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Praticamente innocuo

Di

Editore: Mondadori

3.8
(1908)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 263 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Giapponese

Isbn-10: 8804572116 | Isbn-13: 9788804572114 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Serra

Disponibile anche come: eBook , Altri

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Ormai la Terra è stata demolita dai Vogons per fare posto a una nuova circonvallazione iperspaziale: era stato scritto nei primi quattro capitoli della saga iniziata con la "Guida galattica per gli autostoppisti", unica "trilogia in cinque parti" della storia della letteratura. Ma le geniali e pazzesche avventure del terrestre Arthur Dent e del suo amico alieno Ford Prefect non sono ancora finite. L'irriverente e demenziale umorismo di Douglas Adams non si ferma, ed ecco allora il quinto capitolo degli esuli delle galassie.
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  • 2

    Ho fatto molta fatica a finirlo. Qualche battuta, un po' di umorismo, ma sinceramente tutto il resto lascia a desiderare.
    Conclusione di una saga iniziata bene, poi continuata quasi per inerzia.
    Per concludere, non vi ho letto questo grande capolavoro che la comunità "nerd" vede in es ...continua

    Ho fatto molta fatica a finirlo. Qualche battuta, un po' di umorismo, ma sinceramente tutto il resto lascia a desiderare.
    Conclusione di una saga iniziata bene, poi continuata quasi per inerzia.
    Per concludere, non vi ho letto questo grande capolavoro che la comunità "nerd" vede in essa.

    ha scritto il 

  • 2

    Sempre meravigliosa l'ironia di Adams, un pò meno la storia... Diventa tutto esageratamente complicato e il finale rimane un pò sconclusionato con la parte di Zaphod.

    ha scritto il 

  • 2

    Ultimo capitolo della saga de "La guida galattica per autostoppisti" e devo dire che è stata una lettura deludente, davvero poca roba, purtroppo. Qualche risata la "strappa" pure, soprattutto credo per chi ha già letto i precedenti 4, o se no nemmeno quelle. Ripetitivo e noioso, evitabile...

    ha scritto il 

  • 3

    Come il precedente, si salta di scena in scena in maniera così repentina da perdere il filo della trama. Completamente sconclusionato, soprattutto per quanto riguarda la novità degli universi paralleli, dove la Terra esiste ancora, e dove questo piccolo particolare sarà presto risolto dai Vogon, ...continua

    Come il precedente, si salta di scena in scena in maniera così repentina da perdere il filo della trama. Completamente sconclusionato, soprattutto per quanto riguarda la novità degli universi paralleli, dove la Terra esiste ancora, e dove questo piccolo particolare sarà presto risolto dai Vogon, che cercheranno di distruggerla in ogni singolo universo parallelo. Criptico e non chiaro, tre palle per l'ironia, che è davvero unica.

    ha scritto il 

  • 3

    Il (lieto?) fine degli Autostoppisti

    E dunque con questo quinto volume si chiude la famosa "trilogia" interstellare degli Autostoppisti Galattici. Nonostante gli ultimi due capitoli siano un po' più deboli (forse perché si sente la mancanza di Zaphod??) e il finale, comunque ben congegnato, mi abbia lasciato con un po' d'amaro in bo ...continua

    E dunque con questo quinto volume si chiude la famosa "trilogia" interstellare degli Autostoppisti Galattici. Nonostante gli ultimi due capitoli siano un po' più deboli (forse perché si sente la mancanza di Zaphod??) e il finale, comunque ben congegnato, mi abbia lasciato con un po' d'amaro in bocca, sentirò la mancanza dei vari Arthur, Ford Prefect, Trillian e perché no, anche dei malvagi Vogon!

    ha scritto il 

  • 5

    Un comune sbaglio che la gente commette quando cerca di progettare materiali a prova di teste di razzo è sottovalutare l'ingegnosità delle teste di cazzo.


    Dopo tanti episodi in cui la prima regola da ricordare è Don't panic, da ripetersi come un mantra, nel gran finale è arri ...continua

    Un comune sbaglio che la gente commette quando cerca di progettare materiali a prova di teste di razzo è sottovalutare l'ingegnosità delle teste di cazzo.

    Dopo tanti episodi in cui la prima regola da ricordare è Don't panic, da ripetersi come un mantra, nel gran finale è arrivato il momento di farsi prendere dal panico.

    Arthur alzò gli occhi al cielo, che era cupo, striato e livido, e lo giudicò il tipo di cielo da cui i quattro cavalieri dell'Apocalisse avrebbero scelto di comparire per non sembrare un branco di completi imbecilli.

    Una conclusione molto carina di questa bella ed esilarante saga. Anche il racconto incluso in questo libro, Sicuro, sicurissimo, perfettamente sicuro, è carino.

    Giunta alla fine di questa saga, credo che la lettura del testo originale debba essere ancor più esilarante (probabilmente molte gag si perdono nella traduzione).

    ha scritto il 

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