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Preferirei di no

Le storie dei dodici professori che si opposero a Mussolini

By Giorgio Boatti

(70)

| Paperback | 9788806201616

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Book Description

L'8 ottobre 1931 Mussolini impone ai professori universitari il giuramento di fedeltà al fascismo. Su un migliaio di ordinari soltanto dodici si rifiutano di piegarsi al duce, perdendo la cattedra e subendo, nell'Italia massicciamente sottomessa al r Continue

L'8 ottobre 1931 Mussolini impone ai professori universitari il giuramento di fedeltà al fascismo. Su un migliaio di ordinari soltanto dodici si rifiutano di piegarsi al duce, perdendo la cattedra e subendo, nell'Italia massicciamente sottomessa al regime, un raggelante isolamento. dodici uomini, differenti per origine, carattere, modi di pensare, attitudini s ociali; in quell'autunno del 1931 impartiscono la più magistrale delle lezioni insegnando che dire di no è una scelta docuta prima di tutto a se stessi. Ernesto Bonaiuti, Mario Carrara, Gaetano De Sanctis, Giorgio Errera, Giorgio Levi Della Vida, Fabio Luzzatto, Piero Martinetti, Bartolo Nigrisoli, Francesco ed Edoardo Ruffini, Lionello Venturi, Vito Volterra - questi i nomi di coloro che compiono un gesto essenziale in nome di quegli "ideali di libertà, dignità e coerenza interiore" nei quali erano cresciuti.
Preferirei di no è un libro che, con rigore e affetto, ripercorre il tragitto di questi isolati viaggiatori che scelsero la terra del no e attraverso l'intereccio delle loro vite riscopre mondi di umanità e semplicità che sanno ancora oggi parlare con forza ed efficacia.

30 Reviews

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  • 10 people find this helpful

    La storia è, probabilmente, nota. Dodici professori universitari, su oltre milleduecento, si rifutano di giurare fedeltà al fascismo e vengono, per questo, estromessi dalle loro cattedre.

    Per una volta, però, l'enfasi non è sul numero ma sulle stori ...(continue)

    La storia è, probabilmente, nota. Dodici professori universitari, su oltre milleduecento, si rifutano di giurare fedeltà al fascismo e vengono, per questo, estromessi dalle loro cattedre.

    Per una volta, però, l'enfasi non è sul numero ma sulle storie, sugli uomini che presero quelle decisioni. E' questo è un bene. si scopre così che il giuramento fascista non era l'unico "impiccio" di un mondo in cui la Chiesa Cattolica aveva il potere, spesso esercitato, di far escludere persone sgradite dalle aule universitarie; in cui essere troppo liberali era problematico già prima dell'avvento di Mussolini. Ma, al tempo stesso, si scopre una comunità di persone per cui cultura, sapere, rigore morale, magistero son parole piene, dense di significato, da cui trarre un esempio che si deve mutare sempre in atto.
    Maestri di cui oggi avremmo bisogno, verrebbe da dire. Se non fosse che tali maestri non volevano allievi, consci del fatto che l'unico moto di liberazione non può che partire da se stessi.

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    Chik67 (Expectore) said on May 10, 2014 | 8 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Nel 1931...

    ...il regime fascista impose ai professori delle università italiane di giurare fedeltà al regime fascista. Su oltre 1.200 professori solo in 12 rifiutarono, rinunciando non solo alla cattedra ma al prestigio, incarichi di ricerca e quanto altro. Per ...(continue)

    ...il regime fascista impose ai professori delle università italiane di giurare fedeltà al regime fascista. Su oltre 1.200 professori solo in 12 rifiutarono, rinunciando non solo alla cattedra ma al prestigio, incarichi di ricerca e quanto altro. Per alcuni significò stravolgere la propria vita, per altri fu l'ennesimo soppruso, per tutti fu una scelta pressoché obbligata. Boatti ce li racconta nel loro contesto e nella loro vita.

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    Morena said on Apr 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E' un libro bello, interessante e scritto bene.
    Da leggere sicuramente se interessati a comprendere un'epoca, che va dall'unità d'Italia alla caduta del fascismo, attraverso le storie, raccontate senza enfasi, di alcuni protagonisti del panorama cult ...(continue)

    E' un libro bello, interessante e scritto bene.
    Da leggere sicuramente se interessati a comprendere un'epoca, che va dall'unità d'Italia alla caduta del fascismo, attraverso le storie, raccontate senza enfasi, di alcuni protagonisti del panorama culturale italiano ed europeo.

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    FF said on Feb 17, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    In realtà non l'ho finito, l'ho abbandonato a metà circa.
    Molto buono per i contenuti (per questo le tre stelline) ma noiosissimo da leggere (per questo assegnerei non più di una stellina). Non ce l'ho proprio fatta, a terminarlo. E pensare che n ...(continue)

    In realtà non l'ho finito, l'ho abbandonato a metà circa.
    Molto buono per i contenuti (per questo le tre stelline) ma noiosissimo da leggere (per questo assegnerei non più di una stellina). Non ce l'ho proprio fatta, a terminarlo. E pensare che non mi arrendo facilmente, considerando poi che il tema mi interessava/mi interessa davvero parecchio. Ma non si può torturare il lettore con una marea di note e contronote ed elenchi lunghissimi e citazioni che interrompono continuamente il filo della narrazione, con una marea di dettagli dotti, eruditi ma che troppo spesso poco o nulla aggiungono al senso complessivo del discorso, con divagazioni e diramazioni che costringono ad un continuo "reset" mentale per riportarsi alla pista principale…
    Forse che l'obiettivo era quello di far scappare il lettore? Certo è che questa tortuosissima e noiosissima maniera di trattare l'argomento con me ha raggiunto l'effetto di farmi mollare il libro.
    E pensare che Boatti è un giornalista, si suppone quindi che dovrebbe sapere come catturare l'attenzione del lettore e mantenerla.
    Peccato, mi dispiace proprio ma… no, preferisco di no.

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    Gabrilu said on Jun 28, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Leggiucchiato: un bel pò noioso, direi in modo ingiustificabile visto che si parla di libertà e antifascismo le cose più appassionanti che ci possano essere ancora oggi.

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    Cris said on Feb 23, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful


    Prima di uscire di casa la signorina
    (prima che lei esca di casa) mi dice di sistemare

    i capelli che un ciuffo se ne va di qua un altro di là
    (mi dice che devo sistemare: le implicite in italiano

    hanno un grado di opacità molto ampio). Io ...(continue)


    Prima di uscire di casa la signorina
    (prima che lei esca di casa) mi dice di sistemare

    i capelli che un ciuffo se ne va di qua un altro di là
    (mi dice che devo sistemare: le implicite in italiano

    hanno un grado di opacità molto ampio). Io dico che tanto
    ci penserà il cappello ad appianare le divergenze e lei

    dice
    deficiente

    quando poi lei (finalmente, id est alla fine)esce io redigo sistemo catalogo allineo

    registro indi esco

    con cappello
    bevo caffè in locanda, perché desideroso di

    ingurgitare un'aspirina ma me ne dimentico invece
    non dimentico di farmi una pastina con la marmellata

    di albicocca
    indi mi reco nel tempio del sapere

    gironzolo e davanti a una porta finestra mi vedo tutto
    lungo nel riflesso e accidenti aveva ragione la fanciulla

    i capelli se ne vanno per i fatti loro
    in gamba, i miei capelli

    disobbedienti

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    [radek] said on Jan 26, 2013 | 3 feedbacks

Book Details

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  • Paperback 336 Pages
  • ISBN-10: 8806201611
  • ISBN-13: 9788806201616
  • Publisher: Einaudi
  • Publish date: 2010-02-01
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