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Poteva andare peggio

Mezzo secolo di ragionevoli illusioni

Di

Editore: Mondadori (Ingrandimenti)

3.8
(16)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 430 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804593601 | Isbn-13: 9788804593607 | Data di pubblicazione: 

Genere: Biography , History , Political

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Descrizione del libro
Mario Pirani - uno dei più dissacranti testimoni del secolo appena passato - conduce il lettore in un lungo viaggio attraverso ottant'anni di vita italiana. Dall'infanzia, maturata nei brevi splendori della Belle Époque degli anni Venti, alla giovinezza, trascorsa durante un periodo tra i più bui del Novecento, quando per poco l'orrore dello sterminio nazista non cancellò la famiglia ebrea dei Pirani - Coen, all'atmosfera colma di speranze dell'immediato dopoguerra, che indusse il giovane Pirani ad accogliere il verbo comunista e adoperarsi per la ricostruzione materiale e morale della nazione. Nel 1961 la "cesura netta" della sua esistenza, che lo porta a uscire dall'"Unità" e dal Pci e accettare un'offerta di lavoro all'Eni di Enrico Mattei in Tunisia. In pagine bellissime - che si concludono alla soglia dell'avventura professionale del quotidiano "la Repubblica" - Pirani rivive sulla pagina, alternando cronaca personale e memoria storica, una stagione "felice quanto illusoria". Il suo sguardo, sempre penetrante ma anche ironico e divertito, riesce a evocare, al di fuori di ogni posa oleografica, una folla variegata di personaggi in una sorta di personalissimo spettacolo del Novecento italiano.
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  • 4

    Ragionevoli illusioni

    è davvero un bel sottotitolo per questo sorprendente libro del giornalista di Repubblica Mario Pirani. Mi aspettavo un libro di storia politico economica dell'Italia del dopoguerra e invece il libro è l'autobiografia di uomo dalla vita avventurosa. Pirani, di origini ebraico-cosmopolite, cresciut ...continua

    è davvero un bel sottotitolo per questo sorprendente libro del giornalista di Repubblica Mario Pirani. Mi aspettavo un libro di storia politico economica dell'Italia del dopoguerra e invece il libro è l'autobiografia di uomo dalla vita avventurosa. Pirani, di origini ebraico-cosmopolite, cresciuto negli anni 20 tra grandi alberghi, Lido e mostre del cinema, diviene comunista, tramite l'antifascismo dopo le leggi razziali che sconvolgono la vita della sua famiglia. Assunto dal PCI ancora giovanissimo, diventa presto un quadro importante del partito, assumendo via via ruoli diversi, sempre di rilievo, ma mai totalmente convinto dall'ortodossia staliniana. Una delle parti più affascinanti è il racconto della sua esperienza come segretario della federazione di Venezia tra il '48 e il '52. E' l'evocazione di una città vivace, economicamente e culturalmente che fa davvero venire voglia di ritrovarsi in mezzo alle discussioni tra Vedova e Pizzinato sull'arte (l'arte astratta può essere compresa dalle masse, o è necessariamente un'arte borghese?). Altro capitolo affascinante è quello alla Graham Greene in cui Pirani racconta la sua esperienza a Tunisi come dirigente dell'Eni, all'epoca di Mattei, per prendere contatti con il FLN algerino. E i successivi capitoli sull'Eni di Cefis e l'Italia degli anni '60 aprono uno squarcio sui giochi di potere che già allora si delineavano a limitare la sovranità del parlamento e di conseguenza di noi italiani.
    Manca la quinta stella perchè mi ha colpito negativamente la freddezza con cui Pirani racconta i suoi rapporti d'affetto, la moglie e le figlie, ridotte queste ultime in oltre 400 pagine a nomi e date di nascita.
    Questo non impedisce però al libro di rappresentare un giornalismo rigoroso, polemico e ben scritto. E aggungerei necessario. Perchè è con questo gionalismo che si capiscono le cose.

    ha scritto il 

  • 0

    "Mezzo secolo di ragionevoli illusioni": 1925 - 1986, dalla nascita al ritorno a Repubblica. L'infanzia in un'agiata famiglia borghese. La fanciullezza funestata dalla guerra e dalle persecuzioni nei confronti degli ebrei: Pirani nasce da madre cattolica e padre ebreo. La giovinezza e l'incontro ...continua

    "Mezzo secolo di ragionevoli illusioni": 1925 - 1986, dalla nascita al ritorno a Repubblica. L'infanzia in un'agiata famiglia borghese. La fanciullezza funestata dalla guerra e dalle persecuzioni nei confronti degli ebrei: Pirani nasce da madre cattolica e padre ebreo. La giovinezza e l'incontro con il Partito Comunista, la militanza, i festival della Gioventù, la repressione in Polonia e l'invasione dell'Ungheria. L'abbandono del PCI e il lavoro per l'ENI di Mattei nei paesi arabi e poi l'ENI di CEFIS e una seconda fuoriuscita.
    Il giornalismo: al Giorno, poi al Globo, la fondazione di Repubblica, l'Europeo e la P2.
    A me piacciono le biografie e quella di Mario Pirani è sicuramente ricca anche se gli aspetti più personali e meno politici restano inevasi (ci sono una moglie e un figlio, c'è un amore in terra d'Africa con una francese d'Algeria, poi a un certo punto appare Barbara Spinelli, ma solo per la pieds-noir ci racconta come e perchè finisce la storia). Leggerla è un modo, fra l'altro, per ripassare 50 anni di storia italiana e per apprendere particolari ed aneddoti di questa storia e di tanti personaggi noti.

    https://sites.google.com/site/pierfrancoravotto/

    ha scritto il 

  • 4

    un'autobiografia

    le vicende di un uomo, la cui vita ha portato a frequentare il primo PCI della provincia fino alle Botteghe Oscure e a prestar servizio nell'Eni all'estero.

    Avventura e tanta umanità.

    Scorre anche bene (che non guasta)

    ha scritto il 

  • 4

    un'autobiografia molto interessante. L'autore non è mai autoelogiativo: attraverso la sua esperienza vengono descritti alcuni aspetti di un'epoca durante la quale si è formata l'Italia quale è oggi.

    ha scritto il 

  • 4

    Gran bel libro, mai noioso, ci descrive, avendole vissute da protagonista, le vicende dell' Italia da Mussolini ai giorni nostri con la lucidità e la chiarezza del grande giornalista che è Pirani. Complimenti!

    ha scritto il 

  • 4

    Autobiografia di Mario Pirani, protagonista della storia d'Italia prima come membro del PCI, spesso dubbioso e vicino alla dissidenza, poi con Mattei alla guida dell'Eni, poi giornalista a tutto campo.
    Come si dice, uno spaccato della vita italiana del dopoguerra visto da un protagonista no ...continua

    Autobiografia di Mario Pirani, protagonista della storia d'Italia prima come membro del PCI, spesso dubbioso e vicino alla dissidenza, poi con Mattei alla guida dell'Eni, poi giornalista a tutto campo.
    Come si dice, uno spaccato della vita italiana del dopoguerra visto da un protagonista non di primo piano

    ha scritto il 

  • 4

    Quella sconosciuta storia d'Italia

    Per chi ha trent'anni o poco più, come me attualmente, è particolarmente difficile capire le logiche dell'Italia di oggi. Lo studio scolastico ci ha portato a conoscere le vicende italiane fino alla seconda guerra mondiale mentre la consapevole conoscenza della cronaca politica e sociale legata a ...continua

    Per chi ha trent'anni o poco più, come me attualmente, è particolarmente difficile capire le logiche dell'Italia di oggi. Lo studio scolastico ci ha portato a conoscere le vicende italiane fino alla seconda guerra mondiale mentre la consapevole conoscenza della cronaca politica e sociale legata alla nostra vita è partita, anno più anno meno, dai primi anni novanta. Poi, progressivamente, il decadimento politico, etico e sociale del nostro paese e l'impoverimento qualitativo di un'informazione sempre più servile e cinicamente rivolta all'intrattenimento (e imbarbarimento) di cervelli anestetizzati. In mezzo, al buio, "solo" i quattro decenni più intensi della storia d'Italia: dalla costituzione, al boom industriale fino al terrorismo e alla nascita delle nuove mafie partitiche e finanziarie. Il bel racconto di Mario Pirani ci permette di rivivere, attraverso i suoi occhi, alcune delle vicende più significative di quegli anni di radicale cambiamento e di passione italiana e ci fornisce alcune chiavi di lettura per la comprensione dell'ottusità moderna di questo nostro decadente paese. Nati troppo tardi per aver vissuto la costruzione della nostra Italia e troppo presto perché "il grande fratello" riuscisse a convincere anche noi che non avrebbe potuto essere diverso e migliore. Noi, poveri trentenni, schiacciati tra chi comanda per continuare a comandare e chi cresce convinto che il mondo stia tutto in un i-phone, tra luci, rumore e vanità!

    ha scritto il