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Praticamente innocuo

Di

Editore: Mondadori

3.8
(1908)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 266 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Giapponese

Isbn-10: 8852022600 | Isbn-13: 9788852022609 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: L. Serra

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Si conclude con questo volume la paradossale, amatissima saga di Douglas Adams, iniziata con la Guida galattica per gli autostoppisti , l'unica "trilogia in cinque parti" della storia della letteratura che ha conquistato quindici milioni di lettori nel mondo. Distrutto il pianeta Terra, non sono ancora finite le pazzesche avventure dei due esuli delle galassie, Arthur Dent e il suo amico alieno Ford Prefect. Dopo il lungo periodo trascorso sul nostro pianeta, questi è avvilito perché i redattori della Guida Galattica hanno condensato il risultato delle sue ricerche in due sole parole: praticamente innocuo. In preda allo sconforto, Ford si getta dalle finestre della sua casa editrice, e mentre precipita non può fare a meno di porsi domande inquietanti: perché le finestre del tredicesimo piano dell'edificio sono oscurate? Chi è la creatura simile a un uccello che gli sembra di intravvedere di là da esse? E perché i guardiani assomigliano ai perfidi Vogon? Per rispondere, Ford deve assolutamente trovare il modo di salvarsi.
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  • 2

    Ho fatto molta fatica a finirlo. Qualche battuta, un po' di umorismo, ma sinceramente tutto il resto lascia a desiderare.
    Conclusione di una saga iniziata bene, poi continuata quasi per inerzia.
    Per concludere, non vi ho letto questo grande capolavoro che la comunità "nerd" vede in es ...continua

    Ho fatto molta fatica a finirlo. Qualche battuta, un po' di umorismo, ma sinceramente tutto il resto lascia a desiderare.
    Conclusione di una saga iniziata bene, poi continuata quasi per inerzia.
    Per concludere, non vi ho letto questo grande capolavoro che la comunità "nerd" vede in essa.

    ha scritto il 

  • 2

    Sempre meravigliosa l'ironia di Adams, un pò meno la storia... Diventa tutto esageratamente complicato e il finale rimane un pò sconclusionato con la parte di Zaphod.

    ha scritto il 

  • 2

    Ultimo capitolo della saga de "La guida galattica per autostoppisti" e devo dire che è stata una lettura deludente, davvero poca roba, purtroppo. Qualche risata la "strappa" pure, soprattutto credo per chi ha già letto i precedenti 4, o se no nemmeno quelle. Ripetitivo e noioso, evitabile...

    ha scritto il 

  • 3

    Come il precedente, si salta di scena in scena in maniera così repentina da perdere il filo della trama. Completamente sconclusionato, soprattutto per quanto riguarda la novità degli universi paralleli, dove la Terra esiste ancora, e dove questo piccolo particolare sarà presto risolto dai Vogon, ...continua

    Come il precedente, si salta di scena in scena in maniera così repentina da perdere il filo della trama. Completamente sconclusionato, soprattutto per quanto riguarda la novità degli universi paralleli, dove la Terra esiste ancora, e dove questo piccolo particolare sarà presto risolto dai Vogon, che cercheranno di distruggerla in ogni singolo universo parallelo. Criptico e non chiaro, tre palle per l'ironia, che è davvero unica.

    ha scritto il 

  • 3

    Il (lieto?) fine degli Autostoppisti

    E dunque con questo quinto volume si chiude la famosa "trilogia" interstellare degli Autostoppisti Galattici. Nonostante gli ultimi due capitoli siano un po' più deboli (forse perché si sente la mancanza di Zaphod??) e il finale, comunque ben congegnato, mi abbia lasciato con un po' d'amaro in bo ...continua

    E dunque con questo quinto volume si chiude la famosa "trilogia" interstellare degli Autostoppisti Galattici. Nonostante gli ultimi due capitoli siano un po' più deboli (forse perché si sente la mancanza di Zaphod??) e il finale, comunque ben congegnato, mi abbia lasciato con un po' d'amaro in bocca, sentirò la mancanza dei vari Arthur, Ford Prefect, Trillian e perché no, anche dei malvagi Vogon!

    ha scritto il 

  • 5

    Un comune sbaglio che la gente commette quando cerca di progettare materiali a prova di teste di razzo è sottovalutare l'ingegnosità delle teste di cazzo.


    Dopo tanti episodi in cui la prima regola da ricordare è Don't panic, da ripetersi come un mantra, nel gran finale è arri ...continua

    Un comune sbaglio che la gente commette quando cerca di progettare materiali a prova di teste di razzo è sottovalutare l'ingegnosità delle teste di cazzo.

    Dopo tanti episodi in cui la prima regola da ricordare è Don't panic, da ripetersi come un mantra, nel gran finale è arrivato il momento di farsi prendere dal panico.

    Arthur alzò gli occhi al cielo, che era cupo, striato e livido, e lo giudicò il tipo di cielo da cui i quattro cavalieri dell'Apocalisse avrebbero scelto di comparire per non sembrare un branco di completi imbecilli.

    Una conclusione molto carina di questa bella ed esilarante saga. Anche il racconto incluso in questo libro, Sicuro, sicurissimo, perfettamente sicuro, è carino.

    Giunta alla fine di questa saga, credo che la lettura del testo originale debba essere ancor più esilarante (probabilmente molte gag si perdono nella traduzione).

    ha scritto il 

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