'impiegato postale americano. Un lavoro che Bukowski ha effettivamente svolto per molti anni.

    ha scritto il 

  • 3

    Henry Chinaski, the protagonist of this famous Bukowsky’s novel and sort of author's alter ego, strikes immediately.
    Indolence, laziness and cynism, mixed with that sense of irretrivable, among laugh ...continua

    Henry Chinaski, the protagonist of this famous Bukowsky’s novel and sort of author's alter ego, strikes immediately.
    Indolence, laziness and cynism, mixed with that sense of irretrivable, among laugh and shudder, touch us in every chapter.
    The reader seeks a ransom for this man, who, page after page, seems better rather than he is, or is doing to seem otherwise.
    Bukowski’s "ordinary madness" prose is remarkable: at times tender and scurrilous, but still sullen and consciously no way out.

    ha scritto il 

  • 3

    Il primo Bukowski non si scorda mai!
    Crudo ma mai banale.
    Arriva dritto al punto senza troppi giri di parole.
    Mi ha fatto riflettere su come un lavoro sempre uguale a sé stesso sia capace di alienare ...continua

    Il primo Bukowski non si scorda mai!
    Crudo ma mai banale.
    Arriva dritto al punto senza troppi giri di parole.
    Mi ha fatto riflettere su come un lavoro sempre uguale a sé stesso sia capace di alienare un'esistenza.

    ha scritto il 

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