Preda

Di

Editore: Mondadori (Shout)

3.5
(212)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 406 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804601574 | Isbn-13: 9788804601579 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Angela Ragusa

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Adolescenti

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Descrizione del libro
Alisa ha l'aspetto di una diciottenne, ma è un vampiro nato cinquemila anni fa. Da allora la sua vita è una continua lotta contro l'istinto: nutrirsi ma non divorare, dissetarsi ma non uccidere. E soprattutto non svelare il proprio segreto, che non può condividere con nessuno, essendo l'ultimo vampiro sulla Terra. Almeno così credeva, prima che il capostipite della sua stirpe tornasse dalla tomba per ucciderla. Se vorrà sopravvivere, Alisa dovrà spezzare il sottile confine che separa l'umano dalla bestia, e stringersi tra le braccia di Ray, l'unico ragazzo in grado di aiutarla. Ray ha molte ragioni per temerla, ma l'attrazione che prova per lei è più forte della paura e lo spingerà oltre il limite, dove non è più possibile tornare indietro. Perché, come lui, Alisa è una preda, e se riuscirà a fuggire dal suo cacciatore non potrà farlo dalla sete che, sempre più fatale, la divora. Una storia terrificante e sensuale, che raccoglie in un unico volume i primi tre romanzi della serie "L'ultimo vampiro".

Età di lettura: da 14 anni.
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  • 4

    Quando ami non conosci né paura né odio. Quando hai paura, non c'è spazio per l'amore o per l'odio. E quando c'è l'odio, c'è l'odio soltanto.

    Come ogni cosa nella vita, alla fine di una storia, di un racconto, si tirano le somme: le idee, i propositi, quel che si credeva avevamo saldamente ancorato a noi stessi e tutti i cambiamenti che son ...continua

    Come ogni cosa nella vita, alla fine di una storia, di un racconto, si tirano le somme: le idee, i propositi, quel che si credeva avevamo saldamente ancorato a noi stessi e tutti i cambiamenti che sono avvenuti in una manciata di giorni o qualche ora. E il banco di questo discorso è uno solo: il saper raccontare. A che serve estrapolare un'idea dal nulla, dopo aver meditato per ore e ore e non si ha con questo maturato un "processo" purché la si metta in pratica? Ci si distacca dalle cose del mondo, si mettono a tacere i desideri dei sensi, dei bisogni del corpo, ma come si vuole argomentare qualcosa che si pensava di aver già visto, quando in realtà non l'ho mai visto? Le innumerevoli letture compiute negli anni mi hanno fatto prendere consapevolezza che ognuno di noi ha qualcosa che cela gelosamente, e che poi una situazione drammatica o un dispiacere ci induce a fare quel che si era prefissato di fare finendo così di cadere nel nuovo o nel vecchio, condizionati modi di agire. Finché rimasi rintanata nella mia camera a chilometri di distanza dal piccolo paesino dell'America in cui stava per svolgersi la scenografia di un film, avvincente e per molti versi cruente e crudele, la condizione fra quel che ho letto e quel che pensavo di leggere, fra ciò che ho visto e ciò che avrei voluto vedere non mi è mai posto. Non ce nè stata l'occasione. Ho vissuto praticamente, in compagnia di una ragazza che aspira alla moltiplicazione della sua specie, osservatrice attenta in una landa spoglia e desolata, avida di un qualcosa che è tuttavia legata alla purezza del sangue, all'intensità dello spirito, alla lunghezza della vita. E, così come Alisa Perne, nel momento in cui mi distaccai da questo mondo, il mio corpo si distaccò da una dimensione da cui spesso desidero evadere, finendo presa alla sprovvista da un vampiro che si crede spaventoso e crudele, lasciandomi tentare dal suo desiderio di fuggire. Perdersi nell'oblio, prima di tornare nel paradiso stellato del suo sogno o nel più gelido inferno.
    Se Alisa, invece di apparire "gentile e disponibile", mi avesse sin dal principio mostrato il suo lato spaventoso, allora Preda penso mi sarebbe parso davvero terrificante. Tutto sommato, come credevo. Ma, alla fine? Niente di tutto questo! E' sempre difficile giudicare un romanzo dalla copertina, nel momento in cui ci capita fra le mani, dando meno peso a quella distinzione - bello o brutto, buono o cattivo - visto che il giudizio potrebbe cambiare col tempo e spesso il giudizio stesso finisce per non avere alcun valore.
    Guardando dall'interno e vivendo un realtà parallela in cui non c'è tempo per l'amore e nemmeno per l'odio, in cui alla fine resta soltanto una melodia, quella della paura - così gelida e scolpita nell'anima - mi sarei risparmiata ore e ore di riflessioni profonde e tutto quel che ne seguì. Forse questo mi avrebbe preparato psicologicamente? Una fortuna o una sfortuna?
    Ma quello che ho visto l'ho vissuto e la sera dopo, quando mi sedetti alla scrivania, aprì il computer rivivendo ogni cosa: vampiri assettati di sangue e potere, pieni di energie, soli e smaniosi di qualcosa che non hanno mai avuto. Ma in cosa è realmente racchiusa l'essenza del romanzo? Da dove partire per interpretare la sua anima cupa e drammatica, sadica e allo stesso tempo perversa?
    Io e Alisa abbiamo percorso una strada che una volta imboccata non si potrà più far ritorno, il cui legame è sfociato nelle punte di gocce di sangue sporco e copioso che macchiarono quasi la mia anima, incidendo profondamente un segno, là dove il mio sangue puro corre, simile a un fiume d'acqua limpida, nel presente, come una maledizione divina. E nel sapore agre di questo liquido, legami poco solidi e sbrigativi. Una cornice per far risaltare la condizione di "penitente" della protagonista, che anche se poco accentuata ha attanagliato pure me.Un puntino bianco in un manto nero come la notte.
    Nonostante il tema e il target a cui è indirizzato, leggere Preda è stato davvero eccitante e avvincente. Ho vissuto la storia di Alisa come se stessi assistendo a un film proiettato sulle pagine che, con una cadenza rapida ma armoniosa, mi ha condotto in un luogo sconociuto da cui non avrei mai voluto separarmi.
    Quando decisi di leggere Preda sapevo che, quando avrei cominciato, questa sarebbe stata l'occasione per scrollarmi di dosso il peso della curiosità. Una lacuna letteraria che avrei dovuto colmare da un po'.
    Non avevo nulla da perdere. Dovevo solo raccogliere una certa dose di coraggio, ma, a dire il vero, avevo deciso di leggerlo senza tenere conto ai macabri episodi a cui avrei dovuto assistere e questo mi sembrava una cosa positiva. Un buon punto di partenza. Romanzo horror inglese, uno scrittore di cui avevo sentito parlare molto bene, un disegno oscuro che non permette di vedere o sentire. Tutto quello cui un tempo avrei detto "no", non mi sembrava più così. E leggendo il romanzo di Pike, non mi sono più riconosciuta. Mi sono sentita estranea e, allo stesso tempo, intrappolata. Come se una magia avesse atrofizzato i miei pensieri, operasse silenziosa dentro di me. Una parte del mio animo di lettrice che ho scoperto pian piano, e leggendo di Alisa e della sua triste storia ho potuto conoscere la vita di una vita di cui non sapevo nemmeno l'esistenza. Una storia cruda, surreale e allo stesso tempo reale, avvincente e appassionante, che è un carosello d'immagini, dettagli poco rivelanti, ombre impregnate di malvagità.
    Pezzi di vita di anime che vagano in un deserto di desideri che non sono mai stati soddisfatti, e con prospettive nebulose per il futuro, che mi hanno incuriosito moltissimo, interessato inaspettatamente, costringendomi a lasciare tutto alle spalle, abbandonando la mia inutilissima vita in una landa deserta in cui non avrei mai più voluto far ritorno.
    In attimi di vita che hanno scandito regolarmente la frenesia di questa settimana, esordito nella notte più spaventosa dell'anno, nonostante conduca un'esistenza tranquilla, ho vissuto assieme a Alisa, entro i limiti autoimposti da Pike, tante e altrettante vite. Ruoli che mi sono divertita a impersonare e con cui ho voluto fuggire dal baratro dello sconosciuto. Respirando aria che non era più pulita ne lo è mai stata, satura di crimini orribili e inumani.
    Preda è un romanzo il cui sapore è agre come un limone, un esame attento sulla distinzione fra zona grigia del bene e del male, un harem segreto in cui trovare la pace con se stessi è davvero una bazzecola. E lì, fra oscurità e fantasia, l'ho avvertita intensamente. Che ha afflitto Alisa forse anche per i diversi mali, fisici o morali, inflitti continuamente alle sue prede in ogni capitolo.
    Diventare imperturbabili e proseguire la lettura dal davanzale del nostro mondo, dunque, è stato estremamente difficile. Eppure, una volta compiuto questo passo, tornare indietro è risultato più facile. Superando con un balzo il mondo di là con quello di qua.
    Oscuro, insidioso, rischioso come la notte, Preda è un romanzo che trasmette una certa inquietudine. In 400 pagine di turbamenti, dove un misero atto di felicità investe inevitabilmente con qualcosa di spiacevole, c'è stato un universo che non ho mai esplorato. Ma in cui ho colto una certa bellezza. Con patti di sangue e segreti sussurrati dalla finestra virtuale del nostro mondo, con regole e nozioni del tutto indifferenti a quello cui sono abituata.
    Un horror che non dà tregua, colpisce dritto al cuore e ci rende protagonisti di una storia avvincente che permette di ritagliarci un angolino tutto nostro in una squallida stanza e, pian piano, nel cuore dell' algida protagonista.
    Nella notte di Halloween, con figure evanescenti che mi si sono aggrappate sulle spalle, povera vittima che, accidentalmente, ha imboccato la strada sbagliata. Ci si fa prendere dal panico, la paura attanaglia le nostre fragili membra, e tutto quel che si desidera è scappare. Invocando aiuto, dubitando di qualunque passante possa incrociare; pensando di essere caduta nella bocca dell'inferno e non trovare più alcuna via d'uscita.

    Al giorno d'oggi si pensa che la speranza sia una virtù, ma, secondo me, la speranza porta soltanto dolore. Le persone più felici sono quelle che non si aspettano nulla, che hanno smesso di sognare.

    ha scritto il 

  • 3

    Come storia non è male, solo che l'autore ha voluto esagerare su troppi punti, perdendo interesse al romanzo. Troppe ripetizioni nel racconto...
    Bella la protagonista. Mi pace come viene descritta, pu ...continua

    Come storia non è male, solo che l'autore ha voluto esagerare su troppi punti, perdendo interesse al romanzo. Troppe ripetizioni nel racconto...
    Bella la protagonista. Mi pace come viene descritta, pure in questo caso si trovano delle esagerazioni che fanno sfumare la simpatia

    ha scritto il 

  • 3

    Ottime basi, 0 sex appeal! -.-

    Sono anni che voglio leggere Pike e… finalmente, quando ho potuto stringere questo libro tra le mani, ho fatto festa!
    Pike non mi ha completamente conquistato, devo dire la verità, ma non mi ha neanch ...continua

    Sono anni che voglio leggere Pike e… finalmente, quando ho potuto stringere questo libro tra le mani, ho fatto festa!
    Pike non mi ha completamente conquistato, devo dire la verità, ma non mi ha neanche completamente deluso. Non sapevo di cosa esattamente parlasse il libro, ma ho divorato i 3 racconti, questo è sicuro.
    Per prima cosa, ho amato la mitologia che crea Pike. Un sapere arcano, dove bene e male sono i due piatti della bilancia e nel mezzo si trova Sita, l’ultimo vampiro, una creatura antichissima, che ha imparato a vivere senza farsi notare. Pike ci ha messo tutto se stesso per creare una protagonista completa e si vede!
    Sita è una vampira che ha una logica tutta sua: non sprecare sangue e vite se non ce n’è bisogno, ma se sei alle strette o se la tua nuova identità è in pericolo, uccidi tutti i tuoi nemici, senza sconti ne misure!
    Così, Sita, si destreggia alla perfezione tra ammazzamenti, sbudellamenti, esplosioni ecc. senza mai perdere quella vena di saggezza e vulnerabilità che l’ha resa affascinate ai miei occhi.
    Un plauso va alla scrittura di Pike, molto semplice, scorrevole e poco romantica, secondo me, adattissima per un romanzo del genere.
    L’insoddisfazione nasce, però, principalmente dal fatto che non si tratta di un romanzo vero e proprio ma di 3 racconti brevi messi insieme e questo si vede. La parte finale di tutti e tre i racconti è sempre molto affrettata, risultando così poco chiara. E se Pike ha reso il personaggio di Sita molto complesso e profondo le controparti maschili sono tutt’altro che affascinati! Per quanto abbia trovato Joel, molto più complesso rispetto a Ray, questo è sicuro! insomma, sarà anche l’anima gemella di Sita e tutto quanto, ma in confronto a lui anche il bradipo ha più sex appeal! E ho detto tutto…
    Un libro che si legge bene, con una base molto interessante, non volevo il romanticismo ma un po’ più spessore non guastava, questo si!

    ha scritto il 

  • 5

    Inaspettato

    Se penso a tutti i libri sui vampiri che ho letto, questo è uno tra quelli che mi sono piaciuti di più. Ha quel pizzico di ironia che ci vuole in una storia di vampiri per renderla più apprezzabile. C ...continua

    Se penso a tutti i libri sui vampiri che ho letto, questo è uno tra quelli che mi sono piaciuti di più. Ha quel pizzico di ironia che ci vuole in una storia di vampiri per renderla più apprezzabile. Consigliato, sicuramente.

    ha scritto il 

  • 5

    Classico, mai banale, vampiri classici senza troppo "love-love"!

    Alisa è solo l'ultima delle sue identità, del resto, per una vampira di cinquemila anni sopravvivere significa anche doversi creare nuove vite da indissare come maschere per non spaventare l'umanità i ...continua

    Alisa è solo l'ultima delle sue identità, del resto, per una vampira di cinquemila anni sopravvivere significa anche doversi creare nuove vite da indissare come maschere per non spaventare l'umanità ignara. Tutto scorre normale fino a che un agente privato inizia ad indagare su di lei, qualcuno sa della sua vera natura...
    Anche qui troviamo una nuova versione di vampiro che ha origini e soprattutto caratteristiche diverse del vampiro che Bram Stoker ah creato e e che ha condizionato la cultura letteraria moderna e non: cominciamo subito a dire che stiamo parlando di vampiri con origini indiane la cui nascita è da collocarsi nel 3000 a.C., il loro modo di vivere e sopravvivere non è legato solo e unicamente al sangue, possono vivere sotto il sole, rimane certo la forza sovrumana ed i punti deboli ( se escludiamo il crocifisso e l'aglio). C'è poi da sottolineare la diversità del rituale che porta alla nascita di un nuovo vampiro, non è questione di saliva non è una questione di morsi ma si tratta di una totale trasfusione di sangue. Io che amo la figura del vampiro ho apprezzato molto questa nuova sfaccettatura anche perchè e sempre bello pensare di collocare il vampiro in culture e nuove in cui noi lettori non siamo abituati a vederli.
    Il libro raccoglie la prima di due trilogie legate alla figura di Alisa, considerando che volume è di quattrocento pagine circa, stiamo parlando di piccole avventure che trovano una conclusione, lasciando però al lettore la possibilità di vedere anche un seguito.
    Lo stile è sobrio e sapintemente sfruttato nell'intreccio che fonde flashback e presente dando una forma chiara alla protagonista, che per alcune sue azioni sembra di ghiaccio ed invece è molto di più.
    In definitiva cinque stelle, gli elementi per una bella lettura ci sono tutti: originalità, cura dei dettagli, psicologie, elementi storico-culturali. Romantico? In certi punti sì. Da leggere? Sì, ma solo per amanti del genere vampiresco classico, a tutti i Twilightisti consiglio di passare oltre.

    ha scritto il 

  • 3

    Ciao, sono Sita, sono l'ultima vampira, ho cinquemila anni, ho conosciuto Krishna, sono cupa, non amo uccidere ma lo faccio spesso, il mio grande amore è morto da secoli, ma nel tempo libro mi trombo ...continua

    Ciao, sono Sita, sono l'ultima vampira, ho cinquemila anni, ho conosciuto Krishna, sono cupa, non amo uccidere ma lo faccio spesso, il mio grande amore è morto da secoli, ma nel tempo libro mi trombo chi passa.

    Non è un libro eccelso, ma neanche pessimo, ha il suo perché, tra l'altro è costituito da tre storie consequenziali, ricchi di colpi di scena e di suspance, in fondo. Non mi è spiaciuto, da quel punto di vista.
    Il problema è lei: più che matura è superba, più che intelligente è talmente over-power da vincere sempre, non ha dei veri meriti per quello che le succede o meno, può e lo fa... inoltre, dyo cristo, ogni volta "mh, non pensavo che questa cosa fosse possibile", OGNI SANTA VOLTA: arrenditi, il tuo intuito è un prognosi riservata!

    Il finale, tra l'altro è più aperto che non si può...

    Tre stelline e sono anche tante

    ha scritto il 

  • 5

    Alisa ha l'aspetto di una diciottenne, ma è un vampiro nato cinquemila anni fa. Da allora la sua vita è una continua lotta contro l'istinto: nutrirsi ma non divorare, dissetarsi ma non uccidere. E sop ...continua

    Alisa ha l'aspetto di una diciottenne, ma è un vampiro nato cinquemila anni fa. Da allora la sua vita è una continua lotta contro l'istinto: nutrirsi ma non divorare, dissetarsi ma non uccidere. E soprattutto non svelare il proprio segreto, che non può condividere con nessuno, essendo l'ultimo vampiro sulla Terra. Almeno così credeva, prima che il capostipite della sua stirpe tornasse dalla tomba per ucciderla. Se vorrà sopravvivere, Alisa dovrà spezzare il sottile confine che separa l'umano dalla bestia, e stringersi tra le braccia di Ray, l'unico ragazzo in grado di aiutarla. Ray ha molte ragioni per temerla, ma l'attrazione che prova per lei è più forte della paura e lo spingerà oltre il limite, dove non è più possibile tornare indietro. Perché, come lui, Alisa è una preda, e se riuscirà a fuggire dal suo cacciatore non potrà farlo dalla sete che, sempre più fatale, la divora. Una storia terrificante e sensuale, che raccoglie in un unico volume i primi tre romanzi della serie "L'ultimo vampiro".

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo riuscito a metà, forse anche un po' meno.
    In verità sono tre storie, collegate tra loro come se si trattasse di un libro solo.
    Parla di Sita, ragazza di soli 5000 anni, trasformata in vampi ...continua

    Un romanzo riuscito a metà, forse anche un po' meno.
    In verità sono tre storie, collegate tra loro come se si trattasse di un libro solo.
    Parla di Sita, ragazza di soli 5000 anni, trasformata in vampiro nell'antica India da Yaksha, il primo della specie.
    E' un romanzo molto adolescenziale, anche se molte scene sforano dal genere ed entrano in quello che potrebbe essere definito "un signor horror", con molto sangue, morti e arti sbranati selvaggiamente.
    Poi si volta pagina e troviamo sta ragazzina bionda, con due tette così, che se vede tre ragazzi di almeno due se ne innamora, che dispensa perle di saggezza a destra e a manca e combatte usando i suoi poteri da vampiro, i poteri più stupidi e ovvi che si possa immaginare, tanto che una bestemmia Stoker l'avrà sicuramente tirata dalla sua bella tomba.
    Al contrario invece ho visto tanta, tanta maturità nella descrizione delle scene passate, dalla vita di Sita in India all'incontro con Krishna, dal tempo dell'antica Grecia fino alla lontana Inghilterra, e poi Firenze e chi più ne ha più ne metta. Fondamentalmente sono queste pause della narrazione ad aver sollevato un poco il mio giudizio finale.

    ha scritto il 

  • 3

    Altro tuffo nel passato con Pike! Peccato non aver scoperto i suoi horror in contemporanea con i gialli, li avrei sicuramente apprezzati di più; comunque è sempre piacevole leggere i suoi libri.
    Per l ...continua

    Altro tuffo nel passato con Pike! Peccato non aver scoperto i suoi horror in contemporanea con i gialli, li avrei sicuramente apprezzati di più; comunque è sempre piacevole leggere i suoi libri.
    Per la cronaca questo contiene 3 romanzi: "L'ultimo vampiro", "Sangue di tenebra" e "Dadi scarlatti". Ecco forse è l'argomento vampiri che non mi entusiasma più di tanto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Bah!

    Davvero deludente!!
    Storia poco approfondita in certi punti e quasi frettolosa, la protagonista è egocentrica e a dir poco arrogante (anche se verso la fine gli avvenimenti la ridimanesionano un po') ...continua

    Davvero deludente!!
    Storia poco approfondita in certi punti e quasi frettolosa, la protagonista è egocentrica e a dir poco arrogante (anche se verso la fine gli avvenimenti la ridimanesionano un po') e dopo la morte del suo amato tende all'autocommiserazione un po' troppo spesso...
    Inoltre qualcuno mi spieghi il senso di vampiri protetti da una divinità, perchè io proprio non lo trovo...
    Qui i vampiri non brillano alla luce del sole (che però non li brucia nemmeno) ma quando alla fine diventa trasparente e levita fuori dal bunker mi sono davvero cadute le braccia.
    Per non parlare dei due ragazzi, Ray e Seymour che invece di scappare a gambe levate quando capiscono cos'è veramente uno se la porta a letto e l'altro le da suggerimenti per sconfiggere il nemico...

    Ma dove sono finiti i "veri" vampiri di una volta?!?!

    ha scritto il 

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